18 maggio 2021, 21 novembre 2025, 24 marzo 2026… 3 date che purtroppo non dimenticheremo. Dopo Battiato, dopo la Vanoni, ci lascia anche Gino Paoli… con lui scompaiono gli ultimi 3 ristoratori…Vanoni con la sua voce magica sensuale, suadente vellutata…e Paoli che con i suoi testi da sempre insieme al mitico Battiato hanno prodotto cibo per l’Anima. Paoli con i suoi testi ha affascinato come pochi, costringendoci ad essere più umani, ad usare l’immaginazione, fornendoci quella pace interiore che spesso nella vita abbiamo tentato di soffocare; ha regalato emozioni, aiutato a condividere solitudine e le inquietudini di tutti noi, ma ha anche disegnato scenari di estasi interiore altrimenti impossibili. Ascoltarlo provoca molteplici benefici, si riesce ad appagare corpo, mente e soprattutto anima. I suoi testi sono stati l’architettura dei sentimenti di molti, la sua arte ha influenzato da sempre e per sempre il rapporto con noi stessi. Le sue poesie non sono che confessioni che spesso impropriamente chiamiamo canzoni e che riescono ad inondarci di una magia capace di arrivare fino agli angoli più nascosti dei nostri io. E’ finito il tempo di cantare insieme… il mondo si è fermato, lui ora scende qui …per salire in alto e permettere a Ornella di continuare ad amare… si perché come recita una delle sue straordinarie canzoni…la Vanoni non riuscirebbe ad amare nessun altro senza di lui… Buon viaggio Gino.
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Università Mediterranea: giovedì prossimo Fefè De Giorgi presenterà il suo libro “Egoisti di Squadra”
La Federazione Italiana Pallavolo Comitato Territoriale di Reggio Calabria e l’Università Mediterranea avranno il piacere di ospitare Ferdinando De Giorgi, Tecnico della Nazionale Italiana Maschile di Pallavolo Campione del Mondo, che presenterà il suo libro “Egoisti di Squadra”
Il Libro è un vero e proprio metodo di leadership e crescita personale per cui la motivazione, il rispetto e la squadra sono i confini entro i quali alimentare e far emergere il talento di ognuno, che sia su un campo di pallavolo, in un ufficio o in famiglia.
L’evento si svolgerà alle ore 17:00 giovedì 26 marzo p.v. presso l’Aula Magna “A. Quistelli” – Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Dopo l’introduzione del Presidente del CT Fipav Reggio Calabria Domenico Panuccio, saranno il Magnifico Rettore Prof. Giuseppe Zimbalatti e la Prof.ssa Rossella Marzullo Prorettrice delegata all’Orientamento a dialogare con l’autore.
Ponte sullo Stretto: Carmelo Versace audito nell’8a commissione del Senato, ‘Ambiente e Lavori pubblici’
“Il disegno di Legge 1832 non è un mero atto tecnico di riallineamento contabile o procedurale; è l’atto politico e giuridico che definisce il ‘come’ e il ‘quando’ di un’opera che ha il potenziale di riscrivere il destino economico e sociale dell’intero bacino del Mediterraneo. Il Ponte sullo Stretto può trasformare Reggio Calabria e Messina in un’unica, grande metropoli europea connessa ai grandi corridoi trans-europei. Tuttavia, un’opera di questa portata non può e non deve essere concepita come un corpo estraneo isolato dal suo contesto geografico e sociale. Il nostro approccio non è di preconcetta ostilità: riconosciamo la valenza strategica del collegamento stabile, ma siamo qui per ribadire con forza che il consenso del territorio non è un atto dovuto, né una formalità burocratica; è un risultato da costruire attraverso il rigore, la trasparenza e, soprattutto, il rispetto delle comunità locali che quel territorio lo abitano e lo custodiscono”: Così il sindaco metropolitano facente funzioni di Reggio Calabria, Carmelo Versace, intervenendo nell’audizione nell’8^ commissione Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge n. 1832 (d-l 32/2026 – Commissari straordinari e concessioni), relativo al Ponte sullo Stretto.
“E’ chiaro – ha aggiunto Versace – che il provvedimento in esame oggi nasce al fine di ottemperare ai rilievi delle Sezioni riunite della Corte dei conti. Questo richiamo ci ricorda una verità fondamentale: la velocità dell’esecuzione non può mai derogare alla legalità e alla solidità delle procedure. Apprezziamo che l’Articolo 1 (comma 1, lett. b) ristabilisca la necessità di pareri tecnici attuali. Non si può pretendere di costruire un’opera di tale complessità nel 2026 basandosi su pareri tecnici e ambientali del 1997. Il coinvolgimento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è, dunque, un atto di onestà intellettuale verso il Paese”.
“Parallelamente – ha evidenziato – l’aggiornamento del Piano economico-finanziario e il vaglio dell’Autorità di regolazione dei Trasporti sulle tariffe sono passaggi essenziali per evitare che l’opera diventi un onere insostenibile per i cittadini.
“Come sindaco metropolitano, chiedo formalmente che l’Autorità di regolazione dei trasporti garantisca una ‘clausola di continuità territoriale’: il pedaggio non deve trasformarsi in una tassa occulta sul pendolarismo o in un ostacolo alla mobilità quotidiana tra le due sponde. La ‘Città dello Stretto’ esiste già nei fatti, nelle vite di migliaia di lavoratori e studenti; il Ponte deve unirli, non tassarli”.
“Tornando all’esame del decreto legge, l’Articolo 1 (commi 5 e 6) affida all’Amministratore delegato di Rfi poteri commissariali per le opere ferroviarie. È un passo necessario per garantire l’intermodalità, ma poniamo una condizione politica e tecnica irrinunciabile: il completamento del ’Bivio Bolano’ deve avvenire in modo sincrono e contestuale all’apertura del Ponte, assicurando che Reggio Calabria diventi un nodo centrale dell’Alta velocità e non un mero corridoio di servizio. Parallelamente, è necessario un piano straordinario di adeguamento per la rete stradale locale, oggi drammaticamente inadeguata. Siamo infatti di fronte a un paradosso inaccettabile: rischiamo di avere un’opera di altissima ingegneria capace di far attraversare lo Stretto in pochi minuti, mentre la rete ferroviaria locale resta ancorata a standard del secolo scorso”.
“Reggio Calabria non accetterà di vedere i treni ad alta velocità sfrecciare sopra le proprie teste per servire solo la Sicilia. Il ‘collegamento stabile’ deve significare che la nostra città diventi un nodo centrale dell’Alta velocità europea, non un corridoio di servizio cieco. Per rendere reale questo tipo di integrazione, come Città metropolitana di Reggio Calabria proponiamo di superare la disparità progettuale che attualmente prevede una linea metropolitana ferroviaria solo per Messina, estendendola, pertanto, anche sul versante calabrese”
“L’obiettivo è di realizzare una nuova linea metropolitana a ‘ferro di cavallo’ che si estenda sul lato calabrese per ulteriori 17,3 km, collegando Bolano all’Aeroporto dello Stretto. Questo sistema integrato di circa 43 km garantirebbe tempi di collegamento europei tra le due città . Tuttavia è doveroso altresì evidenziare che mentre discutiamo di investimenti miliardari per unire le sponde, permane una drammatica frattura interna della provincia reggina”.
“Esiste infatti un’opera vitale, da troppi anni attesa, che non compare in questo cronoprogramma: il completamento della Bovalino-Bagnara (Trasversale di Gambarie).
Senza questa trasversale, il Ponte caricherà la nostra rete viaria di un traffico pesante e leggero senza precedenti, portando al collasso logistico l’intero territorio metropolitano.
Per non parlare della Statale 106: Il tratto tra Locri e Reggio Calabria deve diventare una priorità assoluta di questo governo. Non si può parlare di modernità se la costa jonica resta prigioniera di una strada inadeguata, pericolosa e spesso definita ‘della morte’. Dobbiamo avere il coraggio di guardare la realtà con gli occhi di chi vive nei nostri Comuni aspromontani. Oggi, raggiungere il centro da un borgo interno è un’odissea tra curve, tornanti e gimcane per schivare buche e smottamenti”.
“In conclusione, la Città metropolitana di Reggio Calabria – ha affermato Versace – chiede che la conversione di questo decreto non sia un’occasione persa, ma l’inizio di un vero ‘Patto per lo Stretto’. Non chiediamo privilegi, ma dignità infrastrutturale. Chiediamo con forza: garanzie tariffarie blindate per i residenti del territorio; monitoraggio sanitario e ambientale permanente con fondi dedicati; certezza dei tempi e dei finanziamenti per il Bivio Bolano e l’Alta velocità a Reggio Calabria; un piano straordinario per la viabilità interna, con priorità assoluta alla Bovalino-Bagnara, alla SS106 e alla messa in sicurezza dei 1.800 km di rete provinciale”.
Palazzo Alvaro è al fianco delle imprese reggine in percorsi di crescita e internazionalizzazione che, anche in questa circostanza, si stanno traducendo nel significativo interesse da parte di operatori internazionali, buyer e stakeholder del comparto.
«Essere protagonisti in un contesto di tale rilevanza – afferma il consigliere Mantegna – significa contribuire attivamente alla costruzione di nuove opportunità economiche per il territorio, valorizzando al contempo la nostra identità produttiva».
Domani, al Planetarium Pythagoras, il Dantedì: “Astronomia e Cosmologia nell’Opera di Dante”
L’evento, ad ingresso libero e gratuito, tende a evidenziare la genialità di Dante.
Reggio: a Piazza Italia l’iniziativa “Dante oggi: Un nuovo viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso”
Domani, mercoledì 25 marzo 2026, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, si svolgerà a Piazza Italia l’iniziativa Dante oggi: Un nuovo viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso.
Il progetto è promosso dal Comune di Reggio Calabria in partenariato con l’Università Mediterranea – Dipartimento DiGiES.
L’iniziativa coinvolge attivamente gli Istituti Comprensivi della città e si rivolge alla cittadinanza, proponendosi come esperienza educativa diffusa e come espressione concreta di una comunità educante; il viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso viene assunto come paradigma del processo di crescita personale e collettiva, in cui la presa di coscienza, la trasformazione e la costruzione del bene comune diventano tappe di un unico cammino formativo.
“Nel quadro delle attività – afferma l’assessora Curatola – la piazza si trasforma in spazio educativo aperto; luogo di incontro tra generazioni, istituzioni e saperi, in cui la dimensione laboratoriale, narrativa ed espressiva consente alle studentesse e agli studenti di reinterpretare in chiave contemporanea i tre regni danteschi, individuando le forme del disagio, i percorsi di cambiamento e le possibilità di costruzione di una cittadinanza responsabile”.
“Dante oggi -conclude la Curatola- si propone così come un progetto a forte valenza educativa e civile, capace di promuovere una riflessione sulla condizione contemporanea e sulle possibilità di trasformazione, contribuendo alla costruzione di una comunità fondata sulla condivisione, sulla partecipazione e sul bene comune”.
“La macchina del tempo”, inaugurata il 18 marzo, conclude il progetto “DiStretto d’Emozioni – dove il passato sfida il futuro”, ed è ospitata nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria.
Il percorso esperienziale resterà aperto fino al 6 aprile.
Cuore dell’esperienza è la voce narrante dell’attrice Kristina Mravcova, che accompagna i visitatori in un percorso accessibile tramite QR code, fruibile in italiano e in inglese, e da ascoltare in cuffia.
Il percorso esperienziale è costruito, infatti, come un itinerario interattivo: ogni tappa è associata a un pannello e a un contenuto audio che restituisce la “voce” del luogo, in prima persona. Il visitatore non è spettatore passivo, ma parte integrante del percorso. Dopo l’ascolto, è invitato a lasciare un proprio contributo: un pensiero, una parola, una proposta. Un gesto semplice che diventa parte di un archivio collettivo di emozioni e visioni per la città.
“Partecipazione e interazione sono i principali obiettivi di questa esperienza. Il percorso esperienziale è stato strutturato, proprio come suggerisce il nome stesso, per prenderci del tempo: leggere, essere accompagnati da una voce narrante e lasciare la nostra traccia” sottolineano gli organizzatori.
Il percorso si articola in cinque stazioni simboliche — Pinacoteca Civica, Teatro Francesco Cilea, Castello Aragonese, Ipogeo di Piazza Italia e Odeion — ciascuna portatrice della propria storia.
I luoghi si raccontano in prima persona, restituendo identità, memoria e funzione: dalla Pinacoteca come spazio di memoria viva, al Teatro come luogo di emozioni condivise; dal Castello, simbolo di resistenza e trasformazione, all’Ipogeo, custode della città invisibile; fino all’Odeion, spazio di parola e comunità.
Un racconto corale che mette al centro non solo la storia, ma anche il ruolo attivo di chi attraversa questi spazi.
La RUP Daniela Neri ha evidenziato la qualità e l’impatto dell’intero progetto: “Possiamo dirci pienamente soddisfatti. DiStretto d’Emozioni ha valorizzato in maniera concreta il patrimonio culturale della città, coinvolgendo luoghi simbolo come il Castello, il Teatro, la Pinacoteca e le aree archeologiche, attraverso un’offerta culturale articolata e trasversale declinata in tutte le forme artistiche”.
La Neri ha evidenziato anche il successo in termini di partecipazione: “Abbiamo registrato il sold out in quasi tutti gli eventi, inclusi i percorsi didattici rivolti ai più giovani. Questo era uno degli obiettivi principali: avvicinare il maggior numero possibile di persone alla cultura, senza abbassarne la qualità, ma anzi qualificando l’offerta”.
Un passaggio significativo della Rup del progetto riguarda anche la gestione delle risorse: “Abbiamo applicato buone pratiche nell’utilizzo dei fondi comunitari, impiegati in modo puntuale e trasparente. A breve presenteremo un resoconto dettagliato delle attività svolte, con dati, immagini e contenuti, che sarà condiviso con la cittadinanza”.
Riparo: Concerto del Coro Polifonico Laudamus nella Chiesa Santa Maria della Neve
L’appuntamento è fissato per sabato 28 marzo alle ore 19:30, presso la Chiesa Santa Maria della Neve a Riparo.
L’iniziativa è organizzata dal Coro Polifonico Laudamus, in collaborazione con la Parrocchia San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve di Prumo, Riparo e Cannavò.
Il concerto ha finalità benefiche: il ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione Hospice “Via delle Stelle”, presieduta dal Dott. Vincenzo Nociti, che porterà anche i saluti conclusivi della serata.
Un evento di intensa spiritualità e profonda suggestione artistica prende forma nel Concerto Meditazione dal titolo “Dove la Croce si fa cielo e terra…”.
A dirigere l’incontro saranno Enza e Marina Cuzzola; al pianoforte, le note di Maria Concetta Ardissone accompagneranno il pubblico in un viaggio sonoro ricco di emozione e raccoglimento.
L’evento sarà aperto dall’introduzione del Parroco Don Giovanni Gattuso, mentre le meditazioni saranno affidate a Monsignor Giorgio Costantino.
La presentazione sarà curata dal Prof. Giuseppe Livoti.
PROGRAMMA
- Agnus Dei – V.C. Johnson
- Ave Maria – G. Caccini
- Pie Jesu – V.C. Johnson
- Stabat Mater – G.B. Pergolesi
- Qui est homo, qui non fleret (dallo Stabat Mater) – G.B. Pergolesi
- L’ultima notte – R. Bacchini
- Quando corpus morietur (dallo Stabat Mater) – G.B. Pergolesi
- You Raise Me Up – B. Graham / Rolf Løvland
Il Concerto Meditazione si propone come un’occasione unica non solo per fermarsi, ascoltare e ritrovare un dialogo autentico tra cielo e terra, ma anche per compiere un gesto concreto di solidarietà.
Un invito aperto a tutti coloro che desiderano vivere un momento di arte, fede e condivisione, contribuendo al contempo a una causa di grande valore umano e sociale.
Lo stilista calabrese Elio Guido presenta la sua 1° collezione couture in Campidoglio
Domenica 29 marzo, nel cuore pulsante di Roma, là dove la storia si fa pietra e la pietra si fa memoria, il Campidoglio si prepara ad accogliere “Forever”, la prima collezione couture del giovane stilista calabrese — classe 2001 — Elio Guido, in occasione della terza edizione di Roma Couture. Creazioni che oltrepassano la passerella: un linguaggio che si fa identità, visione, presenza. Un titolo che è promessa e vertigine, eco e destino.
“Forever” è un viaggio. È una ferita aperta nel tempo e, insieme, una carezza che lo attraversa. È il tentativo – audace – di trattenere l’eterno dentro il gesto effimero dell’abito. È la dichiarazione di un inizio che ambisce a durare per sempre. Ma è anche una riflessione profonda: sull’identità, sulla verità, sulla necessità di togliere le maschere per tornare a ciò che è autentico. E in questa tensione si rivela la sua anima più profonda: un dialogo serrato con la poetica di Luigi Pirandello, dove l’identità si frantuma, si moltiplica, si nasconde dietro le maschere. Come nelle pagine del celebre drammaturgo, anche qui la realtà non è mai una. È prospettiva. È sguardo. È illusione. “Uno, nessuno e centomila” – non è solo letteratura, ma diagnosi del contemporaneo, denuncia di un’industria che si riflette nella propria superficie senza mai toccare la sostanza. L’essere umano – e in questo caso la moda stessa – si frammenta, si sdoppia. E allora la passerella si fa palcoscenico di verità scomode.
Nella collezione di Elio Guido, le maschere – simbolo pirandelliano per eccellenza – si materializzano come elementi scenici e concettuali e si traducono in copricapi che aprono la sfilata e catturano lo sguardo. Una presenza imponente, quasi ieratica, ispirata alla mitra di San Gennaro: simbolo che evoca sacralità e distanza, ma anche costruzione artificiale. Una sacralità ambigua, quasi disturbante. Un volto che non è volto, un’identità imposta. È l’immagine stessa di una moda che guarda principalmente al rumore anziché al silenzio del lavoro sartoriale. È punto di rottura: sotto quella forma rigida si cela una crisi identitaria che Guido trasforma in linguaggio estetico. Poi, lentamente, la verità si rivela. Eppure, proprio in questo contrasto, nasce la forza di “Forever”. Sotto quella superficie, emerge il dialogo tra forme, volumi e materiali; tra controllo e abbandono creativo. Un equilibrio instabile, quasi pirandelliano, in cui la costruzione sartoriale – rigorosa, lucida, disciplinata – si lascia attraversare da improvvise fughe di libertà.
Il nero domina come abisso e rinascita, consente di esaltare contrasti di forma e luce. È il colore dell’essenza, del rigore, della verità non filtrata. In questo buio grafico, emergono volumi monumentali e trasparenze leggere, ricami preziosi, pizzi, paillettes. Strutture quasi invisibili. Tutto è presente, ma mai ostentato. La verità, come in Pirandello, si trova “dentro”; nell’anima dell’abito. È una moda che chiede di essere guardata due volte. Una prima volta per emozionare. Una seconda per comprendere. Ogni capo è il risultato di una ricerca meticolosa. Come in Pirandello, l’apparenza è solo un velo: ciò che conta è il percorso verso l’interiorità. Eppure, in questa complessità, Guido non dimentica la donna. La sua è una femminilità viva, concreta. Non un’astrazione, ma un corpo, una presenza, una voce. Gli abiti — con drappeggi studiati, scollature misurate e schiene rivelate con raffinata delicatezza — rivelano il corpo con misura e armonia. Non costruiscono una maschera, ma accompagnano un’identità tra opulenza e sottrazione. E in questa dimensione, si inserisce anche il tributo. Un omaggio silenzioso ma potente a Valentino Garavani, maestro di grazia ed eleganza senza tempo. In una collezione avvolta dal nero, appare un solo abito rosso: una sirena, emblema di eleganza classica, attraversata da una costruzione radicale, quasi scultorea. È un incontro tra passato e presente, tra eredità e futuro. Accanto a questo, un’altra dimensione più intima: gli abiti dedicati alle donne che abitano la vita dello stilista. Non nomi, ma presenze. Non biografie, ma legami. Un ponte emotivo che rende “Forever” un diario emozionale cucito con fili di memoria e affetto. Ogni creazione è una sfida, perché nasce in tempi estremamente ridotti. Il giovane talento affronta così la couture come un campo di battaglia: tra disciplina e visione.
In vista della sfilata, Elio Guido dichiara: «Presentare Forever in Campidoglio è un’emozione profonda, una sfida che mi mette alla prova e un grande onore. È un progetto che nasce per tutte le donne che desiderano riconoscersi nella propria unicità e custodire un’eleganza che non conosce tempo».
Torneo Jr NBA FIP School League: gli studenti del “Vittorino da Feltre” si qualificano alla Finale Nazionale
Gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Carducci – V. Da Feltre” di Reggio Calabria si sono aggiudicati la finale cittadina del Torneo Jr NBA FIP School League, il torneo scolastico targato Federazione Italiana Pallacanestro ed NBA. I ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Vittorino da Feltre”, nella finale giocata al PalaCalafiore di Reggio Calabria, si sono classificati al primo posto, vincendo il torneo e aggiudicandosi la Finale nazionale della FIP NBA School Cup, che si terrà il 4 e 5 maggio a Montebelluna (Treviso).
A scendere in campo, gli alunni Catanoso Francesco, Foti Gabriele, Ieracitano Alessandro, Malara Sara, Merenda Martina, Milardi Alberto, Polimeni Carmine, Santodirocco Cesare ed Edoardo e Sarr Yacine, accompagnati dai docenti di scienze motorie Antonello Luppino e Valeria Tripodi.
Dopo aver affrontato e vinto tutte le gare disputate contro le scuole secondarie di primo grado di Gioiosa Ionica, Palmi e la scuola secondaria di primo grado “Pirandello” dell’I.C. Falcomatà Archi di Reggio Calabria, la squadra della “Vittorino da Feltre” è approdata in semifinale battendo la scuola secondaria di primo grado “Spanò Bolani” dell’I.C. “De Amicis Bolani” di Reggio Calabria e conquistando infine la vittoria nella finale contro la scuola secondaria di primo grado dell’I.C. “Cassiodoro Don Bosco” di Pellaro.
Dopo questa vittoria, la squadra della “Vittorino da Feltre” si prepara ad affrontare la Finale Nazionale di maggio con entusiasmo e determinazione.
“Siamo estremamente orgogliosi dei nostri studenti per il traguardo raggiunto, frutto di impegno, spirito di squadra e passione”, afferma il Dirigente Scolastico dell’Istituto “Carducci – V. Da Feltre”, Sonia Barberi. “Lo sport – prosegue – rappresenta per la nostra scuola un pilastro educativo fondamentale: promuove valori come il rispetto, l’inclusione, la collaborazione e il senso di responsabilità. I miei complimenti ai ragazzi, ai docenti e a tutta la nostra comunità educante. Continueremo a sostenere e promuovere iniziative come questa, convinti che contribuiscano in modo significativo alla crescita globale dei nostri ragazzi, aiutandoli – conclude – a diventare cittadini attivi e consapevoli”.