Questa mattina è stato recuperato un cadavere a largo delle coste di Bova Marina nel primo pomeriggio. Il corpo è stato recuperato dalla Guardia Costiera di Reggio Calabria e poi è stato trasportato in obitorio per le accertare le cause del decesso e l’identità dell’uomo
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Sono 86 i migranti arrivati ieri sera al porto di Reggio Calabria. Sono stati scortati da una motovedetta della Guardia di finanza che aveva intercettato l’imbarcazione a circa 7 miglia dalla costa calabrese, a largo di Capo Spartivento. A bordo della barca c’erano persone di varia nazionalità tra cui 10 donne e 18 minori stremati dal freddo e provati dal lungo viaggio. Giunti al porto di Reggio, ai migranti sono state prestate le prime cure mentre alcuni volontari della Protezione civile, delle guardie faunistiche ambientali e del coordinamento diocesano hanno distribuito i pasti. Le procedure di accoglienza sono state gestite dalla Prefettura che ha disposto il trasferimento in nottata degli 80 migranti nella palestra della scuola “Boccioni” di Gallico, da mesi adattata a luogo di prima accoglienza. Stamattina, sono proseguiti i controlli sanitari e la polizia di stato ha eseguito l’identificazione dei profughi in attesa che questi vengano trasferiti in base al riparto deciso dal ministero dell’Interno. (ANSA).
Il Villaggio di Natale sta prendendo sempre forma. Come di consueto, durante le feste natalizie, molte aziende locali allestiranno, all’interno della Piazza, gazebi e stand per la vendita dei loro prodotti tipici calabrese e oggetti per decorazioni per l’albero di Natale o per il Presepe.
E’ stato montato il simbolo natalizio, ovvero l’albero che si illuminerà come da tradizione in serata. Alle 17.30 alla Sala dei Lampadari Italo Falcomatà di Palazzo San Giorgio si terrà la conferenza stampa di presentazione per le iniziative previste dall’amministrazione reggina. All’incontro ci saranno il sindaco facente funzione Paolo Brunetti e tutti i rappresentati politici della città di Reggio Calabria.
Festa dell’Immacolata al MArRC: Stelle di Natale adornano il Museo per l’Ail
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria consolida la sua sensibilità nei confronti della ricerca, a supporto dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma. Domani 8 dicembre, giorno della Festa dell’Immacolata, il MArRC resterà aperto al pubblico con orario continuato, dalle 9.00 alle 20.00 (ultimo ingresso 19.30) e ospiterà nuovamente i volontari dell’AIL Sezione “Alberto Neri” di Reggio Calabria, che all’ingresso del Museo allestiranno uno spazio dedicato alla vendita delle Stelle di Natale, il cui ricavato andrà a sostegno della ricerca.
«Anche nel giorno dell’Immacolata il MArRC resterà aperto al pubblico, per accogliere turisti e visitatori attratti dalla bellezza dei Bronzi di Riace – dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. Sono felice di poter ospitare nuovamente i volontari dell’AIL. È davvero importante sostenere la ricerca; e anche quest’anno sarà possibile farlo con uno dei fiori più simbolici del periodo natalizio. Le Stelle di Natale fioriscono in pieno inverno, anche nei momenti più difficili. Acquistare quelle dell’AIL permetterà di colorare anche la speranza di chi lotta contro queste malattie».
Personale della Polizia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico di Reggio Calabria hanno arrestato un 55enne per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai danni della moglie. Gli agenti della Volante sono intervenuti nell’abitazione della vittima, dopo una segnalazione al 113 da parte di un vicino dove la donna si era nascosta dopo l’aggressione. La donna, che ha riportato lesioni e varie ecchimosi attorno al collo, dopo le cure ricevute dai sanitari del 118 nella sua abitazione, ha denunciato il marito per le violenze subite. L’uomo è stato immediatamente arrestato e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Il giudice ha poi convalidato l’arresto, disponendo il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e di divieto di comunicare con quest’ultima con ogni mezzo. (ANSA).
7 dicembre 2022 – Sarà possibile adottare la Pigotta dell’UNICEF in oltre trecento piazze in Italia e presso i Comitati UNICEF fino al 23 dicembre e sostenere il lavoro del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia nelle emergenze, con particolare attenzione ai programmi di lotta alla malnutrizione infantile.
“Adottando una Pigotta si possono aiutare tanti bambini che nel mondo vivono in situazioni di emergenza e in particolare coloro che soffrono di malnutrizione” – ha dichiarato Carmela Pace, Presidente dell’UNICEF Italia. “Per questo Natale invito tutti ad andare nelle piazze e presso i Comitati UNICEF e adottare una Pigotta, in questo modo si farà felice chi la riceverà in dono, garantendo supporto e nutrizione a tanti bambini che nel mondo hanno bisogno di aiuto. Ringrazio di cuore i volontari dell’UNICEF che anche quest’anno dedicano il loro tempo a questa bellissima iniziativa.”
La Pigotta da oltre vent’anni è la popolare bambola di pezza dell’UNICEF, realizzata dai volontari UNICEF attraverso attività nelle scuole, nei centri anziani o nei comitati locali presenti sul territorio italiano. Ogni Pigotta adottata, rappresenta un circolo di solidarietà che unisce coloro che l’hanno realizzata, le persone che l’hanno adottata e i bambini che grazie alla donazione verranno aiutati. Quest’anno, la storica bambola di pezza sostiene il lavoro dell’UNICEF nelle emergenze, con particolare attenzione ai programmi di lotta alla malnutrizione infantile.
La crisi globale della nutrizione, acuita anche dalla guerra in Ucraina, sta causando un rapido aumento del numero di bambini sotto i cinque anni che soffrono di malnutrizione acuta grave. Dall’inizio dell’anno, ogni giorno, nei quindici paesi più duramente colpiti (Afghanistan, Burkina Faso, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Haiti, Kenya, Madagascar, Mali, Niger, Nigeria, Somalia, Sud Sudan, Sudan e Yemen), un bambino al minuto è stato colpito da malnutrizione acuta grave e oltre otto milioni di bambini sotto i cinque anni potrebbero morire per malnutrizione acuta grave se non ricevono subito cure e alimenti terapeutici.
È possibile adottare la Pigotta dell’UNICEF a fronte di un contributo minimo di 20 euro. Cerca la piazza e/o il Comitato UNICEF più vicino sul sito:https://www.pigotta.it/piazze-unicef/
Teatro, musica-teatro, workshop: è ricchissimo il programma dell’ultimo mese EPIC (Esperienze Performative di Impegno Civile) della compagnia reggina Mana Chuma Teatro, nell’ambito del progetto “ReggioFest2022: Cultura Diffusa”, con il contributo del Comune di Reggio Calabria e i fondi del Ministero della Cultura dedicati alle attività professionali di spettacolo dal vivo nelle aree urbane periferiche.
Nel dettaglio:
Giovedì 8 dicembre, alle ore 17:30, presso l’Auditorium De Gasperi (Via Reggio Campi II Tronco, 164) andrà in scena “Un soldatino”, un’opera scritta e diretta da Claudio Massimo Paternò, liberamente ispirata a “Il tenace soldatino di stagno” di H. C. Andersen. “Un soldatino” è la riscrittura a più livelli della famosa fiaba di Andersen. Qui però il viaggio del protagonista si intreccia con la storia carica di speranza e necessità di un migrante, uno come tanti che è costretto a separarsi dalla sua terra e dai suoi cari per realizzarsi e sfuggire alla povertà.
Venerdì 9 dicembre, ore 20:30, sempre all’Auditorium De Gasperi, sarà la volta dello spettacolo interattivo “Le bureau de porc”, scritto e diretto da Nat Filice con Mario Massaro, con la partecipazione in video di Elisa Ianni Palarchio e Mirko Iaquinta. Un testo che parte dalla celebre fiaba “Barbablù” di Perrault e vuole incantare gli spettatori ma, allo stesso tempo, pone al centro i conflitti tra contadini e proprietari. Un monologo in cui il narratore, sempre distinto dai personaggi di cui narra, conduce una vera e propria indagine sui fatti accaduti, avvalendosi di immagini e suoni.
Per tre sere di fila, domenica 11, lunedì 12 e martedì 13 dicembre (location da confermare), sarà poi la volta di “Spine”, una produzione Mana Chuma Teatro che rientra alla base dopo una fortunata tournée nel centro-nord. Testo di Salvatore Arena e Massimo Barilla, sul palco tre formidabili attori, Stefania De Cola, Mariano Nieddu e Lorenzo Praticò, che si incontrano in una locanda. Tre solitudini, le loro, mischiate alla pena. Personaggi che sembrano fantasmi: si muovono come le foglie degli alberi di notte. Magdalena (Stefania De Cola) e Lucio (Lorenzo Praticò ), come pietre incastrate nella locanda che gli appartiene, e con loro il Becchino (Mariano Nieddu), incarnano questo triangolo che assume di volta in volta forme diverse, con distanze che si avvicinano e si allontanano, ma con vertici che non potranno mai toccarsi.
Mercoledì 14 dicembre, ore 20:30, al Teatro San Bruno (Chiesa di San Bruno, Via Manfroce) si terrà la rappresentazione de “L’Oreste – quando i morti uccidono i vivi” di Francesco Niccolini con Claudio Casadio per la regia di Giuseppe Marini. Uno spettacolo originalissimo, di struggente poesia e forza in cui fluiscono momenti drammatici e altri teneramente comici. Con un’animazione grafica di straordinaria potenza visiva e drammaturgica, Claudio Casadio dà vita e voce a un personaggio indimenticabile, affrontando con grande sensibilità attoriale il delicato tema della malattia mentale.
Sabato 17, domenica 18 e lunedì 19 dicembre, dalle ore 10 alle 13, il Giardino area ex Jardin di Catona ospiterà “Ai margini della notte”, workshop di Fabio Tolledi, direttore artistico e regista di Astràgali Teatro. Un laboratorio teatrale che attraversa le voci della narrazione e del coro. Sarà svolto un lavoro specifico sulla vocalità come strumento di una narratività polivocale e corale che avrà come testo di riferimento “La tomba di Antigone” della grande scrittrice e filosofa spagnola Maria Zambrano. Per iscrizioni chiamare il +39 346 123 1116.
Sabato 17 e domenica 18 dicembre, alle ore 20:30, si aprirà nuovamente il sipario del Teatro San Bruno per “Medea, Desir”, un’opera scritta e diretta da Fabio Tolledi, e per “Fimmene” dello stesso Tolledi e Anna Cinzia Villani. La prima sera Roberta Quarta, Simonetta Rotundo, Matteo Mele e Giovanna Kapodistria faranno rivivere il mito di Medea, donna, straniera e selvaggia, che resiste e ama al di là di ogni valore, al di là di ogni morale. La seconda sera, il pubblico presente in sala potrà assistere a uno spettacolo di teatro-musica nato da una lunga e approfondita ricerca sui canti popolari salentini, in particolare su canti di donne e che parlano delle donne: canti di lavoro e d’amore, canti di nostalgia, canti di lotta e desiderio.
Biglietti: www.liveticket.it/manachumateatro
Prenotazioni: +39 346 123 1116
Assolto in appello, con verdetto ribaltato, Francesco Pannace, 35 anni, condannato in primo grado all’ergastolo nel processo per l’omicidio di Carmelo Polito, 48 anni, ammazzato nel marzo del 2011 a San Gregorio d’Ippona mentre era col figlio di 6 anni affetto da autismo. Il delitto era stato ripreso dalle telecamere del circuito di videosorveglianza installate in un’officina meccanica nei pressi del luogo del delitto. Decisiva si è rivelata la perizia trascrittiva di una intercettazione richiesta dai difensori, gli avvocati Giuseppe Alvaro e Giovanni Puteri, che aveva fatto riaprire l’istruttoria dibattimentale, e che ha portato a cambiare i termini della frase incriminata. La frase detta da Pannace nel dialogo con un’altra persona (“Hai saputo? Mi hanno incastrato per l’omicidio Polito”) si era dimostrata dirimente ai fini della condanna, ma la nuova consulenza ha aggiunto un elemento di novità che potrebbe essersi rivelato decisivo evidenziando come la frase completa fosse “Hai saputo cosa si dice in giro? Che mi hanno incastrato per l’omicidio Polito”. Gli avvocati Puteri e Alvaro hanno inoltre evidenziato la discordanza delle dichiarazioni rese dai vari collaboratori di giustizia nonché l’assenza di certezze che l’autore del delitto fosse Pannace in particolare per due elementi: la scarsa qualità delle immagini e il fatto che il presunto responsabile, che agì con un complice, avesse il volto travisato da un passamontagna che ne ha reso impossibile il riconoscimento diretto. (ANSA).
Continuano a non convergere le opinioni riguardanti la costruzione del Ponte sullo Stretto, recentemente riesumato dal ministro delle Infrastrutture Salvini; ministro anche della mobilità sociale che, considerata la pervasività delle sue dichiarazioni, pare potersi realizzare innanzitutto attraverso il tanto sospirato collegamento.
Innegabile il fascino di certe mulattiere in quanto espressione di una tradizione sempre viva; della tratta ferroviaria jonica, cerniera panoramica tra mare e montagna ma altrettanto inconfutabile è la necessità di un ammodernamento che getti luce sulla sicura percorribilità delle strade. A proposito di luce: intermittente è l’illuminazione della statale che collegando Reggio a Taranto per lunghi tratti non offre la visibilità adeguata. Eludere una questione per anteporne altre ha a che fare con i disagi di coloro che la Calabria la abitano; non è la ritrosia di chi non sa pensare in grande ma l’accortezza di chi osserva il quotidiano, più vicino e piccolo.
Il comitato Ponte Subito sostiene che l’opera, inserita nelle reti transeuropee dei trasporti a favore del mercato unico, garantisca la libera circolazione di merci e persone, e con esse indiscussa crescita economica. Prudente il sindaco facente funzione Carmelo Versace che ritiene il Ponte valore aggiunto solo se preceduto da opere che sul territorio attendono una ridefinizione da tempo: oltre alla tristemente nota 106 include la Pedemontana e il porto di Gioia Tauro.
Al parere contrario del geologo Tozzi, che teme gli esiti disastrosi su due terre dalla natura ballerina, si oppone quello entusiasta del professore Michele Limosani, docente del Dipartimento di Economia dell’ateneo peloritano che reputa il Ponte, in barba a Tozzi, un esempio di sostenibilità ambientale e al tempo stesso un volano per nuovi investimenti e capitali. Suo collega l’economista Guido Signorino ribatte che l’impatto dei lavori sul tessuto urbano sarebbe costosissimo: non solo sul piano finanziario ma anche dal punto di vista energetico per il difficile reperimento di materie prime.
Adina Valean, commissario europeo ai trasporti, incontrando il Ministro Salvini, si è pronunciata favorevolmente: il progetto rappresenta tramite nevralgico per collegare il corridoio europeo Scandinavo Mediterraneo, non prima però di aver considerato con scrupolosità ipotesi costruttive e evidenti criticità perché il progetto deve essere solido. C’è da rallegrarsi.
Siano rassicurati dalle parole di Salvini gli animalisti insorti: gli uccelli non sbatteranno. Mica sono scemi.
Protezione Civile, Musumeci: “Non pensiamo di fare alcuna rivoluzione”
“Non pensiamo di fare alcuna rivoluzione ma dobbiamo sforzarci perché, al di fuori della spinta emotiva di eventi tragici, si consideri la Protezione Civile una priorità. Parlerò con i governatori perché nel 2023 la Protezione Civile diventi il primo tema in agenda: il diritto alla sicurezza e alla vita non possono avere concorrenti, sono diritti assoluti”. Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, al termine della prima riunione con la Commissione Protezione civile della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in seduta politica. “Se nell’agenda di ogni Regione la protezione civile non diventa la priorità, anche in termini finanziari ma non solo – ha aggiunto – l’approccio è sbagliato e non riusciremo a fare un passo avanti”. Il ministro ha annunciato anche l’intenzione di incontrare Anci e Upi. “Dobbiamo cominciare con gli enti locali ovvero con chi vive sul territorio giorno dopo giorno l’esperienza della messa in sicurezza del territorio, delle persone e dei suoi beni“, ha sottolineato. (ANSA).