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Ame Academy, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, ha presenziato all’inaugurazione della nuova Breast Unit all’interno del Polo Oncologico dell’Ospedale di Cosenza. I centri multidisciplinari di senologia rappresentano lo stato dell’arte nella cura e assistenza di chi affronta un tumore al seno. Unaal non è necessariamente un luogo fisico, bensì un percorso unitario e multidisciplinare, che va dal protocollo di indagini diagnostiche per la diagnosi precoce, agli approfondimenti diagnostici, alla riabilitazione post-operatoria, fisica e psicologica, ai controlli nel lungo periodo (follow-up), compresa la gestione del rischio ereditario. Il punto di forza di tale processo consiste nella presenza e nel supporto delle associazioni di volontariato e di servizi specifici in favore delle pazienti. La donna è seguita da un’équipe di specialisti di differente formazione, curata secondo i più avanzati standard europei e accompagnata durante l’intero percorso terapeutico.
Ame Academy ed il nosocomio bruzio collaborano già da alcuni anni nel portare avanti un progetto specifico dedicato all’oncologia estetica, estendendo il concetto di bellezza anche in situazioni non certo semplici. L’estetica oncologica nasce dall’esigenza di sostenere e aiutare le donne affette da tumore a prendersi cura della propria bellezza e immagine nonostante la malattia. La qualità della vita di un paziente con cancro, grazie a trattamenti estetici adeguati, migliora dimezzando lo stress emotivo. In tale contesto l’estetica oncologica è la disciplina che declina i trattamenti estetici riservati a chi affronta queste particolari cure ed allo stesso tempo si propone di informare e assistere le donne a prendersi cura del proprio corpo. L’obiettivo è migliorare sia il benessere fisico per lenire gli effetti collaterali causati dalle terapie, sia il benessere psichico aiutando a rilassare la mente e il corpo.
Nel corso della presentazione è stato messo in rilievo la validità del percorso formativo e assistenziale proposto da Ame Academy che coinvolge direttamente gli allievi, consentendo loro di acquisire alte competenze in un settore in cui, oltre alla specializzazione, occorre declinare grande disponibilità e indiscusse doti umane.
«La Sp73 – ha spiegato il consigliere delegato – pur rappresentando un percorso particolarmente significativo, da decenni versa in uno stato di degrado. Si presenta, in più parti, dissestata e necessita di interventi mirati. Proprio per questo, insieme ai tecnici della Città Metropolitana, siamo riusciti a recuperare alcune somme per risolvere le criticità più urgenti».
«In questo tratto – ha aggiunto Mantegna – insistono problemi di manutenzione ordinaria, ma anche di messa in sicurezza nelle parti in cui mancano i parapetti. Con il sindaco facente funzioni Versace, dunque, abbiamo percorso l’importante arteria viaria per prendere contezza, in prima persona, delle diverse problematiche. L’attività che porremo in essere non sarà certo risolutiva, ma rappresenterà, comunque, un grande passo in avanti considerato che, da tempo immemore, non si svolgono interventi lungo la Sp73».
L’8 Marzo, nel giorno in cui ricorre la Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, l’Amministrazione Comunale di Fiumara, ha voluto creare ed organizzare una giornata educativa ed informativa a favore della donna. <<Non un giorno di festa – ha commentato il Vicesindaco e Assessore alle Pari opportunità e Politiche Sociali Fortunato Calabrò – ma un giorno di riflessione per tutti, donne, uomini, ragazze, ragazzi, con l’auspicio, la consapevolezza e il convincimento che il processo di integrazione femminile deve vederci tutti protagonisti, ognuno per le nostre diverse competenze>>.
<<Come Amministratori di questa comunità, – continua Calabrò – pensiamo che la costruzione di una società più giusta e migliore deve, necessariamente, passare, anche con l’attribuzione di un ruolo primario alle donne, anche negli enti locali, senza le quali, avremmo uno sviluppo monco e incompleto. Ecco perché su 7 Consiglieri di Maggioranza, 3 sono Donne>>.
<<Il titolo che abbiamo voluto dare a questa nostra manifestazione e ricorrenza è, non a caso, “8 Marzo, con le donne tutto l’anno”. Non tanto per celebrare questa festa, dicendo che la donna merita la festicciola, il contentino, per sentire che vale… quando e, soprattutto, per dire ed affermare che le donne andrebbero festeggiate tutti i giorni dell’anno>>.
Oggi 8 Marzo è il giorno della Festa delle Donne, ma in realtà sono gli uomini che festeggiano perché è il giorno dedicato al più bel regalo che abbiano mai ricevuto: le donne!!!.
Oggi, di fronte agli incontestabili miglioramenti delle condizioni di vita delle donne, si tende a considerare ormai superata la questione dell’uguaglianza tra i sessi.
In realtà, nonostante gli indubbi successi nella crescita della presenza femminile nell’istruzione, nel lavoro e nella vita culturale, se solo si considerassero, tra gli altri indicatori, quali la presenza delle donne nelle sedi di presa di decisioni economiche e politiche, ci si renderebbe conto che l’uguaglianza di fatto, tra uomini e donne, è ben lontana dall’essere acquisita.
<<Il nostro obiettivo, quindi – continua il Vicesindaco Calabrò – mira a mettere le basi per creare momenti di riflessione, confronto e dialogo continui nel tempo, che non si fermino a singole date che, se così fosse, farebbe perdere il senso intrinseco del ruolo delle donne>>.
Avvicinare sempre più il gentil sesso alle cariche che contano – ha aggiunto l’Assessore Giuseppe Trombetta – significa invertire una tendenza sbagliata che purtroppo ha, in troppi luoghi e per troppo tempo, relegato la donna ad avere un ruolo di secondo piano.
Fondamentale è creare – ha commentato la Consigliera Nadia Denisi – i presupposti, affinché le donne abbiano gli spazi necessari dove poter dimostrare le loro innegabili capacità, dove proporre i loro programmi e progetti di crescita della società nella quale viviamo, che ha veramente bisogno di tutti per uscire dai tanti problemi nei quali si è impantanata.
La giornata, organizzata dall’Amministrazione Comunale di Fiumara, ha esaminato il fenomeno dei femminicidi e delle violenze di genere, ripercorrendo la storia sui diritti conquistati dalle donne, attraverso la visione di un video appositamente costruito, che ha creato spunti di riflessione e analisi.
L’intento è stato – ha concluso il Vicesindaco Fortunato Calabrò – anche quello di coinvolgere l’associazionismo locale, le scuole ed i cittadini verso la costruzione di un modello sociale nel quale il rispetto per la vita ed i valori diventino sempre più elementi imprescindibili.
In data 6 marzo 2023, a seguito delle consultazioni del 24 e 25 febbraio per l’elezione dei componenti del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria, si è formalmente insediato il nuovo CPO per il quadriennio 2023/2026.
Dopo gli adempimenti della prima riunione, convocata dal neo eletto Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria Avv. Rosario Infantino e presieduta dall’Avv. Mario Plutino, quale componente più anziano di iscrizione all’Albo, coadiuvato dall’Avv. Barbara Masottini con funzioni di Segretaria, sono risultati eletti:
- Saveria Cusumano – Presidente
- Antonino Bizzintino – Vicepresidente
- Caterina (Erina) Latella – Segretario
- Silvia Caprì – Tesoriere
Il CPO dell’Ordine di Reggio Calabria si propone di avviare un nuovo cammino in sinergia con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e con l’apporto di nuove idee da parte dei neo-eletti Avv.ti Giuliana BARBERI, Anna BELLANTONI, Alessia CELLINI, Antonino CHIRICO, Rosario GIUFFRE’, Fabio MARCHESE, Barbara MASOTTINI, Caterina NUCERA, Nicola SANTOSTEFANO, Mario Antonio PLUTINO, Ignazio VITETTA, Michele MENONNA (Componente nominato dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati).
La Presidente Cusumano ha sottolineato l’importanza del ruolo che deve rivestire il CPO, lavorando, in sinergia con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e con tutte le Istituzioni, per la promozione della formazione contro ogni forma di violenza e di discriminazione nell’accesso, formazione e qualificazione professionale; per la prevenzione e la rimozione di comportamenti discriminatori legati al genere o altra forma di discriminazione tra gli iscritti agli albi forensi; per l’abbattimento delle barriere architettoniche, con la volontà di svolgere un lavoro di squadra per il prossimo quadriennio 2023/2026.
Questa mattina, in varie province del territorio nazionale, i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di applicazione di misure cautelari personali, emesse dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, a carico di 49 soggetti – 34 in carcere e 15 agli arresti domiciliari.
Le indagini, attraverso le quali sono stati individuati gli assetti funzionali della cosca Piromalli – di cui è giudiziariamente accertata la primazia nel narcotraffico e l’incidenza territoriale nel controllo della «Piana» – hanno consentito di attribuire agli indagati responsabilità in ordine ai reati di: «associazione di tipo mafioso», «concorso esterno in associazione di tipo mafioso», «porto e detenzione di armi comuni e da guerra»; «estorsioni»; «danneggiamento seguito da incendio»; «turbata libertà degli incanti»; «importazione internazionale di sostanze stupefacenti». I provvedimenti restrittivi seguono una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro tra il 2020 e il 2021. L’operazione, indicata in maniera convenzionale con il nome di «Hybris» (a sottolineare la tracotanza che caratterizza l’imposizione della vis mafiosa) – partendo dall’osservazione del territorio, si è posta l’obiettivo di incidere sulla struttura organizzativa della cosca dominante nella Piana.
Oltre alle misure personali il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria ha riguardato anche il sequestro preventivo di una ditta (con il relativo compendio aziendale), attiva nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli, e di due proprietà immobiliari utilizzate per agevolare le attività criminali della cosca e che rappresentano il profitto delle medesime attività delinquenziali, per un valore complessivo stimato in circa 1 milione di Euro.
Vari sono i temi d’indagine che contraddistinguono l’indagine «Hybris»:
Bisogna, in prima battuta, riferirsi al dato temporale: l’indagine cattura le dinamiche della cosca nei mesi antecedenti alla scarcerazione di Giuseppe Piromalli, dopo oltre un ventennio di carcerazione. In questo senso, viene registrato il fervore dei consociati per recuperare una unità monolitica della cosca (segnata da personalismi quali la mancata condivisione degli utili), chiudendo un periodo ritenuto di transizione.
In tema di unità si deve registrare anche il riavvicinamento tra le cosche Piromalli e Molé, tornate a dialogare a distanza di 15 anni dall’omicidio di Rocco Molé cl. 1965, avvenuto il 1° febbraio 2008, ritenuto il termine di un periodo di duopolio nella Piana di Gioia Tauro. L’intento dei luogotenenti dei Piromalli – per come restituito dalle intercettazioni – appare quello di ripristinare una partnership con i Molé, che avrebbe reso più semplice il raggiungimento degli obiettivi strategici di natura illecita.
Il punto di incidenza che segna il rinnovato dialogo muove dal controllo del mercato ittico di Gioia Tauro. La ricostruzione dell’incendio di un peschereccio in un cantiere navale alla Tonnara di Palmi nell’ottobre 2020 ha permesso di dimostrare come l’evento fosse stato pianificato dalla cosca Molé, perché il proprietario dell’imbarcazione non aveva conferito il pescato al mercato ittico di Gioia Tauro, disattendendo le imposizioni mafiose relative alla gestione dell’intero settore. La distruzione del peschereccio, reso inutilizzabile, ha innescato una dinamica criminale di estremo interesse, in quanto la vittima, invece di ricorrere alle strutture preposte, ha ritenuto utile cercare la copertura mafiosa dei componenti della cosca Piromalli. Una richiesta che dietro lauti compensi è stata concessa dai vertici della consorteria in disamina. In buona sostanza, una dinamica trasversale che ha reso necessario un dialogo tra le due anime criminali di Gioia Tauro, il cui punto apicale è stato rappresentato da un summit effettuato all’interno dell’area cimiteriale del centro più importante della «Piana».
Nel segno della tradizione mafiosa è il ruolo preminente della «casa madre» nella ripartizione delle estorsioni, applicate in maniera sistematica sulle attività economiche di Gioia Tauro.
Le operazioni svolte, nel loro complesso, hanno restituito un quadro chiaro sul controllo minuzioso del territorio effettuato dai componenti della cosca Piromalli. Un controllo effettuato in maniera pervasiva che consentiva ai mafiosi di conoscere ogni singola iniziativa economica.
Conseguentemente, i proventi del malaffare venivano ripartiti nella parte sostanziale verso la «casa madre», le cui donne ricevano parte dei profitti estorsivi.
Il monitoraggio ha restituito l’immagine di una «‘ndrangheta economica», sempre alla cerca del profitto, ma anche saldamente legata ai simboli ed alle tradizioni criminali.
Tra le forme di aggressione del territorio gli esponenti della cosca attuavano anche un diffuso racket, con particolare incidenza verso quello delle cosiddette «Guardianie» (estorsioni poste in essere nei confronti dei proprietari dei fondi agricoli i quali, pagando una quota annuale alle rappresentate della cosca competente per territorio, evitano che i terreni vengano depredati dei raccolti o danneggiati nelle colture).
Capacità di pervadere il territorio dimostrata anche dalla disponibilità di armi affidate a custodi fidati: una scelta, quella di parcellizzare i luoghi di detenzione delle armi, oculata per quel che concerne pronta disponibilità sul territorio e schermatura da sequestri imponenti da parte delle forze dell’ordine. Di contro, gli investigatori, con l’individuazione dei soggetti deputati a custodire le armi, sono riusciti a comprovare il loro ruolo nell’aggregazione di mafia individuata.
La capacità occupazionale della cosca: un’altra manifestazione criminale rilevata durante le indagini ha riguardato l’imposizione delle assunzioni a beneficio degli appartenenti alla cosca. In particolare, è stato documentato come un imprenditore sia stato costretto ad assumere un appartenente al sodalizio in una fabbrica attiva nella zona industriale del porto di Gioia Tauro. Il responsabile della ditta, oltre a non poter scegliere le maestranze da assumere, non poteva neanche sindacare sul rendimento e sull’apporto lavorativo dei malavitosi assunti.
Le mire per beni banditi nelle aste giudiziarie: si sono evidenziati alcuni equilibri criminali che regolavano la gestione immobiliare della zona industriale prospiciente al porto di Gioia Tauro. Un atteggiamento incurante delle iniziative rivolte a regolamentare questo settore, considerato il principale volano che avrebbe dovuto contribuire a valorizzare la zona del «retroporto» di Gioia Tauro. Beni «banditi all’incanto» verso i quali sono stati rilevati convergenti interessi per la loro aggiudicazione, dove chi non era gradito agli esponenti della malavita locale veniva preventivamente scoraggiato a partecipare.
Le relazioni radicate con le altre mafie: in due diverse circostanze gli indagati hanno avuto la necessità di operare fuori dalla Calabria e lo hanno fatto rivolgendosi agli omologhi esponenti criminali del posto, inseriti rispettivamente nei consessi di criminalità organizzata pugliese e siciliana. Un ambito nel quale sono state rilevate le alleanze trasversali tra le organizzazioni. In entrambe le circostanze gli esponenti dei Piromalli hanno fatto leva sull’intimidazione dei criminali che potevano esercitare il loro potere mafioso nella zona di interesse.
Inoltre, in uno scenario di vita criminale, sono stati richiamati i rapporti tra gli esponenti della «mafia siciliana» e quelli della «‘ndrangheta calabrese», disegnando uno scenario storico lungo oltre trent’anni e che apre un ulteriore scorcio sulle alleanze tra le diverse matrici mafiose nei primi anni novanta.
Le importazioni dello stupefacente dal Sudamerica: un settore criminale ricorrente in ogni attività di contrasto alle maggiori consorterie della ‘ndrangheta, risulta essere quello dei traffici di grosse partite di stupefacente, soprattutto di «cocaina». Il mercato degli stupefacenti ha modificato nettamente l’approccio criminale: dalla contrapposizione alla federazione delle cosche per effettuare l’importazione di enormi quantitativi di droghe. Il sistema di collaborazione tra le diverse realtà della ‘ndrangheta garantisce minori spese e notevoli facilitazioni, oltre all’intuibile riduzione di quello che potremmo definire come il «rischio d’impresa» in caso di sequestri.
In questo ambito un appartenente alla cosca si era impegnato per “importare, in due differenti circostanze, 298 kg e 216 Kg. di cocaina (la prima sequestrata presso il porto di Santos, la seconda al porto di Gioia Tauro, occultata in un container trasportato da una motonave proveniente dal Sud America).”
I ruoli attivi di soggetti delle istituzioni e di un sacerdote: nell’ambito delle contestazioni effettuate è stata ipotizzata una «rivelazione del segreto d’ufficio» in favore degli appartenenti alla cosca Piromalli da parte di un appartenente alle Forze dell’Ordine, che ha posto in essere una condotta non compatibile con gli obblighi di riservatezza imposti dal proprio ruolo. Inoltre, tra le accuse rubricate, vi è anche quella afferente alle «false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’Autorità Giudiziaria» della quale è chiamato a rispondere un sacerdote, al quale è stata contestata la «compiacenza» nel redigere dichiarazioni «di comodo», che gli appartenenti al sodalizio potevano utilizzare per ottenere benefici e misure alternative alle pene.
Trattandosi di provvedimento in fase di indagini preliminari, rimangono salve le successive determinazioni in fase processuale.
Nella giornata che celebra la donna, il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria sostiene le donne e le loro sfide attraverso l’acquisto di un mammografo digitale con tomosintesi (che si aggiunge a quello già presente presso il presidio “Morelli”) da destinare alla Breast Unit, Centro di Senologia afferente l’U.O.C. di Chirurgia Generale e d’Urgenza, guidata dal dr. Salvatore Maria Costarella. L’iniziativa, adottata a seguito del DCA n. 5 del 31.1.2022 col quale la Regione Calabria ha approvato il “Programma di ammodernamento tecnologico”, si inserisce nell’ambito delle attività volte alla realizzazione della Breast Unit, la quale aspira a diventare un punto di riferimento nella cura e nell’assistenza alle donne che affrontano la diagnosi di tumore al seno.
Attraverso un team multidisciplinare, elevati standard di cure ed il supporto di terapie e tecniche innovative, la Breast Unit prende in carico il paziente inserendolo in un progetto individualizzato che accompagna la donna in ogni tappa del percorso di cura. “Una donna che scopre la malattia – sottolinea il dr. Costarella – viene letteralmente presa per mano e diventa protagonista di un progetto personalizzato di salute che dalla diagnosi passa alle cure e alla guarigione senza avere il benché minimo pensiero di prenotazioni di visite ed esami che vengono eseguiti direttamente dal nostro centro e soprattutto abbattendo i tempi di attesa”. Nello specifico, il mammografo digitale, che entrerà in funzione appena terminato il collaudo, si avvale di un avanzato sistema mammografico di tomosintesi, progettato con particolare attenzione alle esigenze diagnostiche dei radiologi, alla facilità d’utilizzo da parte degli operatori e al comfort delle pazienti, garantendo pertanto una diagnosi senologica più chiara ed accurata. Il maggior livello di esattezza di questo strumento rende il mammografo digitale con tomosintesi un utile strumento di prevenzione per il tumore mammario e un investimento tecnologico del quale l’Ospedale è orgoglioso di essersi dotato.
Villa San Giovanni: lodevole iniziativa per la cura della salute della Donna – FOTO
A Villa San Giovanni è stata realizzata una lodevole iniziativa presso l’auditorium della Scuola Secondaria di Primo Grado Rocco Caminiti. Alle 15.30, il sindaco Giusy Caminiti, la presidente del Consiglio Caterina Trecroci, l’assessore alla Salute Maria Grazia Melito, il Presidente Consultori di Reggio Calabria Antonio Alvaro, e altre autorevoli cariche in collaborazione con ALF Eventi e U Riggitanu, hanno celebrato la donna ponendo al centro uno degli aspetti più importanti, ovvero quello della cura della salute. Sono state affrontate diverse problematiche ginecologiche, ostetriche e psicologiche che possono colpire la donna di ogni fascia d’età.
Il Sindaco di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, ha dichiarato: “Per questa Amministrazione, questa è la prima giornata della celebrazione della Donna e abbiamo deciso di celebrarla in modo diverso. Si parla di prevenzione in Rosa, si parla di cura della Donna e lo facciamo con gli specialisti del territorio. Abbiamo inteso, con tutta la Giunta e l’assessore Melito, promuovere un’iniziativa in cui siano protagonisti gli specialisti dei laboratori sul territorio del comprensorio, per un bacino di 40 mila abitanti”.
“L’amministrazione comunale ha pensato di coinvolgere la popolazione attraverso l’informazione su tutte le patologie ginecologiche. Il percorso è lungo perché la sessualità è un tabù, ma il nostro obiettivo è quello di educare attraverso dei messaggi”, ha ribadito l’assessore Maria Grazia Melito.
L’associazione culturale Le Muse “Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria rappresenterà la città metropolitana di Reggio Calabria martedi 21 marzo alle ore 16 a Rossano per l’evento dedicato in occasione della Giornata Mondiale della Poesia celebrata in onore alle Vittime di Cutro. “Poeti dei sud voce degli esuli” il titolo dell’evento che coinvolgerà tutta la Calabria con vari referenti per ogni città della regione. Siamo il mare che accoglie i nostri fratelli, solidali con i conterranei di Steccato di Cutro onoriamo le vittime degli esuli. Con questo spirito celebriamo il 21 marzo la Giornata Mondiale della Poesia istituita dall’Unesco. Una chiamata alla Poesia, ai poeti, all’arte, alla fotografia, alle arti grafiche. Questo l’appello della referente Unesco per la Giornata Mondiale della Poesia, la nota poetessa visiva Anna Lauria che in sinergia con l’amministrazione comunale di Rossano-Corigliano, insieme all’associazione culturale Aglalia ed all’associazione di volontariato Sosteniamo hanno invitato Giuseppe Livoti – presidente del sodalizio reggino ad unirsi a questo grido creativo, facendo da tramite, da ponte non solo umano ma ideale convogliando e coinvolgendo le forze creative e comunicative della città metropolitana di Reggio Calabria. Il presidente Livoti così fa appello a tutti gli scrittori, ai poeti, agli artisti affinchè pur non presenti fisicamente il 21 marzo a Rossano, possano far arrivare il loro messaggio attraverso due diverse forme.
I poeti dovranno presentare un loro componimento su carta in formato A4 con la loro firma autografa e la data del 21 marzo 2023 mettendo in evidenza il dolore, l’indignazione nei confronti di quello che è “…divenuto una distesa di scarpe spaiate come le famiglie che il naufragio ha spezzato. E poi vestiti stracciati dal mare, una ciabatta rosa da bambina, un vecchio portafoglio pieno solo di sabbia, pezzi di barca sparpagliati lungo più di quattro chilometri di costa. Davanti il mare, che forse ancora nasconde i corpi di dispersi”. Un dolore che i versi potranno contenere ed essere utili a riflettere. Gli artisti, invece, i pittori, i fotografi, potranno realizzare un segno grafico cromaticamente incisivo rendendo visivo l’idea del dramma, del dolore oppure conservando sulla superficie di immagine, un messaggio salvifico che dovrà essere obbligatoriamente realizzato su una striscia di carta da imballaggio di libera dimensione. Sia le poesie che le opere dovranno essere consegnate mercoledì 15 marzo dalle ore 18 alle ore 20 presso la segreteria Muse di via San Giuseppe 19, giovedì 16 dalle 9,30 alle ore 12 o domenica 19 marzo alle ore 18. Il 21 marzo l’associazione “Le Muse” sarà presente con Livoti ed alcuni componenti dei soci e del direttivo e consegneranno il materiale che verrà esposto presso la Sala Grigia di Palazzo San Bernardino.
Prima si terrà un flash mob presso la Scalinata Grottaferrata coinvolgendo il centro storico di Rossano. Successivamente al San Bernardino alla Sala Rossa si terrà una maratona con poeti ed artisti che leggeranno il loro pensiero su questo avvenimento che assume un valore universale. I poeti e gli artisti che saranno fisicamente presenti potranno declamare e spiegare le loro opere, mentre chi li farà consegnare da “Le Muse” lascerà traccia tangibile visiva in questa esposizione nella comunione e condivisione superando steccati e muri e parlando ai piu’ che “Non c’è presa di coscienza senza dolore.”
Gerace diventa set per il film “Il mio posto è qui” – prodotto da Orisa produzioni, con il sostegno della Calabria Film Commission -, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa: nei vicoli del borgo medievale, nei luoghi più caratteristici della cittadina viene ricreata, in un set ecogreen, la Calabria rurale degli anni ’40, del periodo del dopoguerra in cui è ambientata la storia dell’incontro tra Marta e Lorenzo, una profonda amicizia che sfida i pregiudizi e porta la donna a lottare per trovare il proprio posto nel mondo. Gerace ha mantenuto intatte molte delle sue caratteristiche architettoniche originali, come i muri a secco e gli acciottolati dei vicoli: dunque, per la produzione ha rappresentato un luogo ideale per riadattare la location agli anni ’40. Così, inserita la pavimentazione sterrata, oggetti d’epoca ed eliminate le poche contaminazioni moderne, per ricreare l’immagine di un paese contadino dell’epoca, il risultato ottenuto è quasi un teatro di posa a cielo aperto, con interni ed esterni collegati, che sembra uscire dal passato. Tra costumi, carri, biciclette e moto d’epoca, si stanno svolgendo le prime riprese del film, scritto e co-diretto da Cristiano Bortone e Daniela Porto, autrice anche del romanzo omonimo da cui è tratto il soggetto e prossimamente edito da Sperling & Kupfer.
Protagonisti de “Il mio posto è qui”, due notissimi volti del cinema e delle serie tv, Ludovica Martino e Marco Leonardi. La giovanissima attrice è reduce dai successi di “Skam Italia”, “Lovely boy”, “Il campione”, “I migliori giorni”, “Sotto il sole di Riccione”, mentre Leonardi, dopo l’esordio nel ruolo dell’adolescente Totò in “Nuovo cinema paradiso”, ha costruito una carriera internazionale, diretto da grandi registi come Arau, Rodriguez, Ferrara, fino alle più recenti interpretazioni in “Anime nere” di Francesco Munzi, “Maradona” di Marco Risi, “Tutti i Soldi del Mondo” di Ridley Scott, “Martin Eden” di Pietro Marcello e “Padre Pio” di Abel Ferrara.
Questa mattina, come si diceva, la presentazione del film, nel corso di un incontro svoltosi presso il Comune di Gerace. Al termine della conferenza stampa, il tour per i giornalisti tra le location del film, nell’atmosfera della seconda metà degli anni ’40, ricreata dagli scenografi tra le antiche mura, le vie e gli edifici dello splendido borgo della Locride.