Tutto pronto dall’altro lato dello Stretto per l’arrivo del Tezenis Summer Festival, realizzato in collaborazione con Radio 105, nell’ambito di un progetto che vede le due aziende protagoniste di questa estate 2023 con un calendario di eventi che prenderà il via domani 9 giugno da Rimini.
Messina ospiterà l’evento completamente gratuito il prossimo venerdì 16 giugno, nel cuore del centro storico della città: sarà infatti Piazza Duomo ad accogliere il palco e i tantissimi spettatori attesi. L’evento, promosso dall’Amministrazione omunale nell’ambito del piano promozionale e di comunicazione Messina Città della Musica e degli Eventi, “sarà l’occasione per animare il cuore del centro storico della città con una serata di grande musica e spettacolo a ingresso gratuito, con grandi nomi per quello che si preannuncia un evento di grande livello, come sottolineato dal sindaco peloritano Basile.
A condurre la serata, a partire dalle ore 20, saranno Mariasole Pollio e Rebecca Staffelli, le due amate conduttrici di Radio 105, che presenteranno le esibizioni degli artisti: Alvaro de Luna, Ana Mena, Annalisa, Ava, Anna & Capo Plaza, Benji + Finley, Berna, Biondo & Astol, Colapesce Dimartino, Elettra Lamborgini, Emma, Federica, Il Pagante, Il Tre, Irama, Leo Gassman, Lorenzo Fragola & Mameli, Mr. Rain, Myss Keta, Piccolo G, Rkomi, Rocco Hunt, Rosa Chemical, Rose Villain, Silent Bob & Sick Budd, Wax. Il programma della serata, trasmessa in diretta su Radio 105, Radio 105 TV (canale 66 del digitale terrestre), app e live sui social di Radio 105, prevede in apertura un dj-set firmato Radio 105.
Chiara Cucinotta
Sono appena arrivati al porto di Reggio Calabria, accompagnati dalla nave Diciotti della Guardia Costiera, altri 500 migranti. Secondo la Prefettura, sarebbero tutti uomini, provenienti da Siria ed Egitto, ora in attesa di effettuare i controlli di routine prima di essere spostati all‘hub di Gallico per poi essere trasferiti in altre zone d’Italia.
Sempre questa mattina, al molo Norimberga di Messina, altri 200 migranti sono arrivati a bordo della nave Diciotti della Capitaneria di porto. I migranti sono stati recuperati a 150 miglia a largo di Reggio Calabria e sono di nazionalità pakistana, bangladese e siriana. Ad attenderli il sistema di accoglienza, coordinato dalla prefettura di Messina, in cui operano Capitaneria di porto, Autorità di sistema portuale dello Stretto, Comune di Messina, Forze dell’ordine, Usmaf, Asp, Croce rossa italiana, Unhcr, associazioni di volontariato. I migranti sono stati condotti all’hotspot di contrada Bisconte.
Nuovo arrivo ieri sera a Roccella Ionica: si tocca quota 16 sbarchi solo nel 2023
Di ieri sera, invece, un nuovo sbarco a Roccella Ionica: questa volta si tratta di un gruppo di 86 migranti, condotti in porto con due unità della Guardia costiera. I migranti, tutti di sesso maschile tra cui alcuni minori non accompagnati, erano stati intercettati a circa 70 miglia dalla costa mentre viaggiavano a bordo di due motopescherecci. Sulle due imbarcazioni c’erano complessivamente quasi 600 migranti, tra cui quelli condotti stamattina sulle due rive dello Stretto.
I migranti giunti a Roccella sono in gran parte egiziani e siriani, oltre ad alcuni indiani, tutti in buone condizioni fisiche. I due motopescherecci sul quale viaggiavano erano partiti dal porto di Tobruch, in Libia, alcuni giorni fa. Arrivano così a 16 gli sbarchi di migranti nel porto di Roccella nel corso di quest’ anno, per un totale di circa 2.500 persone.
Quasi 1500 persone recuperate dalla Guardia Costiera in poche ore
Sono giorni di duro lavoro per la Guardia costiera che in poche ore ha recuperato quasi 1.500 persone nel mare Jonio. Nello specifico, nella notte tra il 5 e il 6 giugno – a seguito di avvistamento aereo Frontex – due motovedette, rispettivamente provenienti da Roccella Ionica e Catania, con la collaborazione di un pattugliatore Frontex, sono intervenute per trarre in salvo circa 590 persone presenti a bordo di un peschereccio a 52 miglia da Crotone. I migranti sono stati in seguito trasbordati sulla nave Diciotti della Guardia costiera. La stessa Diciotti è stata successivamente impegnata nelle attività di soccorso di un secondo peschereccio con circa 650 migranti a bordo. Le attività si sono svolte con il supporto della nave di Frontex “MAI 1107”, di due motovedette della Guardia Costiera, nonché di un mercantile presente in zona. Durante le prime ore del mattino di ieri, una motovedetta della Guardia Costiera di Crotone ha tratto in salvo i 47 migranti presenti a bordo di una barca a vela in difficoltà. Tra questi, due bambini che necessitavano di immediate cure mediche. Concluse questa notte, invece, le operazioni di soccorso di circa 130 migranti presenti a bordo di un barchino in difficoltà a 117 miglia da Capo Rizzuto, segnalato anche da Alarm Phone, su cui sono intervenute la motovedetta della Guardia costiera di Crotone e un’unità navale della Guardia di Finanza.
L’incidente si è verificato poco fa tra via San Francesco da Paola e via XXI agosto e ha coinvolto un’Audi A3 e una Mazda. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e dell’ambulanza. Già accertato un decesso.
Si tratterebbe di un uomo di 75 anni morto sul colpo, dopo essere stato colpito violentemente sul cofano mentre transitava sulla via San Francesco da Paola. Lo scontro ha ribaltato l’auto facendola sbattere contro un muretto. Nemmeno lo scoppio dell’airbag è riuscito a salvargli la vita.
Rimasto illeso il conducente dell’Audi, un giovane ventitreenne.
Sono bastate poche ore perché il video girato all’interno dell’ospedale di Lamezia Terme facesse il giro del web, tra piattaforme social e chat: nella clip, vengono mostrati due cani randagi che, indisturbati, vagano per la struttura sanitaria, salendo le scale e raggiungendo i reparti. Gli animali sarebbero stati poi allontanati dall’Ospedale, ma il breve episodio è bastato a far scoppiare sia l’ironia che le polemiche.
Il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, generale Antonio Battistini, si è detto senza parole e ha assicurato di essersi recato subito sul posto per accertare le responsabilità di quanto accaduto e verificare le possibili dinamiche di una vicenda inaccettabile quanto surreale. Da primissimi riscontri, dice Battistini, sembra che i due cani siano entrati da una porta lasciata aperta dal personale che si avvicendava per i turni di notte. Una disattenzione inaccettabile, che non doveva verificarsi. Il problema però sarebbe più vasto: nell’area verde dell’ospedale risiederebbe da anni una colonia di randagi, che il Comune di Lamezia Terme, nonostante innumerevoli segnalazioni, non avrebbe mai inteso rimuovere, probabilmente per mancanza di luoghi nei quali collocare i cani.
Senza l’aiuto dei Comuni, prosegue il Commissario, diventa tutto davvero troppo complicato. Dallo stesso Battistini è stata avviata anche una verifica dei sistemi di sicurezza, perché le porte di un ospedale non possono restare aperte senza alcun motivo. Questo pomeriggio, invece, l’incontro tra il Commissario Battistini e il sindaco di Lamezia per effettuare una ricognizione dei canili privati nei quali collocare i cani catturati.
2 giugno 2023: ricorre oggi il 77° Anniversario della proclamazione della Repubblica e per celebrare al meglio la ricorrenza, Reggio Calabria ha ospitato una serie di eventi celebrativi. Questi hanno avuto inizio questa mattina, alle ore 9:00 in Piazza Sant’Agostino, da cui è partito il defilamento delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, fino a giungere a Piazza Italia, con al seguito la Banda Musicale di Mosorrofa.
Alle 10:30, invece, alla presenza delle Autorità Civili, Militari e Religiose, si è tenuta la cerimonia dell’Alzabandiera presso il Monumento ai Caduti, sito sul Corso Vittorio Emanuele III, cui è seguita la deposizione della Corona di alloro e la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica da parte del Prefetto di Reggio Calabria.
In chiusura, la cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e delle Medaglie d’Onore per i cittadini italiani deportati nei lager nazisti nella Seconda Guerra Mondiale. Sono stati ben 21 gli insigniti dell’importante onorificenza:
- Del Core Antonella Commendatore OMRI
- Borruto Salvatore Cavaliere OMRI
- Calabrese Anna Giulia Cavaliere OMRI
- Caratozzolo Francesco Cavaliere OMRI
- Cristiano Giovanni Cavaliere OMRI
- Pistarà Angelo Cavaliere OMRI
- Quartuccio Giovanna Elisa Cavaliere OMRI
- Scopelliti Rita Cavaliere OMRI
- Tallarita Anna Luana Cavaliere OMRI
- Mollica Renato Cavaliere OMRI
- Monoriti Agostino Cavaliere OMRI
- Muià Antonio Cavaliere OMRI
- Spanò Domenico Rocco Cavaliere OMRI
- Triolo Domenico Cavaliere OMRI
- Scalise Angelo Cavaliere OMRI
- Tarsella Giuseppe Cavaliere OMRI
- Gullì Pasquale Medaglia d’Onore
- Speranza Enrico Medaglia d’Onore
- Custureri Filippo Medaglia d’Onore
- Bianchi Cristoforo Medaglia d’Onore
- Bellissimo Michelangelo Medaglia d’Onore
Gli auguri del Presidente del Consiglio Regionale Filippo Mancuso
“Il 2 giugno, come ogni anno, ci ricorda quanto sia fondamentale per tutti i livelli istituzionali, politici, economici, sociali e culturali, intensificare l’impegno per irrobustire l’unità nazionale attorno ai simboli della Repubblica e i valori costituzionali. Abbiamo urgenza – afferma il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso – di concretizzare quei processi di sviluppo che diano opportunità ai nostri giovani e ne valorizzino le competenze, restituendogli il diritto al futuro. In questa fase geopolitica di grandi trasformazioni e con una drammatica guerra in corso, è decisivo, per il Paese e l’Europa, affrontare uniti le sfide della pace nel mondo, della lotta al cambiamento climatico, della transizione ecologica e digitale e dell’inclusione sociale, per ridurre povertà e diseguaglianze che vanificano più diritti costituzionali”.
Nessuna rassegnazione sui tragici fatti di Cutro del 26 febbraio: i carabinieri, su disposizione della procura di Crotone, hanno condotto nel pomeriggio di ieri una serie di operazioni di riscontro presso le sedi della Guardia di finanza e della Guardia costiera, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità per i presunti ritardi nei soccorsi al barcone che poi si spezzò, a causa della forza del mare, a poche decine di metri dalla riva, provocando la morte di 94 persone ed un numero imprecisato di dispersi.
Le indagini hanno portato così all’iscrizione nel registro degli indagati di sei persone: il tenente colonnello Alberto Lippolis, comandante del Roan di Vibo Valentia della Guardia di Finanza; Antonino Lopresti, dello stesso Roan, operatore di turno la notte del naufragio, e il colonnello Nicolino Vardaro, comandante del Gruppo aeronavale di Taranto. Ai tre militari è stato notificato il decreto di perquisizione emesso dalla Procura. Lo stesso provvedimento, inoltre, è stato notificato ad altre tre persone i cui nomi, però, sono stati omissati.
Lo scopo dell’inchiesta era quello di accertare i motivi del mancato intervento in soccorso dei migranti e se sia stata rispettata la normativa che imponeva, comunque, un intervento a prescindere dalle singole competenze e responsabilità. In questo senso, tra l’altro, in base a quanto stabilisce la legge, non si sono possono fare distinzioni tra operazione di salvataggio e operazione di polizia. La notte in cui fu avvistato il barcone, il relativo intervento fu gestito come operazione di polizia e non fu dichiarato l’evento Sar, e cioè di ricerca e soccorso. In quell’occasione intervenne soltanto la Guardia di finanza, due unità navali uscirono in mare senza però riuscire ad individuare l’imbarcazione. Dalla mezzanotte scorsa, intanto, sono ripresi gli sbarchi di migranti a Lampedusa. Se ne sono registrati in tutto dieci, con l’arrivo, complessivamente, di 355 persone.
Morire a 19 anni in gita scolastica: il tipo di storia che nessuno vorrebbe mai raccontare
Morire a diciannove anni. Morire in gita scolastica. Morire per una fatalità.
Sono notizie che non si vorrebbero mai dare, epiloghi a storie improvvisamente rivolte alla tragedia. Eppure, bisogna raccontarle, come un piccolo contributo nella lotta al destino ignoto e avverso. E questa volta, la storia ha toccato la Calabria, Reggio Calabria. Denise, una giovane e bellissima ragazza di 19 anni, è stata strappata alla vita da una corrente imprevista sul fiume Lao, sul quale si trovava per fare rafting assieme ad altri compagni di classe. Una gita scolastica come tante, nella stessa regione, per concludere un percorso scolastico fatto di fatica e sacrifici, presso il liceo Rechichi di Polistena.
Eppure, quella che doveva essere un’esperienza formativa improntata sullo svago, rimarrà per sempre uno dei ricordi peggiori. L’acqua era calma, racconta una delle compagne della ragazza. Poi all’improvviso è cambiato tutto: in pochi minuti, il gommone che si scontra con i massi, il fiume che si ingrossa dalle piogge di questi giorni sul Pollino, i ragazzi catapultati in acqua. “Pensavo di morire, poi qualcuno è riuscito ad agganciarmi portandomi a riva. Vicino a me ho visto il caschetto che indossava Denise. Ho visto la morte con gli occhi, sono rinata ieri”, racconta la ragazza.
I compagni di Denise speravano di poterla riabbracciare, ma la ragazza secondo le prime ricostruzioni probabilmente è stata sopraffatta dalla forza del fiume, che l’ha spinta sul fondo, impedendole la risalita.
Ci sono volute circa 24 ore perché i sommozzatori dei vigili del fuoco ritrovassero il corpo di Denise, sott’acqua, poco distante dal luogo dell’incidente. Sulla riva, il padre della giovane attendeva di riabbracciarla. Sul corpo adesso è stata disposta l’autopsia.
“Nessuno di noi poteva immaginare che una visita guidata, in un percorso presentato come sicuro e affidabile, con il conforto di esperienze pregresse, potesse avere conseguenze così drammatiche”. Queste le parole di Francesca Maria Morabito, dirigente del liceo statale “Giuseppe Rechichi” di Polistena.
Ma è l’ufficio scolastico della Regione Calabria a dare il giusto epilogo: “Non c’è modo di alleggerire le responsabilità collettive, poiché quella morte colpisce in maniera indelebile le coscienze. Non vi è alcuna argomentazione in grado di sollevare dallo stato di dolore profondo che in questo triste momento avvolge tutti in un abbraccio freddo e muto“.
“Fatalità, ha il tuo destino in mano. Fatalità, la trovi sulla tua via”. Così cantava il poeta Gringoire nel musical internazionale Notre Dame de Paris. “Fatalità: la vita la devi a lei”.
E di fatto, questo è stato il triste destino di Denise: una fatalità che le ha strappato la vita dalle mani. Evitabile o meno, questo spetterà alle autorità competenti stabilirlo. Ciò che resta per certo è che nessuno potrà restituire quello che è stato preso, e ciò che resta è solo una profonda angoscia e un senso di incredulità che difficilmente potrà mai placarsi.
Truffe a istituti bancari: condannato il titolare di una società reggina
Il titolare di una società di intermediazione finanziaria con sede a Reggio Calabria, la “M3”, Santo Alfonso Martorano, di 66 anni, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe ai danni di alcuni istituti bancari.
La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, presieduto da Greta Iori. Condannate anche la moglie e la figlia di Martorano, Antonina Maesano, di 65 anni, e Carmen Miriam Martorano, di 34, che gestivano insieme a lui la società di intermediazione finanziaria, alle quali sono stati comminati, rispettivamente, 4 anni e 6 mesi e 1 anno e 6 mesi di reclusione. Sono stati assolti, invece, un altro figlio di Martorano, Lorenzo Antonio, di 31 anni; Francesco Malara, di 56 anni, ex direttore della filiale 2 di Reggio Calabria del Monte dei Paschi di Siena; Fortunata Mandica, di 46 anni, legale rappresentante della società “M3, e Francesco Araniti, di 49 anni, legale rappresentante della “Tutela Ambientale Srl”, società utilizzata da Martorano, secondo l’accusa, per mettere in atto le truffe. Secondo l’accusa, Martorano, avrebbe sfruttato apposite convenzioni sottoscritte con alcuni istituti bancari, e in particolare con Banca Antonveneta successivamente incorporata dal Monte dei Paschi di Siena, appropriandosi indebitamente, con artifizi e raggiri, di ingenti somme di denaro. In particolare Martorano, secondo quanto è detto nel capo d’imputazione, “ha pianificato, organizzato e diretto operazioni economiche illecite finalizzate a conseguire l’ingiusto profitto rappresentato dall’inesecuzione fraudolenta degli obblighi previsti dal contratto”. Milioni di euro che sono stati reimpiegati, sempre a detta dell’accusa, “in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, gestite da imprese compiacenti o riconducibili alla stessa famiglia Martorano”. L’intermediatore finanziario è stato anche condannato a risarcire i danni al Monte dei Paschi di Siena, costituitosi parte civile nel processo.
“Certamente siamo in presenza di una sentenza eccessiva ed è chiaro che bisognerà attendere le motivazioni per esprimere delle valutazioni”. Lo afferma l’intermediatore finanziario Santo Alfonso Martorano, in una dichiarazione resa nota dal suo difensore, l’avvocato Giampaolo Catanzariti, in relazione alla condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione comminatagli dal Tribunale di Reggio Calabria per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe ai danni di alcuni istituti bancari. “Rimane il convincimento – aggiunge Martorano – di avere sempre operato con correttezza e professionalità, così come rimane immutata la stima e la fiducia nei confronti di avvocati, consulenti e della magistratura”. Secondo lo stesso avvocato Catanzariti, “il dispositivo di sentenza sembra esprimere una visione parziale anche per quanto ricostruito in dibattimento. Leggeremo le motivazioni della decisione non appena sarà depositata, affrontando il secondo grado di giudizio con la determinazione che può derivarci dalla fiducia nella non colpevolezza dei nostri assistiti”. (ANSA)
Un uomo è morto a Reggio Calabria dopo essere stato travolto da un albero crollato per il forte vento. L’incidente è avvenuto pochi minuti fa in via San Giuseppe, nel quartiere Gebbione, nella zona sud della città. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco. Presenti anche i medici del 118 e la polizia. Secondo quanto si è appreso, l’uomo stava passeggiando con il proprio cane quando è stato travolto dall’albero. L’ondata di maltempo che sta interessando la Calabria – per la quale è in atto l’allerta arancione su quasi tutta la regione – a Reggio ha portato forti raffiche di vento.
È stato un pomeriggio ricco di dibattiti quello di ieri nell’Aula della Camera dei deputati: al centro della discussione generale, il decreto legge per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Come prevedibile, l’aula si è subito divisa in due fazioni, con gli esponenti della maggioranza davvero entusiasti dello svolgimento dell’iter sempre più rapido, per un Progetto Ponte mai stato così vicino alla realizzazione.
Dall’altro, una altrettanto compatta opposizione, che non ha mancato di sottolineare incertezze e zone d’ombra che avranno certamente un peso al momento della votazione, fissata per martedì 16 maggio, dopo il già annunciato accordo di fiducia sul testo del Decreto Ponte, che avverrà lunedì 15. La votazione slitterà per consentire il completamento degli scrutini delle elezioni amministrative in programma per il prossimo fine settimana.
Tornando al dibattito, aperto dalla relazione del deputato azzurro Francesco Battistoni, sarebbero principalmente due le novità più interessanti del decreto: da una parte, la massiccia semplificazione degli iter realizzativi dell’opera compreso il completamento dell’A14 (Palermo-Catania), dall’altro il significativo aumento dei controlli sulla repressione delle infiltrazioni mafiose, le modalità esecutive e di tutela della finanza pubblica riconoscendo al Mef la quota di maggioranza nell’assetto societario fino a rendere strutturali le misure a tutela dell’ambiente e del territorio.
Caro dei materiali e aumento dei costi previsti: i dubbi dell’opposizione
Proprio dalla posizione del Ministero dell’economia e delle finanze, tuttavia, parte la risposta dell’opposizione: secondo il Mef, non sarebbero attualmente disponibili i fondi per la copertura dell’opera, anche per via di un caro dei materiali che ha portato a un incremento dei costi previsti dagli 8,5 miliardi del 2011 ai 13,5 miliardi odierni, nonostante il progetto non abbia subito modifiche. Importo a cui andrebbero aggiunti gli oneri finanziari e quelli legati all’adeguamento del progetto esecutivo alle prescrizioni di sicurezza e ambientali, per una stima che supererebbe i 15 miliardi. Cifre significative per le casse dello Stato e che facilmente si teme possano far gola a tanti.
A rispondere in merito, il deputato e vice ministro al Mit Edoardo Rixi nel suo intervento in aula alla Camera dopo il via libera libera delle commissioni riunite Ambiente e Trasporti e il parere favorevole della commissione Bilancio: “Con la costruzione del Ponte sullo Stretto dimostreremo, ancora una volta, che il nostro è un grande Paese. Abbiamo i migliori ingegneri e aziende che realizzano opere incredibili in tutto il mondo. Dimostreremo che l’Italia sa sorprendere il mondo con la sua capacità del saper fare, cancellando l’ideologia del ‘non fare’ della politica Pd e M5S. La criminalità va contrastata con gli opportuni strumenti, ma non può essere sempre la scusa per fermare le opere al Sud. Il ponte risolverà alla radice il problema della continuità territoriale, collegherà l’Europa a Catania e Palermo con la prosecuzione dell’alta velocità ferroviaria. Il mondo guarderà l’Italia – e soprattutto il Mezzogiorno – con occhi diversi. Sarà il simbolo del nostro Paese che tornerà centrale nel Mediterraneo“.
Morassut (Commissione Trasporti): “Il Ponte sullo Stretto? Una macchina mangia-soldi”
“Il Ponte sullo Stretto si delinea come una macchina mangia-soldi, basti pensare che il decreto prevede una variazione dei costi dell’opera che potrà arrivare a circa 14 miliardi di euro, con la possibilità di ulteriori compensazioni che non si sa fino a quando e fino a dove faranno lievitare costi“. Così il vicepresidente della Commissione Trasporti, Roberto Morassut, intervistato da Radio Radicale. “È inoltre previsto un ‘gettone d’oro’ di 250mila euro l’anno per i membri del Consiglio d’Amministrazione – continua il deputato del Partito Democratico – che sarà erogato prima ancora che il progetto prenda corpo: una cosa che non sta né in cielo né in terra che il Partito Democratico ha provato a contrastare in totale solitudine. A questo proposito mi ha sorpreso l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle, che su questa operazione si è dimenticato di essere il partito anti-casta”.
Una campagna informativa dedicata ai territori interessati
Mentre l’opposizione fa presente questi aspetti ancora da acclarare, lo stesso Battistoni informa riguardo un’ulteriore novità: c’è la scelta di promuovere una ampia campagna di comunicazione su base annuale per consentire ai territori interessati all’opera, ai cittadini, alle amministrazioni locali e agli enti di prossimità di conoscere in profondità gli iter del progetto e di controllare che l’opera ingegneristica più importante dell’Italia, si realizzi secondo le modalità e le procedure concordate nel rispetto di tutti. Questo per assicurare la maggior trasparenza possibile dell’opera, il cui carattere strategico è stato riconosciuto per la prima volta nel 2001, nel quadro della legge obiettivo del Governo Berlusconi.
Pisano: “Una grande opportunità non solo per la Sicilia ma per l’Italia tutta”
“Il decreto sul Ponte sullo Stretto rappresenta una vera e propria opportunità non solo per i cittadini siciliani, ma per l’Italia tutta, atteso da 52 anni tra vane promesse ed interruzioni immotivate“. Lo ha detto il deputato di Noi Moderati Calogero Pisano nella sua dichiarazione di voto sulla conversione del decreto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. “Il Ponte che collegherà la Calabria alla Sicilia rappresenta una necessità per tutti i comparti: per turismo nel 2022 sono arrivati in auto 14 milioni 700 mila turisti; il settore industriale siciliano esporta merci per un valore complessivo di circa 4 miliardi e mezzo; sono 5 mila ogni giorno i pendolari tra la Sicilia e la Calabria che impiegano circa 60 minuti di viaggio oltre alle procedure di imbarco e sbarco, tempo che si ridurrebbe ad appena 15 minuti di percorrenza. E poi ci sono tutte le opere collaterali: penso alla mia Agrigento, nominata Capitale della Cultura italiana per il 2025; penso a quella data con felicità e con speranza, nella realizzazione di collegamenti che permettano ai visitatori di giungere ad Agrigento, in modo veloce ed agevole: treni ad alta velocità, nuove autostrade, e la creazione di un aeroporto ad Agrigento tale da farlo diventare strategico. Guardiamo in maniera favorevole a questo decreto e lavoriamo ancora di più per ridare dignità alla Sicilia“, conclude.
I sindaci reggini: “Parlamentari attenti al nostro territorio”
“Il Decreto Ponte va avanti spedito. E, grazie a parlamentari attenti al nostro territorio, va avanti anche con un occhio di riguardo alle realtà locali che, molto probabilmente, verrebbero altrimenti bypassate o comunque non tenute in grande considerazione, come invece sta accadendo.” A dirlo sono i Sindaci Domenico Romeo (Comune di Calanna), Michele Spadaro (Comune di Laganadi), Antonino Micari (Comune di San Roberto), Stefano Calabrò (Comune di Sant’Alessio) e Vincenzo Bellè (Comune di Fiumara), intervenendo a proposito delle ultime novità di Governo strettamente connesse all’Area dello Stretto, che riguardano il Decreto “Disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria”, più semplicemente ribattezzato “Decreto Ponte” appunto. “I nostri Comuni saranno quelli maggiormente interessati dalla grande costruzione e dalle opere complementari. Pertanto, è fondamentale che qualcuno pensi con cognizione di causa a tutte le ricadute che avremo da queste parti, tentando al contempo di strappare qualche buon risultato per ottenere migliorie per tutto il contesto dell’Area dello Stretto. Riteniamo che gli emendamenti al Decreto Ponte che portano la firma dell’Onorevole Francesco Cannizzaro vadano proprio in questa direzione. In particolare quello approvato ieri, che darà man forte all’Autorità di Sistema portuale dello Stretto affinché intervenga sui porti di zona, quindi Reggio Calabria, Villa San Giovanni ed anche Saline Joniche. Il Ponte ci sarà, è solo questione di tempo; quindi non possiamo permetterci di restare inermi e passivi dinnanzi ad una svolta epica. Come Area dello Stretto – scrivono ancora i Sindaci – dobbiamo arrivare pronti dal punto di vista infrastrutturale e della mobilità. In questo senso, i porti vicini al Ponte saranno fondamentali per una serie di aspetti: in primis quello dei trasporti alternativi, ma non meno importanti la logistica ed il turismo, quindi in chiave economica. Chi non riesce a leggere tra le righe vuol dire che non comprende fino in fondo cosa voglia dire la costruzione del Ponte e cosa porterà con sé. Il nostro Deputato di riferimento non solo lo ha capito, ma ha capito quanto importante sia poter essere all’interno di determinate dinamiche connesse al Ponte, da cui trarre vantaggi e non le solite lamentele da benaltrismo che portano solo stallo e inerzia.”