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Dopo il debutto dello scorso anno, “A calata du suli” Fest torna al Parco diffuso della conoscenza e del benessere di Pellaro.
Mana Chuma Teatro propone per il 2026 due eventi in programma il 28 e il 29 luglio.
Si inizia, quindi, martedì 28 luglio, alle 19,15, al Parco diffuso della conoscenza e del benessere di via San Filippo Pantano, a Pellaro, con uno dei testi più intensi portati in scena da Mana Chuma Teatro, presentato in anteprima provinciale, ovvero “Longa è a jurnata”, di Salvatore Arena, anche co-regista e interprete insieme a Massimo Barilla.
Mercoledì 29 luglio, sempre alle 19,15, sarà la volta dello spettacolo di e con Lorenzo Praticò, prodotto da Rossosimona e incentrato sulla figura di Don Milani: “Mi importa. La rivoluzione parte da Barbiana?”
Gli eventi sono ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Parte “Racconti dalle Correnti – Simpodcast”, una rassegna ideata da Fulvio Cama
L’estate 2026 presenta un nuovo appuntamento culturale che intreccia storia, musica e partecipazione: nasce “Racconti dalle Correnti – Simpodcast”, la rassegna ideata e curata dal Musicantore Fulvio Cama.
Nel suggestivo scenario del Giardino del Drago un mix di narrazione, musica dal vivo e convivialità.
Simpodcast recupera lo spirito dell’antico simposio della Magna Grecia e lo traduce in un linguaggio contemporaneo, capace di far dialogare studiosi, artisti e pubblico.
Il nome Simpodcast nasce dall’unione di due mondi solo apparentemente distanti: il Simposio, luogo di confronto e riflessione condivisa nella cultura greca, e il Podcast, il mezzo contemporaneo che permette alle idee di continuare a viaggiare anche dopo la conclusione dell’evento.
Ogni appuntamento sarà registrato dal vivo e pubblicato come podcast, consentendo ai contenuti di raggiungere un pubblico sempre più ampio.
Ogni serata seguirà un format ben definito.
L’incontro si aprirà con un dialogo dedicato a un tema storico, sviluppato insieme a uno studioso, a un intellettuale o a un protagonista della cultura, chiamato a offrire nuove chiavi di lettura e a confrontarsi con il pubblico.
Il racconto sarà accompagnato dagli interventi musicali del Musicantore Fulvio Cama, affiancato dal progetto Mousikarché, con brani originali e rielaborazioni ispirati ai miti, alle leggende e alle tradizioni dello Stretto di Scilla e Cariddi.
La serata si concluderà con un autentico simposio in stile magno-greco, una cena conviviale durante la quale relatori, musicisti e partecipanti continueranno il confronto in un clima informale, recuperando il valore antico della cultura condivisa.
L’obiettivo è creare un’esperienza nella quale storia, musica, gastronomia e partecipazione diventino un unico racconto.
I prossimi appuntamenti della rassegna sono sempre dedicati alla storia, all’identità e ai miti dello Stretto di Messina:
Venerdì 24 luglio
Francesco Tripodi
Storie delle sette fiumare
Mercoledì 29 luglio
Renato Laganà
Catona, porta di Sicilia
Venerdì 7 agosto
Daniele Castrizio
La Nike di Samotracia
Martedì 11 agosto
Antonio Morabito
Musikosophia
L’ingresso agli eventi è riservato ed esclusivamente su invito.
Nasce “L’Estate Catonese”, la prima rassegna estiva interamente dedicata a Catona, ideata ed organizzata dall’associazione “Officina delle idee” in collaborazione con “ Catona nel cuore “: l’iniziativa si svolgerà da domenica 19 a giovedì 23 luglio 2026, con appuntamenti pensati per coinvolgere cittadini, famiglie, bambini e visitatori.
Un programma variegato che spazierà dalla sfilata di moda, il Senza Limiti Tour, lo spettacolo musicale della serata finale, la musica dal vivo (con dj set serali e intrattenimento musicale in spiaggia); inoltre il raduno auto d’epoca, il Vespa Club Italia e il miniraduno Fiat 500, senza dimenticare le tradizioni popolari con la Festa della birra, street food con i piatti tipici reggini e la serata The Reunion in memoria di Peppino Lucisano, nonchè gli appuntamenti dedicati ai più piccoli con l’apertura del luna park.
Il lungomare sarà così il cuore pulsante della rassegna, uno spazio aperto dove vivere momenti di condivisione e riscoprire il valore di un territorio che guarda al futuro, puntando sulle proprie eccellenze e sulla partecipazione della comunità.
Porto di Gioia Tauro: alimentata in banchina, dalla rete elettrica dello scalo, una meganave
Nuova pagina nella transizione energetica del sistema portuale italiano.
Nel porto di Gioia Tauro una meganave portacontainer è stata alimentata interamente dalla rete elettrica di banchina attraverso il sistema di cold ironing, che consente alle navi attraccate di alimentarsi con energia elettrica senza ricorrere ai motori di bordo, riducendo in modo significativo le emissioni inquinanti.
Gioia Tauro si colloca quindi tra i primi scali europei ad aver reso operativa una delle infrastrutture strategiche previste dalle politiche dell’Unione europea per la decarbonizzazione del trasporto marittimo.
La prima operazione di test, completata con successo, ha riguardato la nave cargo Msc Mirja da oltre 19mila TEUs. Dopo l’ormeggio il personale tecnico ha provveduto al collegamento dell’unità navale alla presa mobile del sistema di cold ironing attraverso i cavi di alimentazione. Ultimate le verifiche tecniche e le operazioni di interfacciamento con la cabina elettrica, la nave ha spento i propri motori ausiliari ed è stata alimentata esclusivamente dalla rete elettrica di terra, con una potenza complessiva di circa sette Mw. “L’operazione – viene spiegato in una nota – conferma la piena funzionalità del sistema realizzato dall’Autorità di sistema portuale e rappresenta un passaggio concreto verso un modello di porto sempre più sostenibile, innovativo e competitivo”.
Crotone: Tridico a confronto cocn Santoro e De Raho su “Potere, verità ed economia”
Sabato 18 luglio, alle 19, in piazza Marinai d’Italia a Crotone, l’europarlamentare Pasquale Tridico (M5S) riunisce sul palco il giornalista Michele Santoro e l’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho per un evento sul tema “Potere, verità ed economia. Chi decide il futuro del Sud nell’Europa di oggi”. A moderare l’incontro sarà la giornalista Antonella Grippò.
«Ho scelto Crotone perché è la Calabria vista al microscopio», spiega Tridico. «Qui c’erano la chimica e il lavoro, poi è arrivata la desertificazione industriale e nessuno se n’è mai assunto le responsabilità. È la città giusta per chiedersi chi decide davvero sul Mezzogiorno, e per farlo servono voci che quel potere e quella verità li hanno attraversati: Santoro raccontandoli per quarant’anni, De Raho cercandoli nelle procure».
L’incontro nasce come un ponte dichiarato tra la piazza calabrese e Bruxelles.
«Il titolo pone una domanda precisa», prosegue l’eurodeputato. «Il potere che pesa sulla vita dei calabresi passa dal Consiglio europeo, cioè dalle capitali, prima ancora che dalle istituzioni comunitarie. Da lì tornano le decisioni su coesione, bilancio e sviluppo. Il mio compito è tenere aperto quel ponte e portare la Calabria dentro le stanze dove quelle scelte si prendono».
Da qui l’aggancio ai dossier europei che Tridico segue in prima persona. «Dall’euro digitale, di cui sono l’unico relatore italiano, fino alla partita sul bilancio dell’Unione 2028-2034 che rischia di comprimere i fondi di coesione: si tratta di materie tecniche che diventano diritti concreti per chi vive nelle aree interne, dai pensionati ai piccoli commercianti. La Calabria oggi è l’ultima delle 240 regioni europee, una condizione che nasce da decisioni politiche precise e che proprio per questo si può rovesciare».
Il terzo asse della serata lega economia e legalità. «L’economia viene spesso raccontata come una fatalità, per far accettare l’inaccettabile», aggiunge Tridico. «De Raho ci ricorda che dove lo sviluppo manca avanza l’economia criminale, e che crescita e legalità sono la stessa battaglia. L’antimafia va tenuta dentro la politica economica, non accanto».
«Da Crotone chiediamo che i fondi europei di coesione restino ancorati ai territori che ne hanno più bisogno, e che l’Italia difenda questa linea nel negoziato sul prossimo bilancio dell’Unione», conclude l’eurodeputato.
«La serata di sabato serve a riportare questa discussione dove deve stare: davanti ai cittadini».
L’ingresso è libero. Appuntamento sabato 18 luglio, alle 19, in piazza Marinai d’Italia a Crotone.
Riace: al via la XXXI Scuola Estiva di Astronomia e Astrofisica per docenti
Rendere lo studio delle discipline scientifiche più coinvolgente, superando la storica separazione tra cultura scientifica e cultura umanistica: è questa la sfida al centro della XXXI Scuola Estiva di Astronomia e Astrofisica nella progettazione di percorsi formativi che si svolgerà a Riace dal 20 al 25 luglio 2026 e avrà per tema “Costruire conoscenza, scienza ed umanesimo in dialogo: l’unità del sapere nell’era della complessità”.
L’iniziativa nasce dalla sinergia tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito (Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione e la valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione), la Società Astronomica Italiana (SAIt) e la Città Metropolitana di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), mentre la direzione del corso è affidata alla professoressa Anna Brancaccio, già Dirigente Scolastico con incarico di collaborazione e consulenza presso la Direzione Generale del MIM in ambito matematico-scientifico-tecnologico.
Arrivata alla sua trentunesima edizione, la Scuola porta con sé una storia densa e una significativa evoluzione logistica. Nata infatti 31 anni fa come Scuola di Stilo, per successive necessità di natura logistica l’iniziativa si è successivamente spostata a Riace, dove le istituzioni locali e il Comune l’hanno accolta sin da subito con grande entusiasmo, contribuendo costantemente e con generosità alla sua ottima riuscita negli anni. Da questa edizione, inoltre, si registra un felice e importante ritorno con il rientro del Comune di Stilo che torna ufficialmente tra gli organizzatori dell’evento, rinsaldando un legame storico e territoriale prezioso. Dietro a questo percorso vi è il grande sogno della Società Astronomica Italiana che, trentuno anni fa, propose la nascita della Scuola alla Provincia (oggi Città Metropolitana) con l’obiettivo di realizzare nello Jonio reggino un polo di riferimento internazionale dove scienza, cultura e territorio si incontrano.
La Scuola prenderà ufficialmente il via lunedì 20 luglio con una giornata inaugurale che, dopo i saluti istituzionali, vedrà un momento di altissimo rilievo culturale aperto a tutta la cittadinanza: la lectio magistralis sul tema di grande attualità “Perché tornare sulla Luna?”, tenuta dalla professoressa Patrizia Caraveo, Presidente della Società Astronomica Italiana, che rappresenterà un’occasione unica per coinvolgere non solo il mondo della scuola, ma l’intera comunità sul valore scientifico della ricerca spaziale.
Contemporaneamente ai lavori dedicati ai docenti, Riace ospiterà un altro evento di assoluto rilievo scientifico nazionale, ovvero lo stage di preparazione per la squadra italiana che rappresenterà il Paese ai prossimi Campionati Internazionali di Astronomia, tra i cui giovanissimi talenti selezionati spiccano, con grande orgoglio per il territorio, due studenti calabresi: Davide Barberi, allievo del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, e Rachele Matarazzi, allieva del Liceo Scientifico “Guerrisi” di Cittanova.
In una società contemporanea segnata da transizioni tecnologiche repentine, dalla diffusione pervasiva dell’Intelligenza Artificiale e dalla crescente complessità dei fenomeni sociali, la frammentazione compartimentale dei saperi non appare infatti più adeguata; per questo la “Scuola Riace” risponde da anni a questa esigenza, offrendo ai docenti uno spazio di riflessione e aggiornamento culturale mirato a inserire la scienza in un contesto multidisciplinare ricco di ricadute metacognitive, con l’obiettivo fondamentale di formare cittadini consapevoli e capaci di interpretare criticamente la realtà, unendo rigore logico e immaginazione.
Il programma per i docenti si svilupperà attraverso un fitto calendario di conferenze, attività laboratoriali, osservazioni astronomiche ed esperienze sul territorio in cui temi di frontiera come l’esplorazione spaziale, la relatività, le onde gravitazionali e la modellizzazione matematica verranno affrontati non solo nei loro aspetti strettamente tecnici, ma anche nelle loro profonde implicazioni culturali, antropologiche e filosofiche, delineando un viaggio ideale per dare ordine al tempo e per guidare gli studenti in un’esplorazione del Cosmo che sia, al contempo, un’esplorazione dell’animo umano.
Attraverso il confronto sinergico con studiosi, ricercatori ed esperti provenienti da ambiti differenti, la scuola di formazione si propone infine come un’impareggiabile occasione di crescita professionale e umana, nella ferma convinzione che educare oggi significhi aiutare le nuove generazioni a comprendere la complessità del presente senza mai rinunciare all’unità della conoscenza e al valore profondamente umano della ricerca del sapere.
Lamezia: sopralluogo di Alecci presso l’Ospedale di Soveria Mannelli. Riscontrate gravi carenze
Ancora una volta la Sanità calabrese stupisce… in negativo. Mi sono recato presso l’Ospedale di Soveria Mannelli per verificare una situazione che appare sempre più insostenibile. All’interno del pronto Soccorso, infatti, è attivo un solo medico e un solo infermiere per turno di lavoro. Una situazione inaccettabile anche perché questo ospedale serve un territorio abitato da circa 30.000 persone. Ciò significa che nel caso in cui arrivassero presso il PS due urgenze, magari due codici rossi, il personale sanitario si troverebbe nella sciagurata condizione di non poter intervenire velocemente su entrambi.
Una situazione gravissima, anche perché nel caso in cui si decidesse di raggiungere altri ospedali, come Catanzaro o Lamezia, il percorso sarebbe notevolmente lungo tra l’altro attraverso strade di montagna. La carenza di infermieri ha determinato, inoltre, la chiusura dell’OBI (Osservazione Breve Intensiva) con la necessità di trasferire in ambulanza lontano da casa e con costi aggiuntivi, i pazienti destinati a rimanere in osservazione. Eppure fino a qualche anno fa il personale sanitario era ben più numeroso ma poi col tempo è diminuito fino alla situazione attuale. Mentre la Governance regionale annuncia grandi concorsi e grandi assunzioni questo reparto continua a sopravvivere grazie ai sacrifici di pochi infermieri e qualche medico cubano che, però, come sostengono i cittadini della zona, malgrado il loro impegno, hanno ancora notevoli problematiche con la lingua italiana.
Non possono esistere cittadini di serie A e di serie B: chi vive in territori di montagna deve poter contare sulla stessa assistenza di chi vive nelle città più grandi. Nel mio sopralluogo ho incontrato il Sindaco Michele Chiodo, la Vicesindaca Antonella Pascuzzi e Alessandro Sirianni del Comitato Pro Ospedale del Reventino. Questo comitato nato a Soveria Mannelli, in accordo con i comitati di Serra San Bruno, San Giovanni in Fiore e Acri, si sta battendo per difendere e potenziare gli ospedali di montagna. Sono state raccolte circa 13.000 firme per sottoscrivere una proposta di legge e portare avanti una battaglia che noi del Gruppo del Partito Democratico faremo nostra, portandola all’interno dell’aula del Consiglio regionale, per una sanità più accessibile e capace finalmente di dare risposte ai cittadini.
Reggio: Maria Grazia Calandrone presenta il suo nuovo romanzo ai “Caffè letterari” del Rhegium Julii
Parco Aspromonte: attivata la rete di prevenzione incendi boschivi per l’estate 2026
Come ogni anno l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte ha dato il via alla importantissima opera di prevenzione degli incendi boschivi.
In supporto alla Regione Calabria, l’EPNA, attiva la solida strategia di prevenzione e contrasto, in attuazione del Piano AIB 2024 -2028 e in stretta collaborazione con l’Azienda Calabria Verde, ente preposto dell’ente regionale.
Con la sua azione l’Ente Parco rinnova il proprio impegno concreto e operativo per la salvaguardia del patrimonio naturale aspromontano, promuovendo una strategia partecipata, responsabile e radicata sul territorio.
E come lo scorso anno sono 15 le aree di intervento affidate a 9 associazioni di volontariato e protezione civile tramite Convenzioni di Responsabilità, a seguito della pubblicazione dell’avviso pubblico e delle successive istruttorie.
Le associazioni sono, dunque, impegnate nel monitoraggio del nostro splendido territorio presidiando i punti strategici del Parco. Questa azione mira ad essere un deterrente dell’odioso fenomeno, e si concretizza nella tempestiva segnalazione degli eventi, così da garantire il pronto intervento. Si punta sempre molto, inoltre, sull’attività di sensibilizzazione delle comunità ricadenti all’interno dell’area protetta, attraverso l’invito a comportamenti responsabili, soprattutto nel periodo di massimo rischio di incendio.
Monitoraggio, avvistamento e segnalazione in costante collegamento con la centrale operativa regionale, sono le principali attività delle associazioni alle quali sono state assegnate le 15 zone.
“Una minaccia concreta che ogni anno rischia di colpire il nostro capitale naturale, paesaggistico, storico e antropologico, il patrimonio forestale, aree di grande pregio, minandone la biodiversità – ha spiegato il Commissario Straordinario Renato Carullo -. Per scongiurare quello che potrebbe essere un vero e proprio disastro è bene puntare in primis sulla prevenzione. È fondamentale agire per tempo, creando le condizioni per ridurre al minimo i rischi. Una rete di sorveglianza organizzata in un monitoraggio costante e la collaborazione tra istituzioni e comunità locali rappresentano strumenti fondamentali per tutelare l’ambiente e garantire la sicurezza dei cittadini”.