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Reggio: alla Scalinata di Via Giudecca lo spettacolo “Fumo. Charles Bukowski e Alda Merini”
Charles Bukowski e Alda Merini, entrambi iconici e fuori dagli schemi, hanno saputo dare voce all’inquietudine, all’eccesso e alla fragilità umana attraverso una scrittura intensa, cruda e profondamente autentica. Le loro opere continuano a scuotere e ispirare, raccontando l’emarginazione, l’amore e la follia con uno stile personale e inconfondibile. Queste due voci “fuori dalle regole” della letteratura del Novecento saranno protagoniste dello spettacolo teatrale “Fumo” che andrà in scena martedì 5 agosto, alle ore 21:00 presso la suggestiva scalinata della Giudecca nel cuore di Reggio Calabria.
Poesia e teatro nella cornice della Giudecca
L’evento è promosso dal circolo ARCI Samarcanda, in collaborazione con l’associazione Scalinata Monumentale di via Giudecca.
Lo spettacolo è prodotto da Akkademia Lab, scuola di teatro e incubatore di giovani talenti diretti da Antonio Malaspina.
Voci e interpretazioni
In scena prenderanno vita le potenti e controverse figure di Charles Bukowski e Alda Merini, attraverso la voce degli attori Eleonora Lombardo e Federico Vadalà (in foto), che interpreteranno con intensità e delicatezza i testi e le suggestioni tratte dalle opere dei due autori.
Cultura e valorizzazione del territorio
Un evento che intreccia arte, cultura e promozione del territorio, in un luogo simbolico che torna a splendere attraverso la sinergia del Circolo Samarcanda e l’associazione della Scalinata Monumentale di via Giudecca.
L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.
Reggio: al Castello Aragonese torna la Psicolettura al “Balenando in Burrasca”
Ho in mente una storia: Psicoteatro / Psicoletteratura al Balenando in Burrasca Festival a cura dell’associazione e polo clinico Ecopoiesis
Scrittura e psicologia? Si può, al Balenando in Burrasca Festival. Un appuntamento per chi ama le storie, la mente, e i modi gentili per guardarsi dentro: il 6 giugno alle ore 17:00 al Castello Aragonese di Reggio Calabria (III piano) le parole scritte incontrano la mente, con delicatezza e ironia.
Torna l’appuntamento con la psicoletteratura/psicoteatro in una formula di successo che unisce scrittura e psicologia; per guardare alle fragilità dell’essere umano con uno sguardo nuovo, più umano, più leggero.
“Ho in mente una storia: Psicoteatro / Psicoletteratura” è il titolo dell’incontro curato dall’associazione e polo clinico Ecopoiesis, che propone un originale percorso tra teatro e psicopatologia: non una conferenza, ma un’esperienza culturale di lettura che si muove tra analisi clinica e parole, aperta al pubblico e al dialogo.
A guidare l’incontro sarà Gaetano Mangiola, psicologo e psicoterapeuta, che accompagnerà con leggerezza e semplicità nel cuore di alcune rappresentazioni letterarie della psiche.
Si partirà dal celebre romanzo di Daniel Pennac, Storia di un corpo, per riflettere sul tema dell’ipocondria – o meglio, del disturbo da ansia di malattia – raccontato con la consueta ironia e tenerezza dell’autore francese. Le letture sceniche, affidate alla voce di Katia Colica, daranno corpo e ritmo alle parole, portando sulla scena emozioni, pensieri, sintomi e possibilità.
In un’epoca in cui le parole “ansia”, “malattia”, “disturbo” sembrano diventare etichette troppo facili, l’incontro invita a rileggere la psicopatologia con la lente della letteratura e del teatro, senza paura e senza pregiudizi.
Un modo per avvicinare la complessità umana con leggerezza e attenzione.
L’incontro sarà preceduto da “Fuori Luogo”, un appuntamento fissato alle 16:15 in collaborazione con Antonella Tassitano di Non Una Di Meno – Reggio Calabria che affronterà il tema dell’Hate Speech: difendersi dalla gogna a cui sono sottoposte le donne affinché si vergognino delle loro scelte e dei loro modi di vivere. Luoghi comuni e contraddizioni: l’esperienza al carcere femminile di Reggio Calabria. Katia Colica proporrà la lettura di scritti delle allieve del Laboratorio di teatro “Libere Dentro” che si realizza nella Casa Circondariale di RC sez. Nausicaa (femminile). Balenando in Burrasca festival è un progetto realizzato dall’associazione Adexo e sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, con la collaborazione di Non una di meno/Cuore di Medea, Associazione Ecopoiesis e Istituto Comprensivo Statale Catanoso De Gasperi.
«Ebbene, queste parole – prosegue la Senatrice – denotano chiaramente quale sia davvero il concetto di accoglienza e cosa siano i migranti per Romano Prodi e i suoi compagni della sinistra. Nel dire che il campo profughi fatto in Calabria sarebbe stata anche una buona opportunità per dare lavoro sul territorio, Prodi conferma quello che le numerose inchieste della magistratura hanno dimostrato fino ad ora, ovvero il fatto che proprio quella sinistra vede nell’immigrazione irregolare una fonte di reddito e la sfrutta per lucrare, esattamente com’è successo con le tante cooperative che sulle spalle proprio di questi poveri sfortunati si sono arricchite senza alcuno scrupolo e vergogna.
La Calabria – sottolinea Minasi – è terra di accoglienza e lo dimostra con i fatti da lunghissimi anni. Noi, però, vogliamo accogliere migranti, non clandestini senza controllo, per poter davvero dare un futuro migliore a chi ha bisogno e non per arricchirci, appunto, come sono invece abituati a fare loro.
L’ironia, o il sarcasmo dovrei dire, che il professore ha usato, pensando forse di essere persona di spirito, ha solo offeso la Calabria. Con il suo tono ha voluto semplicemente significare che la nostra regione è talmente arretrata che potrebbe perfino trarre vantaggio dall’ospitare il campo profughi.
Peraltro, con la sua osservazione, Prodi dimostra anche di disconoscere le motivazioni alla base dell’accordo del governo con l’Albania, ovvero evitare che i migranti irregolari possano approdare sul territorio europeo – di cui la Calabria fa parte – scoraggiando così quei disperati e, soprattutto, i trafficanti della morte a intraprendere viaggi così rischiosi.
Il professore Prodi, dunque, si scusi con noi. Con quella terra che, in campagna elettorale, e solo per quello, aveva definito “figlia prediletta”. Salvo dimenticarsene immediatamente dopo le elezioni e ricordarsene ora, come ultima degli ultimi».
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Reggio: migliaia di studenti a Piazza Italia per il Salone dello Studente 2024
“Abbiamo bisogno di questa energia, di questa forza, che soltanto i ragazzi e gli studenti possono dare. Poi se l’occasione è quella di Salone dello studente, organizzato al campus, che consente ai nostri ragazzi di poter iniziare a prendere, con maggiore coscienza e consapevolezza, le prime scelte importanti della loro vita, la formazione post diploma e quindi l’inserimento nel mondo lavorativo, questo momento è ancora più importante. Scuole, università e mondo del lavoro si incontrano, ed è sempre un’occasione da sostenere come istituzioni, in questo caso come Città metropolitana e Comune”. Così il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, aprendo oggi il ‘Salone dello studente 2024’ promosso da ‘Campus’, in fase di svolgimento fino al 14 novembre.
Il Salone dello Studente di Reggio Calabria è un evento Campus. Con il patrocinio di Agenzia Nazionale per i Giovani, Comune di Reggio Calabria. Media partner: Class Editori, Radio Roma Sound, Up Tv, La Voce della Scuola; Partner: Dispenso, CNPR Associazione Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e dei Periti Commerciali, Consulenti del Lavoro – Consiglio Nazionale dell’Ordine, ESN, Erasmus Student Network, Irase Nazionale, Enfap Italia. Partner tecnico: LutinX.com, Digital Data Certification.
Al taglio del nastro presenti, insieme al sindaco Giuseppe Falcomatà, anche Domenico Ioppolo, amministratore delegato di Campus, Anna Maria Briante, assessore all’Istruzione del Comune di Reggio Calabria, Antonino Domenico Cama, dirigente USR Calabria, e Pasqualina Maria Zaccheria, dirigente tecnico USR Calabria.
“Siamo molto orgogliosi – ha aggiunto il sindaco – che questo Salone dello studente si svolga tra Palazzo Alvaro e Palazzo San Giorgio, è importante che i nostri ragazzi apprendano le possibili opportunità per poter proseguire il percorso di studio o di iniziare ad inserirsi nel mercato del lavoro. Da queste scelte, consapevoli – ha concluso il primo cittadino – si potranno determinare il loro futuro, quello della nostra città e del Paese”.
Versace: “Da Metrocity massima attenzione sulla Sp1 Locri Gerace. Dal Consigliere Lizzi risposta pronta e responsabile”
“L’attenzione nei confronti del sistema viario metropolitano è sempre alta e costante, vale anche per la SP1 Locri-Gerace, arteria sulla quale nei giorni scorsi siamo intervenuti tempestivamente a seguito di una frana causata dalla rottura di una conduttura idrica”. Così il Vicesindaco metropolitano Carmelo Versace, anche nella sua qualifica di Delegato alla Viabilità.
“Il senso di responsabilità manifestato dal consigliere metropolitano Rudi Lizzi, nonché consigliere comunale di Gerace, ha consentito al settore viabilità di Palazzo Alvaro, un tempestivo intervento delle squadre tecniche che hanno messo in sicurezza il tratto interessato. Fuori da ogni sterile polemica politica – ha aggiunto Versace – che strumentalmente vuole alimentare una distorta informazione a danno dei cittadini che usufruiscono della SP1, ribadiamo il corretto e qualificato intervento politico-istituzionale del consigliere Rudi Lizzi. Da rappresentante dell’Ente metropolitano, si è prodigato con spirito di servizio in favore della sua comunità, garantendo un primo intervento d’urgenza ed un successivo per il ripristino della conduttura che ha provocato la frana. Il tutto interfacciandosi con il dirigente metropolitano del settore”.
“La SP1 rappresenta una delle strade di maggiore interesse per il nostro comprensorio della Locride – ha precisato Versace – vuoi anche per l’importanza culturale e turistica dell’intera area, ed in questo caso l’attenzione rimane alta e professionale. La Città metropolitana , in tutte le sue componenti, politiche e tecniche, lo ha sempre dimostrato e chi intende cavalcare un disagio, solo per un mero tornaconto personale ed elettoralistico, non offre un servizio alla propria comunità”.
“Ricordo ai più distratti e smemorati, ad esempio, la grande attenzione politica che abbiamo attivato sul caso della chiusura della galleria Limina, con un Consiglio metropolitano svoltosi a Gioiosa Jonica, preceduto da innumerevoli altri incontri con i sindaci del comprensorio della Locride. Ecco se non è questo un chiaro esempio di massima attenzione politica e istituzionale, con tutta onestà – conclude Versace – non riusciamo ad individuare altre forme”.
Reggio: minaccia moglie e picchia il suocero con un bastone, arrestato 34enne
Ha minacciato con un coltello la compagna e poi ha aggredito la donna ed il padre di lei con un bastone.
Per questo, un 34enne di Reggio Calabria, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in flagranza dalla Polizia con le accuse di maltrattamenti in famiglia aggravati commessi in presenza di minori e lesioni personali aggravate.
Gli agenti delle Volanti sono intervenuti nell’abitazione della vittima dopo una telefonata al 113.
La donna, che era insieme al padre, ha raccontato che poco prima, mentre si trovava in casa, era stata minacciata dal compagno con un grosso coltello da cucina, alla presenza di una dei suoi quattro figli minori. L’uomo le aveva anche sottratto il telefono cellulare.
Approfittando dell’assenza dell’uomo, la donna è riuscita ad allontanarsi con i figli, per recarsi dalla zia, in una vicina abitazione, ed è stata raggiunta in strada dal padre. Mentre i due erano insieme è giunto, a bordo di un’auto, il compagno della donna che ha tentato di colpirla con un bastone, ma l’intervento del padre non glielo ha permesso. L’uomo ha quindi colpito per tre volte con delle testate il padre della compagna, facendolo cadere a terra.
Dopo il racconto della vittima, gli agenti si sono messi alla ricerca dell’uomo, rintracciandolo nella sua abitazione dove sono stati trovati il bastone ed il coltello utilizzati poco prima, oltre a 24 cartucce di fucile di vario calibro.
Entrambe le vittime hanno denunciato formalmente quanto accaduto e, il padre della donna è stato trasportato in ospedale e curato per la frattura del setto nasale, con una prognosi di circa un mese.
L’autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto del 34enne e ne ha disposto la traduzione nella Casa circondariale di Arghillà.
Si avvicina il gran finale della sesta edizione della rassegna di teatro contemporaneo “Sguardi a Sud”, un viaggio affascinante nel mondo della creatività a cura della compagnia Porta Cenere, con la sapiente direzione artistica di Mario Massaro, il patrocinio del Comune di Mendicino e il sostegno della Fondazione Carical. Una kermesse che ha saputo catturare l’attenzione degli spettatori, offrendo uno sguardo originale e appassionato sulla scena teatrale contemporanea e sul panorama musicale internazionale. Il palcoscenico del Teatro Comunale di Mendicino ha infatti ospitato talentuosi artisti regalando agli spettatori, grandi e piccini, un trionfo di emozioni e un caleidoscopio artistico arricchito da drammi coinvolgenti, commedie esilaranti e opere che spaziano dalle trame classiche alle sperimentazioni più audaci.
Il culmine della rassegna è fissato per domenica 10 dicembre (ore 18): il Teatro Comunale di Mendicino sarà pervaso dal ritmo travolgente della Peppa Marriti Band. Questo eclettico gruppo musicale, nato nel 1991 a Santa Sofia d’Epiro, un piccolo scrigno di lingua arbëreshe nella provincia di Cosenza, promette di incantare il pubblico con la fusione audace di rock americano e tradizione musicale arbëreshe. Un sound distintivo che incorpora sonorità balcaniche, enfatizzate dall’uso virtuoso del violino. Il risultato è uno stile musicale unico, capace di catturare l’essenza della cultura arbëreshe e di trascinarla verso territori inesplorati.
Il nome del gruppo, Peppa Marriti Band, racconta una storia affascinante: deriva dal soprannome di un falegname di Santa Sofia d’Epiro, Diacono Atanasio, noto come Peppa Marriti. La sua vita e il suo spirito libero, spesso emarginati dalla comunità, ispirano la missione della band: dare voce agli ultimi e a coloro che lottano per preservare la propria identità. La musica del gruppo si nutre delle radici arbëreshe, incorporando canti tradizionali polivocali chiamati vjershë. Questi brani, uniti alla lingua e ai valori del popolo italo-albanese, attraverso la potenza evocativa della musica rock, trasmettono una profonda nostalgia per la madrepatria, evidente nei testi delle canzoni.
Con tre album pubblicati e quattro videoclip, il gruppo ha partecipato a importanti festival, portando la propria storia e identità attraverso le note di “Rockarbëresh”, “Këndò!” e “Ajëret”. L’ultimo album, “Ajëret” (2017/MKRecords), è un inno alla resistenza e alla continuità di una cultura che ha attraversato i secoli. In un mondo globalizzato, la Peppa Marriti Band rappresenta un esempio di come le differenze possano essere non solo preservate, ma anche valorizzate.
Il direttore artistico di “Sguardi a Sud” Mario Massaro: “La Peppa Marriti Band è pronta a offrire un’esperienza indimenticabile, un inno alla vitalità delle radici culturali e musicali del Sud Italia. Lasciatevi trasportare dalla magia della band e chiudiamo insieme questa straordinaria edizione con un’esplosione di note ed emozioni”.
Antonio Franco scompare prematuramente nella notte tra il 27 e il 28 settembre 2016 a soli 55 anni, stroncato da un infarto che non gli lascia scampo.
Antonio – sottolinea Giuseppe Agliano – è stata una delle figure più limpide e illuminate della destra reggina post-Rivolta e si impegnò giovanissimo nella militanza politica al seguito dello zio, il senatore missino Ciccio Franco.
Ricoprì più volte la carica di Consigliere comunale e quella di Assessore provinciale; Presidente provinciale del Fuan (l’organizzazione universitaria dei giovani di destra); dirigente del Fronte della Gioventù e del MSI-DN; sindacalista garbato, rigoroso e preparato in CISNAL e UGL, in cui ricoprì le cariche di Segretario provinciale, regionale e confederale aggiunto.
Candidato a sindaco per il centrodestra nel 2001 perse, ma da capo dell’opposizione, fu per anni una spina continua nel fianco del centrosinistra, dimostrando le sue indubbie capacità e le sue incredibili doti umane: competenza, passione, equilibrio e onestà. Doti dei grandi Uomini, che gli valsero l’apprezzamento e la stima anche di quanti non condividevano le sue idee.
Con Antonio – ricorda con commozione Giuseppe Agliano – abbiamo attraversato insieme tutto il periodo che ha portato la destra reggina dal ghetto del MSI degli anni ‘70, ai successi di Alleanza Nazionale degli anni 2000; dalle battaglie nelle piazze con le organizzazioni giovanili negli “anni di piombo”, alla gestione degli Enti locali negli anni in cui la destra passò “dalla protesta alla proposta”; sempre al servizio del popolo e mai per servirsene. Siamo stati tra i collaboratori più fidati di Ciccio Franco, di cui ogni anno organizzavamo le iniziative per ricordarne la figura e per le celebrazioni della Rivolta, rinnovando quel grido del “Boia chi molla” che fu per i reggini un grido di speranza.
Nel 2019 – conclude Agliano – abbiamo costituito il Circolo di Fratelli d’Italia “Antonio e Ciccio Franco”, proprio per tramandare la loro memoria ed il loro esempio. Zio e nipote accomunati dagli stessi Ideali, dalle stesse doti, dallo stesso viscerale amore per la propria città, dallo stesso destino.
Nel suo ricordo, venerdì 29 p.v. alle 18, si svolgerà presso il lido Pepys un convegno dal tema: “ REGGIO – LAVORO – DIGNITA’”.
Nel ricordo di Antonio Franco, domani, alle 18, si svolgerà presso il lido Pepys un convegno dal tema: “REGGIO – LAVORO – DIGNITA’”
