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Cuzzocrea (Confindustria Giovani) si rivolge ai candidati sindaco: “Chiediamo efficienza e competenza”
Nicola Cuzzocrea, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Reggio Calabria, rivolge un appello ai candidati a primo Cittadino della Città Metropolitana:
“In questi giorni di campagna elettorale sento spesso parlare di visione, futuro, rilancio. Parole che condivido, ma che restano vuote se non si aggrediscono subito i problemi concreti che ogni giorno soffocano chi fa impresa a Reggio Calabria.
Come Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Reggio Calabria, non ci interessa sostenere questo o quel candidato. Ci interessa che chi vincerà – a prescindere dal colore politico – abbia chiaro sin dal primo giorno di insediamento cosa ci aspettiamo. Tre priorità, non negoziabili.
Certezza dei tempi per le autorizzazioni
Non è accettabile che un imprenditore debba aspettare mesi – a volte anni – per ottenere un’autorizzazione su pratiche ordinarie: iter SUAP, Autorizzazioni Uniche Ambientali, concessioni per l’occupazione del suolo pubblico. La burocrazia non è un problema astratto: è costo, è rischio, è scoraggiamento a investire. Chiediamo un referente unico per chi vuole fare impresa, che elimini i rimpalli tra uffici e assuma la responsabilità dei procedimenti. Se la macchina amministrativa attuale non è in grado di farcela da sola, si nominino esperti esterni, si potenzino gli uffici, si introducano sistemi di premialità legati all’efficienza. L’immobilismo non è più tollerabile.
Un governo reale delle aree industriali: governance e suoli
Un’impresa che vuole insediarsi o espandersi non sa con chi parlare, né in quanto tempo. Chiediamo un unico soggetto con poteri definiti, capace di governare gli insediamenti e pianificare le infrastrutture necessarie a rendere queste zone davvero competitive. Dall’altro, dentro gli stessi perimetri industriali ci sono proprietà private abbandonate da anni – terreni e capannoni sottratti al ciclo economico che potrebbero ospitare nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro. Le norme per recuperarli esistono già: chiediamo che vengano applicate con rigore e determinazione.
Il coraggio di scegliere da che parte stare
Fare impresa a Reggio Calabria richiede ancora troppo coraggio – non quello dell’innovazione e del rischio d’impresa, che accettiamo volentieri, ma quello di resistere a un sistema che ti logora con l’attesa, l’incertezza e l’indifferenza. Chiediamo a chi governerà la città una scelta di campo esplicita: dalla parte di chi crea lavoro e valore, non dalla parte di chi lo ostacola. Questo significa misurare ogni scelta amministrativa con un solo metro: rende più facile o più difficile fare impresa qui? Non accetteremo risposte ambigue.
“Il futuro di Reggio Calabria – e lo dico come imprenditore, non come rappresentante di categoria – si costruisce dando risposte rapide e concrete a chi crea occupazione e valore. Abbiamo smesso di chiedere favori: chiediamo efficienza, competenza e il coraggio di assumersi responsabilità. Chi si candida a governare questa città sappia che sarà misurato su questi tre punti, sin dal primo atto amministrativo.”
Nei giorni scorsi è stato approvato, dalla Giunta Comunale, un provvedimento che prevede l’istituzione di zone a traffico limitato temporanee in alcuni tratti strategici del centro storico.
I tratti interessati sono: Via Vittorio Emanuele, nel tratto compreso tra Largo Colombo e Via Vollaro; Via Zaleuco, nel tratto compreso tra Via Giulia e Via Biagio Camagna; Via Orange, nel tratto compreso tra Via Crisafi e Via Orange; Via II Settembre, nel tratto compreso tra Via del Torrione e Via Aschenez.
Il provvedimento, di carattere temporaneo e sperimentale, sarà in vigore dal 15 giugno al 20 settembre 2026, nella fascia oraria compresa tra le ore 18.00 e le ore 06.00 del giorno successivo.
In tali aree la sosta e la circolazione saranno consentite esclusivamente ai veicoli autorizzati.
«Parte nel cuore della città una sperimentazione estiva che ha l’obiettivo di favorire il commercio di prossimità, migliorare la vivibilità urbana e valorizzare gli spazi pubblici attraverso una maggiore fruizione pedonale». Così l’assessore alla Città produttiva del Comune di Reggio Calabria, Alex Tripodi, in una nota stampa.
«L’idea dell’Amministrazione comunale – ha spiegato l’assessore – è quella di restituire centralità alle persone, alle attività commerciali e alla socialità nei luoghi più vissuti del centro storico durante il periodo estivo. Con questa misura, come chiarito dalla delibera approvata in giunta, vogliamo creare spazi veramente capaci di sostenere il commercio di prossimità e incentivare la partecipazione dei cittadini e dei visitatori alla vita urbana».
L’assessore ha infine sottolineato che «Le misure adottate saranno costantemente monitorate dagli uffici competenti e potranno essere rimodulate sulla base delle esigenze che emergeranno nel corso della sperimentazione. L’obiettivo finale è costruire una città sempre più a misura di cittadino, capace di valorizzare il proprio patrimonio storico e commerciale, sostenendo al tempo stesso le attività produttive che rappresentano un presidio fondamentale di vitalità economica e sociale».
Si è riunito in seconda convocazione, presso la sala consiliare “Pietro Battaglia” di Palazzo San Giorgio, il Consiglio comunale di Reggio Calabria.
È stata approvata una mozione consiliare che impegna, tra l’altro, i vertici dell’Amministrazione e tutti i Settori comunali competenti per materia ad attivare con la massima urgenza ogni iniziativa amministrativa, tecnica e finanziaria necessaria alla definizione del nuovo Piano Industriale della società Castore SPL e a porre in essere ogni attività utile a garantire la continuità dei servizi pubblici affidati alla società e la salvaguardia dei livelli occupazionali, nel rispetto della normativa vigente con l’impegno di completare tutte le attività descritte entro e non oltre la scadenza del termine contrattuale fissata al 21 luglio 2026.Di seguito l’intervento del sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria in relazione all’ordine del giorno relativo al contratto di servizio con Castore SPL Srl, con particolare riferimento alla proroga e alla continuità dei servizi nelle more del rinnovo contrattuale.
Domenico Battaglia, sindaco f.f.,, si è così espresso:
«L’Amministrazione comunale ha già approvato una delibera di Giunta che, nel rispetto del contratto di servizio e della normativa vigente, consentiva di prorogare per ulteriori tre mesi il contratto di Castore spostandone la scadenza al 21 luglio 2026. Con questa proroga la Giunta ha esaurito le possibilità di intervento. I lavoratori di Castore sono quelli che questa Amministrazione ha salvato. In questi dodici anni di mandato, Castore è cresciuta fino a diventare una società partecipata anche dalla Città Metropolitana. Per quanto riguarda il contratto decennale, scaduto ad aprile, abbiamo già proceduto con una proroga per garantire la continuità dei servizi e tutelare i lavoratori. Non è stato tecnicamente possibile prorogare ulteriormente con l’intervento del consiglio. Comprendo, quindi, il nervosismo e le preoccupazioni dei lavoratori, che considero assolutamente legittime perché si tratta di padri di famiglia.
Entro il 21 luglio sarà definito il nuovo piano industriale, gli uffici competenti sono già a lavoro.
Comunali: Sorgonà rivendica le proposte su Municipi e Decentramento Amministrativo”
Filippo Sorgonà, candidato a consigliere nella lista “Reset” per Mimmo Battaglia Sindaco, tramite un comunicato, rivendica le proposte, oggi attuate, su Municipi e Decentramento Amministrativo.
“Sui nuovi municipi ed il decentramento amministrativo va fatta una sostanziale precisazione che ricostruisce la verità, documentabile, su questa conquista per il governo del territorio.
Le ex circoscrizioni sono state cancellate dal quarto governo Berlusconi con la Legge 26 marzo 2010, n. 42; norma che, con l’obiettivo del contenimento della spesa pubblica, abolì gli organi circoscrizionali nei comuni sotto i 250 mila abitanti.
Ed è qui che emerge il grande cortocircuito politico nel raccontare le cose all’opinione pubblica da parte di Forza Italia e di Cannizzaro (che oggi rivendicano politicamente la riconquista delle circoscrizioni).
Perché a Reggio Calabria il tema del decentramento amministrativo, della municipalizzazione dei servizi e della partecipazione territoriale non nasce certo oggi dentro una campagna elettorale partita già da mesi a colpi di slogan privi di fondamento.
Esiste infatti un riferimento preciso e documentato che attesta la paternità politica di quanto poi concretizzato dall’amministrazione di centrosinistra.
Nel 2019, nel corso di un’intervista programmatica tuttora reperibile on line, affermavo letteralmente: “Reggio Bene Comune propone un modello di città ‘policentrico’ che cancelli la vergogna delle ‘periferie’ e gli restituisca per sempre un ‘nome e cognome’ all’interno del tessuto cittadino attraverso una ‘municipalizzazione’ delle ex circoscrizioni (compatibilmente ai dettati di legge) o con un forte decentramento amministrativo”.
Non uno slogan improvvisato; non una scoperta dell’ultima settimana ma una visione politica chiara che voleva superare il danno enorme prodotto dalla “Grande Reggio”, nel 1927, che cancellò ed annesse comuni autonomi come Cataforio, Catona, Gallico, Gallina, Pellaro, Podàrgoni, Rosalì, Salice, Sambatello e Villa San Giuseppe.
Quelle proposte vennero portate avanti dentro l’esperienza del movimento Reggio Bene Comune che, attraverso un accordo politico con Giuseppe Falcomatà, entrarono nel programma amministrativo del centrosinistra.
Molti di quei punti oggi esistono concretamente: il percorso sul decentramento amministrativo ed il rafforzamento della partecipazione territoriale con l’approvazione del regolamento dei Comitati di Quartiere, strumenti costruiti per favorire il protagonismo dei territori e corpi intermedi, una visione di città policentrica che restituisce protagonismo ai territori e supera l’accentramento di Palazzo San Giorgio.
Questa è la differenza sostanziale: c’è chi oggi usa le circoscrizioni come scenografia elettorale dopo che il proprio stesso schieramento politico le aveva cancellate; c’è invece chi sostiene da anni una visione coerente di municipalismo, partecipazione e poteri diffusi nei territori.
La memoria politica conta. E i cittadini meritano rispetto, non operazioni di marketing elettorale costruite ad arte, sapendo di mentire, che cancellano la storia dei fatti.
Oggi finalmente la politica torna più vicina alle nostre comunità e potenzia le opportunità di gestione, governo e coinvolgimento del territorio.”, scrive Sorgonà nel comunicato.
È innegabile che la città debba affrontare una profonda rivisitazione integrata con infrastrutture, tecnologie e governance dello spazio urbano.
Lo sviluppo di un territorio metropolitano non può prescindere da un sistema di trasporti che assicuri una risposta efficiente ed adeguata agli standard nazionali ed europei rispetto al trend crescente della domanda di mobilità che rappresenta oggi uno dei principali indicatori della qualità urbana (basta ricordare la posizione in classifica degli ultimi anni).
Non riguarda soltanto la possibilità di spostarsi da un punto all’altro della città, ma incide in modo diretto sulla sicurezza stradale, sull’ambiente, sulla salute pubblica, sull’economia locale e, in ultima analisi, sulla vivibilità complessiva di una città.
Reggio è caratterizzata da una conformazione orografica complessa, da una forte densità abitativa lungo gli assi costieri, da una rete infrastrutturale stratificata nel tempo e da una forte conurbazione con la città di Messina. È questo il contesto in cui si deve collocare l’agenda politica di Reggio, il tema assume un valore ancor di più strategico nell’area metropolitana integrata dello Stretto di Messina.
La nostra proposta intende recuperare il tempo perduto ponendo in essere programmi e progetti che interessano il Trasporto Pubblico, andando a determinare un profondo cambiamento dell’assetto urbano e metropolitano, rendendo necessario un approccio sistemico, capace di accompagnare il cambiamento con visione, competenze tecniche e capacità di governo.
Per questo motivo noi sosteniamo con forza la creazione dell’«Agenzia della mobilità integrata dell’Area dello Stretto», una nuova identità istituzionale che permetterà il governo centralizzato della mobilità e dei servizi nell’area metropolitana dello Stretto. Regione Calabria, Regione Siciliana, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti saranno i nostri diretti interlocutori, grazie alla filiera positiva che contraddistingue l’attuale Governo.
Ed una città in linea con gli standard delle città metropolitane non può prescindere dalla valorizzazione del Trasporto Pubblico Locale, il fulcro dell’intera strategia di Reggio Futura. Il Trasporto Pubblico Locale non è solo un servizio, ma una vera infrastruttura sociale, capace di garantire equità nell’accesso alla mobilità e di sostenere modelli di sviluppo più inclusivi. Investire nel TPL significa investire nella coesione territoriale e nella resilienza delle comunità.
La trasformazione della mobilità reggina non è soltanto un passaggio infrastrutturale, ma una sfida culturale e organizzativa. Governarla con metodo e competenza significa investire sulla qualità urbana, sulla sicurezza dei cittadini e sulla sostenibilità complessiva del territorio.
Reggio: “La Strada” accoglie le proposte del Forum delle Associazioni Familiari
Il Movimento La Strada esprime apprezzamento per il documento presentato dal Forum delle Associazioni Familiari di Reggio Calabria e conferma la piena convergenza su una serie di misure già presenti nel proprio programma amministrativo.
«Le famiglie meritano politiche concrete, misurabili e sostenibili. Investire su giovani, famiglie e diritto alla restanza significa investire nel futuro della città», dichiara il candidato sindaco Saverio Pazzano.
Condividiamo con il Forum le necessità esposte: introduzione del Quoziente Famiglia per una fiscalità più equa; detrazioni IRPEF per nuclei con figli; nominare una figura con delega alle Politiche Familiari; attivazione di uno Sportello Unico Famiglia per semplificare l’accesso alle agevolazioni; recupero dell’evasione TARI e IMU destinando parte delle risorse al welfare familiare; utilizzo dei fondi europei per welfare, housing sociale e servizi per l’infanzia; rendiconto periodico dei risultati raggiunti.
La Strada sottolinea inoltre come il sostegno alle famiglie passi anche dal rafforzamento dei servizi educativi e sociali presenti nel programma del movimento: ampliamento dell’offerta di asili nido pubblici, estensione del tempo scuola e delle attività educative pomeridiane, sostegno ai servizi territoriali per minori, anziani e persone con disabilità, oltre alla creazione di spazi pubblici sicuri e accessibili per bambini e adolescenti.
Particolare attenzione sarà rivolta alle fasce sociali più fragili, attraverso misure contro le disuguaglianze educative, il supporto alle famiglie monogenitoriali, il diritto alla casa e il potenziamento dei servizi sociali di prossimità nei quartieri più esposti a marginalità e isolamento.
La Strada conferma inoltre l’impegno a trasformare queste proposte in atti amministrativi concreti già dal primo anno di mandato, con strumenti di monitoraggio pubblico e obiettivi verificabili.
«Investire nelle famiglie significa ridurre disuguaglianze, creare coesione sociale e costruire una città in cui valga davvero la pena restare», conclude Pazzano.
Pizzo Calabro: consegnati i primi 150 patentini digitali del Corecom Academy
Dalla Calabria parte un modello educativo destinato a parlare all’intero Paese: il primo percorso che unisce il patentino digitale a una formazione strutturata di educazione affettivo-relazionale, consapevolezza emotiva, rispetto della dignità personale e prevenzione dei rischi della rete. Presso il Palazzo della Cultura di Pizzo sono stati consegnati i primi 150 patentini digitali agli studenti coinvolti nel Corecom Academy Tour, il progetto promosso dal Corecom Calabria per accompagnare le nuove generazioni verso un uso consapevole, responsabile e umano del digitale. Non una semplice consegna di attestati, ma la conclusione di un cammino educativo più profondo, costruito con la scuola, l’Università, le famiglie, la Chiesa e le istituzioni.
Un percorso che ha messo i ragazzi al centro, non come destinatari passivi, ma come protagonisti di una nuova cultura digitale. Alla giornata hanno preso parte il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, On. Salvatore Cirillo, S.E. Mons. Attilio Nostro, Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e Presidente dell’Osservatorio Media e Minori del Corecom Calabria, il Presidente del Corecom Calabria, Avv. Fulvio Scarpino, il Vicepresidente del Corecom Calabria, Mario Mazza, il Prof. Antonio Viscomi dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, il Dirigente scolastico Prof. Giuseppe Sangeniti e il Sindaco di Pizzo, Sergio Pititto, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale e della comunità ospitante. Il Sindaco Sergio Pititto, nel rivolgere il saluto istituzionale della città di Pizzo, ha evidenziato il valore della presenza del Corecom Calabria e delle istituzioni regionali in una giornata dedicata ai giovani, alla scuola e alla responsabilità educativa della comunità. Scarpino: «Educare al digitale significa educare alla vita» Il Presidente del Corecom Calabria, Avv. Fulvio Scarpino, ha indicato il significato più profondo dell’iniziativa: il patentino digitale non è un punto di arrivo burocratico, ma il segno di una maturazione personale, culturale e civile.
«Quella di oggi — ha evidenziato Scarpino — è una giornata importantissima, perché rappresenta una pietra miliare nel lavoro che il Corecom Calabria sta portando avanti con i minori e con le scuole. Non abbiamo consegnato soltanto un patentino. Abbiamo accompagnato questi ragazzi in un cammino che li ha resi protagonisti, più consapevoli nell’uso dei social media, più attenti al rispetto di sé stessi e della dignità degli altri». Per Scarpino, il digitale non può essere trattato come un semplice ambiente tecnico. È ormai uno spazio reale della vita dei ragazzi, nel quale si formano identità, relazioni, reputazione, ferite, fragilità e opportunità. «Ogni messaggio, ogni immagine, ogni video, ogni parola pubblicata online produce conseguenze. La rete non è un mondo separato dalla vita. È vita. Per questo educare al digitale significa educare alla responsabilità, al limite, alla libertà, al rispetto. Significa insegnare ai ragazzi che dietro ogni profilo c’è una persona, dietro ogni schermo c’è una storia, dietro ogni offesa può esserci una ferita».
Il Presidente del Corecom Calabria ha poi sottolineato il carattere innovativo del progetto: la Calabria non si è limitata ad aderire al percorso nazionale del patentino digitale, ma lo ha arricchito con una dimensione ulteriore e decisiva, quella dell’educazione affettivo-relazionale. «La vera sfida non è soltanto spiegare ai ragazzi come si usa una piattaforma. La vera sfida è aiutarli a capire come si sta dentro una relazione, anche quando quella relazione passa da uno schermo. Il digitale può amplificare il bene o il male. Può costruire comunità o generare solitudine. Può diventare conoscenza o violenza. Dipende dalla coscienza con cui lo si abita». Scarpino ha quindi rivendicato il ruolo del Corecom Calabria come presidio educativo e istituzionale vicino ai territori.
«Il Corecom non può essere soltanto un organismo tecnico. Deve essere un ponte. Un ponte tra istituzioni e ragazzi, tra scuola e famiglie, tra innovazione e umanità. Il Corecom Academy Tour nasce da questa convinzione: non lasciare soli i giovani davanti alla complessità del digitale, ma camminare con loro, ascoltarli, formarli e renderli cittadini digitali consapevoli». Cirillo: «La Calabria laboratorio nazionale di innovazione educativa» Il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, On. Salvatore Cirillo, ha espresso forte apprezzamento per il lavoro svolto dal Corecom Calabria, sottolineando come il Corecom Academy Tour rappresenti una delle esperienze più avanzate nate in Calabria nel campo dell’educazione digitale. Cirillo ha evidenziato che la Calabria, attraverso il proprio Corecom, dimostra di poter essere prima in Italia nel proporre un modello educativo integrato, capace di unire patentino digitale, prevenzione dei rischi della rete, educazione affettivo-relazionale e responsabilità personale.
«Questa iniziativa — ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale — dimostra che la Calabria non deve essere raccontata soltanto attraverso le sue difficoltà. La Calabria è anche una terra capace di anticipare i cambiamenti, costruire buone pratiche e offrire al Paese modelli replicabili». Secondo Cirillo, il valore del progetto sta nella sua capacità di trasformare una funzione istituzionale in una presenza concreta dentro le scuole, accanto agli studenti, ai docenti e alle famiglie. Il Presidente ha rimarcato che il digitale non può essere affrontato solo con divieti o ammonimenti. Occorre una strategia educativa più ampia, fondata sulla responsabilità, sulla prevenzione, sulla consapevolezza e sulla costruzione di una vera comunità educante. «Non basta consegnare regole. Occorre formare coscienze. Non basta spiegare i rischi della rete. Occorre educare i giovani alla libertà responsabile, al rispetto della dignità propria e altrui, alla capacità di riconoscere il limite».
Cirillo ha quindi definito il Corecom Academy Tour un modello di innovazione istituzionale e sociale, capace di dare contenuto concreto alla tutela dei minori e alla media education. La consegna dei primi 150 patentini digitali non rappresenta soltanto un risultato numerico, ma il segno di una Calabria che sceglie di investire sui giovani e sulla qualità della loro presenza nel mondo digitale. Viscomi: «Un progetto pilota che può diventare modello per le altre regioni» Il Prof. Antonio Viscomi, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, ha ricordato l’adesione convinta dell’Ateneo alla proposta del Corecom Calabria. L’Università, ha evidenziato Viscomi, ha partecipato al progetto con grande convinzione, riconoscendone il valore scientifico, educativo e sociale. La collaborazione con il Corecom Calabria ha consentito di incontrare studenti, famiglie e docenti, realizzando un’opera di sensibilizzazione concreta e necessaria. «Questa partecipazione — ha sottolineato Viscomi — si è rivelata una grande ricchezza anche per l’Università stessa. Abbiamo incontrato i ragazzi, abbiamo incontrato le famiglie, abbiamo incontrato i docenti. Abbiamo contribuito a costruire un percorso che non si limita a parlare di digitale, ma prova a incidere realmente sulla formazione della persona». Per Viscomi, il dato più rilevante è che il progetto pilota nato in Calabria ha già assunto una proiezione più ampia. «Il Corecom Academy Tour è stato apprezzato dagli altri Corecom regionali proprio perché propone un modello esportabile. Dalla Calabria nasce una buona pratica che può essere replicata anche in altre regioni». Il Professore ha inoltre evidenziato che l’educazione digitale non può essere separata dalla dimensione emotiva e relazionale. La rete non è soltanto tecnologia. È ambiente sociale. È spazio di linguaggio, riconoscimento, conflitto, fragilità, appartenenza. Per questo, un percorso educativo realmente efficace deve tenere insieme competenze digitali, pensiero critico, responsabilità affettiva, rispetto dell’altro e capacità di comprendere le conseguenze dei propri comportamenti online. Mons. Nostro: «Dietro ogni profilo c’è una persona» Particolarmente significativo l’intervento di S.E. Mons. Attilio Nostro, Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e Presidente dell’Osservatorio Media e Minori del Corecom Calabria. Mons. Nostro ha definito la giornata una vera pietra miliare nel lavoro che il Corecom Calabria sta portando avanti con i minori e con le scuole. Il Vescovo ha posto l’accento sul protagonismo dei ragazzi, che non hanno semplicemente ricevuto un attestato, ma hanno concluso un cammino fondato sulla loro partecipazione, sulla loro capacità di mettersi in gioco e sulla loro crescita personale.
«Oggi — ha evidenziato Mons. Nostro — abbiamo regalato a questi ragazzi un momento molto proficuo. Loro si sono resi protagonisti di un cammino che sono riusciti a concludere basandosi sulle proprie forze». Il percorso, ha sottolineato, li ha aiutati a diventare più consapevoli nell’uso dei social media e più attenti al rispetto di sé stessi e della dignità altrui. Il punto centrale, secondo Mons. Nostro, è che educare al digitale significa educare alla relazione. Non si tratta soltanto di insegnare regole tecniche, ma di formare uno sguardo umano. «Dietro ogni profilo, ogni messaggio, ogni immagine, ogni parola pubblicata in rete, c’è sempre una persona. E quella persona merita rispetto».
Il Vescovo ha quindi richiamato il valore morale ed educativo del progetto: la tecnologia deve restare al servizio della persona e non trasformarsi in uno spazio di aggressione, isolamento o perdita di responsabilità. Mazza: «Una delle esperienze più significative del Corecom Calabria» Il Vicepresidente del Corecom Calabria, Mario Mazza, ha definito il Corecom Academy Tour una bellissima esperienza organizzata dal Corecom Calabria e capace di assumere rilievo nazionale. Mazza ha evidenziato che il progetto riguarda il patentino digitale, ma anche una formazione precisa e puntuale sull’uso corretto del digitale. L’aspetto più importante, ha sottolineato, è avere valorizzato non soltanto la competenza tecnologica, ma anche la dimensione affettivo-relazionale, fondamentale per i ragazzi e per i giovani. Il digitale, ha osservato Mazza, non può essere abitato senza responsabilità. Occorre educare i ragazzi al rispetto delle parole, delle immagini e dei comportamenti che assumono nello spazio virtuale. La scuola come comunità educante Il Dirigente scolastico Prof. Giuseppe Sangeniti ha rappresentato il ruolo decisivo della scuola nella riuscita del percorso. La consegna dei patentini digitali è anche il riconoscimento dell’impegno degli studenti, dei docenti e dell’intera comunità scolastica. La scuola, in questa prospettiva, diventa il luogo in cui la cittadinanza digitale non resta concetto astratto, ma diventa esperienza quotidiana, concreta, vissuta. Un modello che parte dalla Calabria e parla all’Italia Il Corecom Academy Tour dimostra che il digitale non si governa soltanto con norme, controlli o divieti. Si governa costruendo consapevolezza. Si governa educando alla responsabilità. Si governa ricostruendo una comunità educante capace di non lasciare soli i ragazzi davanti agli schermi. La forza del progetto calabrese sta proprio nell’avere compreso che la questione digitale non è soltanto tecnica. È educativa, culturale, sociale, emotiva, relazionale. Il patentino digitale diventa così qualcosa di più di un attestato: diventa il simbolo di una nuova cittadinanza, nella quale la competenza tecnologica si accompagna alla maturità personale, alla capacità critica e al rispetto dell’altro.
Con questa iniziativa, il Corecom Calabria, guidato dal Presidente Fulvio Scarpino, con il Vicepresidente Mario Mazza, insieme al Consiglio regionale della Calabria, all’Università Magna Graecia di Catanzaro, alla scuola, alla Chiesa e alle istituzioni locali, consegna al Paese un modello innovativo e replicabile. Un modello che non insegna soltanto a usare la rete. Insegna a restare umani dentro la rete. Da Pizzo parte il primo modello italiano che unisce patentino digitale ed educazione affettivo-relazionale: una Calabria che educa, innova e indica una strada nazionale per la tutela dei minori e la cittadinanza digitale.
Alla sede della Lega Navale di Reggio in scena lo spettacolo “Novecento. Il terzo gradino”
Il mare come confine dell’anima, la musica come respiro della scena, il teatro come luogo d’incontro e trasformazione. Sarà un’esperienza intensa e carica di suggestioni “Novecento. Il terzo gradino”, la messa in scena finale della Scuola di Formazione in Canto, Teatro e Arti Sceniche diretta da Caterina Verduci e Vincenzo Mercurio, in programma il 23 maggio alla Lega Navale di Pellaro.
Lo spettacolo, tratto dal celebre monologo teatrale “Novecento” di Alessandro Baricco, rappresenta il momento conclusivo del percorso formativo degli allievi e delle allieve della Scuola per l’anno 2025/2026. Un appuntamento che unisce recitazione, musica e movimento scenico in una narrazione evocativa, costruita attorno al simbolismo del “terzo gradino”, soglia metaforica tra ciò che è conosciuto e l’immensità dell’ignoto.
La scena ispirata al mondo di Baricco
La regia e la direzione artistica curate da Vincenzo Mercurio e Caterina Verduci pongono al centro la fusione tra musica e narrazione. La scenografia minimalista richiama la vastità del mare e l’atmosfera sospesa del transatlantico di Novecento, mentre il pianoforte diventa il cuore pulsante dell’intera rappresentazione.
Sul palco, i movimenti degli attori evocano la vita a bordo della nave, alternando momenti di intimità a quadri più spettacolari. L’obiettivo della regia è trasmettere la malinconia, il fascino e la suggestione di un’esistenza vissuta interamente tra le onde, sospesa tra desiderio di libertà e timore dell’infinito.
Il significato del “terzo gradino”
Nel monologo di Baricco, il terzo gradino assume un valore profondamente simbolico. Per il protagonista, cresciuto sul transatlantico e incapace di concepire la vita sulla terraferma, quel gradino rappresenta il limite tra una realtà controllabile e la vertigine di un mondo sconfinato.
Rinunciare a scendere significa scegliere la propria dimensione esistenziale, accettando che la libertà assoluta possa anche spaventare. Il “terzo gradino” diventa così metafora della paura e dello stupore che accompagnano ogni scelta decisiva, quando il coraggio e l’identità personale vengono messi alla prova.
Un percorso artistico condiviso
“L’esperienza scenica di fine anno rappresenta il culmine di un percorso fatto di studio, ricerca, scoperta e collaborazione. Sul palco si intrecciano emozioni autentiche, nate dall’impegno, dalla creatività e dalla crescita personale di ciascun allievo” affermano Caterina Verduci e Vincenzo Mercurio.
In Novecento, continuano, “ogni scena racconta un viaggio individuale e collettivo, mostrando non soltanto le competenze tecniche acquisite durante l’anno, ma anche il valore dell’esperienza di gruppo e del processo creativo condiviso. Lo spettacolo diventa così un momento di profonda connessione con il pubblico e un invito a riconoscere nel teatro e nelle arti sceniche strumenti di espressione, dialogo e trasformazione”.
“Il teatro è incontro”: la visione artistica
“Il teatro, il canto e la musica sono capaci di vivere nel dialogo costante tra chi crea e chi assiste. Ogni spettacolo nasce dall’incontro di voci, corpi, emozioni e sguardi, trasformando le differenze in un’esperienza comune. Gli allievi di ogni classe d’età si riconoscono in un patto silenzioso: condividere un frammento di vita, effimero ma intenso, in cui storie e sentimenti si intrecciano” evidenziano ancora Verduci e Mercurio, sottolineando il valore umano e collettivo dell’esperienza teatrale. Perché, concludono, “il teatro ci ricorda che l’incontro è il cuore dell’arte e della vita stessa”.
Il contributo dei musicisti e della danza
La messa in scena vedrà il contributo di importanti artisti e docenti che accompagneranno gli allievi durante la rappresentazione.
Le musiche di scena saranno affidate a Gian Bruno Meduri al pianoforte e a Demetrio Fortugno al clarinetto.
Parteciperà inoltre Daniele Ficara, docente e maestro di danza e arti marziali, che contribuirà alla costruzione del linguaggio corporeo e scenico dello spettacolo.
Appuntamento il 23 maggio alla Lega Navale
L’appuntamento con “Novecento. Il terzo gradino” è fissato per il 23 maggio alle ore 18:30 presso la Lega Navale Italiana – sezione Reggio Calabria Sud, sul Lungomare di Pellaro a Reggio Calabria.
L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: teatroproskenion@gmail.com.
Un appuntamento che promette di trasformare il palcoscenico in un mare di emozioni, dove musica, parole e corpi si incontrano per raccontare il coraggio di restare fedeli alla propria identità, anche davanti all’infinito.
Restituito alla Comunità, dopo un intervento di rigenerazione, lo storico Municipio di Pellaro
È stato riconsegnato alla comunità lo storico municipio di Pellaro, edificio simbolo della memoria collettiva del territorio, restituito alla comunità dopo un importante intervento di recupero e rigenerazione finanziato con fondi comunitari. Alla cerimonia erano presenti il sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria Domenico Battaglia, gli assessori Paolo Brunetti, Lucia Nucera e Carmelo Romeo, i consiglieri Giovanni Latella e Giuseppe Marino, oltre ad Antonio Ruvolo e tanti cittadini.
«È particolarmente emozionante vedere rinascere questo spazio che rappresenta un luogo dell’anima per la comunità – hanno evidenziato gli amministratori nei vari interventi che si sono susseguiti – il municipio di Pellaro, realizzato nel 1912 dopo la tragedia del terremoto e del maremoto del 1908. Un palazzo che ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni». L’edificio fu sede del Comune di Pellaro fino al 1928, anno della nascita della “Grande Reggio” durante il periodo fascista, diventando successivamente delegazione comunale. Nel corso degli anni ha ospitato numerosi servizi essenziali per la cittadinanza: dalla scuola al medico condotto, fino all’ufficio di collocamento.
«Nel 2014 – hanno ricordato gli amministratori – lo trovammo abbandonato a se stesso, stava cadendo a pezzi e non era agibile. Non avendo risorse di bilancio disponibili ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo presentato un progetto Pon Metro, poi Poc Metro, e ottenuto un finanziamento di oltre 600mila euro per rigenerarlo, ridargli vita e riconsegnarlo alle future generazioni affinché si conservasse la memoria storica di questo luogo. Il recupero dell’ex Municipio rappresenta un intervento di grande valore storico, culturale e sociale per l’intera comunità pellarese».
«La struttura diventerà infatti sede della circoscrizione e spazio di incontro e aggregazione per il territorio. Restituire alla comunità pellarese questa meravigliosa sede significa restituire identità e memoria – ha concluso Battaglia – il municipio ha assolto a moltissime funzioni ed è uno storico punto di riferimento per la comunità».