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L’Istituto comprensivo di Laureana di Borrello organizza un incontro per la Giornata della Memoria
In occasione del “Giorno della Memoria 2025“, l’Istituto Comprensivo di “Laureana di Borrello – Galatro – Feroleto della Chiesa”, in collaborazione con la sezione intercomunale ANPI Laureana di Borrello – Serrata – Galatro e l’Istituto “Ugo Arcuri” per la Storia dell’Italia Contemporanea e dell’Antifascismo in Provincia di Reggio Calabria, organizza un incontro educativo per gli studenti.
L’evento si terrà durante la mattinata di sabato 25 gennaio e coinvolgerà le classi terze del plesso scolastico di Laureana, che avranno l’opportunità di incontrare lo storico Rocco Lentini, presidente dell’Istituto “Ugo Arcuri” e membro della Commissione didattica dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”.
Lentini presenterà il suo libro “Nel recinto dell’inferno. I calabresi nei lager nazisti”, un’opera che ricostruisce, attraverso schede nominative e testimonianze, le vicende dei deportati calabresi nei campi di concentramento nazisti, evidenziando il contributo e le sofferenze della Calabria durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il volume di Lentini smentisce la retorica di una Calabria estranea alle persecuzioni naziste e alla lotta all’antifascismo, illustrando documenti che testimoniano le sofferenze patite da numerosi calabresi nei campi di concentramento allestiti in tutta Europa dalle truppe delle SS. Il libro, accorpando schede nominative precise degli internati, dati e testimonianze, compone i diversi drammi in un contesto unitario, tracciando anche le linee guida per ulteriori studi sull’argomento che, ancora oggi, presentano lacune, incertezze ed omissioni da colmare.
L’incontro, coordinato da Amalia Giordano, presidente della sezione ANPI intercomunale, mira a sensibilizzare i giovani sugli orrori dell’Olocausto, sottolineando il coinvolgimento dei calabresi nelle persecuzioni naziste, spesso trascurato, e sull’importanza della memoria storica, affinché tragedie simili non si ripetano.
L’ANPI Laureana-Galatro-Serrata, costituita nel giugno 2022, continua il suo impegno nella promozione dei valori dell’antifascismo e della Resistenza, organizzando eventi culturali e formativi nel territorio. In un periodo storico in cui, in diverse parti del mondo, emergono nuove forme di fascismo, è fondamentale non dimenticare.
L’istituto scolastico “Trecroci” protagonista con Conpait e Metrocity al Sigep di Rimini
Anche una scuola dell’area metropolitana di Reggio Calabria protagonista, in questi giorni, al Sigep di Rimini.
Tra i grandi maestri della pasticceria italiana e supportati da Conpait e dalla Città metropolitana di Reggio Calabria, l’Istituto Professionale Alberghiero Turistico “Giovanni Trecroci” di Villa San Giovanni ha ricevuto apprezzamenti e riconoscimenti.
La scuola reggina ha partecipato al concorso di pasticceria dedicato alle scuole professionali. Un Memorial per i Maestri Luciano Pennati e Fulvio Scolari e della ideatrice Emilia Coccolo Chiriotti, con la direzione tecnica di Samuele Calzari.
Da 34 anni, l’obiettivo del concorso è motivare i futuri professionisti pasticcieri, stimolando la loro creatività e puntando su tendenze di mercato, come è l’evoluzione del cioccolato nel settore della pasticceria, dando particolare rilievo a nuovi trend e all’estetica dei prodotti finiti. Il concorso, organizzato da “Pasticceria Internazionale” e da Italian Exhibition Group, con la collaborazione di Conpait e Cast Alimenti, è stato rivolto alle Scuole Professionali italiane che hanno presentato una squadra, composta da 4 studenti con compiti paritari.
Il Concorso ha previsto l’allestimento di una vetrina simulata di una pasticceria in tema pasquale contenente: un uovo di Pasqua decorato o non, un pezzo di soggettistica in cioccolato, da realizzare totalmente in loco, una tipologia di mignon a discrezione della scuola ed una tipologia di pralina. Il risultato? Un quarto posto che ha fatto sorridere i partecipanti e compiaciuto docenti e maestri pasticceri.
Oltre alla presentazione, ogni squadra ha realizzato un video, trasmesso nella Pastry Arena. La scuola reggina ha raccontato in pochi minuti i servizi dell’istituto, presentando anche i momenti salienti della preparazione dei dolci in concorso. Ai vincitori Il Trofeo “Pasticceria Internazionale” ed ai ragazzi la medaglia ed i libri professionali Chiriotti Editori.
“Lo scopo dell’iniziativa è stato quello di promuovere l’attività di pasticceria tra i giovani studenti, stimolare la loro creatività e far loro conoscere più da vicino il mondo dell’artigianalita’”, ha sostenuto il presidente Conpait Angelo Musolino. “Tengo a ringraziare particolarmente la scuola di Villa San Giovanni che ha partecipato con impegno e dedizione. Al tempo stesso è stata molto apprezzata la condivisione delle idee e dei progetti con la Città Metropolitana di Reggio Calabria che è stata al fianco dei ragazzi e della scuola del territorio senza risparmiarsi in incoraggiamenti e supporti”, la chiosa di Musolino. “Insieme, con obiettivi comuni, si cresce”.
Soddisfatto anche il sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà che si è complimentato con gli studenti partecipanti al concorso. “Siamo orgogliosi di poter esportare le competenze e l’entusiasmo dei nostri giovani – ha dichiarato – la sinergia con Conpait, avviata ormai da lungo tempo, sta determinando importanti frutti, non solo per la promozione delle nostre prelibatezze identitarie nei contesti internazionali più prestigiosi, ma anche in termini di coinvolgimento del territorio. Ancora una volta centriamo l’obiettivo di raccontare il nostro territorio attraverso le sue eccellenze, in questo caso attraverso l’impegno dei nostri ragazzi, affiancati dai migliori professionisti del settore, che sono certo trarranno uno straordinario beneficio da questa esperienza. L’augurio è che domani siano proprio loro i maestri pasticceri più titolati ed apprezzati al mondo, e che lo facciano valorizzando al meglio i prodotti più identitari del nostro territorio”.
Narcotraffico: importavano in Italia droga dal Sudamerica, arrestati 15 narcos
Un’operazione della Guardia di finanza è in corso per l’arresto di 10 soggetti, 5 colombiani e 5 italiani, accusati di aver promosso, organizzato e realizzato un intenso traffico di sostanze stupefacenti dal Sudamerica.
In particolare, i narcos colombiani rifornivano di cocaina organizzazioni criminali operanti in Calabria, Lazio e Veneto.
Gli indagati avevano anche allestito un laboratorio per la trasformazione della cocaina da liquida a solida, facendo appositamente trasferire in Italia un “chimico” colombiano che avrebbe curato l’attività, avendo l’organizzazione pianificato successive e ingenti importazioni di stupefacente.
L’operazione, nata da uno stralcio di una vecchia inchiesta condotta in Calabria, è stata portata a termine dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro, con la collaborazione del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata e del Comando provinciale Roma.
I provvedimenti sono stati emessi dal Gip su richiesta della Dda di Roma.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia economico – finanziaria di Catanzaro con la collaborazione della Dea statunitense hanno permesso di accertare l’operatività di alcuni trafficanti colombiani che rifornivano di cocaina organizzazioni criminali operanti in Calabria, Lazio e Veneto.
Particolarmente attivo è risultato un gruppo attivo nella Capitale che, grazie a contatti diretti con fornitori colombiani, avrebbe realizzato diverse importazioni di stupefacente, utilizzando i più disparati metodi di spedizione e occultamento. Le Fiamme gialle del Gico – Sezione Goa di Catanzaro hanno accertato, in particolare, l’impiego da parte dell’organizzazione sia di aerei, charter e privati, con l’ausilio di corrieri, anche ovulatori, nonché l’utilizzo di navi, pianificando di nascondere lo stupefacente nei motori dei container frigo.
Nell’ambito dell’operazione odierna, condotta dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria Catanzaro con la collaborazione di Scico nonché del Nucleo di Polizia economico-finanziaria Roma, la cornice di sicurezza è stata garantita dai Baschi Verdi del Gruppo Roma. Impiegate anche unità cinofile antidroga e un cash dog del Gruppo Fiumicino.
“Sembra che la donna ci provasse già da giorni, perché già da venerdì hanno detto che era entrata in clinica. Dalle telecamere si vedeva, hanno detto che stava qui fuori”. A raccontarlo, parlando di Rosa Vespa, è stato oggi Federico, il padre di Sofia: “Da questa clinica – ha aggiunto – purtroppo entra e esce chiunque. Non c’è nessuno che controlla, non c’è nessuno né all’entrata né all’uscita”.
“Quando la donna è entrata nella stanza – ha raccontato – eravamo tutti insieme, io, mia moglie, mia suocera e mio figlio. Quando è venuta è stata soprattutto mia suocera ad avere il sospetto perché non l’avevamo mai vista. Lei è entrata dicendo che era una puericultrice che doveva pulire la bambina. Noi abbiamo detto che la bambina era stata cambiata e ci ha chiesto se fossero passate più di tre ore. Alla nostra risposta affermativa ci ha detto ‘allora ve la cambio’. E noi gliela abbiamo data, non potevamo pensare a tutto il resto. Sembrava serena, non c’era nulla di strano. Quando poi ho visto le immagini della telecamera, all’inizio ho pensato di tutto, magari questi potevano andare chissà dove con la bambina. In quel momento ne pensi tante”.
Ripercorrendo le fasi della felice conclusione della vicenda, l’uomo ha detto che prima di ricevere la telefonata con cui gli hanno comunicato il ritrovamento, “abbiamo sentito un boato, un urlo, e tutti quanti che dicevano è stata trovata, è stata trovata. Non pensavamo ad una soluzione così veloce. Però gli uomini e le donne delle forze dell’ordine sono stati eccezionali, sono stati bravissimi, in pochissimo sono riusciti a trovarli. Sono state però le tre ore più brutte della nostra vita”.
“Se un giorno mia figlia saprà? Quando sarà più grande. Ora – ha detto Federico – vogliamo stare tranquilli, sereni e dimenticarci di ieri. Non abbiamo paura che possa accadere di nuovo. Non era una cosa mirata a noi, alla nostra famiglia. Quella donna è entrata nella prima stanza che gli è venuta davanti. Lei già aveva escogitato tutto. Fingere una gravidanza poi, non lo so, anche in casa, come hanno fatto a non accorgersi?”.
Riguardo ai sequestratori della figlia, l’uomo ha concluso: “Non voglio né vederli né sentirli. Di giustizia se ne parlerà poi”.
Il fiocco azzurro sul portone e poi, in casa, palloncini colorati e tanti dolcetti sul tavolo attorno al quale erano radunati parenti ed amici. E’ stata una scena surreale quella che si sono trovati davanti gli investigatori della Squadra mobile quando sono arrivati a casa di Rosa Vespa, la 51enne cosentina, sottoposta a fermo insieme al marito, Acqua Moses, di 43, senegalese, per il sequestro di Sofia, la neonata di un giorno rapita a Cosenza.
Una “pantomima” l’ha definita il capo della mobile Gabriele Presti, messa in scena per celebrare quello che, nelle intenzioni della coppia, era l’ingresso in casa del loro primo figlio, Ansel, in realtà sottratto in una clinica. Dentro la tutina azzurra, infatti, i poliziotti, andati a colpo sicuro in quella casa, hanno trovato Sofia, appena un giorno di vita, che così è potuta tornare tra le braccia dei genitori dopo tre ore di angoscia e terrore.
Subito sono scattati posti di blocco ovunque, in città, mentre la Polizia conduceva le indagini. Fondamentali per il ritrovamento, ha spiegato il capo della Squadra mobile, sono state la descrizione della donna, la conoscenza del territorio e la videosorveglianza. Già pochi minuti dopo il loro arrivo, infatti, i poliziotti hanno visionato due video, uno ripreso dentro la clinica che mostrava i due mentre uscivano con la piccola, ed uno all’esterno che li ha immortalati mentre se ne andavano a bordo di un’Alfa Romeo 147. Risaliti all’intestatario, gli agenti sono piombati a casa dell’uomo ed hanno trovato Sofia. Secondo alcuni poliziotti, Moses sarebbe apparso sorpreso al pari degli invitati, ignari di tutto.
Ma su questo le indagini proseguono e lo stesso Presti ha sottolineato come “sicuramente era presente nel momento del rapimento”.
Le indagini dovranno accertare in maniera più definita il movente di un gesto che ha gettato nel panico un’intera regione e nello sconforto una famiglia di giovani, già genitori di un ragazzino di 6 anni. Si dovrà capire se la donna avesse fatto sopralluoghi nei giorni precedenti e pianificato il rapimento. Le attenzioni degli investigatori oltre che sulla coppia si concentrano anche sulla clinica Sacro cuore.
E’ stato troppo facile, viene sottolineato, entrare ed uscire con una neonata senza che nessuno intervenisse ed indagini vengono svolte anche in questo senso: chi doveva sorvegliare le entrate e le uscite soprattutto, queste ultime, con neonati al seguito?
Quello che per gli investigatori è certo è che Sofia è stata una “vittima casuale” e che “nessun contatto” è emerso “tra la famiglia della piccola e i coniugi fermati” e che, come ha sottolineato il questore Giuseppe Cannizzaro, a Cosenza “non c’è qualcuno che rapisce bambini”: insomma si è trattato di “un episodio singolo, circoscritto immediatamente risolto”. In attesa di concludere il loro lavoro, agli investigatori della Squadra mobile è giunto il ringraziamento della premier Giorgia Meloni che ha rivolto un “plauso ai nostri uomini e donne in divisa per lo straordinario lavoro di squadra e di ricerca” ed un “abbraccio alla mamma e al papà e un augurio di buona vita alla piccola Sofia!”.
Cosenza: lanciato appello al Sindaco per intitolare il Planetario a Piperno
“Chiediamo al sindaco e al Consiglio comunale di Cosenza di intitolare il Planetario allo studioso e politico calabrese appena scomparso, Franco Piperno, e di mettere in atto tutte le azioni necessarie per portare ad una rapida ristrutturazione e alla permanente riapertura della struttura di cui proprio Piperno, da assessore del sindaco Giacomo Mancini e da studioso di astronomia aveva promosso, progettato e seguito la costruzione inaugurata nel 2019”. E’ quanto affermano in una petizione esponenti della politica, della cultura, dell’università, dello spettacolo tra i quali Luciana Castellina, Nichi Vendola, Franco Arminio, Mirella Stampa Barracco, Dario Brunori, Vito Teti e l’ex sindaco della città calabrese Eva Catizone.
“Piperno – è scritto nel testo dell’appello – è stato docente di ‘Struttura della materia’ e ‘Astronomia visiva’ all’Università della Calabria, in numerose università italiane (La Sapienza di Roma, Politecnico di Milano e Università dell’Aquila) e in alcune delle più prestigiose università del mondo: all’Università ‘Pierre e Marie Curie’ di Parigi, all’Università del Québec a Montreal (Uqam) e poi alla Università dell’Alberta a Edmonton. Ha scritto numerosi articoli e saggi scientifici nelle sue discipline, ma qui vogliamo ricordare soprattutto il suo libro ‘Lo spettacolo cosmico. Scrivere il cielo: lezioni di astronomia visiva’ (Derive/Approdi 2007), un’introduzione alla ‘teoria del cielo’ -nel senso originario del termine, ovvero della contemplazione della volta celeste- e soprattutto un libro scritto per tutti coloro i quali vogliano osservare il sublime spettacolo del cielo notturno, delle costellazioni, dei pianeti, della Via Lattea. Per Piperno, l’astronomia era il trait d’union tra la cultura scientifica e quella umanistica, due facce della stessa narrazione”.
“La realizzazione del Planetario di Cosenza era per lui – riporta ancora il testo – un traguardo importante per tutti i cittadini, di Cosenza e del mondo, che avrebbero potuto godere dello straordinario spettacolo cosmico con una descrizione scientifica, mitologica e letteraria. Con questo appello vogliamo riaffermare che solo attraverso il pieno riconoscimento delle vicende civiche e storiche locali, in questo caso intitolando il Planetario al suo ideatore, il fisico calabrese Franco Piperno, si può rafforzare il senso di appartenenza a una comunità e a una città, si può creare un condiviso e positivo senso di cittadinanza ispirato dalla propria storia, dalla propria memoria, dal genius loci e dai valori simbolici ad essi collegati”.
Ponte sullo Stretto, il Ministro Ciriani: “Geologia dell’Opera accuratamente studiata”
“La geologia dello Stretto di Messina è stata accuratamente studiata: tutte le faglie presenti nell’area, incluse quelle sul versante calabro, sono state identificate, censite e monitorate”, ha dichiarato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, al question time alla Camera, rispondendo a una domanda del deputato Angelo Bonelli di Europa Verde sull’effettivo coinvolgimento di tutti gli organismi competenti ai fini della validazione tecnica del progetto del Ponte sullo Stretto.
Il Ministro Ciriani, rispondendo per conto del collega Salvini, ha sottolineato che: “Sulla base degli studi geologici, sismici e tettonici condotti, sono stati identificati i punti di interazione tra il Ponte sullo Stretto di Messina e il terreno, in modo da evitare il posizionamento su faglie attive, e garantire la massima sicurezza anche in caso di terremoto, pertanto, per quanto concerne gli aspetti sismici, il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto è completo e dettagliato”.
Polemica la risposta di Bonelli secondo il quale Ciriani: “Mandato allo sbaraglio” da Salvini, ha detto cose non vere. A tal proposito ha citato infatti la planimetria del progetto presentata dalla società Stretto di Messina che “indica che il pilone del ponte sta su una faglia attiva”.
Cosa a suo dire confermata anche dal progetto Itaca dell’Ispra. Bonelli ha ricordato quindi che l’Ispra ha inviato a società Stretto di Messina e a Eurolink una serie di osservazioni in cui ci sono le preoccupazioni sugli aspetti sismici.
Cinquefrondi: Sankara SRL ed il Comune ringraziano la Comunità per il supporto
L’Impresa sociale “Sankara SRL” e il Comune di Cinquefrondi, tramite un comunicato, ringraziano tutti coloro che hanno dimostrato solidarietà al progetto SAI di Cinquefrondi.
“L’Impresa sociale “Sankara SRL” e il Comune di Cinquefrondi, ente titolare del progetto SAI, desiderano esprimere un sentito e sincero ringraziamento a tutti i cittadini e a tutte le cittadine, alle associazioni e alle attività commerciali che, con grande generosità, hanno dimostrato solidarietà nel corso del 2024 al progetto SAI di Cinquefrondi. Grazie a gesti concreti di solidarietà, donazioni e regali, avete contribuito a rendere più accogliente la nostra comunità per le persone che partecipano a questo importante programma di integrazione.
Ogni atto di gentilezza, di ascolto empatico e reciproco, è stato un segno di umanità e di impegno verso chi ha bisogno di supporto e accoglienza. Questi atti di solidarietà non solo arricchiscono il nostro territorio di valori fondamentali ma costituiscono anche un segno di speranza e di fiducia per il futuro.
Il nostro impegno nel portare avanti il progetto SAI continuerà con determinazione, anche grazie al vostro supporto. Siamo certi che, con il sostegno di tutti, potremo fare ancora di più per garantire l’integrazione, la cultura dell’inclusione e il rispetto reciproco e per imparare insieme a conoscere la bellezza e la cultura dei popoli che ci circondano.
Grazie ancora a tutti coloro che hanno dimostrato di credere in un mondo più accogliente e solidale. Con gratitudine”, scrivono l’Associazione “Sanlara” ed il Comune di Cinquefrondi, in un comunicato.
Corigliano Rossano: donna muore investita da un furgone mentre attraversa la strada
Una donna di 85 anni è stata investita stamani da un furgone mentre attraversava la strada in località Toscano nell’area urbana di Corigliano-Rossano.
La donna stava uscendo da un bar quando, nell’attraversare la strada è stata travolta dal mezzo ed è morta sul colpo.
Sul posto è intervenuta la Polizia stradale che ha avviato le indagini per stabilire le responsabilità dell’incidente.
Una donna di 85 anni è stata investita stamani da un furgone mentre attraversava la strada in località Toscano nell’area urbana di Corigliano-Rossano.
La donna stava uscendo da un bar quando, nell’attraversare la strada è stata travolta dal mezzo ed è morta sul colpo.
Sul posto è intervenuta la Polizia stradale che ha avviato le indagini per stabilire le responsabilità dell’incidente.