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Reggio: l’Anassilaos organizza un evento in occasione del decennale della scomparsa del chimico Francesco Cardone
Dieci anni fa, il 15 gennaio 2015, veniva meno Francesco Cardone, chimico industriale, membro del direttivo della Società Chimica Italiana (SCI), membro del Gruppo Nazionale di Storia e Fondamenti della Chimica (GNFSC) e dell’Associazione Italiana Ingegneria Chimica (AIDIC). Componente del Comitato Scientifico e docente del corso interdisciplinare di alta formazione “La plastica nell’Arte e per l’Arte” – Fondazione Plart Napoli, responsabile della sezione Storia e Filosofia della Scienza dell’Associazione Culturale Anassilaos di Reggio Calabria ed autore di monografie riguardanti la storia della chimica. Partecipe di numerosi convegni scientifici in Italia e all’estero, ha pubblicato numerosi articoli sia specialistici sia di cultura generale su diverse riviste, tra cui Cultura e Scuola (Editrice Treccani, Il Nuovo Saggiatore (organo dell’Associazione Italiana di Fisica), Sapere, ICP (organo dell’AIDIC) e ICF Rivista dell’Industria Chimica del Farmaco. Oltre che studioso di chimica è stato narratore e poeta. Nel 2019, a cura della moglie Gloria Oliveti, veniva pubblicata postuma la raccolta poetica “Scienza Fede Amore”.
Nella circostanza il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, l’Associazione Culturale Anassilaos e lo Spazio Open hanno promosso un incontro in memoria dello studioso e amico che si terrà sabato 18 gennaio alle ore 17,30 presso lo Spazio Open con i saluti della Presidente CIS Calabria Loreley Rosita Borruto, del Presidente di Anassilaos Stefano Iorfida; la partecipazione di Angelo Liguori, Università della Calabria e di Francesca Neri, critico letterario e l’intervento della moglie Gloria Oliveti.
Il 30 e 31 gennaio, presso Palazzo Zani, sede del Polo territoriale SNA di Reggio Calabria, si terrà il corso formativo gratuito “Supporto alla Progettazione nell’Ambito delle Politiche europee di Coesione”, indirizzato a dirigenti e funzionari delle agenzie regionali ed enti locali. Ad affermarlo è Giusi Princi, Presidente del Comitato di Coordinamento.
“Il Polo Territoriale di Reggio Calabria si afferma come fucina per l’accrescimento delle competenze della Pubblica Amministrazione calabrese. Il nuovo corso – spiega Giusi Princi – è espressione del grande fermento che ruota attorno al Polo calabrese e rappresenta un’importante opportunità per migliorare la capacità di progettazione e gestione delle risorse, contribuendo così alla crescita delle istituzioni del Sud Italia”.
Il corso è pensato per fornire a dirigenti e funzionari pubblici competenze trasversali, strumenti essenziali per progettare nell’ambito delle programmazioni nazionali ed europee (Fondi Europei di Coesione, PNRR, FSC).
La formazione, strutturata in due giornate per un totale di 12 ore, approfondirà temi fondamentali quali: Programmazione e progettazione; Introduzione e analisi del ciclo di vita dei progetti; Progettazione strategica e Quadro Logico; Progettazione esecutiva; Strumenti di analisi (SWOT, Albero dei problemi, ecc.); Governance e partenariato.
“Investire sulla formazione del personale della Pubblica Amministrazione – afferma la Presidente del Comitato Giusi Princi – significa investire nello sviluppo dei territori. La capacità di progettare interventi efficaci e ben strutturati è decisiva per accedere ai fondi europei e nazionali, contribuendo così al rilancio del Mezzogiorno e alla riduzione dei divari territoriali. Questo corso rappresenta un’occasione concreta per rafforzare le competenze locali e costruire una PA più solida ed efficiente”.
Le iscrizioni possono essere effettuate entro il 23 gennaio 2025 tramite il seguente link:
https://docs.google.com/forms/d/1gtDp0tF3xn0C7mz3sIr-xTrBBUdpVITEpcJlzqCz1Y8/edit
Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito web del Polo o contattare la segreteria al numero 09651695372, il giovedì e il venerdì dalle 9:00 alle 14:00.
“Il Polo formativo – conclude Giusi Princi – è stato fortemente voluto con il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il deputato calabrese Francesco Cannizzaro, il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e il rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi pubblici calabresi e ottimizzare i processi amministrativi in chiave di risposte sempre più prossime ed efficienti ai cittadini”.
Il 16 gennaio 2025 è morto David Lynch, un visionario assoluto, uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.
Era da molto tempo affetto da un enfisema polmonare a causa del suo tabagismo, nato all’età di 8 anni e che lo portava a fumare 2 pacchetti al giorno.
Anche questo può descrivere l’artista incredibile che è stato: sapeva che si stesse facendo del male, ma ha continuato imperterrito, come ha continuato imperterrito a donare alla gente le sue opere meravigliose, cosciente degli incubi che avrebbe provocato allo spettatore. Nasce come pittore e non studia mai cinema, ma era chiaramente un predestinato.
Iniziando con dei cortometraggi anch’essi stupendi, il regista americano sforna la sua prima opera e, ovviamente, il primo dei tanti capolavori della sua filmografia.

“Eraserhead – La mente che cancella” (1977) è il suo primo film: un viaggio, anzi, un incubo nella paternità, nei dubbi e nelle paure che può avere un aspirante padre o un neo-papà, una spirale di follia, un film sperimentale che, alla fine, racchiude tutte le tecniche e la sua filosofia, poi riversate in tutti i suoi altri film.
l film è ricco di immagini fortemente simboliche: la città di Eraserhead è un paesaggio urbano cupo, caratterizzato da ambienti industriali e inquietanti, mentre il suono, che gioca un ruolo fondamentale, crea un’atmosfera che si percepisce come alienante. La colonna sonora di Alan Splet, fatta di rumori meccanici e suoni inquietanti, amplifica il senso di angoscia, immergendo lo spettatore in un mondo che sembra essere in preda al caos.
Il tema centrale del film è la paura dell’inadeguatezza e dell’isolamento. Henry, incapace di gestire la paternità e la sua situazione, è intrappolato in un’esistenza che sembra una continua minaccia, sia psicologica che fisica. Il mostro bambino diventa una sorta di allegoria per le ansie umane, la paura dell’incomprensibilità della vita e l’incapacità di controllarla.
Lynch gioca con il confine tra sogno e realtà, creando un mondo che potrebbe essere letto come una distorsione psicologica della mente del protagonista. Le immagini sono spesso oniriche, ambigue e non sempre spiegate, lasciando spazio a molteplici interpretazioni. Ogni scena sembra avere un significato che sfida la comprensione razionale, un tratto distintivo che diventerà una costante nei suoi lavori successivi.

“The Elephant Man” (1980) è un altro capolavoro, ma stavolta si discosta dall’inquietante surrealismo di Eraserhead per abbracciare una storia più realistica, anche se sempre profondamente emotiva e umana. Il film racconta la vera storia di John Merrick, un uomo che nel XIX secolo divenne famoso per le sue deformità fisiche estreme, che lo rendevano simile a un “mostro” agli occhi della società.
Il protagonista, interpretato magistralmente da John Hurt, è un uomo che soffre di una malattia rara chiamata neurofibromatosi, che causa una deformazione straordinaria del suo corpo. Merrick vive inizialmente come una sorta di attrazione da circo, sfruttato e abusato, ma la sua vita prende una piega diversa quando un giovane dottore, Frederick Treves (Anthony Hopkins), lo scopre e lo porta in ospedale, dove diventa il soggetto di studi medici.
Il film esplora il conflitto tra la brutalità della società nei confronti di Merrick, che viene trattato come una curiosità morbosa, e la sua straordinaria umanità. Lynch, pur trattando temi di emarginazione e sofferenza, infonde al suo personaggio una profondità emotiva che fa emergere la sua dignità e il suo desiderio di essere trattato come un essere umano, non come un mostro. Il personaggio di Merrick è rappresentato con una grande delicatezza, mostrando non solo la sua sofferenza fisica, ma anche la sua solitudine e il suo desiderio di essere amato e rispettato.

Il terzo film della sua filmografia è forse il meno riuscito: “Dune” (1984), opera che oggi sta avendo un grande successo grazie al riadattamento di Denis Villeneuve.
Sebbene il film non sia stato un successo immediato e abbia ricevuto critiche contrastanti, con il passare degli anni è diventato un cult per molti appassionati di cinema, grazie alla sua visione unica e all’approccio distintivo.
La storia è ambientata in un futuro lontano, in un impero galattico che controlla un pianeta desertico chiamato Arrakis. Questo pianeta è l’unica fonte dell’ “melange”, o spezia, una sostanza che è cruciale per il viaggio spaziale e per l’economia dell’universo conosciuto.
Il giovane Paul Atreides (Kyle MacLachlan), erede della Casa Atreides, si trova al centro di una lotta politica e di un conflitto interstellare quando la sua famiglia viene tradita e distrutta dalla Casa Harkonnen, rivale dei Atreides.
Paul dovrà affrontare il destino che gli è stato prefigurato, diventando una figura messianica e un leader rivoluzionario.

“Velluto blu” (1986) è uno dei film più iconici di Lynch, un thriller psicologico che mescola il noir con il surreale.
La storia ruota attorno a Jeffrey Beaumont (Kyle MacLachlan), un giovane che scopre un orecchio mozzato in un campo e si coinvolge in un misterioso caso legato a una cantante di club, Dorothy Vallens (Isabella Rossellini).
Mentre indaga, Jeffrey si imbatte in Frank Booth (Dennis Hopper), un criminale psicotico, e si trova immerso in un mondo sotterraneo di violenza, perversione e follia.
Il film esplora temi di dualità e corruzione, contrastando l’apparente normalità di una cittadina con il lato oscuro che si cela sotto la superficie. La fotografia, con il suo uso distintivo di luci e ombre, e la colonna sonora di Angelo Badalamenti, con il tema musicale inquietante, contribuiscono a creare un’atmosfera di tensione e ambiguità.
Un racconto sul desiderio, il controllo e la discesa nella mente distorta, un film che sfida la visione tradizionale del “sogno americano” e lascia lo spettatore turbato e pensieroso.

“Cuore selvaggio” (1990) è un film di David Lynch che mescola il road movie con il noir e l’assurdo.
Racconta la storia di Sailor (Nicolas Cage) e Lula (Laura Dern), due giovani innamorati che fuggono da una serie di minacce, tra cui la madre di Lula, una donna ossessionata dal controllo e dai traumi del passato.
La coppia attraversa gli Stati Uniti, affrontando incontri surreali e violenti, mentre si confrontano con l’amore, la libertà e la follia.
Il film è caratterizzato dal tipico stile visivo e narrativo di Lynch, con un tono grottesco e momenti di estrema violenza, ma anche di puro romanticismo.
Il mix di surrealismo, simbolismo e umorismo nero crea una riflessione sul destino e sull’ossessione, mentre la colonna sonora, con brani rock e blues, accentua il senso di ribellione e passione che anima i protagonisti.
Un film che oscilla tra il sogno e l’incubo, esplorando la natura destrutturata del desiderio e della libertà.

“Twin Peaks” (1990-1991; 2017) ha segnato un prima e un dopo nella storia della televisione seriale.
Con “Twin Peaks” Lynch ha ridefinito cosa una serie TV potesse essere, creando un vero e proprio culto.
La serie ha portato nel mainstream un mix di surreale, mistero e introspezione psicologica mai visto prima, influenzando generazioni di autori e spettatori. Tutti hanno sentito anche solo una volta Laura Palmer.
La terza stagione, intitolata “The Return”, ha ulteriormente spinto i confini del medium televisivo, con episodi sperimentali come il celebre episodio 8, un viaggio visivo e sonoro che racconta l’origine del male.

Nel 1992 torna al mondo di Twin Peaks con “Twin Peaks: fuoco cammina con me”, prequel della serie che sconvolge lo spettatore con la cruda rappresentazione della discesa agli inferi di Laura Palmer.
Il film si concentra sugli ultimi giorni di vita della giovane, rivelando il peso insopportabile dei suoi segreti e delle sue sofferenze. È un’opera disturbante, che amplifica il lato oscuro della serie originale.

“Strade Perdute” (1997) è un labirinto mentale tra identità spezzate e paure recondite, in cui la narrazione segue percorsi non lineari e sfida costantemente le aspettative dello spettatore.
La storia di Fred Madison, accusato dell’omicidio della moglie, si trasforma in un intricato gioco di sdoppiamenti e simbolismi.
Ogni scena sembra carica di significati nascosti, dove il tempo si distorce e il pubblico è costretto a navigare in un mare di enigmi. La violenza, l’amore, la morte e la vendetta si mescolano in una danza macabra che non offre risposte facili, ma invita a una riflessione profonda su come percepiamo la realtà, le emozioni e il nostro posto nel mondo. In questo modo, Strade Perdute non è solo un thriller psicologico, ma anche una meditazione sulla psiche umana e sulle forze oscure che la governano.

“Una storia vera” (1999) è un film che si distacca dalle sue consuete atmosfere surreali per esplorare una narrazione più semplice e toccante, pur mantenendo il suo stile unico.
La storia segue Alvin Straight (Richard Farnsworth), un anziano contadino dell’Iowa che intraprende un lungo viaggio in trattore per riavvicinarsi al fratello malato. Il film si concentra sul tema della famiglia, della redenzione e dell’invecchiamento, con una riflessione silenziosa e profonda sulla vita e la morte.
Nonostante l’apparente linearità della trama, Lynch infonde il film con una qualità riflessiva, con l’uso di paesaggi rurali e momenti di solitudine che creano un’atmosfera di malinconia e meditazione. Una storia vera è una rara incursione del regista nel dramma realistico, ma la sua capacità di evocare emozioni profonde e di esplorare la condizione umana è evidente anche in questo contesto più sobrio.

“Mulholland Drive” (2001) è probabilmente il suo lavoro più celebrato, un sogno lucido e inquietante che esplora le illusioni e le delusioni di Hollywood.
Betty (Naomi Watts), un’aspirante attrice, arriva a Los Angeles e si ritrova coinvolta in un mistero insieme a una donna smemorata. Il film fonde realtà e fantasia, facendo emergere i lati oscuri del sogno hollywoodiano.
La Los Angeles di Lynch è un luogo ambiguo, pieno di speranze infrante, e il film esplora la solitudine e la disillusione che si nascondono dietro le luci della città.
Con la sua narrazione non lineare e la ricca simbologia, Mulholland Drive è un’opera che sfida e affascina, lasciando un’impronta indelebile nella mente dello spettatore e spaventando con uno degli jumpscares più spaventosi di sempre.

“Inland Empire – L’impero della mente” (2006) è un’opera densa e sfuggente, che sfida ogni convenzione narrativa.
Lynch utilizza una struttura frammentata, senza una trama chiara o risoluzioni facili, costringendo lo spettatore a navigare in un mondo dove il tempo e lo spazio si confondono.
La performance di Laura Dern è al centro del film, con un’interpretazione che sfuma tra il reale e il surreale, mentre il suo personaggio si perde in una spirale di esperienze bizzarre e inquietanti.
Le immagini, spesso volutamente crude e sovraesposte, e il suono, ricco di tensione, sono usati da Lynch per creare una sensazione di angoscia crescente.
Il film esplora la dissoluzione dell’identità, i desideri oscuri e le ossessioni nascoste dietro la facciata di Hollywood, ma anche la sensazione di essere intrappolati in un ciclo infinito di realtà multiple e narrazioni impossibili da decifrare.
Inland Empire è un’ode all’irrealtà, un film che non offre spiegazioni, ma che stimola riflessioni su come vediamo e costruiamo la realtà.
David Lynch non è stato e non è chiaramente per tutti: le sue opere hanno sempre sfidato lo spettatore a riflessioni profondissime, provocando disagio e inquietudine.
I suoi film sono stati sempre veri e propri incubi, mai sogni. Il sogno americano nei suoi film non esiste; al massimo esiste il galleggiamento in una situazione comunque oscura. Non esiste la luce, ma solo buio.
Tuttavia, è proprio in questa oscurità che ha trovato una bellezza unica, capace di far emergere emozioni viscerali e profonde.
Sono veramente pochi i registi che non saranno mai dimenticati, ma di certo Lynch è uno di questi.
La mente degli spettatori, questa volta, non cancellerà quello che è stato uno dei migliori artisti del 21° secolo.
Corigliano: statuti e regolamenti al centro del secondo modulo della scuola di formazione politica,
Il secondo modulo della scuola di formazione politica, promossa dal coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia, si terrà sabato 18 gennaio alle ore 18,00 presso la sede della segreteria politica in via Sibari 12, a Corigliano Rossano. Il tema centrale dell’incontro sarà «Il Partito: Statuto, Regolamenti e Regole».
Relatori di questo appuntamento saranno:
- Giuseppe Villella, presidente del circolo cittadino;
- Gioacchino Campolo, dirigente di partito;
- Letizia Fortunato, coordinatrice cittadina di Mormanno;
- Angelo Brutto, coordinatore provinciale.
L’iniziativa rappresenta il secondo step di un percorso più ampio, avviato con successo nei giorni scorsi con il primo modulo incentrato su ruoli e funzioni dell’amministrazione comunale. Questo progetto formativo mira a creare uno spazio di confronto e approfondimento su politica locale, regionale e nazionale, con l’obiettivo di offrire strumenti e competenze indispensabili a chi intende avvicinarsi al mondo politico.
Un progetto per colmare il vuoto formativo
La scuola di formazione politica nasce dalla necessità di rispondere alla mancanza di spazi tradizionali dedicati alla formazione politica. Secondo Giuseppe Villella, «questo percorso non si limita a fornire nozioni teoriche, ma punta a preparare concretamente i futuri amministratori alle sfide delle nostre comunità». Il primo modulo, con un carattere introduttivo ed esperienziale, ha offerto un confronto con figure che hanno ricoperto ruoli amministrativi, gettando le basi per un approfondimento più tecnico nei successivi incontri.
Verso una formazione tecnica e operativa
Il secondo modulo rappresenta un momento significativo per approfondire la struttura e il funzionamento interno del partito, un passaggio fondamentale per chi intende operare in ambito politico e amministrativo con competenza e responsabilità. Un tema, peraltro, di grande attualità, anche in vista del congresso cittadino previsto nelle prossime settimane, durante il quale saranno eletti i nuovi organi dirigenti: il coordinatore cittadino e i membri del direttivo, che guideranno il partito a Corigliano Rossano nei prossimi anni. Grazie al contributo di relatori esperti, l’incontro offrirà un’analisi chiara e approfondita dello Statuto e delle regole che governano l’attività politica di Fratelli d’Italia. La scuola di formazione politica si configura, inoltre, come un laboratorio di idee e competenze, capace di formare una nuova generazione di amministratori pronti ad affrontare con preparazione le sfide del territorio.
Cinquefrondi: martedì l’inaugurazione del nuovo Liceo Musicale “Rechichi”
Si tratta, infatti, di un immobile sviluppato su due livelli con aree dedicate all’attività didattica tradizionale e laboratoriale, compreso un ampio e innovativo teatro.
All’esterno, poi, insieme al campo polisportivo dotato di attrezzature per il basket e per il calcetto, insisterà una grande piazza per poter svolgere esibizioni musicali e coreutiche ed eventi organizzati dalla cittadinanza, grazie anche alla presenza di una gradinata in grado di ospitare circa 150 visitatori.
Centouno anni per “nonna” Pina Durante, una targa celebrativa consegnata dal vicesindaco Versace e dal consigliere Castorina
Sono 101 le candeline che ha spento “nonna” Pina Durante, circondata dall’affetto dei nipoti e di tutti i suoi familiari. Un compleanno speciale trascorso insieme agli affetti più cari e suggellato da una targa celebrativa consegnata dal vicesindaco della Città Metropolitana e presidente della VI Commissione Consiliare a Palazzo San Giorgio Carmelo Versace e dal consigliere comunale del Gruppo R.e.d. Antonino Castorina.
Nata a Reggio Calabria, dove ha sempre vissuto, la signora Durante ha manifestato apprezzamento e gioia per l’evento celebrativo e ringraziato l’Amministrazione per l’attenzione mostrata.
In vista della prossima iniziativa dal titolo: “Radici Della Libertà. Una Donna, Un’Imprenditrice, Una Vittima. L’eredità di Maria Chindamo”, si invita la cittadinanza tutta a partecipare a quest’occasione di raccolta in memoria di Maria Chindamo.
Reggio: svolto al Liceo “Vinci” il primo incontro del progetto “Voci di Calabria: lingua e letteratura della nostra terra”
Svolto ieri, Giovedì 16 gennaio, alle ore 15:00, si è tenuto il primo incontro di formazione previsto nell’ambito del Progetto “Voci di Calabria: lingua e letteratura della nostra terra”, destinato ai docenti referenti individuati dagli Istituti che hanno firmato l’accordo di rete e a tutti i docenti coinvolti.
Sono intervenuti, in qualità di esperti formatori, la prof.ssa Paola Radici Colace, Responsabile Scientifico del progetto, già Ordinaria di Filologia Classica, Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne – Università di Messina, Presidente Onorario e Direttore Scientifico del “Centro Internazionale Scrittori della Calabria” (C.I.S.), ed il prof. Aldo Morace, già Ordinario di Letteratura Italiana – Università di Sassari e Presidente delle Commissioni per le Edizioni Nazionali dell’Opera omnia di Capuana, De Roberto, Deledda, Pirandello.
La proposta progettuale è nata dalla collaborazione inter-istituzionale tra il Liceo Scientifico “L. da Vinci” (RC) come scuola capofila e l’Amministrazione Città Metropolitana di Reggio Calabria, in continuità con le annualità precedenti che hanno riguardato il contributo del dialetto nel territorio e, successivamente, la diffusione della lingua grecanica, come implementazione dell’offerta formativa, secondo quanto previsto dall’art. 8 del D.P.R. 275/1999, che assegna alle scuole la possibilità di determinare una quota di curricolo locale al fine di valorizzare il pluralismo culturale e territoriale, di rispondere in modo adeguato alle diverse esigenze formative degli alunni e di tenere conto dei contesti sociali e culturali del territorio di appartenenza.
Il progetto prevede lo sviluppo di reti di collaborazione tra scuole secondarie di I e di II grado della Città Metropolitana col duplice scopo di creare un’alleanza didattica tra docenti mettendo in campo risorse professionali e materiali orientate verso metodologie innovative e laboratoriali e di far maturare nei destinatari un profondo senso di appartenenza ad una storia ricca di tradizioni e di valori nei quali riconoscersi grazie ad un attento studio sincronico e diacronico delle aree geografiche interessate.
Altro punto di forza è rappresentato anche dalla volontà di coinvolgere altre organizzazioni culturali del territorio (enti locali, associazioni, ecc.) e favorire l’educazione alla lettura ed alla ricerca.
Il Progetto si è articolato in due fasi: la formazione dei docenti, che sarà incentrata sulla lingua greca di Calabria e sulla civiltà dell’area grecanica, sulla letteratura calabrese e sui parchi letterari attuati o progettati nell’Area Metropolitana di Reggio Calabria; attività didattiche curriculari nelle scuole, visite guidate e incontri con l’autore, conferenze e/o videoconferenze.
Il rigore scientifico dello studio e della ricerca sarà garantito anche dal supporto delle Università afferenti all’Area dello Stretto e dalla presenza di un Comitato scientifico di assoluto livello appositamente costituito al fine di monitorare il lavoro e vagliarne le fasi di sviluppo.
Di seguito gli Istituti scolastici di primo e di secondo grado della Provincia che hanno aderito:
Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria – scuola capofila
Convitto Nazionale di Stato “T. Campanella” RC
Liceo Scienze umane e Linguistico “Gulli” Di RC
ITE “Piria- Da Empoli – Ferraris” RC
ICS “Alvaro-Megali” Melito Porto Salvo RC
ICS “Bova marina-Condofuri-Brancaleone-Bruzzano” RC
ICS “Mario La Cava” Bovalino RC
ICS “Gioiosa Jonica-Grotteria” RC
ICS “R. Piria”, Scilla RC
ICS “Montebello Jonico – Saline”
ICS “Euclide” di Bova marina
ICS “Vitrioli-Principe di Piemonte-Galilei-Pascoli” RC
È ufficialmente partita l’attività di rigenerazione del centralissimo sito della Tomba Ellenistica di Reggio Calabria. A darne notizia è Massimiliano Merenda, consigliere comunale con delega ai Parchi e Giardini, che ha illustrato i dettagli delle opere in corso di realizzazione.
Il progetto riguarda il completamento del Parco archeologico della Tomba ellenistica, situato in Via Tripepi, con il recupero a verde attrezzato dell’area circostante. Questa iniziativa si inserisce in un contesto di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico e ambientale della città. L’obiettivo è trasformare questo sito archeologico in uno spazio fruibile e di grande valore per la comunità, unendo la bellezza storica e quella naturale.
La progettazione di tale intervento è stata pianificata dopo che, negli ultimi anni, si sono concluse le procedure espropriative necessarie per il recupero delle aree limitrofe. Originariamente, il progetto era stato finanziato grazie alla Legge 246/89 ma, a seguito della recente individuazione di nuovi fondi, è stato possibile avviare il completamento delle opere. Le risorse finanziarie sono state reperite all’interno del Piano di Sviluppo e Coesione della Città Metropolitana, nell’ambito di quella che era precedentemente conosciuta come la programmazione dei Patti per il Sud.
Attualmente, la fase di progettazione esecutiva delle opere è in corso ed è gestita direttamente dal personale interno del Settore Grandi Opere del Comune di Reggio Calabria.
«I lavori sono già in fase avanzata – ha affermato Merenda – e si prevede che, nel giro di breve tempo, il progetto venga approvato e le procedure di affidamento per il completamento dell’opera possano essere avviate. Una volta terminato, il sito diventerà una nuova area verde di qualità, accessibile a tutti, che arricchirà il patrimonio pubblico della città».
«Questa iniziativa è un tassello importante del più ampio progetto di rigenerazione urbana – ha concluso Merenda – che l’Amministrazione, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, sta portando avanti per rendere Reggio Calabria una città più vivibile, più verde e maggiormente orientata alla valorizzazione del proprio patrimonio storico e naturale. Il Parco archeologico della Tomba ellenistica rappresenta una risorsa fondamentale non solo per i residenti, ma anche per i turisti e per tutte le persone che scelgono Reggio come destinazione di cultura e turismo».
«Il Parco archeologico della Tomba ellenistica – ha aggiunto il delegato – entrerà a far parte del grande circuito dei parchi a verde che stiamo sviluppando per la nostra città, nell’ambito di una visione strategica e complessiva per la valorizzazione del territorio. Un progetto che si estende dal Parco Urbano del Tempietto al Parco del Rione Marconi e che raggiungerà la zona nord col nuovo Parco urbano di Pentimele. Con questo piano, intendiamo creare un sistema di spazi verdi che connette tutte le zone della nostra Reggio, migliorando la qualità della vita e il benessere dei cittadini».