Un uomo è morto a Reggio Calabria dopo essere stato travolto da un albero crollato per il forte vento. L’incidente è avvenuto pochi minuti fa in via San Giuseppe, nel quartiere Gebbione, nella zona sud della città. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco. Presenti anche i medici del 118 e la polizia. Secondo quanto si è appreso, l’uomo stava passeggiando con il proprio cane quando è stato travolto dall’albero. L’ondata di maltempo che sta interessando la Calabria – per la quale è in atto l’allerta arancione su quasi tutta la regione – a Reggio ha portato forti raffiche di vento.
Chiara Cucinotta
È stato un pomeriggio ricco di dibattiti quello di ieri nell’Aula della Camera dei deputati: al centro della discussione generale, il decreto legge per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Come prevedibile, l’aula si è subito divisa in due fazioni, con gli esponenti della maggioranza davvero entusiasti dello svolgimento dell’iter sempre più rapido, per un Progetto Ponte mai stato così vicino alla realizzazione.
Dall’altro, una altrettanto compatta opposizione, che non ha mancato di sottolineare incertezze e zone d’ombra che avranno certamente un peso al momento della votazione, fissata per martedì 16 maggio, dopo il già annunciato accordo di fiducia sul testo del Decreto Ponte, che avverrà lunedì 15. La votazione slitterà per consentire il completamento degli scrutini delle elezioni amministrative in programma per il prossimo fine settimana.
Tornando al dibattito, aperto dalla relazione del deputato azzurro Francesco Battistoni, sarebbero principalmente due le novità più interessanti del decreto: da una parte, la massiccia semplificazione degli iter realizzativi dell’opera compreso il completamento dell’A14 (Palermo-Catania), dall’altro il significativo aumento dei controlli sulla repressione delle infiltrazioni mafiose, le modalità esecutive e di tutela della finanza pubblica riconoscendo al Mef la quota di maggioranza nell’assetto societario fino a rendere strutturali le misure a tutela dell’ambiente e del territorio.
Caro dei materiali e aumento dei costi previsti: i dubbi dell’opposizione
Proprio dalla posizione del Ministero dell’economia e delle finanze, tuttavia, parte la risposta dell’opposizione: secondo il Mef, non sarebbero attualmente disponibili i fondi per la copertura dell’opera, anche per via di un caro dei materiali che ha portato a un incremento dei costi previsti dagli 8,5 miliardi del 2011 ai 13,5 miliardi odierni, nonostante il progetto non abbia subito modifiche. Importo a cui andrebbero aggiunti gli oneri finanziari e quelli legati all’adeguamento del progetto esecutivo alle prescrizioni di sicurezza e ambientali, per una stima che supererebbe i 15 miliardi. Cifre significative per le casse dello Stato e che facilmente si teme possano far gola a tanti.
A rispondere in merito, il deputato e vice ministro al Mit Edoardo Rixi nel suo intervento in aula alla Camera dopo il via libera libera delle commissioni riunite Ambiente e Trasporti e il parere favorevole della commissione Bilancio: “Con la costruzione del Ponte sullo Stretto dimostreremo, ancora una volta, che il nostro è un grande Paese. Abbiamo i migliori ingegneri e aziende che realizzano opere incredibili in tutto il mondo. Dimostreremo che l’Italia sa sorprendere il mondo con la sua capacità del saper fare, cancellando l’ideologia del ‘non fare’ della politica Pd e M5S. La criminalità va contrastata con gli opportuni strumenti, ma non può essere sempre la scusa per fermare le opere al Sud. Il ponte risolverà alla radice il problema della continuità territoriale, collegherà l’Europa a Catania e Palermo con la prosecuzione dell’alta velocità ferroviaria. Il mondo guarderà l’Italia – e soprattutto il Mezzogiorno – con occhi diversi. Sarà il simbolo del nostro Paese che tornerà centrale nel Mediterraneo“.
Morassut (Commissione Trasporti): “Il Ponte sullo Stretto? Una macchina mangia-soldi”
“Il Ponte sullo Stretto si delinea come una macchina mangia-soldi, basti pensare che il decreto prevede una variazione dei costi dell’opera che potrà arrivare a circa 14 miliardi di euro, con la possibilità di ulteriori compensazioni che non si sa fino a quando e fino a dove faranno lievitare costi“. Così il vicepresidente della Commissione Trasporti, Roberto Morassut, intervistato da Radio Radicale. “È inoltre previsto un ‘gettone d’oro’ di 250mila euro l’anno per i membri del Consiglio d’Amministrazione – continua il deputato del Partito Democratico – che sarà erogato prima ancora che il progetto prenda corpo: una cosa che non sta né in cielo né in terra che il Partito Democratico ha provato a contrastare in totale solitudine. A questo proposito mi ha sorpreso l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle, che su questa operazione si è dimenticato di essere il partito anti-casta”.
Una campagna informativa dedicata ai territori interessati
Mentre l’opposizione fa presente questi aspetti ancora da acclarare, lo stesso Battistoni informa riguardo un’ulteriore novità: c’è la scelta di promuovere una ampia campagna di comunicazione su base annuale per consentire ai territori interessati all’opera, ai cittadini, alle amministrazioni locali e agli enti di prossimità di conoscere in profondità gli iter del progetto e di controllare che l’opera ingegneristica più importante dell’Italia, si realizzi secondo le modalità e le procedure concordate nel rispetto di tutti. Questo per assicurare la maggior trasparenza possibile dell’opera, il cui carattere strategico è stato riconosciuto per la prima volta nel 2001, nel quadro della legge obiettivo del Governo Berlusconi.
Pisano: “Una grande opportunità non solo per la Sicilia ma per l’Italia tutta”
“Il decreto sul Ponte sullo Stretto rappresenta una vera e propria opportunità non solo per i cittadini siciliani, ma per l’Italia tutta, atteso da 52 anni tra vane promesse ed interruzioni immotivate“. Lo ha detto il deputato di Noi Moderati Calogero Pisano nella sua dichiarazione di voto sulla conversione del decreto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. “Il Ponte che collegherà la Calabria alla Sicilia rappresenta una necessità per tutti i comparti: per turismo nel 2022 sono arrivati in auto 14 milioni 700 mila turisti; il settore industriale siciliano esporta merci per un valore complessivo di circa 4 miliardi e mezzo; sono 5 mila ogni giorno i pendolari tra la Sicilia e la Calabria che impiegano circa 60 minuti di viaggio oltre alle procedure di imbarco e sbarco, tempo che si ridurrebbe ad appena 15 minuti di percorrenza. E poi ci sono tutte le opere collaterali: penso alla mia Agrigento, nominata Capitale della Cultura italiana per il 2025; penso a quella data con felicità e con speranza, nella realizzazione di collegamenti che permettano ai visitatori di giungere ad Agrigento, in modo veloce ed agevole: treni ad alta velocità, nuove autostrade, e la creazione di un aeroporto ad Agrigento tale da farlo diventare strategico. Guardiamo in maniera favorevole a questo decreto e lavoriamo ancora di più per ridare dignità alla Sicilia“, conclude.
I sindaci reggini: “Parlamentari attenti al nostro territorio”
“Il Decreto Ponte va avanti spedito. E, grazie a parlamentari attenti al nostro territorio, va avanti anche con un occhio di riguardo alle realtà locali che, molto probabilmente, verrebbero altrimenti bypassate o comunque non tenute in grande considerazione, come invece sta accadendo.” A dirlo sono i Sindaci Domenico Romeo (Comune di Calanna), Michele Spadaro (Comune di Laganadi), Antonino Micari (Comune di San Roberto), Stefano Calabrò (Comune di Sant’Alessio) e Vincenzo Bellè (Comune di Fiumara), intervenendo a proposito delle ultime novità di Governo strettamente connesse all’Area dello Stretto, che riguardano il Decreto “Disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria”, più semplicemente ribattezzato “Decreto Ponte” appunto. “I nostri Comuni saranno quelli maggiormente interessati dalla grande costruzione e dalle opere complementari. Pertanto, è fondamentale che qualcuno pensi con cognizione di causa a tutte le ricadute che avremo da queste parti, tentando al contempo di strappare qualche buon risultato per ottenere migliorie per tutto il contesto dell’Area dello Stretto. Riteniamo che gli emendamenti al Decreto Ponte che portano la firma dell’Onorevole Francesco Cannizzaro vadano proprio in questa direzione. In particolare quello approvato ieri, che darà man forte all’Autorità di Sistema portuale dello Stretto affinché intervenga sui porti di zona, quindi Reggio Calabria, Villa San Giovanni ed anche Saline Joniche. Il Ponte ci sarà, è solo questione di tempo; quindi non possiamo permetterci di restare inermi e passivi dinnanzi ad una svolta epica. Come Area dello Stretto – scrivono ancora i Sindaci – dobbiamo arrivare pronti dal punto di vista infrastrutturale e della mobilità. In questo senso, i porti vicini al Ponte saranno fondamentali per una serie di aspetti: in primis quello dei trasporti alternativi, ma non meno importanti la logistica ed il turismo, quindi in chiave economica. Chi non riesce a leggere tra le righe vuol dire che non comprende fino in fondo cosa voglia dire la costruzione del Ponte e cosa porterà con sé. Il nostro Deputato di riferimento non solo lo ha capito, ma ha capito quanto importante sia poter essere all’interno di determinate dinamiche connesse al Ponte, da cui trarre vantaggi e non le solite lamentele da benaltrismo che portano solo stallo e inerzia.”
Reggio, addio a furti di monopattini e bici: arriva Bike Tracking Security
Da quando bici e monopattini sono entrati prepotentemente quali valide alternative nei sistemi di mobilità cittadina, la presenza su strada di questo tipo di mezzi leggeri è cresciuta in maniera esponenziale, complice anche la pandemia. Una tendenza ecologica ed economica di cui l’ambiente può solo giovare e che porta Reggio Calabria a confermarsi città sempre più ciclabile ma che, allo stesso tempo, ha comportato un sensibile incremento del fenomeno dei furti di questi stessi mezzi.
Per contrastare il fenomeno, la Polizia Locale, in concerto con l’Amministrazione, particolarmente sensibile al tema, ha ideato e avviato un progetto dal titolo “Bike Tracking Security”, col compito di scoraggiare i furti, facilitando contestualmente l’attività delle forze dell’ordine nel tracciamento e, nei casi di ritrovamento della bicicletta o del monopattino rubati, la riconsegna al legittimo proprietario.
Il progetto prevede la marcatura delle bici tramite la semplice applicazione di due contrassegni indelebili – impossibile da rimuovere se non asportandoli forzatamente – uno con annesso QR code, avente funzione principale di deterrenza, l’altro da nascondere alla vista per potenziare il recupero in caso di furto, utili agli operatori della Polizia Locale e delle forze dell’Ordine d’istanza sul territorio per rintracciare il legittimo proprietario in caso di furto e di successivo ritrovamento.
Presentando il proprio mezzo e un documento d’identità, chiunque potrà richiedere gratuitamente la marcatura presso la sede della Polizia Locale di Reggio Calabria, dove è stato allestito un apposito punto informatico con operatori dedicati, disponibili a fornire ogni informazione utile e per marcare e registrare rapidamente la bicicletta inserendola nel Registro Italiano Bici, presente in Italia dal 2006 e tra i più grandi registri di bici d’Europa.
Lo sportello per la richiesta della marcatura dei velocipedi rispetta i seguenti orari:
- Martedì dalle 10:00 alle 12:00
- Giovedì dalle 14:30 alle 16:30
Aderendo all’iniziativa, sarà possibile porre un importante freno al fenomeno dei furti di bici e monopattini, resi fino ad ora possibili anche dalla mancanza di una reale immatricolazione che tuteli il possessore e che consenta, allo stesso tempo, di semplificare e velocizzare le operazioni di ritrovamento dei mezzi sottratti.
‘Nrangheta, Operazione Eureka: tutti i dettagli del maxi blitz internazionale
I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato 108 persone – 85 in carcere – in esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta della Dda reggina.
Gli indagati sono accusati a vario titolo d’associazione mafiosa; concorso esterno e traffico internazionale di droga con l’aggravante di transnazionalità e di ingente quantità; traffico di armi, anche da guerra; riciclaggio; favoreggiamento; trasferimento fraudolento e procurata inosservanza di pena.
L’operazione, denominata “Eureka”, ha colpito in particolare le cosche Nirta-Strangio di San Luca e Morabito di Africo.
Coordinata dal capo della Direzione nazionale antimafia Giovanni Melillo, l’indagine “Eureka” si è sviluppata nell’ambito di due squadre investigative comuni: una intercorsa tra la Dda di Reggio Calabria diretta da Giovanni Bombardieri, e le Procure tedesche di Monaco I, Coblenza, Saarbrücken e Düsseldorf; l’altra tra la Dda reggina, l’Ufficio del giudice istruttore del Tribunale di Limburg ed il Procuratore federale di Bruxelles. Entrambe le squadre investigative sono state coordinate da Eurojust che ha assicurato il massimo supporto operativo, attraverso il componente italiano Filippo Spiezia.
Tra i 108 arrestati ci sono anche due minori nei confronti dei quali su richiesta del procuratore dei minorenni Roberto Di Palma è stata eseguita una misura cautelare.
Sgominato traffico internazionale di droga: operazioni in tutta Europa e Australia
L’operazione ha ricostruito e sgominato un importante traffico internazionale di droga, in virtù del quale questa mattina oltre 20 perquisizioni sono state effettuate in Belgio, Portogallo, Francia, Germania e in altri Paesi. La comunicazione arriva direttamente dalla Procura Federale belga, che evidenzia come il blitz abbia preso di mira “oltre un centinaio di sospetti membri della mafia calabrese“. Il fascicolo, viene riferito, è stato aperto dalla procura federale del Belgio, in collaborazione con la procura del Limburgo, la polizia giudiziaria federale belga, Eurojust, Europol e vari Paesi, in particolare l’Italia.
In contemporanea al blitz dei carabinieri in Calabria, che ha riguardato numerosi Paesi europei e l’Australia, e alle operazioni delle Dda di Milano e Genova, le autorità giudiziarie belghe e tedesche hanno eseguito rispettivamente 15 e 24 provvedimenti restrittivi, emessi dalle locali autorità giudiziarie, a carico di ulteriori indagati per reati in materia di narcotraffico e riciclaggio.
Nel blitz condotto questa mattina dalla polizia belgam, in particolare, “gli arresti totali in Belgio sono stati tredici, sette dei quali con mandato d’arresto europeo emesso dall’Italia che ne ha chiesto la consegna alle autorità italiane“, come riferito dal magistrato belga Antoon Schotsaert in conferenza stampa, precisando che “i tempi di consegna all’Italia potrebbero richiedere alcuni mesi a secondo della loro posizione davanti ai giudici“. Sono stati inoltre sequestrati tre veicoli di lusso, almeno 20mila euro in contanti e diverse armi proibite.
Operazione Eureka: tutti i dettagli del maxi blitz alla ‘ndrangheta
Il gip di Reggio Calabria, su richiesta della Dda, ha disposto il sequestro preventivo di beni per circa 25 milioni di euro. Il provvedimento è stato eseguito in Italia, Portogallo, Germania e Francia ed ha riguardato società commerciali e beni mobili e immobili. Sei tonnellate di cocaina sono state movimentate tra il maggio 2020 e il gennaio 2022 dalle cosche di ‘ndrangheta colpite stamani dall’operazione “Eureka”, tre delle quali sequestrate dagli investigatori.
Nel corso delle indagini sono stati registrati i contatti tra le cosche più rilevanti del mandamento ionico reggino con esponenti del clan del Golfo, l’organizzazione paramilitare colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria, infatti, hanno ricostruito numerosi episodi di importazione della droga che arrivava, via mare, nei porti Gioia Tauro, Anversa e Colon. Gli investigatori hanno ricostruito anche i flussi di soldi riconducibili alle compravendite dello stupefacente che venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniere, specializzati nel pick-up money, o da spalloni che spostavano denaro contante sul territorio europeo. Le movimentazioni hanno interessato Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio e Olanda. Complessivamente sono circa 22 milioni e 300mila euro le somme spostate con queste modalità. Soldi che in parte sarebbero stati reimpiegati nell’acquisto di auto e beni di lusso, nonché utilizzati per avviare e finanziare attività commerciali in Francia, Portogallo e Germania, ove venivano anche riciclati sfruttando attività di autolavaggio.
Operazione Eureka: lo sviluppo delle indagini, iniziate nel 2019
Le indagini che hanno portato all’operazione “Eureka” hanno fotografato l’esistenza e l’operatività di tre maxi-associazioni criminali finalizzate al traffico internazionale di droga, facenti capo alle più potenti famiglie di ‘ndrangheta dell’area ionica. L’inchiesta, infatti, ha riguardato le cosche Pelle, Strangio, Nirta, Giampaolo, Mammoliti e Giorgi, che hanno sedi decisionali nel reggino e ramificazioni e basi logistiche in varie regioni d’Italia e all’estero.
L’inchiesta è partita nel giugno 2019 grazie al raccordo tra i carabinieri e la polizia federale belga che stava investigando su alcuni soggetti ritenuti vicini alla cosca Nirta di San Luca attiva a Genk. In un primo momento, l’inchiesta era orientata verso alcuni esponenti della famiglia Strangio, detti “Fracascia“, riconducibili alla cosca Nirta. Progressivamente le indagini coordinate dal procuratore Giovanni Bombardieri e dall’aggiunto Giuseppe Lombardo sono state estese a diverse famiglie della Locride, interessando anche il locale di Bianco.
I soldi del narcotraffico venivano riciclati nei settori della ristorazione, del turismo e immobiliare. La prima associazione ricostruita riguarda la famiglia Nirta “Versu” di San Luca che aveva un’articolazione in Brasile rappresentata dal latitante Vincenzo Pasquino, catturato nel 2021 insieme al boss Rocco Morabito. La seconda è riferibile alla famiglia Mammoliti “Fischiante” di Bovalino con articolazioni in Puglia, Abruzzo, Lazio, Toscana e Lombardia e contatti diretti con i fornitori sudamericani di cocaina e con trafficanti internazionali quali Denis Matoshi, attualmente latitante a Dubai. La terza associazione, invece, fa capo alla famiglia Strangio “Fracascia” collegata con le cosche Nirta-Strangio coinvolte nel 2007 nella strage di Duisburg. Questa terza organizzazione, secondo gli investigatori, aveva stabili articolazioni a Genk (Belgio), Monaco di Baviera (Germania), in Spagna e a Camberra (Australia).
L’inchiesta ha anche fatto luce sulla latitanza del boss Rocco Morabito detto “Tamunga“, già latitante di massima pericolosità inserito nel programma speciale di ricerca del Viminale, arrestato dai carabinieri in Brasile nel 2021, insieme a Vincenzo Pasquino, all’epoca latitante per la Dda di Torino. Entrambi figurano nell’ordinanza eseguita oggi su richiesta della Dda che si è avvalsa della collaborazione, tra gli altri, della Polizia Federale Brasiliana, dell’Fbi, della Dea e dell’Interpol. Morabito, secondo l’accusa, avrebbe anche offerto un container di armi da guerra a un’organizzazione paramilitare brasiliana in cambio di ingenti quantità di droga verso il porto di Gioia Tauro. “Nel corso dell’indagine – scrive il gip nell’ordinanza – è stata documentata l’organizzazione da parte di Morabito di una spedizione in Brasile di un container carico di armi da guerra, provenienti dai paesi dell’ex Unione Sovietica, fornite che da un’organizzazione criminale operante in Italia e Pakistan”.
Operazione Eureka, le congratulazioni del Governatore Roberto Occhiuto
“Un sincero plauso alle Forze dell’ordine, al Ros dei Carabinieri, e alla Dda di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri, per la maxi-operazione anti ‘ndrangheta, denominata ‘Eureka’, condotta stamane, che ha portato all’arresto di 108 persone in tutta Italia e in sei Paesi europei. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa al concorso esterno e traffico internazionale di droga, dal traffico di armi al riciclaggio, dal favoreggiamento al trasferimento fraudolento e procurata inosservanza di pena”. Lo afferma in una nota Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. “È quanto mai necessario – prosegue – che lo Stato prosegua con questa determinazione l’azione che sta dispiegando contro le mafie e non arretri di un millimetro di fronte alla criminalità organizzata, tanto nel nostro territorio quanto nel resto del Paese. La Calabria schifa la ‘ndrangheta e coloro che con i propri comportamenti illeciti tentano di infangare l’immagine della nostra splendida Regione”.
Viabilità, dal 4 maggio chiuso il Corso Matteotti e doppio senso di marcia sulla Via Marina
In vista della stagione estiva, proseguono i lavori di riqualificazione che interessano il Lungomare reggino. La Polizia Locale ha diramato una nota, nei giorni scorsi, annunciando l’inizio dei lavori di bitumazione che interesseranno il Corso Matteotti a partire dal prossimo giovedì 4 maggio.
Il primo lotto dei lavori interesserà il tratto tra Largo Colombo e via II settembre, che verrà totalmente interdetto al traffico, sia veicolare che pedonale. Il cantiere porterà, come prevedibile, a una variazione della viabilità con modifiche alla circolazione stradale e il traffico verrà quindi deviato verso il lungomare Falcomatà, su cui verrà ristabilito il doppio senso di marcia, con divieto di sosta h24 su ambo i lati.
Anche i bus del trasporto pubblico percorreranno il nuovo percorso, a seguito delle ordinanze emanate di concerto tra Atam, direzione dei lavori e Rup. Parcheggi possibili, invece, su entrambi i lati, sul corso Matteotti, nelle aree non interessate dai cantieri, in modo da compensare gli stalli soppressi sul lungomare Falcomatà.
I lavori del primo lotto dovrebbero terminare intorno al prossimo 25 maggio, salvo proroghe, mentre l’intero appalto dovrebbe concludersi entro 60 giorni.
Viene richiesto ai reggini dunque ancora qualche sacrificio, per poter permettere il sereno svolgimento dei lavori in vista di una viabilità migliore.
MArRC, è boom di visitatori: oltre 15.000 biglietti staccati in soli 9 giorni
Probabilmente complice anche il cielo non proprio sereno che ha caratterizzato il fine settimana, durante il ponte del Primo maggio, festa dei lavoratori, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è stato scelto come meta da migliaia di visitatori. Mercoledì 26 aprile, giorno immediatamente successivo alla giornata con ingresso gratuito, sono stati ben 942 gli ingressi, superati il giorno seguente dai 1422 visitatori; venerdì 28 aprile sono stati staccati 842 biglietti e il giorno successivo ben 959. Ma il vero e proprio boom si è toccato domenica 30 aprile, quando sono stati raggiunti 1609 ingressi, e poi ancora nella giornata del Primo Maggio, con 1313 visitatori. Tutte aperture con bigliettazione ordinaria.
Il MArRC in questi giorni ha assicurato un’apertura continua: da martedì 18 aprile le sue porte sono state aperte tutti i giorni per accogliere i tanti turisti attratti dai magnifici Bronzi di Riace e di Porticello. E resterà ancora aperto fino a domenica 7 maggio, con il consueto orario continuato dalle 9.00 alle 20.00. Un impegno al quale non si è sottratto il personale del Museo, che nonostante le carenze di organico ha assicurato lo svolgimento del servizio con la consueta professionalità e cortesia.
Soddisfatto il direttore Carmelo Malacrino: “Siamo felici di accogliere al Museo così tanti visitatori. I Bronzi di Riace e di Porticello continuano ad attrarre migliaia di turisti, che poi restano incantati dalla ricchezza delle collezioni archeologiche esposte al Marrc. In nove giorni di apertura sono stati staccati ben 15.688 biglietti. È un ottimo inizio per una stagione estiva che speriamo straordinaria, dopo gli anni difficili della pandemia. Ora bisogna lavorare tutti insieme perché i flussi turistici sostino più tempo in città per scoprire questo magnifico territorio, ricco di storia, cultura e tradizioni. Con il ministro Sangiuliano voglio ringraziare il personale di vigilanza del Museo. Molti pensano che il loro sia un lavoro facile: muoversi tra le vetrine. Ma vi posso assicurare che è un impegno continuo gestire la sicurezza dei flussi di visitatori e cercare di soddisfare le svariate richieste di centinaia di persone ogni giorno».
Aggredito su un traghetto il presidente dell’autorità di sistema portuale Andrea Agostinelli
Era a bordo di un traghetto partito dalla Sicilia, lo scorso 25 aprile, quando è stato aggredito da due persone, davanti a centinaia di passeggeri. È il terribile episodio che ha visto coinvolto il presidente dell’autorità di sistema portuale dei mari tirreno e jonio Andrea Agostinelli, avvicinato da due delinquenti che l’avrebbero intimato di non fare più riferimento a una famiglia di Gioia Tauro. Dopo averlo strattonato, l’aggressore gli avrebbe messo le mani al collo cercando di stringerlo contro una parete. L’ammiraglio Agostinelli è poi riuscito a divincolarsi e ad allontanarsi tra le grida dei numerosi passeggeri. Giunto in Calabria, dopo essersi fatto refertare nell’ospedale di Polistena, ha informato di quanto era accaduto i carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro davanti ai quali ha formalizzato una denuncia dettagliata di quanto era accaduto. Il movente dell’aggressione sarebbe legato a contesti legati ad attività all’interno del porto di Gioia Tauro. Sulla vicenda indagano, nella massima riservatezza, i carabinieri. Agostinelli, già direttore marittimo della Calabria, da quasi due anni è presidente dell’Autorità di sistema portuale di Gioia Tauro dopo essere stato commissario dello Stesso ente per quasi cinque anni.
Aggressione Agostinelli, il Presidente Occhiuto: “Nessuna concessione ai violenti”
“Massima solidarietà, anche da parte della Giunta regionale, al presidente dell’Autorità di sistema portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli, vittima di una vile e inaccettabile aggressione“. Lo afferma, in una nota, Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. “Un fatto grave – aggiunge – sul quale mi auguro venga fatta al più presto piena luce dagli inquirenti, ma che sono certo non limiterà alcun modo l’ottimo lavoro portato avanti in Calabria dall’ammiraglio Agostinelli“. “Ai violenti – dice ancora il presidente Occhiuto – non va fatta alcuna concessione: respingiamo con forza queste intimidazioni e diciamo un deciso ‘sì’ alla legalità”.
La solidarietà del Presidente del Consiglio Regionale Filippo Mancuso
“Simili episodi fanno parte di una narrazione della Calabria che vogliamo e dobbiamo al più presto declinare al passato“. Lo afferma, in una nota, il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, in relazione alle minacce rivolte al Presidente dell’Autorità di sistema portuale di Gioia Tauro. “All’ammiraglio Agostinelli giunga – aggiunge il presidente Mancuso – la solidarietà dell’intero Consiglio regionale“.
Il sindaco ff Carmelo Versace: “Metrocity a fianco a uno dei migliori uomini delle istituzioni del nostro territorio”
“Piena solidarietà ed assoluta vicinanza al Presidente dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro Andrea Agostinelli, aggredito e minacciato nei giorni scorsi mentre si trovava a bordo di una nave traghetto sullo Stretto tra Calabria e Sicilia“. Così, in una nota, il Sindaco facente funzioni della Città Metropolitana, Carmelo Versace. “L’intera Città Metropolitana – aggiunge – si stringe attorno ad uno dei migliori uomini delle istituzioni che il nostro territorio possa vantare, persona tanto integerrima e professionalmente rigorosa quanto aperta e disponibile al dialogo. L’aggressione che ha subito è un fatto gravissimo che deve far insorgere tutte le istituzioni territoriali, generando sentimenti di assoluta indignazione nell’intera comunità. L’Ammiraglio Agostinelli è persona seria e determinata. I risultati conseguiti in questi anni alla guida dell’Autorità portuale di Gioia Tauro parlano per lui. Siamo certi che questo vile gesto non lo distoglierà nemmeno un istante dal suo encomiabile impegno al servizio del nostro territorio. La sua azione illuminata alla guida dell’Autorità portuale costituisce un esempio di gestione virtuosa del quale la Città Metropolitana e l’intera Calabria non possono pensare di privarsi. E questo deve essere chiaro anzitutto a chi ha pensato di intimidirlo attraverso la vile aggressione“. “Forza Ammiraglio – conclude Verasace -, tutta la Calabria onesta sta dalla sua parte“.
Confindustria a fianco di Agostinelli: “Vile gesto non scalfisca quanto di buono è stato fatto”
“Quanto accaduto è gravissimo ed intollerabile, Agostinelli sta facendo un buon lavoro ed il mio augurio è che quando accaduto non scalfisca quanto di buono è stato fatto fino a questo momento“. Lo afferma, in una nota, il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Domenico Vecchio, che esprime la sua solidarietà, per l’aggressione subita, al presidente dell’Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno e Jonio, Andrea Agostinelli. “Bisogna immediatamente che le autorità – aggiunge Vecchio – indaghino sulla vicenda e puniscano gli aggressori. La nostra solidarietà non è retorica, ma un palese modo per dissentire e condannare qualsivoglia forma di violenza e, soprattutto, chiunque scelga la via della delinquenza“.
Anche i sindacati esprimono solidarietà all’ammiraglio Agostinelli
“L’aggressione all’ammiraglio Agostinelli, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, è un vile atto che subiscono anche tutti i lavoratori delle aree portuali calabresi“. Lo affermano, in una nota, le organizzazioni sindacali confederali regionali Cgil, Cisl e Uil e le federazioni dei trasporti regionali Filt, Fit Uilt, che esprimono solidarietà e condannano “il vile gesto, consumato – sottolineano – ai danni di un dirigente onesto, rappresentante delle istituzioni e competente nel settore che si è da sempre impegnato per la tutela del lavoro e per lo sviluppo e la crescita della Calabria“. “Non è questa – affermano ancora i sindacati – la Calabria che vogliamo. Non può essere la violenza a contraddistinguere questa nostra martoriata terra. Quanto accaduto è di una gravità inaudita anche perché perpetrato in pieno giorno in presenza di molte persone. Chiediamo che venga fatta luce al più presto su quanto accaduto. La legalità deve prevalere sui soprusi e le violenze di carattere mafioso ai danni di chiunque, ma in particolare quando ciò avviene contro un rappresentante delle istituzioni a qualsiasi livello. Invitiamo il Presidente Agostinelli, per la preziosa attività che sta svolgendo nella sua funzione Istituzionale, ad andare avanti nell’opera di rilancio e gestione dell’Autorità. Il porto di Gioia Tauro è il porto dell’euro mediterraneo, del Paese e di tutti i lavoratori e cittadini calabresi“.
Partita ufficialmente la Corrireggio: tantissimi i reggini ai nastri di partenza
Circa duemila partecipanti, tra appassionati e atleti, questa mattina si sono riuniti nei pressi della Stazione Lido, sul Lungomare Falcomatà, per prendere parte alla 41° edizione della Corrireggio, la gara podistica reggina aperta proprio a tutti, perfino agli amici a quattro zampe, organizzata come ogni anno dal Circolo Legambiente Città dello Stretto, che festeggia quest’anno i suoi primi 40 anni (1983 – 2023) e per l’occasione ha scelto lo slogan “Una corsa d’Amore lunga 40 anni”. La gara, che impegna i corridori su un circuito di 9,5 km complessivi per la competizione, e su uno di 4,5 km per la corsa a passo libero, è partita alle 11 in punto e segue il percorso della scorsa edizione con arrivo finale, sia per la gara competitiva sia per quella non competitiva, nel Piazzale Waterfront (Arena Lido).
A precedere la partenza, nel piccolo villaggio allestito per l’occasione si sono alternati diversi momenti importanti, grazie al supporto delle associazioni intervenute, quali la performance dei “Pagliacci Clandestini” e del gruppo ginnico “Restart” e la consegna dei Premi Corrireggio: il “Premio Corrireggio” all’Associazione socio-ambientale FARE ECO “Perché promuove con spirito innovativo la conoscenza e la coscienza ecologica, un uso consapevole delle risorse naturali, una gestione sostenibile e alternativa dei rifiuti, del loro riciclo e riutilizzo”; il XXIV Memorial Pippo Ponzio alle Virtù civiche a Ferdinando Elia, reggino, praticante e appassionato da sempre di sport, che ha raggiunto l’invidiabile traguardo di centenario; il Premio Speciale U.N.V. S. – Corrireggio ai Veterani dello sport 2023 “Nino Costantino” ad Antonino Romeo, mezzofondista che si è distinto a livello regionale e nazionale; infine il “Premio Speciale Venticinque Aprile”, ad Antonio Mazzeo “Peace-researcher, insegnante e giornalista impegnato con determinazione e coraggio sui temi della pace, del disarmo, dell’ambiente, dei diritti umani, della lotta alla mafia”.
Sul posto, anche uno spazio per la preparazione atletica pre-gara con un personal trainer a cura di Calabria Fitness. Ad aprire la 41° edizione, intorno alle ore 10.30, sono stati i giovani pattinatori e pattinatrici della Società “Calabria” .
Presenti anche i sindaci facenti funzione Paolo Brunetti e Carmelo Versace, intervenuti prima di raggiungere la Villa Comunale per le celebrazioni del 25 aprile.
Il sindaco del Comune di Reggio Calabria ha consegnato il Premio San Giorgio d’Oro alla Corrireggio, sulla cui targa si legge “Lungimirante sin dalle sue prime edizioni nel cogliere l’importanza di temi oggi di grande attualità, costituisce contributo efficace e potente alla sensibilizzazione e al risveglio della coscienza collettiva, legando orgogliosamente il nome delola città a un evento dai risvolti culturali rilevanti e di sicuro costante e riconfermato successo“.
Orgoglioso anche il sindaco facente funzioni della città metropolitana Carmelo Versace, che ai nostri microfoni ha commentato così l’evento: “E’ un evento importante per tutto il nostro territorio, non solo comunale ma anche metropolitano. Assieme agli enti si è lavorato affinché questa manifestazione non sia solo patrimonio della nostra città ma anche della città metropolitana. Un ringraziamento va a Nuccio Barilla, alla Legambiente e a tutto lo staff che ancora una volta ci hanno regalato questa splendida platea”. Un lavoro reso possibile solo dalla sinergia tra istituzioni, prosegue Versace: “C’è stata una sinergia tra la Città Metropolitana, il Comune, il Consiglio Regionale… come al solito la sinergia tra enti ha portato alla buona realizzazione di una manifestazione così importante“. E conclude: “Reggio Calabria e la città metropolitana stanno onorando al meglio il 50° anniversario dei Bronzi di Riace, mettendo in campo tante manifestazioni sportive, culturali ed enogastronomiche che hanno a che fare con il rilancio del nostro territorio. Il fatto di essere, come città di Reggio Calabria, teatro sportivo nazionale e internazionale, anche con la partecipazione della nazionale U21 italiana, indica il momento molto importante che sta vivendo il nostro territorio, sintomo di una città e di un territorio che è vivo e che v vuole provare a segnare in maniera importante tutte le manifestazioni che abbiano un caratura così eccezionale“.
San Giorgio incontra la città: ieri per la prima volta la processione del Patrono
Per la prima volta quest’anno, San Giorgio ha incontrato la sua Reggio Calabria, di cui è celebrato Santo Patrono. Alla consueta messa solenne, presieduta da Sua Eccellenza l’arcivescovo metropolita Mons. Fortunato Morrone nella mattina di ieri, durante la quale sono intervenute le autorità civili, è seguita infatti in serata un’inedita processione, partita dalla chiesa a lui intitolata e che campeggia al centro del Corso Garibaldi.
Tantissime le persone che hanno partecipato all’evento, per la grande soddisfazione di don Nuccio Cannizzaro, a cui si deve l’iniziativa. L’idea, ha raccontato il sacerdote, è nata a seguito del fortuito ritrovamento di un busto raffigurante il Santo, conservato in un magazzino all’interno della Chiesa. Il manufatto, precedentemente esposto sull’altare, era stato riposto in occasione di alcuni lavori di restauro. Grazie all’aiuto dei cittadini e delle associazioni parrocchiali coinvolte, è stato possibile ridare alla statua antico splendore, nonché aggiungerle un mantello e realizzare una vara in legno intarsiato, adatta per portare il Santo per la prima volta in processione sullo stesso Corso Garibaldi, accompagnato dalla Banda musicale di Ortì.
Un prezioso momento di preghiera, dunque, ha visto riuniti ancora una volta i reggini, che recuperano così il senso religioso di una giornata di festa cittadina, dedicata a San Giorgio, il cui culto viene coltivato in riva allo stretto fin dall’epoca bizantina.
Calabria, Operazione Consequence: indagini per maxifrode fiscale da 30 milioni
Dal Trentino Alto Adige fino in Sicilia, passando per Calabria, Basilicata, Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia e Veneto: questa la vastissima superficie italiana sulla quale oltre cento militari della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza sono impegnati dall’alba di questa mattina, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, diretta dal Calogero Gaetano Paci.
Oggetto della maxi operazione, che prende il nome di “Operazione Consequence”, una frode fiscale da 30 milioni, messa a punto con l’utilizzo di scritture false, che conta attualmente 87 persone indagate, il sequestro di disponibilità finanziarie e beni per circa 11,5 milioni, 34 perquisizioni personali e locali.
Come spiegato in una nota, l’Opereazione Consequence nasce dall’indagine della Squadra Mobile della Questura di Reggio Emilia e del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, e si sviluppa da una tranche dell’operazione Billions, che già aveva smantellato a metà del 2020 un sodalizio criminale dedito alla commissione di reati fiscali – grazie al coinvolgimento di 28 società cartiere – riciclaggio e bancarotta fraudolenta per un giro illecito di oltre 240 milioni di euro, per la quale sono stati condannati in primo grado 61 imputati a dicembre 2022.
Nel dettaglio, il sodalizio, attivo nel Reggiano ma con proiezione nazionale, era specializzato nel mettere a disposizione di aziende, in modo professionale, servizi finanziari considerati illegali, in particolare attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e nell’assicurare le attività connesse e collaterali di monetizzazione del denaro sottratto al controllo del fisco e di permettere al beneficiario delle fatture false di garantirsi il profitto illecito caratterizzato dal risparmio d’imposta.
Il provvedimento di sequestro è stato emesso nei confronti di 87 società, e di altrettanti soggetti risultati essere loro rappresentanti legali e/o amministratori, dislocate sul territorio nazionale ed attive in diversi ambiti, alcune particolarmente note sul mercato.
In base all’indagine le 87 società interessate avrebbero utilizzato, nelle loro dichiarazioni annuali ai fini dell’Iva e delle Imposte dirette, fatture per operazioni inesistenti ricevute dalle società cartiere reggiane per oltre 30 milioni determinando un profitto illecito quantificato per circa 11,5 milioni. Contestualmente all’esecuzione del decreto di sequestro sono state eseguite 34 perquisizioni locali e personali nei confronti dei soggetti destinatari del provvedimento giudiziario. Le perquisizioni, volte alla ricerca di denaro contante, sono state eseguite dai militari delle Fiamme gialle e dai poliziotti con l’ausilio di unità cinofile cash-dog della Guardia di Finanza, specificatamente addestrate al particolare impiego. Nel corso delle operazioni è stata notificata, nei confronti di tutti gli 87 soggetti indagati, un’informazione di garanzia emessa dall’Autorità Giudiziaria inquirente oltre all’avviso di conclusione delle indagini preliminari.