Dopo le collaborazioni in Yellow Pecora e Le Stupide Paure il cantautore Milomaria, all’anagrafe Emiliano Maria Balbo, torna a far coppia con il musicista e compositore siciliano Andrea Farina, sfornando un nuovo singolo tutto da cantare, Droga Purissima, questo il titolo scelto per la nuova uscita. L’artista siciliano di adozione romana ci regala un brano orecchiabilissimo dal mood danzereccio e dalle melodie vintage, anni ’70 per intenderci, atmosfera che cela la vera natura intima e personale della canzone che altro non è che una dedica d’amore danzante e canterina, una scrittura cantautoriale originale, popolare e colta allo stesso tempo e ricca di citazioni più o meno evidenti. Droga purissima è il racconto di una rivalsa, quando l’incontro con una persona può mutare il corso della vita involontariamente. Droga purissima è la necessità di ridere in due, di cose stupide, di cose intime e infantili. La sensualità che regala spensierata tenerezza. La dipendenza affettiva, quella buona però, quella che fa dire “vorrei che questo attimo durasse per sempre”. Canzone che sembra sancire la definitiva maturazione artistica di Milomaria che nel video ufficiale del brano ci apre una finestra sulla vita di tutti i giorni e lo fa nello stile dei vecchi nostalgici filmini amatoriali di una volta e mostrando in maniera semplice i suoi effetti evidentemente benevoli, “ed i pianti cupi sventi con l’avorio dei tuoi denti…”. Droga Purissima ti entra dentro con la leggerezza e la naturalezza di una vera hit pop, sciogliendo ogni sensazione negativa.
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Il Circolo Culturale “L’Agorà” presenta il romanzo storico “Il Gran Capitàn e il mistero della Madonna nera”
Venerdì 28 aprile il Circolo Culturale “L’Agorà” organizza la presentazione del romanzo “Il Gran Capitàn e il mistero della Madonna nera”, opera letteraria del medico scrittore calabrese Santo Gioffré. Si tratta di un romanzo ambientato in una Calabria rinascimentale resa ancora più misteriosa per l’intreccio sapiente di miti e leggende che l’autore mescola agli eventi storici realmente accaduti. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020, la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da venerdì 28 aprile.
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 26 APR – Avrebbero indebitamente ottenuto i fondi concessi nell’ambito del “Programma di Sviluppo Rurale Calabria”, con la denominazione ”Pacchetto giovani”, mirati all’agevolazione dell’inserimento dei giovani nel settore agricolo. Tredici beneficiari delle risorse Ue, sui venti oggetto di una ispezione della Guardia di finanza nella provincia di Reggio Calabria, sono risultati non in regola per un totale di un milione e 63 mila euro di contributi revocati e segnalati alla Regione per il recupero a fronte di un importo complessivamente controllato di circa un milione 500 mila euro. E’ quanto emerso dall’operazione “Gioventù rurale” condotta dal nucleo di polizia economico finanziaria di Reggio Calabria nell’ambito dell’utilizzo dei fondi cofinanziati dall’Unione Europea in materia di Politica agricola comune per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nella regione. Per accedere all’erogazione delle risorse era necessario possedere specifici requisiti, come aver conseguito la qualifica di imprenditore agricolo professionale (Iap) o quella di coltivatore diretto (Cd) presso l’ente regionale o territoriale competente al rilascio e rispettare alcune condizioni tra le quali la conduzione dell’azienda per almeno cinque anni successivi al ricevimento del finanziamento. Le attività svolte attraverso l’acquisizione della documentazione, l’incrocio con le risultanze delle Banche dati e il compimento di sopralluoghi hanno consentito di scoprire numerose irregolarità. Il controllo, infatti, si e’ focalizzato sui contributi erogati a vantaggio dei beneficiari che si erano avvalsi della possibilita’ di conseguire le qualifiche di imprenditore agricolo e/o di coltivatore diretto ”sotto condizione”, ovvero impegnandosi ad acquisire definitivamente tali requisiti entro due anni. I finanzieri hanno avuto modo così di appurare che molte delle certificazioni presentate in via provvisoria non sono mai divenute definitive, così come alcuni dei percettori hanno cessato la partita Iva prima dei cinque anni previsti dalla liquidazione del finanziamento pubblico. Ora due terzi dei destinatari dei fondi risultati non in regola dovranno restituire oltre un milione di euro. (ANSA).
Nel corso delle Celebrazioni del 78° Anniversario della Liberazione, svolte a Reggio Calabria presso la Villa Comunale Stele del Partigiano, si è proceduto alla proclamazione dei vincitori del “Concorso per le Scuole secondarie di primo e secondo grado della Città Metropolitana di Reggio Calabria” organizzato da Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Sezione “Ruggero Condò” di Reggio Calabria, in sinergia con la Città Metropolitana di Reggio Calabria ed il Comune di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Associazione Culturale Rhegion di Reggio Calabria. Al concorso hanno partecipato diverse scuole reggine. La Commissione istituita dagli organizzatori del concorso, nei giorni scorsi dopo approfondito confronto ed esame dei lavori ricevuti, ha scelto tre lavori realizzati da due classi dell’indirizzo Arti Figurative, Plastico e Scultoreo, seguiti dalle professoresse Eleonora Pesaro, Ines Cutellè e Loredana Scopazzo del Liceo Artistico “Preti-Frangipane di Reggio Calabria presieduto dalla Dirigente scolastica prof.ssa Catena Giovanna Moschella.
“Il Ventre della Guerra”
Video realizzato attraverso immagini, musica e opere artistiche che trasmettono pathos interiore in riferimento agli orrori della guerra, sia di un tempo sia di oggi. Opera emotiva, che suscita riflessioni sui temi della guerra. Molto attuale come tema.
“Book Le guerre”
Un racconto realizzato attraverso immagini di testi e opere artistiche, che attraverso la multimedialità descrivono l’interiorità dei sentimenti che suscita nell’uomo la guerra. Particolare l’espressione artistica che ne viene fuori attraverso lo scorrere delle immagini.
“Non sei davvero tu”
Un video racconto della realizzazione di una vera e propria opera artistica che mette in risalto attraverso l’arte l’alienazione dell’uomo nei campi di campi di concentramento. Nella semplicità apparente dell’opera, si celano tutte le contraddizioni del secolo breve: dittature, guerra, genocidi e annullamento della diversità.
Oggi alla Villa Comunale la Proclamazione dei vincitori, effettuata da Elisabetta Tripodi, presidente dell’ANPI Metropolitana e da Filippo Sorgonà, giornalista e presidente della Commissione giudicatrice del Concorso, ha segnato questa graduatoria di merito:
1. “Non sei davvero tu” realizzato dalla classe III^ C
2. Ex a equo “Book le Guerre” e “Il Ventre della Guerra” realizzati dalla V^ F divisa in due gruppi.
Nei prossimi giorni la Sezione ANPI “Ruggero Condò”, in accordo con la Città Metropolitana di Reggio Calabria, il Comune di Reggio Calabria e l’Associazione Rhegion, organizzerà una manifestazione per la premiazione ufficiale dei Vincitori del concorso. Alla Scuola, e agli studenti dei tre lavori portati in finale sarà data una pergamena a ricordo dell’avvenimento. Per i vincitori del concorso è previsto un viaggio d’istruzione, da realizzarsi nel mese di maggio 2023, a Ferramonti di Tarsia per visitare il più grande campo di concentramento realizzato dal regime fascista in Italia.
Si è celebrato il tradizionale omaggio alla stele del Partigiano alla Villa comunale, con la Città Metropolitana ed il Comune di Reggio Calabria che, come ogni 25 aprile, giorno della liberazione del Paese dal regime nazifascista, hanno deposto una corona di fiori ai piedi del monumento che ricorda i martiri d’Italia. Una manifestazione festosa, colorata e partecipata, frutto della proficua sinergia attivata dagli Enti di Palazzo Alvaro e Palazzo San Giorgio, con le organizzazioni territoriali, le associazioni, le forze sindacali e politiche.
A comporre il comitato promotore del 25 aprile reggino le associazioni Alioscia, Ampa, Anpi, Arci, Legambiente e Libera, insieme alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Sul. Un ampio cartello delle principali realtà cittadine impegnate sui valori dell’antifascismo che, in continuità con la scelta a suo tempo suggerita dal Sindaco della primavera reggina, Italo Falcomatà, che per primo propose la celebrazione della festa della Liberazione a Reggio Calabria, hanno reiterato la tradizione dell’ormai consueto omaggio alla Stele del Partigiano.
Per il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, “è un dovere celebrare quanti hanno dato la vita e combattuto per darci la possibilità di vivere in libertà e democrazia”. “La Liberazione – ha detto – è una data che deve unire. Nessun tentennamento è ammissibile se è la storia a parlare. Una pacificazione è necessaria e va dimostrata, con i fatti, in ogni azione che un amministratore pubblico è chiamato a compiere. È un onore essere qui oggi”. Il sindaco metropolitano facente funzioni ha parlato, poi, di “un’Italia la cui unità non può esse messa in discussione da nessuno, così come la sua natura antifascista sancita dalla Costituzione“.
Il pensiero del sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, è andato “al sacrificio di tanti italiani che hanno combattuto per gli italiani”. “Dobbiamo fare tesoro della memoria e del loro esempio”, ha aggiunto concludendo: «Dobbiamo vivere ed agire, ogni giorno, contro tutti i fascismi». Nel corso dell’iniziativa, sono state molte le associazioni, i sindacati, i movimenti ed i partiti che hanno inteso rendere omaggio alla stele del Partigiano. Tra loro anche una delegazione della Corrireggio, la storica manifestazione promossa da Legambiente e giunta quest’anno alla sua quarantesima edizione, ed una delegazione della comunità ucraina residente in Città.
Alla cerimonia ha preso parte anche il Prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani, che ha portato il suo saluto istituzionale richiamandosi ai valori unitari della Costituzione Repubblicana. È stata raccolta, infine, la testimonianza di Raniero La Valle, intellettuale, giornalista ed ex parlamentare della Repubblica, che dal palco della Villa Comunale ha dato forza e sostanza ai valori ed ai messaggi lanciati in occasione del 25 aprile reggino. “Un 25 aprile – hanno affermato diversi attivisti presenti – che per noi deve essere sempre più inteso come un appuntamento nazionale, da affiancare alle celebrazioni organizzate a Milano o in altre grandi realtà metropolitane del Paese”.
A concludere la manifestazione gli interventi dei rappresentanti delle associazioni che hanno composto il comitato organizzatore: Gemma Sorgonà per la Cgil, Romolo Piscioneri per la Cisl, Sandro Vitale dell’Ampa, Elisabetta Tripodi e Filippo Sorgonà per l’Anpi reggino, Aldo Polisena dell’Associazione Alioscia, Gianluca Tripodi dell’Anei, Valeria Bonforte del Partito Democratico e Pasquale Spinella della Chiesa Valdese.
In Calabria, ancor più che nelle altre Regioni d’Italia, le analisi che riguardano l’ambiente familiare come possibile contesto foriero di patologie, anziché di tutela, si confrontano con un assetto culturale e societario fortemente teso alla difesa di un’idea e di un’immagine di famiglia quale luogo privato e positivo. Ciò spiega la difficile emersione delle problematiche di maltrattamento vissute nell’ambito domestico e la lentezza dei processi che hanno porta to a considerarle problemi sociali e non privati. Il collegamento diretto tra la violenza subita dalle madri e le gravi conseguenze di tipo comportamentale, psicologico, fisico, sociale e cognitivo sui figli, nel breve e lungo termine, non è tuttavia ancora un dato acquisito né per la maggioranza degli operatori dei servizi territoriali, né tantomeno per l’opinione pubblica nel territorio di riferimento. In questo contesto è maturato il progetto “Libera di esserci”, concluso nei giorni scorsi dopo 12 mesi d’intenso lavoro, realizzato dal Centro Calabrese di solidarietà nell’ambito del Centro Antiviolenza – Casa rifugio “Mondo Rosa” e finalizzato al potenziamento dei servizi dedicati alle donne, ai minori e alla promozione della mission della Casa Rifugio. L’obiettivo di “Libera di esserci”, quindi, è quello di dare continuità ai servizi della Casa Rifugio “Mondo Rosa”, contribuendo a potenziarli dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo.
Attualmente, “Mondo Rosa” – Centro antiviolenza e Casa rifugio – struttura la riabilitazione del bambino attraverso il recupero della relazione con la mamma. “Per questo viene considerato prioritario il lavoro di rielaborazione del trauma da parte della donna, la ricostruzione di una rappresentazione del sé protetta e il recupero dell’autostima rispetto al suo ruolo di madre”, spiegano le referenti di progetto. Il complesso delle attività progettuali ha previsto un rafforzamento di attività e metodologie già in atto all’interno di “Mondo Rosa”, ma che necessitavano di essere ampliate: uno degli elementi qualitativi, infatti, ha riguardato la metodologia elaborata con l’obiettivo di far sperimentare l’auto-riflessione, affinare competenze e favorire la messa in discussione delle abitudini mentali e comportamentali. Un altro elemento qualitativo è il sistema di presa in carico del minore non solo in quanto figlio di una vittima di violenza: il progetto mirava, infatti, alla messa in primo piano dei suoi bisogni di persona.
Vengono utilizzati strumenti ed interventi psico-sociali e pedagogici definiti dalle caratteristiche dei minori e della matrice della violenza subita, quali: spazio-gioco per attività ludico-educative quali lettura di racconti e favole, giochi di gruppo. In questo modo è stato offerto ai bambini uno spazio sicuro nel quale poter sperimentare la propria volontà e si sentano incoraggiati a “comunicare” i propri stati d’animo, le proprie percezioni, il rapporto con il padre, la relazione di attaccamento con la madre. Queste attività possono rappresentare un valido sostegno all’elaborazione del trauma della violenza assistita, e si affiancano a quelle di sostegno scolastico e ripetizioni, oltre che di accompagnamento alle iniziative, educative, culturali e di socializzazione presenti sul territorio. “Mondo Rosa”, insomma, oltre a garantire concreto sostegno ed accoglienza alle donne vittime di violenza ed ai loro figli, ricopre un importante funzione di “catalizzatore” sociale, capace di sensibilizzare la comunità, attraverso la propria attività quotidiana, sul tema della violenza di genere, mediante metodologie innovative di diffusione dei risultati. Obiettivi che passano anche da progetti come “Libera di esserci”.
Depositata proposta di legge per promozione e sostegno dei centri antiviolenza per donne in difficoltà
E’ stata depositata dal Consigliere Regionale Antonio Billari una proposta di legge recante “ Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 21 agosto 2007 numero 20 recante disposizioni per la promozione ed il sostegno dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza per donne in difficoltà”.
L’iniziativa voluta dal Consigliere Regionale intende riformulare l’articolo 7 della l.r. n.20/2007 in merito all’assistenza alloggiativa garantita in favore delle donne in difficoltà.
Risulta evidente dichiara Billari che “ l’emergenza abitativa è un problema molto sentito dalle donne oggetto di abusi e maltrattamenti fisici e psicologici ed è per questo che ho inteso proporre un potenziamento su questo specifico ambito”
Seppure la regione Calabria è dotata di una previsione normativa di riferimento datata al 2007 dichiara Billari dobbiamo essere consapevoli circa il fatto che le procedure burocratiche in capo ai comuni sono lunghe e farraginose e che pertanto si creano ritardi e difficoltà nella corretta attuazione di suddetti provvedimenti.
Nella nostra idea afferma Billari reallizzata dopo un percorso di condivisione con le parti sociali ed i soggetti interessati vi è la necessità di offrire agli enti locali uno strumento legislativo adeguato per rendere più snelle e più veloci le procedure di assegnazione di alloggi di e.r.p., ivi compresi gli immobili confiscati, che rientrano nella loro disponibilità e dare risposte certe alle donne vittime di violenza.
Prosegue il nostro impegno conclude Billari in difesa delle fasce deboli presenti nella nostra regione e vicino agli enti locali che quotidianamente hanno l’onere di garantire servizi efficienti a chi vive il territorio.
Padre e amico arrestati a Crotone per abusi su bimba disabile di 7 anni, Marziale: “Mi costituisco parte civile”
“Comunico, ribadendo essere la pedofilia il reato più turpe contro l’umanità debole e indifesa, i bambini, che ho deciso di costituirmi parte civile e mi batterò perché a questi criminali venga comminata una pena senza attenuanti di sorta”: è quanto afferma Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, in relazione all’arresto di un padre, che insieme ad un amico ha ripetutamente abusato della propria figlioletta di 7 anni disabile a Crotone.
Marziale è il primo Garante nella storia di tale istituzione ad essere stato ammesso quale parte civile nel processo contro gli abusanti di una bambina nel reggino.
“La mia storia personale – conclude Marziale – dedicata alla tutela dei minori è contrassegnata da risultati concreti e non da sterili suggestioni, e la mia regione, nel corso del mio secondo mandato da Garante, deve riconfermarsi quale terra di contrasto alla pedofilia”.
Ottimo risultato per il pizzaiolo Marco Carrozza al Campionato Mondiale della Pizza di Parma
Prima volta presente ad una competizione internazionale e grandissimo risultato ottenuto da Marco Carrozza, pizzaiolo titolare di “Basilicò” a Gioiosa Jonica, che conquista la 44esima posizione su oltre 700 partecipanti al Campionato Mondiale della Pizza di Parma. Con la sua “Passione Gioiosa”, Marco ha conquistato il palato dei giurati grazie al mix perfetto creato dal connubio tra crema di piselli, fiordilatte, guanciale di maiale nero calabrese, datterini gialli e rossi precotti in vasocottura con acqua marina distillata e virgolette di ricotta di pecora affumicata. Marco ha voluto così portare un pezzo di Locride in una competizione così importante.
Marco Carrozza, diplomato alberghiero negli anni 2000, con i primi anni lavorativi trascorsi tra Riviera Romagnola, Spagna e Sud America, per poi raggiungere la Lombardia, ma completando il suo percorso con una nuova sfida nella terra che lo ha visto nascere e crescere. Così, lasciato il lavoro da chef, si è dedicato anima e corpo all’apertura della sua attività, “Basilicò”, sita a Gioiosa Jonica. Da qui, grazie all’uso di ingredienti sani, genuini e a km0, comprati da agricoltori e piccoli commercianti locali, ha facilmente conquistato i giurati di Parma.
Nei mesi scorsi Marco è stato anche nominato vicepresidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Reggini, con l’obiettivo di portare avanti la passione di questo lavoro, unendo competenza e competenza, verso le nuove generazioni locali.
Queste le parole del soddisfatto Marco Carrozza: “Ero certo di aver raggiunto un piazzamento molto più basso in classifica perché mi stavo confrontando con campioni mondiali. Ma alla fine, la voglia di riscatto, la responsabilità di non deludere chi ha sempre creduto in me, dalla mia famiglia agli amici che mi hanno aiutato a compiere questa impresa, e l’attenzione nell’uso di ogni singolo ingrediente, sono la spinta a gareggiare senza timori e quindi dell’ottimo risultato conseguito. Sicuro di aver fatto qualcosa di positivo per far conoscere meglio la provincia di Reggio Calabria al mondo intero. Anche se ora, personalmente, è già iniziato il conto alla rovescia per la prossima edizione, alla quale prenderò parte con lo stesso spirito, ma con la voglia di conseguire un risultato ancora migliore!”