Il Principe Alberto II di Monaco è arrivato, con un piccolo elegante ritardo (come si addice al Suo titolo) all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L’Ateneo ha voluto riconoscere a S.A.S. una laurea ad honorem magistrale in Scienze ambientali e forestali, esito di un percorso avviato alcuni anni addietro, e più volte rinviato a causa dell’emergenza sanitaria. La cerimonia si terrà presso l’Aula Magna “Antonio Quistelli”, nella quale sono già tutti in attesa dell’arrivo del Principe.
Il Principe Alberto II di Monaco costituisce, oggi, un punto di riferimento internazionale per le attività promosse ed i programmi sostenuti e finanziati in materia di salvaguardia della Natura e dell’Ambiente. Rilevante e significativo, in particolare, è il suo impegno verso le foreste in generale e segnatamente verso le attività di ricerca inerenti lo studio, l’analisi, la sperimentazione e la promozione di modelli di gestione sostenibili e orientati alla tutela degli eco-sistemi forestali e alla difesa della biodiversità.
università mediterranea
Il Principe Alberto di Monaco ha fatto il suo arrivo a Reggio Calabria: si è recato al Museo Archeologico di Reggio Calabria dove è stato accolto dal direttore Carmelo Melacrino, che lo ha condotto in visita ai Bronzi di Riace e nelle varie ale della struttura.
Il Principe è atteso tra poco all’Università Mediterranea dove riceverà dal rettore Zimbalatti la laurea honoris causa in Scienze Ambientali dal dipartimento di Agraria dell’UniRC, come simbolo di riconoscimento per la battaglia a tutela dell’ambiente che il Principe Alberto, tramite la sua Fondazione, intraprende quotidianamente anche nel territorio calabrese.
Il saluto della città Metropolitana di Reggio Calabria, le parole del sindaco ff Carmelo Versace
«La Città Metropolitana di Reggio Calabria è lieta ed onorata di accogliere S.A.S. Alberto II principe di Monaco. E’ un momento storico per l’intera comunità, una visita eccezionale e molto importante che pone il comprensorio al centro dell’attenzione internazionale e sprona ognuno di noi a riscoprire e valorizzare le proprie radici e la propria identità. Alla famiglia Grimaldi, infatti, il territorio reggino deve molto sin dal XVI e XVII secolo: dallo sviluppo del feudo di Molochio alla grande intuizione di Girolamo Oliva Grimaldi che, ripopolando la parte collinare a nord-est del Ducato, fece di Cittanova e Gerace crocevia di commerci verso Gioja e Monteleone, allargandosi fino allo Jonio con gli scambi di manufatti, oli e sete». Queste le parole del sindaco ff Carmelo Versace, che ringrazia S.A.S. Alberto II principe di Monaco per «l’importante contributo che continua ad offrire per il rilancio e la crescita dei territori appartenuti al suo casato» ed all’Associazione Siti Storici dei Grimaldi che «si conferma essere una realtà fondamentale per mantenere viva la memoria e la riscoperta di luoghi antichi con una storia secolare e ricca di fascino».
L’incontro con l’importante Capo di Stato monegasco, per l’inquilino di Palazzo Alvaro, serve poi «a rinsaldare l’antica amicizia fra due popoli e rinnovare relazioni istituzionali nel percorso intrapreso dalla Città Metropolitana per il rilancio della propria immagine in termini culturali, turistici e attrattivi». «Molti – ha ricordato – sono i cittadini reggini, nei decenni, emigrati nel Principato di Monaco ed anche a loro va il nostro pensiero in una giornata pregna di significato per l’intera comunità metropolitana». «Carica di emozione – ha, quindi, affermato Versace – è la visita del Principe Alberto II ai Bronzi di Riace presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, una cartolina che farà il giro del mondo e consoliderà il programma delle iniziative allestito per il 50° anniversario del ritrovamento degli eroi bronzei».
«E’ un nuovo e più convinto segnale – ha ribadito il sindaco metropolitano facente funzioni – che questo territorio intende lanciare all’esterno, confermando la propria capacità di raccontare una realtà piena di storia, natura e tradizioni, ma anche di competenze e professionalità. A S.A.S. il Principe di Monaco ed alla sua Fondazione si deve l’impegno concreto e fattivo per combattere i cambiamenti climatici e difendere la biodiversità, i mari e le risorse idriche del pianeta. Un motivo in più per accogliere il Sovrano monegasco con gratitudine e forte apprezzamento, ricordando con profondo dolore le devastazioni che, nei tempi scorsi, hanno interessato i boschi del nostro Aspromonte divorati dagli incendi. La sua sensibilità e la sua lungimiranza ci aiuteranno a riflettere ed a proseguire sul solco già tracciato dalla Città Metropolitana nella lotta al riscaldamento globale e per la tutela dei siti naturali».
«La comunità metropolitana di Reggio Calabria – ha concluso Carmelo Versace – sarà, dunque, molto felice di accogliere il Capo di Stato del Principato di Monaco forte di una solidità territoriale che punta, necessariamente, a costruire e rafforzare quel sentimento di unità e cooperazione metropolitana sul quale l’Ente, giornalmente, proietta i propri sforzi».
La soddisfazione del presidente del Consiglio Regionale Filippo Mancuso
“Il conferimento della laurea honoris causa in Scienze forestali e ambientali al principe Alberto II di Monaco, uno dei protagonisti mondiali nella difesa dell’ambiente, proprio in coincidenza con la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (Cop27) che si svolge in Egitto, dimostra la lungimiranza dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria nel realizzare quei ‘ponti di conoscenza’ internazionali di cui la nostra regione ha bisogno”, afferma il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso. “L’inaugurazione dell’Anno accademico della ‘Mediterranea’- aggiunge Mancuso – focalizzando l’attenzione sui temi della transizione ecologica, uno dei pilastri del Pnrr, sottolinea, per una regione che ha un polmone ambientale di 612 mila ettari di superficie forestale, l’impegno a puntare sulle risorse naturali, non solo per corrispondere alle sollecitazioni del Piano ambientale dell’Unione Europea (Green New Deal), ma anche per salvaguardare e valorizzare un potenziale formidabile di acqua, foreste e biodiversità”.
Reggio Calabria: sarà conferita la Laurea Magistrale in Scienze Forestali ed Ambientali al Principe Alberto II
Il Rettore dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria prof. Giuseppe Zimbalatti comunica che, il 7 novembre 2022, presso l’Aula Magna “Antonio Quistelli”, avrà luogo la cerimonia di conferimento della Laurea Magistrale in Scienze Forestali ed Ambientali al Principe Alberto II di Monaco. Tale conferimento rappresenta l’esito di un percorso avviato alcuni anni addietro, e più volte rinviato a causa dell’emergenza sanitaria.
Il Principe Alberto II di Monaco costituisce, oggi,un punto di riferimento internazionale per le attività promosse ed i programmi sostenuti e finanziati in materia di salvaguardia della Natura e dell’Ambiente. Rilevante e significativo, in particolare, è il suo impegno verso le foreste in generale e segnatamente verso le attività di ricerca inerenti lo studio, l’analisi, la sperimentazione e la promozione di modelli di gestione sostenibili e orientati alla tutela degli eco-sistemi forestali e alla difesa della biodiversità.
Antonio Romeo è il nuovo Direttore Generale dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria
Il Dott. Antonio Romeo è il nuovo Direttore Generale dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria per i prossimi tre anni. A comunicarlo è il Rettore Prof. Giuseppe Zimbalatti, che alla presenza dei componenti del Senato Accademico, del Consiglio di Amministrazione e del Consiglio degli Studenti, il 17 ottobre 2022, presso la Sala Organi Collegiali, gli ha formalmente conferito l’incarico. Il Dott. Romeo, dirigente di ruolo in servizio presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, aldilà delle riconosciute capacità professionali, vanta grande esperienza in ruoli di vertice con oltre un decennio di Direzione Generale in Università Italiane, anche di grandi dimensioni. Succede alla Direttrice Generale F.F. Dott.ssa Paola Rosa Arcà, alla quale il Rettore e gli Organi Accademici hanno riconosciuto il merito di aver saputo gestire amministrativamente l’Ateneo, con dedizione e competenza, in un periodo particolarmente delicato.
Il dott. Romeo, ha ringraziato il Rettore e gli Organi di Ateneo per la fiducia accordata “Poche parole per indicare un percorso nel quale sarà fondamentale avere la capacità e la sensibilità di valorizzare il contesto in cui si opera, guardando con particolare attenzione agli aspetti gestionali ed ai valori e principi istituzionali più alti. In collaborazione stretta con il Rettore prof. Giuseppe Zimbalatti , il compito sarà quello di valorizzare un’organizzazione efficiente e capace di leggere le proprie criticità e peculiarità, nella quale la condivisione di obiettivi e risultati con dirigenti e funzionari possa produrre i risultati attesi. Una particolare attenzione, sotto il profilo delle relazioni, meritano gli studenti e le loro rappresentanze, con le quali costruire un dialogo permanente volto a migliorare i servizi a loro dedicati.”
UniRC, ad Agraria Seminario formativo sul contrasto agli incendi boschivi
Se ne è discusso venerdì 23 settembre u.s. presso l’Aula Seminari del Dipartimento di AGRARIA dell’Università Mediterranea durante il Seminario formativo “Strategie e possibili interventi per il ripristino e la riqualificazione dei boschi percorsi da incendio”.
I risultati preliminari di una attività di ricerca multidisciplinare, avviata in Aspromonte in “risposta” ai severi incendi occorsi nell’estate 2021, sono stati presentanti alla Comunità Accademica e al Commissario Straordinario di Azienda Calabria Verde, Dott. Giuseppe Oliva.
In apertura dei lavori, il Rettore dell’Ateneo reggino, prof. Giuseppe Zimbalatti, ha ribadito come il trasferimento dei risultati della ricerca scientifica sia una componente fondamentale per supportare le scelte degli Enti e delle Istituzioni responsabili della gestione del territorio, anche al fine di individuare soluzioni che siano sostenibili in termini economici ed ambientali.
Dal canto suo, il dott. Giuseppe Oliva Commissario Straordinario di Azienda Calabria Verde, ha illustrato gli effetti dell’applicazione del “modello operativo” messo a punto dai Docenti e dai Ricercatori dei Corsi di Studio in Scienze Forestali e Ambientali e attuato in un bosco demaniale colpito da incendio, quale esempio di valorizzazione della collaborazione con il Dipartimento di Agraria.
Il Direttore del Dipartimento di AGRARIA, prof. Giovanni Enrico Agosteo, ha posto l’accento sull’ampia offerta formativa e sul vasto ambito di competenze che caratterizzano le Scienze Forestali e Ambientali che, nel complesso e variegato contesto biogeografico della Calabria, andrebbero più convintamente e strategicamente valorizzate.
Il prof. Giuseppe Bombino, Coordinatore del Corso di Studio Magistrale in Scienze Forestali e Ambientali, ha introdotto i lavori tecnici presentando le attività di studio e di ricerca in corso presso il cantiere didattico-sperimentale sito in Roccaforte del Greco (Aspromonte), realizzato grazie alla disponibilità dell’imprenditore agro-forestale Francesco Saccà e al lavoro sul campo della Cooperativa Montana “Tutela dell’Aspromonte”.
Sono seguite le relazioni tecniche di Docenti e Ricercatori del Dipartimento, moderate dal prof. Giuseppe Modica, Coordinatore del Corso di Studio Triennale in Scienze Forestali e Ambientali, nell’ambito delle quali sono stati presentati i primi risultati ottenuti dalle sperimentazioni in situ e finalizzate (i) allo studio delle dinamiche ecologiche e ambientali post-incendio e (ii) alla individuazione di possibili interventi e misure conservative (a basso impatto ambientale ed economico) di ripristino e di riqualificazione dei boschi percorsi dal fuoco per “aiutare” l’ecosistema forestale a mettere in atto i meccanismi naturali di “autoriparazione” a seguito di un evento estremo.
“Ravvisiamo la necessità – ribadiscono i Ricercatori del Dipartimento di Agraria della Mediterranea – di un cambio paradigmatico nella pianificazione e gestione del territorio rurale (agricolo e forestale). La gestione deve essere ordinaria, pianificata e non dettata dall’emergenza del momento. In questa ottica, un ruolo centrale lo deve avere la figura del Dottore Forestale.
Oggi il problema degli incendi boschivi si affronta esclusivamente organizzando l’estinzione. Nessun mezzo aereo e terrestre riuscirà a spegnere un grande incendio forestale. Bisogna lavorare, pertanto, per prevenire il fenomeno”.
Santuario di Polsi: rifiuti e vergogna nel cuore dell’Aspromonte – FOTO
Con profonda tristezza, assieme all’amico dott. Alfonso Picone Chiodo, ho osservato molte foto dei luoghi attorno al Santuario di Santa Maria di Polsi, gentilmente inviateci dal dott. Antonino Morabito. Egli si era recato in pellegrinaggio al Santuario domenica 25 settembre 2022 e, molto turbato dai rifiuti di ogni tipo disseminati negli ambienti adiacenti, fino al vallone e al torrente, aveva fotografato tanto scempio al fine di conservarne l’avvilente testimonianza. La spazzatura accumulata anche in quantità monumentali lungo le nostre strade di Calabria non ci meraviglia più, perché purtroppo il costume incivile ed i totali disservizi sono una calamità alla quale ci siamo abituati, tanto è costante e diffusa. Ma che un disordine del genere si verifichi a Polsi è un sacrilegio nei confronti della santità del luogo e della sacralità della nostra tradizione. Senza contare che, in un ambito religioso quale è quello del Santuario, questo scempio è una bestemmia contro l’indirizzo pastorale che altrove si sta confermando e approfondendo alla luce dell’insegnamento che promana dalla “Laudato sì” di papa Francesco: offende gravemente, cioè, la sollecitudine a rendere onore e cura all’ambiente come dono di Dio di cui dobbiamo rendere conto. Fino alla mia generazione e per tanto tempo anche dopo, il solo nome di Polsi suscitava negli animi di tutti noi calabresi e di moltissimi siciliani un brivido di rispetto, di amore, di gratitudine verso la Madonna della Montagna; ad esso si associava l’esperienza di molta festa, che consisteva in pellegrinaggi notturni, bivacchi di preghiere e di canti, pasti comunitari ricchi di capra e in una continua, incessante gioia di musiche e danze popolari. Regnava allora una devozione piena di rispetto e certamente quei pellegrini che percorrevano la navata del santuario scalzi, in ginocchio e talvolta lambendo con la lingua il terreno, non avevano il minimo dubbio che quel luogo fosse sacro e inviolabile, come il roveto ardente di fronte al quale era stato imposto a Mosè di togliersi i calzari dai piedi. Questa tradizione di totale e amorosa riverenza fino a qualche anno fa era rimasta in sintonia, dopo tanti secoli, con l’esperienza ascetica dei fondatori del monastero, visitati nel secolo XII da san Lorenzo di Frazzanò: egli, narra la biografia del santo, li aveva trovati “sottoposti al castigo dei peccati con una vita di penitenza in quel monte asperrimo ed in una solitudine così severa”. Le innumerevoli lattine vuote oggi sparse alla rinfusa attorno al Santuario, anche nelle fioriere, i vetri scaricati nei crepacci, i vecchi materassi e le carcasse di casalinghi abbandonati nell’ambiente, dichiarano oggi che questo luogo, un tempo fra i più sacri per calabresi e siciliani, è diventato soltanto un banale posto di ritrovo montano, per feste folcloristiche e picnic di gente distratta e immemore, senza rispetto né per il sacro né per l’ambiente, testimonianza eloquente di un popolo che non ha più memoria di sé stesso e della sua dignità. Nulla però impedisce che a Polsi si recuperi quella devozione piena di rispetto e di cura del sacro se non noi stessi.
Domenico Minuto
Spesso sono stato al fianco dei miei amici di San Luca e alcune volte anche in prima linea in tante battaglie ma questa volta non posso tacere. Devo segnalare i gravissimi inquinamenti perpetrati ai danni della valle di Polsi, considerata sacra per la presenza secolare del Santuario della Madonna della Montagna.
L’afflusso dei pellegrini durante la festa, quest’anno particolarmente frequentata per l’incoronazione della Madonna, e l’incuria di chi vi opera ha trasformato il luogo in una discarica.
Migliaia di bottiglie di birra, stoviglie di plastica usa e getta, resti di cibo e tanto altro scaricato alla luce del sole e impunemente nei pendii appena poco fuori dall’area di Polsi.
Di tale disastro ambientale tutti coloro che hanno competenza, responsabilità in merito, sono necessariamente consapevoli. E anche i pellegrini.
Capisco che non è semplice provvedere a una raccolta differenziata e allo smaltimento in un luogo poco accessibile come Polsi ma non si può far finta di niente o attendere che la fiumara quest’inverno porti tutto a valle inquinando un corso d’acqua tra i più integri dell’Aspromonte.
E anche i pellegrini, gli escursionisti, i visitatori hanno le loro responsabilità e possono esercitare un ruolo di mitigazione del problema provvedendo a generare meno rifiuti e a portarne via il più possibile.
Ricordo che nel passato, insieme a Francesco Bevilacqua e tante Associazioni Ambientaliste, organizzammo una giornata ecologica raccogliendo quintali di rifiuti portati via poi dalla società Locride Ambiente.
Ma se oggi il luogo appare come una discarica non è servito a nulla. Tra l’altro tale situazione nel cuore di un’area protetta come il Parco Nazionale dell’Aspromonte è una vera bomba ecologica per le alterazioni che arreca alla biodiversità che, costituzionalmente, le Istituzioni e tutti noi dobbiamo proteggere per le presenti e future generazioni.
Alfonso Picone Chiodo
RIVOLGIAMO QUINDI UN INVITO AGLI AMICI DI SAN LUCA E A TUTTE LE ISTITUZIONI: REAGIAMO E AGIAMO TUTTI INSIEME AFFINCHÉ L’AGIRE UMANO RENDA ONORE ALL’ASSORTA SACRALITÀ RELIGIOSA E NATURALE DI POLSI E DELL’ASPROMONTE.”
Queste le parole di Alfonso Picone Chiodo, scrittore, fotografo, trekker ed alpinista nonché ricercatore presso il Dipartimento di Patrimonio, Architettura e Urbanistica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
UniRC pronta a celebrare la “Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori”
“Research is an inexhaustible (re)source of inspiration to make Europe better for the next generation” sarà il messaggio che la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori punta a veicolare, alle nuove generazioni, durante l’edizione 2022.
Anche quest’anno l’Università Mediterranea di Reggio Calabria sarà tra le protagoniste dell’importante evento scientifico, in contemporanea con le più blasonate Università Europee ed insieme all’Università della Calabria, l’Università Magna Graecia, l’Università della Basilicata, CNR e Regione Calabria.
La Commissione Europea ha invitato i ricercatori ha rivolgere i loro studi alla risoluzione di cinque grandi problemi che rappresentano le cinque missioni del programma “Horizon Europe”:
Adattamento ai cambiamenti climatici, impegnandosi a prevenire gli effetti e a mitigare i danni prodotti da inondazioni, uragani e incendi, che minacciano l’economia, il benessere e la vita sul pianeta.
Far rivivere oceani e acque, che sono vita, ossigeno, cibo, ed energia; è nostro compito proteggere l’acqua cercando soluzioni che prevengano l’inquinamento, l’impoverimento della biodiversità e i fenomeni metereologici estremi.
Un patto europeo per i suoli, al fine di ripristinarli e migliorarne la salute; è necessario salvaguardare la produzione di cibo sano e di ossigeno contrastando la desertificazione dei terreni e la sparizione di boschi e foreste.
Realizzare città intelligenti a impatto climatico zero, con mobilità sostenibile, migliore efficienza energetica, sviluppo delle rinnovabili e urbanistica verde, allo scopo di annullare tutte le emissioni nocive per i cittadini.
Lotta contro il cancro, ideando nuove tecniche diagnostiche, sperimentando nuovi farmaci e trattamenti non invasivi, per sconfiggere il male che accorcia la vita, frantuma le famiglie e non risparmia i bambini.
Prepariamoci ad una giornata all’insegna della conoscenza!
Un grande evento scientifico che presenterà esperimenti, visite virtuali nei laboratori ed intrattenimento alla scoperta della Ricerca all’interno dell’Università Mediterranea.
Venerdì 30 settembre dalle ore 9.30 alle ore 18.30 presso Piazza Italia di Reggio Calabria:
Stand espositivi dove verrà messa in mostra la Ricerca dell’Università Mediterranea. In particolare, saranno presentati i progetti finanziati dall’Unione Europea e le iniziative della Regione Calabria sui fondi POR e PNRR, oltre ad uno spazio dedicato ad orientare gli studenti alla scelta del corso di laurea universitario.
Venerdì 30 settembre alle ore 15:00 presso il Museo Nazionale di Reggio Calabria:
Cerimonia di consegna delle Pergamene ai Dottori di Ricerca in occasione del 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace.
Concerto Quartetto dell’Orchestra del Teatro F. Cilea di Reggio Calabria
Università Mediterranea: il Corso di Studi in Design del Dipartimento PAU consolida il trend positivo di immatricolazioni
“A tre anni dal suo avvio, il Corso di Studi in Design si conferma una proposta formativa di ottima qualità, in linea con i tempi e con le richieste dei giovani neodiplomati. Una realtà in crescita, capace di fornire agli studenti interessanti opportunità ed ottimi sbocchi occupazionali” – sono queste le parole con cui il Rettore della Mediterranea, prof. Giuseppe Zimbalatti, sottolinea le peculiarità del percorso formativo istituito presso l’Ateneo reggino. Alla base del corso c’è un preciso progetto finalizzato a mettere le attività di formazione e ricerca al servizio dello sviluppo locale, sostenendolo con la creazione di figure professionali di alto livello. “Il corso – spiega il Prof. Tommaso Manfredi, Direttore del Dipartimento Patrimonio Architettura Urbanistica – è nato due anni fa dalla consapevolezza che il design, nel comparto delle filiere creative, si pone tra quelle che hanno registrato il miglior adattamento al quadro macroeconomico internazionale, mostrando ritmi di crescita continui, specie in relazione al Made in Italy”.
I percorsi formativi proposti offrono, in diversi ambiti, significativi sbocchi occupazionali all’interno del mercato del lavoro sia come freelance, che all’interno di aziende, imprese, istituzioni, enti pubblici e privati, come designer di oggetti di uso comune, di arredi di spazi interni ed esterni, o come exhibit designer, web designer, grafico pubblicitario e tanto altro. “Il territorio calabrese – continua Manfredi – in questo momento presenta potenzialità altissime in termini di sviluppo e opportunità di riequilibrio economico connessi alle imprese culturali e creative. Vogliamo formare figure professionali capaci di estrarre contenuti e significati dalla cultura locale e proiettarli sul mercato internazionale attraverso il design”.
In questa prospettiva, il Corso di Studi in Design (classe L-4), offre un modello formativo interdisciplinare e trasversale, con dominanza di laboratori applicativi, all’interno dei quali sono previsti workshop, seminari, attività progettuali in co-tutela con enti di ricerca, istituzioni e il mondo delle imprese. “Incrementare i rapporti di collaborazione con le imprese – aggiunge la Prof.ssa Giuseppina Scamardì, Coordinatrice del corso – è uno dei nostri obiettivi principali. Numerose sono infatti le aziende che in questi anni, oltre ad affiancarci nella definizione di un progetto formativo capace di introdurre concretamente i futuri laureati nel mondo del lavoro, si sono rese disponibili a lavorare con noi attraverso seminari, workshop, stage e tirocini curriculari”.
Il Corso di Studi in Design è di durata triennale ad accesso aperto, è strutturato in un biennio comune di formazione teorica-metodologica e progettuale e un terzo anno di preparazione mirata su uno dei tre curriculum a scelta: Product Design, Design della Comunicazione e Design per l’Indoor/Outdoor. È possibile immatricolarsi online, attraverso il sito dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria (www.unirc.it) fino al 30 settembre.
Finalmente l’Università Mediterranea ha eletto il suo nuovo rettore: Giuseppe Zimbalatti, già direttore generale dell’Ateneo, che ha ottenuto la maggioranza nei tre seggi votanti (docenti e ricercatori; ricercatori a tempo determinato; personale tecnico e rappresentanti degli studenti). Zimbalatti sarà in carica per i prossimi sei anni.
Puntuale il messaggio di auguri da parte del presidente del MArRC Carmelo Melacrino:
«Congratulazioni a Giuseppe Zimbalatti, neo eletto Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Sono certo che il nuovo ruolo assunto, dopo il già autorevole incarico di Direttore Generale dell’Ateneo, condurrà il mondo accademico reggino verso traguardi prestigiosi, con una rinnovata visione di sinergie per lo sviluppo del territorio».
Gli auguri di Tilde Minasi, assessore alle Politiche Sociali della Regione Calabria:
«Rivolgo a Giuseppe Zimbalatti le mie più sincere congratulazioni per la sua elezione a Rettore dell’Università Mediterranea, un traguardo meritatissimo che premia lui, per la sua professionalità e il lavoro svolto in tanti anni proprio per e nell’Ateneo reggino, e premia anche la stessa Reggio, che sicuramente beneficerà, sotto vari aspetti, del suo impegno alla guida dell’Università cittadina».
L’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Calabria, Tilde Minasi, si congratula con queste parole con il prof. Zimbalatti, prevalso sugli altri due candidati nella scelta del nuovo Rettore della Mediterranea. Reggino, già Preside della facoltà di Agraria e, prima di questa elezione, Direttore Generale dell’università, è, per l’Asessore, l’uomo giusto per ricoprire l’importante incarico.
«Conosco Giuseppe Zimbalatti da tanti anni, è un caro amico, ma soprattutto un professionista serio, corretto, competente e affidabile. Proprio ciò che serviva alla nostra Università e alla nostra città – affermal’Assessore – per aprire un nuovo corso, dopo le burrascose vicende che l’hanno riguardata, e “sporcata”, negli ultimi mesi.
Ai giornalisti ha detto “Ho avuto tutto da questa Università e in cambio io darò tutto” e sono certa che sarà così. Come lui stesso ha ricordato, quest’anno ricorre il 40esimo anniversario dalla fondazione ufficiale, ma l’Ateneo ha in realtà già 60 anni di vita. Il modo migliore per celebrarli è proprio ripartire con una persona come lui, che peraltro è un reggino che ama profondamente la sua terra. Saprà ricostruire in positivo l’immagine che l’Università (e, con essa, la città) merita e rafforzarne il compito di presidio di cultura e di crescita, anche economica, che le è tipico.
Gli auguro, dunque – conclude Minasi – un buon lavoro in questo nuovo inizio, sia da amica che da Assessore della Regione».
Il comunicato dell’Università Mediterranea:
Il prof. Giuseppe Zimbalatti, professore ordinario di meccanica agraria del Dipartimento di Agraria, è il nuovo Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria per il sessennio 2022-2028. I risultati della prima votazione, essendo stati raggiunti i quorum previsti dallo Statuto non c’è stata necessità di andare oltre, sono i seguenti:
Risultati dello scrutinio dopo la prima votazione:
Elettori assoluti: 491
Le preferenze risultano espresse come segue:
Claudio De Capua: 30 voti;
Nicola Moraci: 69 voti;
Giuseppe Zimbalatti: 257 voti.
10 schede bianche, 5 nulle
Il Rettore f.f. prof. Feliciantonio Costabile, nel congratularsi con il neo eletto prof. Giuseppe Zimbalatti, già Direttore Generale dell’Ateneo fino al 20 giugno u.s. e Direttore del Dipartimento di Agraria per i trienni accademici 2015-2018 e 2018-2021, è certo che lo stesso saprà guidare l’Ateneo verso i traguardi sperati.
Il prof. Giuseppe Zimbalatti, nel ringraziare l’intera comunità accademica per la fiducia dimostrata, ha dichiarato “che profonderà il massimo impegno per consolidare e rilanciare il ruolo dell’Università in coerenza con i fabbisogni del territorio e con le missioni dell’ Università stessa (didattica, ricerca e terza missione), sottolineandone l’imprescindibile ruolo di presidio culturale, scientifico e socio-economico.”
Università Mediterranea, nota del Rettore Costabile sulla richiesta di modifica dello statuto d’Ateneo
“Da diverse parti mi sono state rivolte, quale Rettore dell’Università reggina, anche tramite media, richieste di modifica dello Statuto, approvato sotto il Rettorato del Prof. Giovannini (e dunque precedente alla gestione dei Rettori Catanoso e Zimbone), in ordine alla limitata partecipazione alle elezioni rettorali (solo dalla terza votazione) dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, nonché degli studenti.
Lo scrivente si è appositamente recato al Ministero dell’Università e della Ricerca prima di indire le elezioni, per perorare, unitamente all’allora Direttore Generale, la causa di una modifica statutaria. Si è chiarito che essa è un atto di straordinaria amministrazione non rientrante nelle competenze di un Rettore rei gerendae causa.
Il rispetto del principio di legalità, anche quando sia opportuno modificare la norma vigente, vieta dunque di operare qualsiasi modifica “in corso d’opera”. Né del resto il Rettore f.f. avrebbe potuto disattendere la richiesta degli Organi Collegiali di Ateneo di indire al più presto le elezioni, avendo comunque come termine per la presa di servizio del Rettore eletto il 1 novembre, spazio di tempo che non potrebbe legittimare un cambiamento statutario, sempre richiedente procedure e tempi lunghi, se anche fosse stato lecito, non essendo modificabili le norme elettorali subito prima del voto, in quanto potrebbero essere confezionate a misura di un determinato candidato.
Lo stato di agitazione indetto da alcuni sindacati non può incidere sul rispetto della legge, mentre altre rivendicazioni degli stessi, fra l’altro circa il reclutamento e la progressione di carriera del personale dell’Ateneo, sono da ritenersi legittime e saranno prese in seria considerazione dagli Organi accademici.”























