Ha smontato e nascosto vari pezzi di un fucile da caccia clandestino in luoghi diversi della sua abitazione tentando, così, di rendere più difficoltoso un eventuale ritrovamento e sperando che le parti non venissero riconosciute come componenti di un’unica arma da fuoco. Un uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari a Briatico dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Vibo Valentia e dai militari della stazione e dello Squadrone Cacciatori di Calabria. Nel corso di una perquisizione domiciliare attuata nell’ambito delle attività di contrasto alla circolazione delle armi illegalmente, i militari hanno trovato oltre al fucile in perfette condizioni anche ventisette cartucce. La Procura di Vibo Valentia che ha coordinato l’attività ha disposto ulteriori approfondimenti per accertare la provenienza dell’arma e l’eventuale utilizzo in fatti di sangue. (ANSA).
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Marcellinara, centro ubicato nell’Istmo che coincide col punto più stretto della Penisola, ha presentato la propria candidatura a Capitale italiana della cultura per l’anno 2026. Il Comune ha trasmesso la relativa manifestazione d’interesse, come da procedura di selezione indetta con il bando emesso nell’aprile scorso dal Ministero della Cultura, che promuove annualmente l’assegnazione del titolo. “Bisogna porsi sempre – ha detto il sindaco, Vittorio Scerbo – obiettivi importanti ed ambiziosi. E quanto fatto in questi anni dalla nostra Amministrazione sul piano culturale ci sprona a cogliere nuove sfide. Non a caso il ‘claim’ scelto, ‘nel punto più stretto d’Italia’, vuole rappresentare già il senso di questo nostro progetto, di un’idea nuova che parta dal basso e dal piccolo per dare slancio a tutto un territorio ricco di storia, cultura, tradizioni, leggende e che rappresenta, anche geograficamente, una particolarità nel contesto nazionale. È l’occasione per dare visibilità al bello ed al buono che esiste anche nei nostri territori”. Questi luoghi hanno una storia importante, a partire dalle antichi radici legate al popolo degli Enotri e di Re Italo, il nucleo fondante della ‘Prima Italia’, fino ad arrivare all’alba dell’età contemporanea, con l’esercito napoleonico che la rese protagonista e vittima dell’eccidio del 4 luglio 1806. Episodio che viene ricordato tutti gli anni con la rievocazione storica patrocinata dal Comune e finanziata dallo stesso Ministero della Cultura. Marcellinara è nota anche per il suo “Campanile”, assurto a simbolo universale grazie al concetto coniato dall’antropologo Ernesto De Martino, come “centro di riferimento del rapporto tra spazio e luogo dell’anima”. La prossima scadenza prevista dalla procedura per l’assegnazione del titolo é il 27 settembre, giorno entro il quale dovrà essere trasmesso il dossier di candidatura, contenente il progetto culturale per il 2026, il cronoprogramma e le singole attività previste. (ANSA).
Due cuccioli di capriolo, nati da pochi giorni, hanno fatto ingresso nel Centro visite del Parco nazionale della Sila di Cupone, nel comune di Spezzano della Sila, gestito dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza essendo entrati in contatto con degli escursionisti. “L’ingresso dei cuccioli nell’area faunistica si è reso necessario e urgente – è detto in una nota – a salvaguardia della loro sopravvivenza. I cuccioli infatti, ritenuti erroneamente abbandonati, sono stati ‘toccati’ nel loro habitat naturale e l’imprinting subito non ne avrebbe reso possibile la sopravvivenza. Accade spesso, purtroppo, che in primavera, nel periodo delle nascite, visitatori della montagna incrocino nelle loro passeggiate diversi esemplari di fauna selvatica appena nata e, pensando a un abbandono, si avvicinino con contatto agli stessi creando però un danno irreversibile. Il tocco, infatti, lascia sui piccoli un profumo che la madre non riconosce più e che quindi la porta ad abbandonarli definitivamente”. I carabinieri del Reparto biodiversità di Cosenza rivolgono un invito “ad una corretta fruizione degli habitat naturali, a mantenere sempre una opportuna distanza e a segnalare eventuali criticità agli enti competenti”. (ANSA).
“Una circostanziata denuncia, corredata da documentazione, mi informa che in una città calabrese un 14enne è stato atteso davanti al cancello all’uscita della scuola da due sconosciuti, che lo hanno costretto a suon di schiaffi ad inginocchiarsi davanti a due compagne. Uno dei due incaricati della “spedizione punitiva” è stato rintracciato dagli inquirenti, ma – come riportato nella denuncia della madre del minore punito – le due adolescenti hanno continuato a bullizzarlo, senza che niente a scuola accadesse in termini di provvedimenti”: è quanto porta alla luce il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale.
“Ma – continua il Garante – il peggio è arrivato in seguito, quando cioè la madre del 14enne, che ha reagito verbalmente all’ennesimo sberleffo delle due compagne, è stata raggiunta da una telefonata del padre di una delle due ragazze, che tra le cose ha detto: “La minaccia mirata a quella testa di c…. di tuo figlio la sto facendo io e sappi che non mi passa Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza… perché tuo figlio presto tornerà con le p…. schiacciate… Da domani, se si rivolge a mia figlia anche solo con uno sguardo gli pesto i co……”. La telefonata si protrae con ulteriori frasi minacciose irripetibili, che ho personalmente ascoltato nell’audio che mi è stato inoltrato”.
“Il mio ufficio legale – continua Marziale – provvederà con urgenza ad informare le autorità preposte, anche se la mamma segnalante ha già provveduto a inoltrare denuncia attraverso il proprio legale. É importante portare alla luce l’episodio, perché è inconcepibile che un genitore, anziché collaborare per portare a sani consigli i minori protagonisti, si spinga ad acuire il conflitto con atteggiamenti deprecabili. Altro motivo d’interesse per l’ufficio del Garante, è capire se è vero che la scuola non ha adottato alcun provvedimento. Qualora la denuncia della madre dovesse trovare riscontro, ci troveremmo al cospetto di un quadro devastante, che farebbe del patto educativo scuola-famiglia un documento d’intenti fine a se stesso, per reciproche responsabilità”.
Sono sbarcati, poco dopo la mezzanotte di domenica, 152 migranti soccorsi al largo della costa calabrese dal pattugliatore Bojador della guardia nazionale portoghese che opera nel sistema di sorveglianza di Frontex. I migranti si trovavano a bordo di una imbarcazione intercettata da una motovedetta della Guardia costiera dalla quale sono stati trasbordati sulla nave militare. Le loro condizioni di salute, valutate dal personale medico dell’Asp di Crotone, sono buone dopo un viaggio partito dalle coste turche e durato circa 5 giorni. Le operazioni di sbarco sono state coordinate dalla Prefettura di Crotone ed eseguite dal personale dell’Ufficio immigrazione della Questura e dalla Polizia scientifica. La Croce Rossa Italiana ha provveduto al loro trasferimento nel centro di accoglienza di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto. Quello di stanotte è il terzo sbarco in dieci giorni a Crotone. Il 18 e 19 maggio, infatti, erano arrivati al porto crotonese – sempre soccorsi dal pattugliatore portoghese – 138 migranti, e successivamente altri 87 a bordo di un veliero scortato dalla Guardia costiera. I migranti sbarcati poco dopo la mezzanotte a Crotone, soccorsi dal sistema Frontex, sono tutti uomini, tra loro ci sono 34 minori non accompagnati, provenienti da Pakistan ed Egitto, si trovavano a bordo di una peschereccio intercettato da una motovedetta della Guardia costiera dalla quale sono stati trasbordati sulla nave militare. In tutto sono 151 persone, e non 152 come reso noto in precedenza.
E’ stata disposta l’apertura di un’indagine interna presso l’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme a causa di un presunto errore medico. Secondo quanto appreso, il motivo che ha indotto il commissario straordinario all’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, generale Antonio Battistini, a disporre l’indagine interna, è finalizzata a raccogliere ogni informazione utile a fare chiarezza sul caso di un’anziana signora a cui nei giorni scorsi sarebbe stata applicata una doppia ingessatura errata a seguito di una rottura del femore. “Ove fosse accertata – ha dichiarato il commissario straordinario dell’Asp – si tratta di una vicenda grave che richiede ogni opportuno approfondimento per fare luce sull’accaduto e per accertare eventuali responsabilità”. (ANSA).
Un attentato dinamitardo è stato compiuto nella frazione “Catona” di Reggio Calabria ai danni di un locale in fase di ristrutturazione in cui a breve avrebbe dovuto aprire una rosticceria. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri della stazione di Catona e del Comando provinciale, che hanno avviato le indagini sotto le direttive della Procura della Repubblica. L’ipotesi che viene presa in considerazione é che l’attentato possa avere una matrice estorsiva. (ANSA).
Beni per 80 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria con il supporto operativo dello Scico e coordinati dalla Dda reggina.
Il provvedimento ha riguardato 20 compendi aziendali, 60 immobili, 86 autoveicoli e un milione di euro in contanti ed ha colpito tre imprenditori reggini operanti prevalentemente nel settore del commercio dei prodotti petroliferi ed è stato eseguito in Piemonte, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Calabria e Germania.
Il sequestro fa seguito all’operazione Petrolmafie Spa dell’aprile 2021 nella quale i tre furono arrestati.
L’operazione Petrolmafie Spa, in cui erano confluite le risultanze delle indagini coordinate dalle Dda di Roma, Napoli, Reggio Calabria e Catanzaro, aveva portato a 56 arresti, 15 fermi ed al sequestro di beni per quasi un miliardo di euro. Nel filone reggino, denominato “Andrea Doria” e condotto dal Gico del Nucleo di Polizia economico finanziaria con lo Scico erano stati emessi provvedimenti cautelari personali nei confronti di 23 soggetti, tra cui i 3 imprenditori. Si tratta dei fratelli Giovanni e Domenico Camastra, di Locri, rispettivamente di 59 e 52 anni, e di Antonio Casile, di 54 anni, di Reggio Calabria. Tutti e tre sono attualmente sotto processo. L’operazione, secondo l’accusa, aveva svelato un articolato sistema di frode fiscale, realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’Iva e le accise, nonché sull’impiego di false dichiarazioni di intento, istituto che consente di acquistare in regime di non imponibilità. L’associazione avrebbe gestito l’intera filiera della distribuzione del prodotto petrolifero dal deposito fiscale fino ai distributori stradali finali, interponendo una serie di operatori economici – imprese “cartiera” di commercio di carburante, depositi commerciali e brokers locali – con lo scopo di evadere le imposte in modo sistematico. Le società “cartiere” sostenevano fraudolentemente, secondo l’accusa, di possedere tutti i requisiti per beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa, acquistando il prodotto petrolifero senza applicare l’Iva. Il prodotto, grazie a meri passaggi “cartolari” tra le società coinvolte, veniva poi ceduto a prezzi concorrenziali ad individuati clienti, ai danni degli imprenditori onesti. Infine, il sistema di ripulitura degli incassi sarebbe avvenuto anche tramite famiglie di ‘ndrangheta portatrici di interessi nel settore della distribuzione dei prodotti petroliferi. Alla luce dei risultati di quella inchiesta, la Dda reggina guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri ha delegato il Gico del Nucleo Polizia economica finanziaria di Reggio Calabria a svolgere un’indagine di carattere economico-patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti dei 3 imprenditori, di misure di prevenzione personali e patrimoniali. Le indagini, svolte anche riprendendo i risultati di “Andrea Doria” avrebbe consentito di rilevare il patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità degli imprenditori, il cui valore sarebbe risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata. Il sequestro ha riguardato l’intero compendio aziendale di 20 imprese – 3 delle quali con sede in Germania – attive prevalentemente nei settori del trasporto merci su strada, del commercio di prodotti petroliferi e del trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi, comprensivi anche di 50 terreni e 10 fabbricati, 86 tra automezzi ed autoveicoli, anche di lusso, oltre un milione di euro in denaro contante, nonché ulteriori disponibilità finanziarie.
ANAS: completati gli interventi di pulizia lungo la SS 713 ‘Trasversale delle Serre’
Anas ha completato gli interventi di pulizia della galleria ‘Sorbia‘, lungo la strada statale 713 ‘Trasversale delle Serre’ tra i comuni di Chiaravalle e Argusto, in provincia di Catanzaro. Le attività hanno interessato la galleria dove Anas ha terminato l’adeguamento degli impianti d’illuminazione con nuova tecnologia a LED. Gli interventi di adeguamento degli impianti di illuminazione continueranno all’interno delle gallerie presenti lungo la Trasversale delle Serre. Per consentire l’esecuzione dei lavori in sicurezza, sarà in vigore un senso unico alternato sulla corsia di marcia in base alle esigenze lavorative, ed il limite di velocità di 30 km/h.
La Uiltec Calabria punta alla ginestra come risorsa ai fini produttivi
Un tour nei vari comuni della Calabria, partendo da quelli della Locride, per promuovere la riscoperta della ginestra e il suo utilizzo a fini produttivi. E’ questa l’idea della Uiltec Calabria che, da diverso tempo, si sta spendendo per la promozione, a fini industriali, economici ed occupazioni, di questa pianta autoctona calabrese e del suo filato.
L’idea di fondo che muove il progetto della Uiltec Calabria è quella di creare un luogo dove tradizione e innovazione si intersecano. Ma non solo. L’obiettivo principale è quello di riuscire a creare occupazione, di dare alle calabresi ed ai calabresi di riscoperta di antichi mestieri ma, soprattutto, un’occasione concreta di impiego.
La Uiltec Calabria ha già avviato un progetto tessile partendo dalle scuole, ma servono impegni concreti anche da parte della politica. Quella politica che, con l’assessore Gianluca Gallo, si era detta pronta a a raccogliere e sostenere le proposte lanciate dal sindacato per fare della filiera della ginestra una moderna fonte di produttività per il territorio calabrese.
In questi anni anche l’Università della Calabria ha brevettato una tecnologia di lavorazione della ginestra che si basa su una reidratazione del vegetale, con piccole quantità d’acqua, e non utilizza sostanze chimiche. Una lavorazione che non penalizza gli scarti che possono essere riutilizzati senza sprechi. Un progetto questo che, naturalmente, ha bisogno del sostegno concreto di chi gestisce la cosa pubblica per uscire dall’incubatore universitario e trasformarsi in reale prospettiva occupazionale.
Nella certezza che la domanda del filato è superiore all’offerta, tanto che si ha difficoltà a soddisfare le richieste del gli ordini delle grandi firme della moda che hanno riscoperto la ginestra e ci stanno puntando per le proprie produzioni.
Le richieste, per il momento, vengono canalizzate alle aziende tessili che nel tempo hanno acquisito credibilità e proprio queste aziende potrebbero trasferire formazione e successivamente assumere nuovi occupati.
Per questo, infine, la Uiltec Calabria chiede che dalla narrazione si passi ad un impegno concreto che, mettendo insieme esperienze universitarie, competenze amministrative regionali, progettuali delle parti sociali, punti a sfruttare al massimo i fondi messi a disposizione dall’Europa attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza.