La rassegna “La percezione del tempo tra antico moderno e contemporaneo”, curata dall’Associazione Anassilaos apre i battenti il 27 aprile 2023 alle ore 16:45, presso la Sala Giuffrè della Biblioteca con l’evento dedicato ai cinquant’anni del libro del Prof. Renato Laganà “Le antiche fiere di Reggio”. L’evento, rientrante nelle attività dedicate al “Maggio dei Libri” promosso dal Ministero della Cultura, è stato organizzato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria e la Biblioteca De Nava, con il patrocinio dell’Ordine degli APPC di RC e del Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati di RC. All’incontro interverrà l’autore, architetto e docente universitario, Renato Laganà, il quale esporrà il saggio storico, ripercorrendo e intrecciando i suoi contenuti con l’approccio del giovane architetto innamorato della sua città e dell’intera Calabria. “Le antiche fiere di Reggio” a distanza di cinquant’anni conserva ancora un grande fascino, infatti può essere esplorato come un manuale divulgativo grazie al taglio adottato da Renato Laganà, al metodo di ricerca storica con il quale le diverse fonti vengono incrociate fra di loro, coinvolgendo il lettore in un viaggio alla scoperta di quel passato che ha lasciato tracce indelebili nei luoghi e nei segni del territorio. All’incontro interverranno la dott.ssa Irene Calabrò, Assessore alla Cultura del Comune di RC, la dott.ssa Daniela Neri, Responsabile della Biblioteca, l’arch. Ilario Tassone, Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, paesaggisti e Conservatori di RC, il geom. Antonio Misefari, Presidente del Collegio dei Geometri di RC, il dr. Stefano Iorfida, presidente dell’Associazione Culturale Anassilaos e l’arch. Antonella Postorino, Responsabile del Centro Studi Anassilaos per la “Cultura dell’Architettura e del Paesaggio”. Converserà con l’autore il dott. Fabio Arichetta, Responsabile del Centro Studi Anassilaos “Storia Moderna e Contemporanea”. Il materiale audiovisivo proiettato nel corso dell’evento è curato dal progettista Claudio Sergi, membro del Centro Studi Anassilaos per la “Cultura dell’Architettura e del Paesaggio”.
Antonella Postorino
Tra il viaggio di Dante e la tragicità dell’esistenza di Michelstaedter, passando, con piacevoli intermezzi, alle poesie di Carducci, Quasimodo, Petrarca, Cavalcanti, Campana, Merini, Palazzeschi, Ungaretti e Francolini, lo spettacolo pilota “E LASCIATECI DIVERTIRE!”, ideato dallo scrittore, regista e attore Mauro Francolini, ha trovato riscontro più che positivo.
Grande la partecipazione di volti noti, tra accademici e artisti, al fianco dei quali massiccia è stata la presenza di giovani che si approcciano al mondo delle arti performative, della scenografia e della pittura.
L’evento organizzato in sinergia tra il Gruppo Xiphias, Associazione di Sviluppo Culturale e B.C.M. Bottega Cultura MetaPolitica, è stato accolto presso “la Bottega”, in un ambiente piccolo e accogliente che ha contribuito ad offrire la giusta atmosfera allo spettacolo.
“Siamo soddisfatti soprattutto perché oggi, in occasioni come questa, non è scontato vedere la partecipazione di tanti giovani”, dichiara Antonella Postorino, Presidente del Gruppo Xiphias “questa è la dimostrazione che con le giuste formule si può garantire quello scambio intergenerazionale necessario per dimostrare che la cultura non ha età. Per noi del Gruppo Xiphias e per gli amici di B.C.M. è l’inizio di un percorso che vuole riaccendere i motori partendo dal basso… i giovani ci hanno restituito l’entusiasmo e la voglia di metterci in gioco. Un ringraziamento speciale va a Mauro Francolini e Antonella Pagnotta che con pochissimi strumenti e tanta professionalità, sono riusciti a rendere tutti protagonisti”.
La performance ha coinvolto tutti i presenti, ai quali è stato consegnato un brano poetico da interpretare liberamente, improvvisando con leggerezza, lasciando che tutti si divertissero, così come annunciato nel titolo del progetto, che resterà lo stesso per l’intera rassegna che le due associazioni, supportate dal critico d’arte Marcello Francolini, riproporranno con un calendario di eventi al quale stanno già lavorando.
Manifesto di una vecchia Compagnia, diventata nuova.
Parleremo di Dante, forse no…
Casomai di Michelstaedter, un po’…
Se potessimo diremmo di noi.
E Campana suonerebbe come a scuola…
In fondo di Teatro, della Finzione, della Realtà e degli Angeli, chissà…
Parleremo un po’ di tutto, che è come dire di niente?
E lasciateci divertire…
Lo spettacolo pilota “E LASCIATECI DIVERTIRE!”, ideato dell’artista campano Mauro Francolini, ha trovato terreno fertile nella mission di due associazioni reggine, il Gruppo Xiphias, associazione di Sviluppo Culturale e B.C.M. Bottega Cultura MetaPolitica, che ne hanno realizzato un vero e proprio Progetto Sperimentale.
“Quando il critico d’arte e docente accademico Marcello Francolini, ci ha illustrato l’idea di suo padre Mauro, con Domenico Lombini di B.C.M., abbiamo subito cercato il trait d’union tra quelli che sono i contenuti e gli obiettivi che caratterizzano le mission delle due associazioni da noi rappresentate”, afferma Antonella Postorino, Presidente del Gruppo Xiphias “Il nostro obiettivo comune è ritornare a fare cultura attraverso il coinvolgimento di giovani artisti che desiderano ritrovarsi in un piccolo luogo, appunto “La bottega”, dal quale riavviare il dialogo e il confronto culturale, partendo dalle piccole cose, che molto spesso nella quotidianità vengono dimenticate dietro il malessere di un’epoca troppo afflitta da grandi preoccupazioni” .
La performance, aperta a tutti, verrà accolta domenica 11 marzo, alle ore 18:30, presso “La Bottega”, sede di B.C.M. in via Benassai al civico n.3,
Potendo garantire un numero limitato di posti, lo spettacolo sarà fruibile anche online attraverso il link:
Nel corso dell’evento si lascerà spazio a un dibattito aperto accompagnato da un momento conviviale.
Biografia dell’artista Mauro Francolini
Nato a Empoli nel 1957 e cresciuto a Salerno, conduce fin da piccolissimo una vita libera e fuori dagli schemi, coltivando il suo talento di scrittore, regista e attore. Ha avuto esperienze di tossicodipendenza e carcerarie, si è dedicato alla poesia (Datemi una vanga per curare l’orto che ho giù sulla strada, Editrice Letteraria Internazionale 1997), alla messa in scena e alla didattica teatrale. Dal 1997 a tutt’oggi è regista e direttore di varie compagnie teatrali, ha teorizzato il gruppo artistico CorpoComune, allestendo dal 2009 mostre ed eventi reinterpretando l’esperienza futurista. Un cammino che lascia profonde tracce nel suo stile di narratore, che si ritrovano nella profonda tensione verso l’oralità e l’uso del prosimetro.
È tornato in carcere, ma stavolta come regista e didatta teatrale, dove dal 1999 al 2003 ha condotto il Corso di scrittura creativa, recitazione teatrale e messa in scena nel carcere di Secondigliano a Napoli.
Scrive anche Una questione di famiglia, Gli amici di Eleonora (Onlus 2010), Vota Corpo Comune, (Teatro/Finzione/Realtà Editore 2012) e l’inedito Trilogia dell’essere.
Nel 1994 inizia a Salerno l’esperienza di ricezionista d’ostello, con la cooperativa Livingstone di cui fa parte, venendo a contatto, grazie alla sua gestione nel segno dell’accoglienza e l’inclusione, con il mondo degli immigrati clandestini, con cui stabilisce un contatto tanto forte da ispirare il suo primo romanzo, Il grande elefante. Storia di uno schiapòli.
Oggi vive a Salerno, dove continua la sua attività teatrale, artistica oltre al suo lavoro di scrittore e poeta.
Il Gruppo Xiphias, associazione di sviluppo culturale diretta dal presidente Antonella Postorino, per rendere omaggio a Umberto Boccioni, in occasione dei 140 anni dalla sua nascita nella città di Reggio Calabria, ha diffuso tra i banchi di scuola un progetto rivolto agli studenti della Città Metropolitana, con l’intento di unire l’arte agli spazi urbani, così da diffondere, attraverso un concorso, la figura di uno dei maggiori esponenti della corrente Futurista italiana, ovvero una delle prime avanguardie europee del XX secolo.
L’idea è quella di attivare un percorso finalizzato alla realizzazione di forme espressive di Arte Urbana, che mettendo al centro l’unione di bene e bello, forma e contenuto, etica ed estetica, siano capaci di suggerire interventi di rigenerazione nell’area del viale Boccioni a Reggio Calabria, immaginando una sorta di “Parco Futurista”.
L’iniziativa, promossa in partenariato con il “Telesia Museum” di San Roberto (RC), diretto da Maria Cotroneo, è patrocinata dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Reggio Calabria, oltre a Regione Calabria, Città Metropolitana e Amministrazione Comunale di Reggio Calabria.
Il fine principale del concorso è avvicinare gli studenti metropolitani alle tematiche della riqualificazione urbana, nell’ambito degli eventi correlati ai nuclei tematici dell’insegnamento di Educazione Civica, stimolando il senso di appartenenza a un luogo che, trovando origine nel riconoscimento dei valori identitari, diventa azione di tutela degli spazi di socializzazione.
Il Concorso è rivolto a tutti gli alunni e studenti delle scuole Primaria e Secondaria di I e II grado, ubicate nell’Area Metropolitana di Reggio Calabria, i quali potranno partecipare all’iniziativa, singolarmente, per gruppi o per classi.
I giovani cittadini metropolitani dovranno presentare un elaborato grafico artistico/progettuale ispirato alle opere, al pensiero e all’azione del futurista reggino Umberto Boccioni, immaginando di inserire la loro idea progettuale nel comparto urbano cittadino suggerito nel bando.
Le tipologie degli elaborati artistici richiesti si dividono in quattro categorie: Street Art; Scultura o Installazione; Urban Art Design; Videoinstallazioni. Potranno quindi essere presentati progetti che spaziano dal murales, alla scultura, all’elemento di arredo urbano fino alla creazione di video mapping da proiettare sugli edifici.
L’adesione al concorso scadrà il 28 febbraio, attraverso l’invio di una scheda, mentre la presentazione degli elaborati dovrà avvenire entro il 15 maggio.
Saranno premiati i primi due classificati per ogni categoria per un totale di 24 premi, da assegnare rispettivamente agli studenti che si classificano ai primi due posti, per ognuno dei tre ordini di scuola: Primaria e Secondaria di I e II grado. Potranno, inoltre, essere assegnati ulteriori premi e menzioni speciali agli elaborati artistici che verranno ritenuti particolarmente originali.
La Commissione Esaminatrice, presieduta da un critico d’arte di fama nazionale, sarà formata da qualificati esponenti del mondo della comunicazione e delle arti grafiche e figurative, dell’architettura e dell’urbanistica e da rappresentanti istituzionali.
I vincitori saranno encomiati nel corso della cerimonia ufficiale di inaugurazione della mostra di tutti i lavori presentati, che sarà allestita presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea del Telesia Museum di San Roberto (RC), entro la fine di settembre 2023, con le modalità che verranno successivamente comunicate, mentre i lavori selezionati avranno la possibilità di essere pubblicati su un catalogo.
“L’iniziativa lanciata si pone obiettivi che vanno oltre la semplice competizione, tra questi sostenere e accompagnare lo sviluppo di una nuova sensibilità nei riguardi dell’ambiente urbano, in particolare degli spazi pubblici, spesso degradati e poco valorizzati, utilizzando un’attività creativa capace di mettere in relazione aspetti estetici-artistici ed etici, ossia i problemi facilmente rilevabili di accessibilità, fruibilità e sicurezza degli spazi urbani” spiega Antonella Postorino “Inoltre, si vuole sviluppare nei giovani cittadini metropolitani lo spirito di iniziativa creando situazioni di studio, di ricerca e di confronto didattico partendo dal futurista reggino Umberto Boccioni, identificandolo con la città di Reggio Calabria, così da promuovere comportamenti di tutela accendendo nei giovani il senso di appartenenza alla comunità locale e il desiderio di esserne parte attiva”.
Per quesiti relativi al regolamento, alle modalità di partecipazione, a contenuti e aspetti di natura tecnica scrivere all’indirizzo mail: presidente.gruppoxiphias@gmail.com
La città “Cineturistica”: un incontro per parlare di sviluppo del territorio metropolitano
l tema Cineturismo sarà al centro di un convegno organizzato dall’Associazione B.C.M. (Bottega di Cultura Metapolitica) e dal Gruppo Xiphias – Associazione di Sviluppo Culturale.
L’appuntamento è per venerdì 8 luglio, a partire dalle ore 18,30, presso la Saletta Conferenze BCM, sita in via Bruno Buozzi n.13 a Reggio Calabria.
Il convegno, moderato dalla giornalista de IlMetropolitano, Katia Germanò, ospiterà le relazioni degli architetti e scenografi Antonella Postorino e Lorenzo Pio Massimo Martino, che illustreranno i risultati del loro progetto “La Città Cineturistica”, nell’ambito del quale hanno sperimentato un prototipo multimediale di fruibilità del territorio, che mette in relazione le location dei maggiori film girati nei territori della Città Metropolitana di Reggio Calabria, con le risorse, paesaggistiche, architettoniche e demo-etno-antropologiche presenti in quei territori.
Sulla tematica inerente le politiche di sviluppo turistico del territorio, interverrà l’avvocato Ernesto Siclari del Gruppo Xiphias.
Al convegno interverranno inoltre Lorenzo Amadeo e Davide Manganaro, registi del film “Sandrino”, i quali illustreranno il dietro le quinte di un film Made in Reggio Calabria, raccontando come sono riusciti a gestire un set che ha attinto completamente da risorse locali.
Dulcis in fundo, interverrà all’evento Pasquale Caprì, Special Guest dell’evento nonché protagonista principale del film “Sandrino”.
Via Orange: l’architetto Antonella Postorino scrive una lettera aperta ai cittadini
L’architetto Antonella Postorino scrive una lettera aperta per il traffico in Via Orange:
“Perché inibire al traffico, rendendo pedonale un tratto di strada che non necessita di queste restrizioni?”
Questo è il quesito che mi ponevo già un anno fa e, dopo un apparente ritorno alla normalità durato qualche mese, oggi che mi imbatto nuovamente in una delle “incongruenze” più evidenti nella mia Città, mi sento in dovere di rivolgere subito la stessa domanda a chi è in grado di fornirmi prontamente una risposta.
Intanto mi presento, sono una cittadina interessata all’urbanistica e alla logistica della città in cui vivo. Questo interesse nasce esclusivamente dal bisogno di ricevere livelli di qualità della vita adeguati ai bisogni della collettività, che purtroppo non sempre sono fruibili per via di azioni che non trovano riscontro razionale, come nel caso che sto per descrivervi.
Parlo di Piazza Orange e nello specifico nel tratto di strada che la costeggia a monte delle due scalinate, ossia via Orange.
Come tutti ben sanno, piazza Orange occupa un comparto urbanistico ubicato nel centro storico della città, a poca distanza da piazza Castello, in un’area ricca di attività connesse al settore terziario, pertanto servizi commerciali, culturali, bancari, amministrativi e i relativi collegamenti tra gli stessi. Essa è delimitata oltre che da via Orange, anche da via Filippini, via Crisafi e via Firenze.
Ebbene il tratto di strada interessato da negli ultimi tempi, viene periodicamente chiuso e reso area pedonale, senza comprenderne la reale esigenza.
Il problema è che chiudere al traffico via Orange comporta la “circumnavigazione” della piazza, con i disagi che ne scaturiscono; infatti, quel tratto di strada, di soli venti metri, è l’unico a collegarsi con via Crisafi per poter procedere verso via Possidonea e raggiungere la parte alta della Città verso via Reggio Campi.
Se andassimo a considerare gli orari di apertura e chiusura che riguardano scuole, uffici e attività commerciali, ne deriva che nelle ore di punta il traffico resta paralizzato, basti rilevare che nelle immediate vicinanze si contano ben cinque istituti scolastici (Classico Campanella, Convitto, Pio X, Principe di Piemonte e Galileo Galilei), tutti gli uffici Amministrativi, le Banche e gli altri uffici ministeriali.
Considerando inoltre che a valle e a monte della piazza, si espande l’area commerciale del centro cittadino, nasce spontaneo chiedersi “Che benefici porta un’area pedonale di soli venti metri?”
Si potrebbe ipotizzare che la scelta sia dovuta dalla necessità di venire incontro alle esigenze delle due attività di ristoro che si affacciano sulla via Orange, ma sembrerebbe inverosimile per diversi motivi, infatti, queste sono dotate all’esterno di dignitosi dehors, e pur volendo, il tratto di strada beneficia di un ampio marciapiede libero e facilmente fruibile; oltre al fatto che la piazza, nella sua ragion d’essere, ha già una funzione esclusivamente pedonale da non giustificare la chiusura al traffico di una delle vie che la costeggiano. A questo aggiungi che, se così fosse essendo i locali aperti solo di sera “Perché non limitare il traffico esclusivamente negli orari di apertura degli stessi?”.
Forse sarebbe opportuno per trasparenza chiarire l’utilità di questa scelta e rendere pubbliche le motivazioni in virtù del disagio creato all’intero comparto storico della città e, soprattutto, perché non è stata attuata alcuna modifica alternativa alla viabilità esistente, tale da poter agevolare il transito dei veicoli principalmente negli orari di punta.
Per non apparire come la solita criticona, che pone tante domande, come è facile pensare quando un cittadino chiede risposte in merito a scelte incongruenti rispetto agli interessi della collettività, mi sento di essere propositiva in merito offrendo alla Città un’ipotesi progettuale alternativa a quella che ci viene proposta.
Quindi: “Perché non concedere, ai due esercenti, l’intero marciapiede adiacente la piazza, per posizionare i dehors a servizio dei locali, e magari parte della stessa piazza, in cambio della relativa manutenzione ordinaria?”. Tale proposta, dovrebbe essere supportata dalla realizzazione di un progetto uniforme, nella scelta di materiali e arredi, con l’intento anche di valorizzare la piazza e le due scalinate, arricchendole con piante e illuminazione, così da restituire alla città un po’ di decoro e dignità, che troppo spesso vengono calpestati per portare avanti personalismi a discapito dell’intera comunità.
Mi sento anche di suggerire un regolamento per la progettazione degli spazi da concedere ai ristoratori; infatti, troppo spesso in città si vedono “cassettoni” osceni, delimitati con blocchi di cemento, realizzati con materiali e forme che “violentano”, più di quanto già non lo sia, il paesaggio urbano. Fermo restando che in tutte le città del mondo i tavolini dei bar e dei ristoranti all’aperto hanno un loro fascino di connotazione altamente turistica dei luoghi: “Perché non chiedere il deposito di un progetto, firmato da un tecnico abilitato, che rispetti tipologie, materiali e forme deliberate in sede di Consiglio Comunale?”. Ordinariamente per tutti i lavori che modificano lo stato dei luoghi, persino quelli eseguiti in proprietà privata, viene richiesto un progetto “a norma”, proprio per evitare che ognuno si alzi la mattina libero di “interpretare” a proprio piacimento l’estetica di una Città.
Forse chiedo troppo, ma non importa, per ogni cittadino farsi domande deve essere la normalità, così come restituire risposte è un obbligo da parte di chi lo rappresenta.