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In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne de l 25 novembre, le sezioni ANPI di Polistena e di Laureana di Borrello-Serrata-Galatro hanno deciso di esporre un banner a testimonianza della solidarietà con le donne e gli uomini iraniani e per non lasciarli soli in questa lotta, per dar voce alla lotta del popolo iraniano. Da oltre 3 mesi la protesta delle donne e degli uomini iraniani contro il regime autoritario viene represso con la violenza, quasi 400 morti di cui 58 bambini. Il regime spegne internet e uccide in maniera indiscriminata. Noi vogliamo essere amplificatori di quelle voci affinché giungano ai governi e ai popoli di tutto il mondo. La libertà non deve essere espressa solo da una piccola parte di popolo, ma deve essere un valore gridato a voce unanime da parte di tutti i popoli del mondo. La nostra realtà associazionistica si prefigge di dare testimonianza di libertà e democrazia, un invito ad un partigianato morale in sostegno e difesa dei valori che sottendono la convivenza civile contro ogni forma di discriminazione, odio, violenza, autoritarismo.
A Laureana di Borrello il banner è stato esposto sul palazzo dell’Asp e a Polistena in Piazza della Repubblica.
La nostra associazione condanna fortemente gli atti violenti con cui il regime iraniano sta sopprimendo le rivolte e si unisce al grido che contraddistingue la ribellione: “Donne-vita-libertà”. La libertà è un diritto inalienabile degli essere umani e questo valore non dovrebbe mai essere soppresso da nessun tipo di regime politico o da singoli individui.
Il nostro “banner” raffigura una donna che indossa un velo, che non oscura il volto, ma bensì si trasforma nei suoi capelli lasciati liberi insieme al vento. Il velo, nell’atto della trasformazione, indica la tanto attesa libertà per la quale il popolo femminile lotta da anni.
Libere di scegliere. Solidarietà all’Iran in lotta!
Villa San Giovanni: a Cannitello sarà presentato il libro di Domenico Loddo
Il libro di Loddo, autore poliedrico, scrittore, fumettista e autore di testi teatrali, è frutto di un lavoro svolto con gli alunni dell’istituto comprensivo “Cassiodoro – Don Bosco” di Pellaro; il risultato è un album a fumetti contenente sei storie che parlano con leggerezza (ma senza rinunciare alla profondità della riflessione) di diversità, bullismo, ambiente, emigrazione, risorse naturali e bellezza della vita. “Prime storie a fumetti”, edito da Città del Sole, non è solo un libro ma rappresenta un mezzo espressivo con cui le tematiche giovanili sono immaginate e sviluppate dagli stessi ragazzi che le vivono. L’appuntamento è un’occasione preziosa per uno scambio di esperienze con gli alunni di Villa San Giovanni, nell’ottica di rendere i giovani protagonisti di una nuova stagione culturale per la città. Una comunità che genera e che si rigenera. La presentazione sarà venerdì 25 novembre ore 10:30 presso la scuola secondaria di primo grado di Cannitello.

È fissata per domani davanti al gip l’udienza di convalida dell’arresto di Pino Sicari, il 60enne che ieri ha ucciso a Reggio Calabria il cugino della moglie, Francesco Giuseppe Fiume, di 44 anni, pizzaiolo. Il pm Tommaso Pozzato ha disposto l’autopsia che sarà eseguita sabato mattina nella sala mortuaria dell’ospedale. Proseguono, intanto, le indagini della squadra mobile di Reggio Calabria per verificare la versione di Sicari che, dopo l’omicidio, si è costituito in Questura portando con sé la pistola detenuta legalmente e utilizzata per uccidere Fiume a Catona, nella periferia nord della città. Assistito dall’avvocato Emanuele Genovese, l’uomo ha affermato di essere stato esasperato dal comportamento del parente che poche ore prima il delitto aveva avuto un acceso diverbio con il figlio di Sicari, un trentenne al quale Fiume avrebbe danneggiato l’auto. Stando alle telecamere visionate dalla squadra mobile, e ad alcuni testimoni, alla discussione avrebbe partecipato anche un altro soggetto che avrebbe preso le parti del ragazzo. Avvertito dal figlio, Sicari, dipendente dell’Ufficio scolastico provinciale, ha lasciato il posto di lavoro ed è arrivato a casa dove, secondo la sua versione, ha preso la pistola attendendo che il cugino della moglie transitasse davanti alla sua abitazione. Quando Fiume è passato a bordo della sua Fiat Stilo, Sicari ha sparato più volte uccidendolo sul colpo. Quindi si è recato in Questura e ha consegnato la pistola.
Rispondendo del pm Pozzati e agli investigatori, Sicari ha descritto la scena del delitto ma anche le frizioni e gli scontri che da anni caratterizzavano il suo rapporto con Fiume. Sicari è stato sottoposto alla stub, ma non ci sarebbero dubbi sul fatto che a sparare sia stato lui. Tra l’altro la scena sarebbe stata ripresa da alcune telecamere presenti nella zona. Restano da chiarire le ragioni della discussione tra Fiume e il figlio di Sicari. Gli investigatori guidati dal capo della mobile Alfonso Iadevaia e dal funzionario Giuseppe Izzo stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’omicidio e il contesto in cui è maturato. Non è escluso che nelle prossime ore possano essere sentiti alcuni testimoni. (ANSA).
La Serie B scende in campo contro la violenza sulle donne: la lodevole iniziativa
Nella 14a giornata il pallone ufficiale Kappa diventerà rosso per sensibilizzare contro questa piaga sociale. A fianco della Lega B anche IFAD e Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Tutti insieme per dire “#BASTA!”. La Lega Serie B, in concomitanza con il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si schiera per contrastare quella che rappresenta sempre più un’inaccettabile piaga sociale.
Anche quest’anno, grazie alla collaborazione con lo sponsor tecnico Kappa, la Lega Serie B, in occasione della 14a giornata di campionato, intende sensibilizzare l’opinione pubblica contro un fenomeno sempre più preoccupante. Lo farà attraverso lo strumento cardine del gioco del calcio, il pallone, che abbandonerà il tradizionale colore blu per lasciare spazio al rosso, che caratterizza e rappresenta la lotta contro la violenza sulle donne. Per dare ancora più forza al messaggio, quest’anno scenderà in campo a fianco della Lega Serie B IFAD, agenzia dell’Onu che si occupa di lotta contro le ingiustizie sociali e la povertà nel mondo, e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, ogni giorno impegnato nella lotta contro tutte le violenze. In particolare, nel pre gara di Frosinone-Cagliari, il presidente della Lega Serie B Mauro Balata consegnerà il pallone rosso al numero uno mondiale di IFAD Alvaro Lario per sottolineare l’attenzione verso chi ogni giorno subisce vessazioni. Allo Stirpe sarà presente anche il direttore Servizio Analisi Criminale, Dirigente Superiore della Polizia di Stato Stefano Delfini.
‘La violenza sulle donne è un crimine intollerabile, che si combatte e si sconfigge attraverso un cambiamento culturale che ponga al centro rispetto, la ripresa dei valori e del crescere insieme, ciò che caratterizza nello sport il successo di squadra – dice Balata-. Di tali valori, la Lega Serie B, il Campionato degli Italiani, vuole essere il portavoce nelle famiglie, nelle scuole, nella comunità tutta, testimoniando simbolicamente con il pallone rosso il no alla violenza’.
Insieme al pallone rosso la Lega Serie B ha previsto un’ampia campagna di sensibilizzazione che comprende video e attività sui social, messaggi speaker negli stadi, led a bordocampo, produzioni televisive e adv sui quotidiani partner della Lega B. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, veicolando un messaggio forte ed incisivo che possa non soltanto scuotere le coscienze, ma anche portare alla luce i numerosi casi di violenze non denunciate e che purtroppo passano sotto silenzio.
Calabria: il Mit di Salvini ottiene stop alle multe per Tav e SS106
Si sono chiuse senza vittime le ultime 24 ore in Calabria sul fronte Covid. I decessi da inizio pandemia sono 3.114. I nuovi contagi sono 544 con un tasso di positività che risale leggermente al 15,69%. Negli ospedali, nel saldo tra ingressi e uscite, resta sostanzialmente stabile il numero dei ricoverai: calano di 1 in area medica (124) e crescono di 1 in terapia intensiva (8). I casi attivi sono 6.968 (-42), gli isolati a domicilio 6.836 (-42) e i nuovi guariti 586. I dati sono comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Asp della Regione Calabria. Ad oggi il totale dei tamponi eseguiti è di 3.990.371 con 594.197 positivi.
A livello provinciale la situazione Covid è:
Catanzaro: casi attivi 1765 (18 in reparto, 6 in terapia intensiva, 1741 in isolamento domiciliare); casi chiusi 101385 (100991 guariti, 394 deceduti).
Cosenza: casi attivi 2362 (58 in reparto, 0 in terapia intensiva, 2304 in isolamento domiciliare); casi chiusi 173270 (171902 guariti, 1368 deceduti).
Crotone: casi attivi 289 (3 in reparto, 0 in terapia intensiva, 286 in isolamento domiciliare); casi chiusi 57256 (56986 guariti, 270 deceduti).
Reggio Calabria: casi attivi 1868 (29 in reparto, 2 in terapia intensiva, 1837 in isolamento domiciliare); casi chiusi 197536 (196663 guariti, 873 deceduti).
Vibo Valentia: casi attivi 458 (14 in reparto, 0 in terapia intensiva, 444 in isolamento domiciliare); casi chiusi 50771 (50581 guariti, 190 deceduti). (ANSA).
Una donna, dopo l’ennesima violenza fisica e psicologica subita, anche alla presenza dei figli minori, si è presentata alla Squadra mobile di Vibo Valentia, denunciando prolungati maltrattamenti commessi dal suo convivente nell’arco degli ultimi anni. Maltrattamenti consistiti in aggressioni verbali e fisiche, sia alla presenza dei figli minori sia durante la gravidanza della donna, instaurando all’interno del nucleo familiare un regime di sofferenza e prevaricazione non più sostenibile, anche per la tutela dei minori. I poliziotti, dopo avere ascoltato la vittima, hanno svolto indagini per ricostruire i comportamenti dell’uomo, ascoltando molti testimoni vicini al nucleo familiare, nonché trovando riscontri in diverse lesioni riportate dalla donna a seguito delle violenze subite.
Ieri, a conclusione del lavoro svolto, personale della Squadra Mobile insieme alla Squadra di Polizia Giudiziaria del Posto Fisso di Tropea, ha eseguito un’ordinanza emessa dal gip su richiesta della Procura diretta da Camillo Falvo, che ha imposto all’autore sospettato dei reati di maltrattamenti in famiglia aggravati e di lesioni aggravate, l’obbligo quotidiano di presentazione negli uffici di Polizia. (ANSA)
Giornata contro violenza sulle donne: l’appello di Anna Maria Stanganelli
“Mi ha sfregiato viso e anima, ora sono rinata”. Lei è Filomena Lamberti, prima donna in Italia aggredita con l’acido dal marito il 28 Maggio del 2012. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la violenza sulle donne rappresenta oggi più che mai un problema di salute pubblica di proporzioni epidemiche da gestire come un’emergenza sanitaria con pesanti riflessi sul sistema sanitario. A dare la misura dell’emergenza sono i dati diffusi dall’Istat alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. In Italia, stando ai dati Istat, il 31.5% delle donne ha subito nel corso della vita una qualche forma di violenza fisica o psicologica. Dal primo Gennaio ad oggi, sono state novantasette le donne uccise, ottantaquattro in ambito familiare affettivo, cinquanta dal partner o dall’ex. Soltanto nel primo trimestre di quest’anno, secondo quanto documentato dall’Istat, sono state quasi ottomila, precisamente 7814 le chiamate al 1522, numero nazionale gratuito antiviolenza e stalking, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Non solo. A fronte della riscontrata diminuzione del numero dei casi, si registra un aumento della brutalità. Nel 61% delle chiamate, le vittime hanno dichiarato di subire violenze da più anni.
Violenze che compromettono fortemente lo stato di salute della donna per tutto l’arco della sua vita, con conseguenze anche invalidanti a causa di traumi, ustioni, avvelenamento, patologie sessuali o riproduttive, problemi ginecologici, interruzione di gravidanza, infezioni sessualmente trasmesse incluso HIV e con un forte impatto psicologico e ricadute sullo stato complessivo di salute, con conseguenze quali depressione, abuso di alcol, comportamenti suicidari, disturbi alimentari e sessuali. Tuttavia bisogna evidenziare che dal 1999, anno in cui l’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, molti passi avanti sono stati fatti in termini di diritti e di sensibilizzazione.
Tale fenomeno deve essere affrontato attraverso interventi strutturali in modo da costruire un sistema di protezione delle donne vittime di violenza efficiente, a partire dall’attivazione in tutti i presidi ospedalieri di percorsi operativi per l’accoglienza e l’assistenza, spazi protetti e dedicati nei servizi di pronto soccorso alle donne che hanno subito violenza, presenza di un medico legale con competenze specifiche nei principali pronto soccorso in determinate fasce orarie, in modo da creare una modalità organizzativa e presa in carico omogenea tra le aziende sanitarie con particolare attenzione al racconto della donna, ad eventuali segnali di violenza pregressa , oltre che la raccolta dei dati, con monitoraggio costante sulla violenza di genere, perché consente di intercettare anche le donne con difficoltà a dichiarare la violenza subita.
La legge regionale 43/2022 ” Misure per il superamento della discriminazione di genere e incentivi per l’occupazione femminile”, fortemente voluta dalla Vicepresidente della Giunta regionale, Giuseppina Princi, la proposta di legge per l’istituzione della figura del Garante delle vittime di reato, presentata dal Presidente del Consiglio Regionale Filippo Mancuso assieme al Consigliere Regionale Valeria Fedele, il prossimo insediamento dell’Osservatorio sulla violenza di genere e della Commissione Pari Opportunità cosi come ribadito oggi dal Presidente del Consiglio Regionale, rappresentano dei segnali importanti attraverso i quali il Consiglio Regionale della Calabria, il governo regionale a guida Roberto Occhiuto e la sua giunta dimostrano la propria sensibilità su un tema delicato quale è quello della violenza di genere.
Da parte mia – ha dichiarato il Garante della Salute – la collaborazione con tutti i soggetti coinvolti sarà massima, nella consapevolezza che una società libera dalla violenza e dagli stereotipi di genere è una società migliore. Nella pagina che stiamo predisponendo con gli uffici per la trasmissione delle segnalazioni sarà attivato un canale di emergenza, con un modulo da compilare attraverso il quale le donne vittime di violenza potranno segnalare eventuali situazioni di rischio, uno strumento che potrà offrire aiuto alle donne per la tutela dei propri diritti inviolabili. La morte di una donna, per mano del suo uomo è un crimine contro l’umanità, perché quella donna era prima di tutto un essere umano, che aveva aperto il cuore, la sua anima e si era fidata di quell’uomo, tanto da lasciarsi uccidere. “La violenza distrugge ciò che vuole difendere: la dignità, la libertà e la vita delle persone”. (Papa Giovanni Paolo II).
Arrestato in flagranza, nei giorni scorsi, dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, un 17enne per rapina impropria. In particolare, il giovane, sorpreso all’interno di un negozio di abbigliamento, in corso Garibaldi a Reggio Calabria, dopo essersi impossessato fraudolentemente di un cappotto e un paio di pantaloni e aver oltrepassato le barriere antitaccheggio, è stato subito fermato da un vigilante dell’attività commerciale. Dandosi immediatamente alla fuga, nel tentativo di svincolarsi è stato poi inseguito dall’addetto alla sicurezza fino alla limitrofa via San Paolo, quando sopraggiunto l’equipaggio della Sezione Radiomobile, è stato in ultimo bloccato e arrestato dai militari dell’Arma. La refurtiva recuperata, è stata riconsegnata all’esercizio commerciale mentre il minorenne è stato sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria dei minori. Trattandosi di provvedimento in fase di indagini preliminari, rimangono salve le successive determinazioni in fase processuale.