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(ANSA) Benedetto ‘Nitto’ Santapaola, morto a 88 anni, nel reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo di Milano, istituito per le cure dei detenuti del Nord Italia, tra cui quelli che si trovano a Opera, dove il capomafia scontava l’ergastolo in regime di 41bis, è stato uno dei più sanguinari boss mafiosi siciliani.
Storico capo di Cosa nostra a Catania ha guidato le fila della sua organizzazione espandendo il suo potere nel controllo degli appalti pubblici, delle estorsioni e del traffico di sostanze stupefacenti.
Per la sua passione era chiamato il ‘cacciatore’, ma la sua abilità criminale negli anni Settanta lo spinge a muoversi da ‘imprenditore’ e così inaugura concessionarie di auto con questore, prefetto, arcivescovo e amministratori pubblici aiutato da un’altra cosca alleata anche per legami di parentela, la ‘famiglia’ Ercolano.
Allo stesso tempo, inoltre, la sua cosca si rende protagonista di violente e sanguinose faide mafiose, come quelle contrapposte negli anni ’80 al boss rivale Alfio Ferlito e all’inizio degli anni ’90 ai clan dei Cursoti, Cappello e Pillera. Quest’ultima in due anni provocò oltre 220 omicidi a Catania e provincia.
Nella guerra di mafia Santapaola poteva contare sull’appoggio della forza di fuoco della cosca guidata dal Malpassotu, il boss Giuseppe Pulvirenti, che dopo la cattura si pentirà accusando Santapaola di diversi omicidi. Il ‘cacciatore’ è stato alleato dei Corleonesi che ufficialmente ha sostenuto nella strategia degli attentati, ma si è rifiutato di commettere omicidi ‘eccellenti’ a Catania, per evitare l’interesse dello Stato nella sua area di influenza criminale, tanto che Totò Riina fece uomo d’onore Santo Mazzei, sostenuto anche dai Lo Piccolo, per contrapporlo, ma inutilmente, alla leadership criminale di Nitto.
E’ condannato a più ergastoli, tra questi quelli per l’omicidio del giornalista Giuseppe Fava nel 1984 e quelli per le stragi del 1992 a Capaci e in Via D’Amelio e per la morte dell’ispettore di polizia Giovanni Lizzio a Catania. Latitante storico è stato arrestato il 18 maggio del 1993 nelle campagne del Calatino, in compagnia di sua moglie, Carmela Minniti, la donna della sua vita che non lo ha mai abbandonato, uccisa a casa sua il 1 settembre del 1995 a colpi di pistola dal ‘pentito’ Giuseppe Ferone, un ex affiliato al clan Ferlito-Pillera che, spiegò dopo, agì per vendetta: voleva fare provare al capomafia lo stesso dolore che lui aveva provato con la morte di suo padre e suo figlio, assassinati senza che il capomafia avesse fermato i sicari.
Detenuto sempre in regime di 41 bis nel carcere di Opera, Santapaola è stato accusato di avere continuato a gestire il clan da detenuto e per questo sono state più volte rigettate le richieste di concessione degli arresti domiciliari o la detenzione in una struttura medica per le sue condizioni di salute. Il boss da molti anni soffriva di una grave forma di diabete. Negli ultimi giorni le sue condizioni di salute sarebbero aggravate, tanto da richiedere un trasferimento in ospedale. (ANSA)
Guerra in Medio Oriente, Tajani: “Oggi rientreranno i 200 studenti minorenni”
“Vorrei condividere alcune buone notizie. Su nostra richiesta domani (oggi ndr) le Autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese” Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione nelle commissioni di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico.
Gli studenti bloccati a Dubai rientreranno domani in Italia a Milano Malpensa. La partenza in pullman dagli alberghi è fissata alle 7 per Abu Dhabi. Da lì i ragazzi partiranno in aereo e l’arrivo è previsto alle 16 a Milano Malpensa. Lo si apprende dai ragazzi e dalle loro famiglie dopo l’annuncio dato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.
A Caulonia e Locri arriva lo spettacolo “C’era una volta il Nightclub”
Un’atmosfera brillante e magica, musica dal vivo e comicità, per il prossimo appuntamento della Stagione Teatrale della Locride 2026. La rassegna, a cura del Centro Teatrale Meridionale per la Direzione artistica di Domenico Pantano, giunta alla sua XXXII edizione, apre le porte a uno spettacolo che riporta in vita la poesia e la leggerezza dei nightclub italiani degli anni Cinquanta e Sessanta.
C’era una volta il Nightclub andrà in scena venerdì 6 marzo alle ore 21.00 a Caulonia Marina, all’Auditorium Casa della Pace “A. Frammartino”, e sabato 7 marzo, alle ore 21.00, a Locri, all’Auditorium Palazzo della Cultura.
Scritto e diretto da Alessandro Carvaruso, interpretato dalla bravissima Alessandra De Pascalis insieme a Federico Pappalardo, Elisa Franchi, con la partecipazione del M° Mario Vicari (storico pianista e direttore d’Orchestra di Gigi Proietti) e con Mariano Perrella (leader dei Pandemonium). Quest’ultimi “vecchi volponi da nightclub”, musicisti che hanno calcato quei palchi, testimoni diretti di un tempo in cui l’orchestra era il cuore pulsante della serata, capaci di passare con disinvoltura dalla risata liberatoria al lampo malinconico.
La Direzione musicale è di Giovanni Zappalorto, la produzione del Centro Teatrale Meridionale.
Sul palco si alternano numeri comici, sketch brillanti e momenti musicali che ricreano il gusto e la vitalità di un’epoca in cui la notte era promessa di sogni, flirt e rinascita: un mondo fatto di swing, canzoni d’autore, varietà, una stagione irripetibile della cultura e dello spettacolo dal vivo.
C’era una volta il Nightclub è uno spettacolo raffinato e popolare, al tempo stesso, capace di divertire e commuovere, rievocando un’Italia che scopriva la modernità a passo di danza e a colpi di swing, celebrando il fascino senza tempo del teatro e della musica dal vivo.
Il risultato è una serata divertente, nostalgica, trascinante che conquisterà il pubblico calabrese.
Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale, lo scorso dicembre, al Teatro Arcobaleno di Roma, per poi proseguire con un tour nei teatri italiani.
La rassegna a cura del CTM si avvale del patrocinio del Comune di Caulonia, dell’Assessorato alla Cultura della Città di Locri e della Regione Calabria.
Infiltrazione mafiosa: poste in Amministrazione Giudiziaria 6 imprese di un imprenditore reggino, ritenuto vicino alla ‘Ndrangheta
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione all’applicazione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di sei imprese con sede in Calabria e nel Lazio, facenti capo a un imprenditore risultato in stretti rapporti di contiguità con la locale criminalità organizzata.
Si tratta, in specie, di attività imprenditoriali che sono attive nel nevralgico settore dell’edilizia e del mercato immobiliare e che hanno un valore complessivamente stimato in oltre 10 milioni di euro.
Il provvedimento in argomento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, costituisce l’esito di una complessa e articolata indagine patrimoniale condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, sotto il coordinamento di questa Procura della Repubblica, che si è basata soprattutto sulle risultanze investigative – tra cui, dichiarazioni di collaboratori e testimoni di giustizia nonché alcune conversazioni intercettate – emerse nell’ambito di attività istruttorie sviluppate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in particolare nell’ambito dell’operazione “ATTO IV” del 2023.
Nello specifico, secondo il Collegio che ha disposto la misura di prevenzione, la figura del proposto, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità, è quella “di un imprenditore ben conscio delle regole mafiose e del fatto che, per poter lavorare senza avere problemi su un territorio contaminato dalla mafia, dovesse mantenere “buoni rapporti” con i mafiosi, nella convinzione che diversamente gli sarebbe stata preclusa ogni possibilità di lavorare o comunque, di lavorare in maniera proficua.
Il medesimo imprenditore, sebbene vittima di estorsione da parte della criminalità organizzata, avrebbe goduto e si sarebbe avvalso della protezione di una cosca egemone nella città di Reggio Calabria, alla quale avrebbe offerto la sua disponibilità, con comportamenti improntati a reciproci favori, tanto che il capo del sodalizio criminale lo avrebbe informato “delle sue attività estorsive e delle difficoltà che stava incontrando nel reperire denaro utile alla cosca e al mantenimento dei detenuti”.
Il Tribunale ha ritenuto che siano stati raccolti elementi che lasciano presagire una condizione di intimidazione, di assoggettamento e di agevolazione mafiosa strutturale dell'”economie criminali”, che legittima l’amministrazione giudiziaria.
Rilevando, pertanto, la sussistenza del pericolo di infiltrazione mafiosa sul conto delle società riconducibili al suddetto imprenditore, è stata disposta l’applicazione della citata misura di prevenzione al fine di avviare un percorso di bonifica e di reinserimento delle medesime imprese nell’alveo dell’economia legale.
L’istituto dell'”amministrazione giudiziaria”, infatti, attraverso un’attività di vigilanza preventiva, mira alla bonifica e al recupero delle società esposte al rischio di asservimento alle iniziative della criminalità organizzata, nell’ottica del loro successivo reinserimento nel tessuto economico legale, per mezzo di un’equilibrata ponderazione dei contrapposti valori costituzionali in gioco: da una parte, la libertà d’impresa e, dall’altra, il perseguimento e la salvaguardia della legalità delle attività economiche.
Reggio: consegnati i lavori di restyling e messa in sicurezza della Villa comunale “Umberto I”
Un secondo intervento fondamentale riguarda l’illuminazione, progettata per non entrare in conflitto con le alberature e rispettare i cicli naturali e la fotosintesi anche nelle ore notturne. Il sistema sarà regolato automaticamente tra giorno e notte, con l’obiettivo prioritario di garantire la sicurezza e valorizzare gli elementi architettonici e paesaggistici, evitando fenomeni di inquinamento luminoso.
È prevista inoltre la demolizione della struttura centrale e la sostituzione di elementi degradati, come parapetti e ringhiere, con soluzioni più leggere e coerenti con il contesto storico. In particolare, sarà realizzata una piccola struttura in acciaio e vetro, leggera e reversibile, destinata a ospitare servizi igienici e uno spazio polifunzionale per mostre, incontri culturali e convegni. L’obiettivo è restituire alla villa una vocazione culturale, in continuità con la sua tradizione, favorendo esibizioni musicali e iniziative pubbliche.
L’importo complessivo dell’intervento è pari a circa 900 mila euro, come previsto dal quadro economico contrattuale. La durata stimata dei lavori è di un anno, con l’auspicio di completare le opere anche in tempi più rapidi.
«È un bellissimo progetto e andremo avanti con tanti altri – ha dichiarato il sindaco Battaglia –. Ascoltandovi parlare si percepisce tutta la passione che ne ha accompagnato la stesura e la concreta realizzazione. Gli interventi si programmano sulla base di strumenti che individuano le priorità del tessuto cittadino, ma senza consapevolezza è difficile finalizzare e trovare soluzioni capaci di dare nuova vita a questo polmone verde. Queste attività fanno capire da che parte sta la nostra Amministrazione. Il lavoro svolto è stato ben speso e vederlo concretizzarsi, dopo tante giornate di impegno, è motivo di grande soddisfazione».
«In sintesi – ha aggiunto il delegato Merenda – non si tratta di una trasformazione radicale, ma di un intervento mirato e rispettoso: mettere in sicurezza, migliorare la fruibilità, risolvere criticità, restituire alla cittadinanza una Villa comunale rinnovata, ma fedele alla propria identità. Nonostante le difficoltà, in questi anni la villa è sempre stata resa fruibile e seguita in ogni problematica. È un progetto che mi sta particolarmente a cuore: mi sono battuto a lungo perché potesse vedere la luce. La mia soddisfazione è accompagnare la crescita di un luogo che abbiamo preso in condizioni diverse e che oggi può tornare a essere il cuore del cuore della città».
Merenda ha ricordato anche gli interventi sulle alberature di pregio, in continuità con quanto già fatto sul Lungomare, tra restauro conservativo, sistemazione delle essenze arboree e miglioramento complessivo dell’impianto verde.
Dopo i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del Museo della Magna Grecia, che ha aperto straordinariamente ed in via esclusiva il Museo per la particolare occasione, il sindaco Battaglia ha espresso gratitudine per la scelta della FGCI ricaduta sulla nostra città per una partita così importante ed ha colto l’occasione per rappresentare al meglio i nostri tesori ed il suo ruolo strategico di Reggio all’interno del Mediterraneo; quale città di cultura, interscambio culturale, pace ed accoglienza.
“Ringrazio anzitutto Fabrizio Sudano – ha dichiarato Battaglia- per l’ospitalità al Museo Nazionale della Magna Grecia, nel quale condividiamo un evento speciale come questo; grazie anche alla Federazione Italiana Gioco Calcio per averci scelto”. “Vi diamo il benvenuto nella nostra città augurandovi una bellissima giornata proprio in un luogo come questo, intriso di storia che racconta le nostre radici culturali millenarie – ha evidenziato il sindaco ff- e mi auguro che la vostra visita possa proseguire con la mostra Sfumature d’azzurro presso la Pinacoteca Civica comunale oltre che con una passeggiata sul lungomare di una città proiettata a divenire riferimento culturale per il Mediterraneo; città aperta -ha proseguito Battaglia- con progetti in cantiere che mirano a partorire la Reggio Calabria del futuro che preserva la memoria declinandola in senso contemporaneo”.
Il sindaco facente funzioni ha quindi rivolto i propri auguri alle Azzurre per la partita di domani sicuro della calorosa accoglienza da parte della città.
La visita della Nazionale femminile si è conclusa con un piacevole scambio di doni con le figure istituzionali presenti e l’augurio di una gioiosa vittoria per i nostri colori.
La CGIL stigmatizza l’assenza di Metrocity all’iniziativa pubblica “Consultori familiari: un bene da difendere”
“Abbiamo appreso della decisione del Sindaco facente funzioni della Città metropolitana di Reggio Calabria di disdire la propria partecipazione all’iniziativa pubblica “Consultori familiari: un bene da difendere””.
“Una scelta che riteniamo grave e sbagliata.” – esordisce così Gregorio Pititto Segretario Generale CGIL Reggio Calabria.
“L’evento non era, e non è, una tribuna politica, – continua Pititto – ma un momento di confronto su un tema cruciale per il territorio: la tenuta e il rilancio dei consultori familiari nella Calabria e, in particolare, nell’area metropolitana reggina. Parliamo di servizi essenziali per le donne, per i giovani, per le famiglie, per le fasce più fragili della popolazione. Parliamo di sanità territoriale, prevenzione, diritti.”
“Collegare la propria presenza a una valutazione di gradimento rispetto alle posizioni espresse dal sindacato su altre vicende significa sottrarsi al confronto pubblico su questioni che riguardano l’interesse generale.”
La CGIL ha espresso un giudizio critico sulle modalità e sull’opportunità di quelle scelte. Il sindacato non è un soggetto ornamentale: è una parte sociale che ha il diritto e il dovere di vigilare, di porre domande, di sollevare questioni etiche e di opportunità quando ritiene che ve ne siano i presupposti.
“Disdire la partecipazione a un’iniziativa dedicata ai consultori familiari per reazione a una critica sindacale appare come un segnale di intolleranza verso il dissenso. E questo è un fatto che non possiamo sottovalutare.
Le istituzioni democratiche si rafforzano nel confronto, non nell’isolamento. Il pluralismo delle opinioni è una ricchezza, non un ostacolo. Se ogni voce critica diventa motivo di rottura, si rischia di scivolare verso una concezione fragile e personalistica del ruolo istituzionale.”
“Noi continueremo, con fermezza e responsabilità, a difendere i consultori familiari come presidio pubblico fondamentale. Continueremo a denunciare la carenza di strutture e di personale, le difficoltà operative, le diseguaglianze territoriali che penalizzano in particolare l’area metropolitana di Reggio Calabria. Continueremo a chiedere investimenti, programmazione e trasparenza.
E continueremo a farlo nel rispetto delle istituzioni, ma senza rinunciare alla nostra autonomia di giudizio.”
“La tutela dei diritti sociali e della salute dei cittadini – conclude Pititto – viene prima delle sensibilità personali e delle dinamiche pre-elettorali. Su questo terreno, la CGIL non arretra.
La democrazia si nutre di dialogo. Anche – e soprattutto – quando le opinioni non coincidono”
Asp Reggio: Francesco Malara rappresentante dell’Area delle Stretto nel Comitato della Conferenza dei Sindaci
Michele Spadaro, Presidente dell’Associazione dei Comuni dell’Area dello Stretto, si è congratulato per la designazione all’unanimità di Francesco Malara, Sindaco di Santo Stefano in Aspromonte, quale rappresentante dell’Area delle Stretto nel Comitato della Conferenza dei Sindaci dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.
“Si tratta di un incarico di grande responsabilità e prestigio – ha dichiarato il Presidente Spadaro – che rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro svolto dal dott. Malara e per l’impegno costante dimostrato sui temi della sanità territoriale e della tutela del diritto alla salute”.
“La presenza di un rappresentante dell’Area dello Stretto all’interno del Comitato dell’Assemblea dei Sindaci dell’ASP costituisce un elemento di fondamentale rilevanza per rafforzare il dialogo tra le istituzioni locali e il sistema sanitario provinciale, nell’ottica di migliorare la qualità dei servizi e garantire risposte sempre più efficaci ai bisogni delle comunità”.
“Sono certo – ha concluso il Presidente Michele Spadaro – che il Sindaco Malara saprà svolgere questo incarico con equilibrio, competenza e spirito di collaborazione, contribuendo in maniera concreta al potenziamento della rete sanitaria territoriale e alla valorizzazione del ruolo dei Comuni all’interno dell’ASP».
La IX Assemblea Elettiva di CIA Calabria Nord, riunitasi oggi presso la l’Hotel President di Rende, ha confermato all’unanimità Luca Pignataro alla carica di Presidente provinciale. La rielezione, segna l’inizio di una fase strategica per l’organizzazione, chiamata a guidare il comparto agricolo cosentino verso sfide epocali.
Nel ringraziare i delegati per la fiducia rinnovata, il Presidente Pignataro ha delineato le priorità di un programma ambizioso che punta a trasformare le criticità del settore in opportunità di crescita.
Rappresentanza e Reddito: «La mia presidenza sarà la vostra voce, ferma e coraggiosa, su ogni tavolo istituzionale», ha dichiarato Pignataro. L’impegno principale riguarderà l’aggregazione dei produttori per costruire filiere locali stabili e contrastare la volatilità dei prezzi imposta dall’industria e dalla grande distribuzione .
Innovazione Energetica e Sociale: Per combattere il “ricatto del caro-bollette”, sarà attivato uno sportello dedicato alle comunità energetiche, in collaborazione con Esco Agroenergetica e Fondazione EnerCia, volto a generare risparmi per le aziende e le famiglie rurali.
Focus Giovani e Consulenza: Il nuovo mandato vedrà il rafforzamento dell’assistenza tecnica per rendere l’agricoltura più redditizia e attrattiva per le nuove generazioni, facilitando l’accesso a strumenti finanziari come PSP, ISMEA e Microcredito.
Riforma Strutturale: Sul piano interno, è stata annunciata una profonda ristrutturazione della struttura provinciale per garantire equilibrio economico ed efficienza oltre che allineamento ai cambiamenti in atto e prevedibili per i prossimi anni.
«Non ci rassegneremo a subire le angherie di chi non rispetta il lavoro della terra», ha concluso Pignataro, ribadendo la necessità di interventi urgenti contro i danni da fauna selvatica, per l’abbattimento dei costi di produzione e come annunciato nell’intervento conclusivo dal Presidente regionale Nicodemo Podella, nel chiedere ancora una volta con forza e coraggio del varo di un “Piano straordinario di manutenzione del territorio” in una manifestazione che organizzeremo una volta concluse le attività assembleari elettive.