Oggi è venuto a mancare Paolo Pecora, eclettico inventore e volto noto della TV reggina.
Era nato a Reggio Calabria nel 1944.
I funerali avranno luogo martedì 26 agosto, alle ore 11.00, al Duomo.
Si è conclusa la prima edizione del “Marconi teatro musica festival” che, nella due giorni svoltasi in piazza Leopoldo Trieste, a Reggio Calabria, ha proposto iniziative di teatro e di musica che guardano all’innovazione e al futuro, coinvolgendo un pubblico numeroso e attento, e attuando, così, momenti di coesione sociale e culturale all’interno della periferia cittadina.
Un festival, quello promosso da Traiectoriae, in collaborazione con l’impresa teatrale Scena Nuda, che, al suo debutto, è stato incentrato sulla figura di Guglielmo Marconi.
In particolare – come rimarcato nella serata di apertura, da Domenico Gatto, direttore generale del festival – “si è immaginata questa rassegna, che ha come protagonisti Marconi e la moglie Maria Cristina Bezzi Scali, con l’idea di far partire il progetto pilota affidando questi personaggi a due artisti in crescita”. La serata inaugurale, quella del 17 agosto, infatti, ha visto in scena due spettacoli: il primo dedicato alla figura della moglie di Marconi, diretto da Filippo Gessi e intitolato proprio “Maria Cristina Bezzi Scali Marconi”, prendendo ispirazione dal libro “Mio marito Guglielmo”, in cui viene ricostruito sia l’aspetto dello scienziato, sia quello dell’uomo Marconi.
“Il rumore del silenzio – Guglielmo Marconi l’uomo oltre l’invenzione” ha coinvolto il pubblico, con un testo scritto da Teresa Timpano, anche regista dello spettacolo proposto in prima nazionale.
Il 18 agosto l’incontro tra teatro e musica offerto da “Diva’s songs – Ritratti in musica fra luci e ombre”: anche in questo caso, protagonisti in scena gli aspetti pubblici e quelli privati, familiari, di personaggi famosi. Al centro del racconto, la vita artistica di cinque dive di Hollywood, ovvero Rita Hayworth, Doris Day, Marilyn Monroe, Judy Garland e Liza Minnelli. Gli aneddoti e le parole tratte da diari e lettere, cui hanno dato voce Kristina Mravcova e Teresa Timpano, intrecciandosi con la parte musicale, che ha visto in scena Piero Massa, alla viola e al violino, Eunice Petito al pianoforte, e la cantante Benedetta Marcianò, hanno conquistato i numerosi spettatori che hanno gremito la platea, facendo rivivere e conoscere con maggiore profondità queste attrici che hanno costruito l’immaginario cinematografico mondiale.
Un percorso ricco di sfumature e coinvolgente, quello offerto dallo spettacolo scritto da Domenico Gatto e co-prodotto da Traiectoriae e Scena Nuda, in chiusura di una prima edizione del festival, che – come si diceva e come rimarcato con soddisfazione dai promotori – ha raggiunto con successo gli obiettivi sociali e culturali del progetto. Offrendo anche, in queste giornate, due interessanti e partecipati momenti formativi, rivolti sempre ai più giovani: uno dedicato alla “Tecnica e scrittura rap”, condotto da Bruno Timpano – Easy One, l’altro dal titolo “Sintonizzati sul Genio. L’invenzione della radio”, laboratorio teatrale per bambini curato dall’impresa teatrale Scena Nuda.
«Raccolgo e riporto oggi il grido di rabbia che arriva dalla gente d’Aspromonte». Con queste parole, il consigliere Giuseppe Marino è intervenuto, nel corso dell’ultimo consiglio metropolitano, in merito all’annullamento delle tradizionali celebrazioni in onore della Madonna di Polsi. «Il Santuario di Polsi rappresenta un punto cardine per la spiritualità di tantissimi fedeli. Sento quindi la responsabilità di portare all’attenzione del consiglio metropolitano, l’ordinanza con cui i commissari del Comune di San Luca hanno interdetto i festeggiamenti di quest’anno. È come se la storia si ripetesse. La storia di questi luoghi – prosegue il consigliere – è segnata da ordinanze emergenziali che hanno ridisegnato, nel corso dei decenni, il nostro territorio. Mi riferisco, ad esempio, allo svuotamento di Africo negli anni ‘50 o a quello di Pentedattilo negli anni ‘70. Sono decisioni politiche che hanno segnato la fine di un’importante fetta del nostro territorio metropolitano. Ecco perché non possiamo restare passivi di fronte a questa ordinanza».
«La spiritualità di Polsi ha radici lontane e profonde, ancora più antiche rispetto alla cristianità ed è legata strettamente all’anima di quel territorio. Occorre quindi trovare soluzioni che consentano al popolo di poter vivere e celebrare il rapporto forte con la Madonna di Polsi». La Regione Calabria, intervenuta con i lavori di messa in sicurezza della strada che da San Luca porta a Polsi, «aveva garantito che questi non avrebbero inciso sul normale svolgimento delle celebrazioni, – spiega ancora Marino – ma così non è stato. Non è neanche pensabile che le celebrazioni possano essere svolte in luoghi diversi dal Santuario di Polsi. Chiedo dunque – conclude – che ciascuno intervenga secondo proprie responsabilità, gli altri così come la Città Metropolitana, per individuare una soluzione e lasciare che i fedeli possano celebrare anche quest’anno la Madonna della montagna nel posto che le compete».
L’incontro, promosso da Onda Orange, sarà l’occasione per dare avvio a un confronto sulla città di Reggio, sulla sua storia, il suo presente ma anche sui futuri possibili.
Il testo racconta storia, aneddoti, gesti quotidiani e frammenti di vita che restituiscono l’immagine di una città fragile e bellissima, incompiuta eppure capace di emozionare.
Reggio fa trasparire le proprie contraddizioni, capace allo stesso tempo di generare delusione e nostalgia, ma anche orgoglio e appartenenza.
Un controllo dei Carabinieri ha portato alla scoperta di un vero e proprio deposito per l’uccellagione a Villa San Giovanni. Nel pomeriggio di ieri i militari della locale Stazione, con il supporto del Nucleo Carabinieri Forestale di San Roberto e del Servizio Veterinario dell’A.S.P. di Reggio Calabria, hanno denunciato in stato di libertà un uomo del posto, ritenuto responsabile di maltrattamento di animali, detenzione di fauna in condizioni incompatibili con il benessere e cattura illegale di esemplari protetti.
All’interno di un magazzino a lui in uso esclusivo sono state trovate 10 gabbie contenenti 16 cardellini, specie particolarmente tutelata. Quattro volatili mostravano gravi lesioni. Contestualmente, i militari hanno rinvenuto 5 reti utilizzate per la cattura di frodo, tipiche dell’attività di bracconaggio.
La perquisizione è proseguita anche sull’autovettura dell’uomo, dove è stato recuperato un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di oltre 15 cm.
Tutto il materiale e gli animali sono stati sottoposti a sequestro. I cardellini sono stati affidati al personale veterinario per le cure e la valutazione del loro possibile reinserimento in natura.
Si precisa che la persona denunciata è da ritenersi innocente fino a sentenza definitiva, in applicazione del principio di non colpevolezza.