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HomeNewsReggio CalabriaSpettacoli

Reggio: torna dal vivo Rondò Venenziano con “The Grand Return”

di redazione 18 Giugno 2026
Scritto da redazione

Rondò Veneziano annuncia il grande ritorno dal vivo con “The Grand Return – World Tour 2026”, il nuovo tour mondiale che prenderà ufficialmente il via dall’Italia con una prima, attesissima data a Bergamo, domenica 12 luglio 2026, nella suggestiva cornice del Lazzaretto.

Un ritorno dal forte valore simbolico per uno dei progetti musicali italiani più riconoscibili e amati nel mondo, capace di unire eleganza barocca, melodie senza tempo, impatto orchestrale e una visione scenica unica. Dopo aver conquistato il pubblico internazionale con uno stile inconfondibile, Rondò Veneziano si prepara a riportare sul palco quella formula irripetibile che ha fatto della sua musica un marchio di assoluta originalità.

“The Grand Return – World Tour 2026” segna una nuova tappa nella storia di Rondò Veneziano: un viaggio musicale che riparte da Bergamo per poi proseguire sui palchi nazionali ed internazionali. Tutte le date del tour mondiale saranno annunciate prossimamente.

Nati ufficialmente nel 1980 da un’idea di Freddy Naggiar e del Maestro Gian Piero Reverberi, compositore, produttore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianista tra le figure di maggior rilievo della musica italiana, i Rondò Veneziano hanno rappresentato fin dall’inizio una vera innovazione nel panorama musicale, sia per il repertorio proposto, sia per l’accostamento strumentale e per il metodo creativo adottato.

Il progetto si distingue per composizioni originali firmate dal Maestro Reverberi, arricchite da richiami alla musica da camera e sinfonica, con un’ispirazione profondamente legata al Barocco Veneziano. Da questa intuizione nasce un linguaggio musicale capace di fondere la grazia e la raffinatezza della musica antica con un sound moderno, aprendo la strada a una forma espressiva nuova: la musica di ieri con la tecnologia di oggi.

Nel corso degli anni, Rondò Veneziano ha costruito un universo sonoro e visivo immediatamente riconoscibile: i costumi dei musicisti, le copertine degli album, i videoclip, la forza delle melodie e l’eleganza degli arrangiamenti hanno contribuito a creare un’identità unica, capace di evocare il passato senza perdere il contatto con il presente.

Dopo il grande successo in Italia, il progetto si è imposto anche all’estero, diventando uno dei più importanti esempi di musica italiana esportata nel mondo, con una popolarità particolarmente forte in Germania, Svizzera e Austria. In Italia, il boom arrivò all’inizio degli anni Ottanta grazie a brani entrati nell’immaginario collettivo come “La Serenissima” e “Sinfonia per un Addio”.

Difficile collocare Rondò Veneziano in una categoria tradizionale: non semplicemente musica classica, né new age, né easy listening. Oggi il progetto viene spesso definito pop classico, una prospettiva originale e affascinante della musica italiana, costruita su ritmi garbati, melodie accattivanti, arrangiamenti curati, grande freschezza esecutiva e un richiamo costante allo stile del Settecento italiano, in particolare vivaldiano.

Oggi, il Maestro Gian Piero Reverberi ha individuato in Stefano Marchioro la figura chiamata a raccogliere e proseguire la sua eredità artistica alla guida di Rondò Veneziano. Già storico collaboratore del Maestro, Marchioro assume oggi il ruolo di Direttore Artistico, pianista e direttore dell’Orchestra.

Con “The Grand Return – World Tour 2026”, Rondò Veneziano torna a portare in scena la sua identità più autentica: un incontro tra memoria, eleganza, spettacolo e contemporaneità.

Tra le prime date annunciate del tour figura anche quella del 28 novembre 2026 al Teatro Cilea di Reggio Calabria, appuntamento che assume un significato particolare in quanto rappresenta un’anteprima del nuovo cartellone “L’Eleganza dell’Arte”, la prestigiosa rassegna prodotta da Publidema Eventi Musicali. Un’occasione speciale che anticipa la programmazione della nuova stagione, confermando la volontà di proporre al pubblico eventi di alto profilo artistico e culturale, con protagonisti di rilievo del panorama nazionale e internazionale.

RONDÒ VENEZIANO – THE GRAND RETURN – WORLD TOUR 2026

Prime date annunciate:

• 12 luglio 2026 – Bergamo, Lazzaretto (prevendite disponibili)

• 15 novembre 2026 – Ateneul Roman, Bucarest (Romania) (prevendite disponibili)

• 28 novembre 2026 – Teatro Cilea, Reggio Calabria – anteprima del nuovo cartellone “L’Eleganza dell’Arte” prodotto da Publidema Eventi Musicali

18 Giugno 2026 0 commenti
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Il Kaulonia Tarantella Festival 2026 nel segno della Pace e di Angelo Frammartino

di redazione 18 Giugno 2026
Scritto da redazione

Il Comune di Caulonia annuncia ufficialmente il tema della 28ª edizione del Kaulonia Tarantella Festival, la manifestazione dedicata alla musica popolare calabrese che ogni anno, nel mese di agosto, trasforma il cuore del paese jonico in un grande palcoscenico a cielo aperto tra piazza Mese e il borgo medievale: il tema del KTF 2026 sarà la Pace.

Una scelta non soltanto culturale, ma profondamente politica e civile, che affonda le radici nell’identità più autentica di Caulonia e si nutre del ricordo di un figlio di questa terra: Angelo Frammartino.

Era il 10 agosto 2006, 20 anni fa, quando Angelo Frammartino, giovane volontario di appena ventiquattro anni con radici profonde a Caulonia, veniva ucciso a Gerusalemme. Si trovava lì come volontario in un campo estivo dedicato ai bambini, prime e più indifese vittime di qualsiasi guerra. Angelo era partito per quel Medio Oriente martoriato mosso dalla convinzione che fosse possibile costruire percorsi di pace e di dialogo tra popoli apparentemente lontani. Portava nel cuore i valori della nonviolenza, della solidarietà e del dialogo interculturale. Portava nel sangue il Sud di questa Calabria che non cede mai del tutto alla rassegnazione.

Caulonia lo ha ricordato intitolando al suo nome l’Auditorium “Casa della Pace e la Villa Comunale. La Fondazione Angelo Frammartino ONLUS, costituita nel 2007, porta avanti i valori per cui egli ha vissuto e per cui è morto. Il Premio Angelo Frammartino, assegnato ogni anno ad agosto proprio a Caulonia ha nel corso degli anni onorato personalità impegnate nella promozione della pace, della legalità, del dialogo, da Nicola Gratteri a don Luigi Merola, da Fabrizio Gatti ad Antonio Nicaso. Angelo Frammartino è stato insignito della Medaglia d’oro al merito civile alla memoria.

Scegliere la Pace come tema del KTF 2026 significa rendere omaggio a tutto questo: alla sua vita, al suo sacrificio, al messaggio che ha lasciato. Significa fare di questo festival non solo una kermesse musicale straordinaria, ma un atto collettivo di memo ria e di resistenza civile.

Il Kaulonia Tarantella Festival è oggi uno degli appuntamenti più importanti della musica popolare in Europa. In ventotto anni di storia ha portato a Caulonia artisti straordinari, migliaia di visitatori da ogni parte d’Italia e del mondo, e ha saputo costruire intorno alla tarantella calabrese un’aura di autenticità e innovazione che pochi festival al mondo possono vantare. Il KTF non è mai stato soltanto un cartellone di concerti, è stato una scuola di memoria, un laboratorio di identità, un incontro tra generazioni e culture diverse che trovano nella musica popolare il loro linguaggio comune. Il KTF è motore di sviluppo turistico per tutta la Locride, vetrina della Calabria più autentica, e presidio culturale di un territorio che non smette di credere nel proprio futuro.

La scelta del tema della Pace non è casuale né retorica. Caulonia ha intrecciato con questo valore un legame che va ben oltre le dichiarazioni d’intenti. È una comunità che sa che la pace non è assenza di conflitto, ma costruzione quotidiana di relazioni, diritti e dignità.

Per questo, il KTF 2026 sarà un festival che parlerà di pace in modo concreto e non consolatorio. Parlerà di pace mentre il mondo brucia. Parlerà di pace mentre si contano i morti.

Non siamo ingenui. Scegliamo il tema della Pace in un momento in cui il mondo sembra aver smarrito ogni bussola di diritto internazionale e di civiltà. Mentre scriviamo questo comunicato, Gaza è sotto le macerie. Il popolo palestinese, donne, bambini, anziani, medici, giornalisti, subisce una campagna militare che le istituzioni internazionali più autorevoli qualificano come genocidio: decine di migliaia di civili uccisi, un intero sistema sanitario raso al suolo, un popolo privato di acqua, cibo e futuro. Davanti a tutto questo, il silenzio sarebbe complicità.

E mentre l’Europa fa ancora i conti con la guerra in Ucraina, altra tragedia di un ordine internazionale che ha smesso di funzionare, il Medio Oriente è stato ulteriormente destabilizzato dall’attacco militare statunitense contro l’Iran, un’escalation insensata e pericolosa che rischia di trascinare l’intera regione verso conseguenze imprevedibili. La politica della forza, la logica delle armi, il primato della violenza sui diritti, sono queste le forze oscure che Angelo Frammartino ha scelto di combattere con il corpo, andando in quei luoghi difficili dove i bambini avevano più bisogno di adulti capaci di ascoltare che di soldati.

Il Kaulonia Tarantella Festival 2026 vuole essere, in questo contesto, un atto di resistenza culturale. La tarantella non è un ballo innocente: è una danza di trasformazione, che nasce dal veleno e cerca la guarigione. Portarla in piazza sotto il segno della Pace significa dire che i popoli possono incontrarsi, che la musica abbatte i muri che la politica erige, che la vita è più forte della guerra.

Il Sindaco Francesco Cagliuso ha sottolineato come questa scelta sia il frutto di una riflessione profonda: “Il KTF ha sempre saputo interpretare il tempo in cui nasce. Questo è un tempo che chiede alla cultura di schierarsi in difesa dei valori fondamentali: la vita, la dignità, i diritti dei popoli. Dedicare questa edizione alla Pace e alla memoria di Angelo Frammartino è il modo più onesto che abbiamo trovato per restare fedeli alla migliore tradizione di Caulonia.”

Il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Giovanni Maiolo ha aggiunto: “Angelo Frammartino era un ragazzo di Caulonia andato nel mondo a costruire pace con le mani nude. È stato ucciso a Gerusalemme il 10 agosto 2006, mentre lavorava con i bambini. Oggi quella stessa Gerusalemme, quella stessa terra, è al centro di una tragedia che ci spezza il cuore ogni giorno. Dedicare a lui questo festival significa non dimenticare, ma anche non rassegnarsi. Ringrazio l’intera amministrazione comunale per avere voluto dedicare il festival ad Angelo, nel ventennale della sua prematura scomparsa. Caulonia ha sempre saputo che la cultura è una forma di resistenza. Il KTF 2026 lo sarà in modo esplicito.”

L’Assessore allo Spettacolo Antonella Ierace ha commentato: “Siamo orgogliosi di presentare un’edizione che non si limita all’intrattenimento, ma sceglie di dare al festival una dimensione civile e umana. La musica popolare nasce dal popolo e parla al popolo: e

il popolo, in tutto il mondo, vuole la pace. Tra le novità più significative di questa edizione vi è l’avvio di un percorso di collaborazione con il Conservatorio “P. I. Tchaikovsky” di Nocera Terinese, finalizzato alla costruzione di una sinergia stabile nell’ambito della formazione musicale, per fare sì che il Ktf non sia solo l’evento estivo di Piazza Mese”.

“L’obiettivo – ha aggiunto Mimmo Cavallaro, icona del festival – è quello di sviluppare una programmazione condivisa per la gestione dei corsi e delle attività didattiche, ampliando le opportunità formative e garantendo una presenza qualificata anche in altri periodi dell’anno. Questa collaborazione rappresenta un importante investimento culturale per il territorio, volto a rafforzare l’offerta educativa e a creare nuove occasioni di crescita artistica per studenti, giovani musicisti e appassionati.”

“Ci sono persone che, anche dopo la loro scomparsa, continuano ad abitare i luoghi che hanno amato – ha dichiarato l’assessore Maria Campisi – Angelo Frammartino è una di queste. Angelo amava profondamente Caulonia, la portava dentro di sé ovunque andasse. Tornava ogni estate per ritrovare il mare, i colori del nostro paesaggio, le pietre del centro storico, i volti e le storie di una comunità che sentiva parte di sé. In questi luoghi trovava le sue radici, la sua forza, il senso più autentico dell’amicizia e dell’appartenenza. Forse è anche da questa terra che aveva imparato il valore dell’incontro, della spontaneità, della generosità, dell’accoglienza e della solidarietà. Quegli stessi valori che lo portarono a Gerusalemme, tra i bambini e gli ultimi, in una missione di pace vissuta non come un ideale astratto, ma come una scelta concreta di vita. Angelo ci ha lasciato troppo presto, a soli 24 anni. Ma il suo esempio continua a parlarci con una forza straordinaria. Ci ricorda che la pace non è una parola da pronunciare nelle occasioni solenni, ma una responsabilità quotidiana. Ci insegna che si può appartenere profondamente alla propria terra senza chiudersi al mondo, e che si può guardare al mondo intero senza dimenticare mai da dove si viene. Per questo il Kaulonia Tarantella Festival dedicato alla Pace trova nella sua memoria il suo significato più vero. Perché Angelo appartiene alla storia di Caulonia, ma anche al suo futuro. E perché il suo sogno di un’umanità più giusta, capace di dialogo e fraternità, continua a camminare tra queste strade, a guardare questo mare e a vivere nel cuore della nostra gente”.

Il programma dettagliato del Kaulonia Tarantella Festival 2026 verrà comunicato nelle prossime settimane. La manifestazione si svolgerà, come da tradizione, nel mese di agosto a Caulonia, nell’area di piazza Mese e nel centro storico del paese. Il KTF è organizzato dal Comune di Caulonia con il sostegno della Regione Calabria e della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

 

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Locride, Operazione “Golden River”: 900 tonnellate di materiale prelevato dalla fiumara, 5 arresti

di redazione 18 Giugno 2026
Scritto da redazione

I Carabinieri della Compagnia di Locri (RC), con il supporto del personale della Compagnia Carabinieri di Bianco e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri, hanno dato esecuzione, nei comuni di Bianco, Bovalino e Benestare, all’operazione convenzionalmente denominata “Golden River”, la quale ha avuto origine da complesse e articolate attività investigative, che hanno permesso all’Autorità Giudiziaria di Locri di applicare, nei confronti di due fratelli legati da vincoli di parentela, con una nota famiglia di ‘ndrangheta della “Locride”, la misura cautelare degli arresti domiciliari e nei confronti di altri tre soggetti la misura cautelare dell’obbligo di dimora presso il Comune di rispettiva residenza.

L’indagine, svolta dalla Stazione Carabinieri di Bovalino, che trae origine dai servizi tesi al monitoraggio dei cantieri edili pubblici e privati della “Locride”, oltre che alla repressione degli illeciti in materia ambientale, ha consentito di individuare con chiarezza e precisione, il contesto criminale in cui hanno operato, a vario titolo, i vari soggetti colpiti da misura cautelare. In particolare, le indagini hanno portato alla luce, attraverso importanti elementi probatori, l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere avente come fine ultimo la commissione di innumerevoli delitti contro il patrimonio.

Le analisi investigative, condotte nel secondo semestre del 2024 ed eseguite mediante l’attenta lettura di documenti amministrativi, i cui risultati sono stati confrontati con dati telematici ed informativi, hanno permesso di controllare e verificare gli accessi in fiumara degli automezzi, dedicati al movimento terra ed impiegati per il prelievo illecito di materiale inerte, circa 900 tonnalleta complessive, oltre a tutte le fasi di lavorazione, trasformazione e vendita dello stesso materiale, mettendo in risalto le condotte illecite dei singoli indagati. Infatti, è stato accertato che il materiale illecitamente asportato dalla fiumara “Bonamico”, sita in C.da “Ricciolio” del comune di Benestare, dopo essere stato trasportato presso un’individuata ditta edile, veniva, in vari momenti, sottoposto a varie fasi di lavorazione; ovvero frantumazione, lavaggio, conversione in sabbia lavata e pietrisco sino ad arrivare al suo stoccaggio. Tale sistema, collaudato in ogni sua singola fase, oltre a modificare le caratteristiche fisiche e visive del materiale fiumaro, rendeva quest’ultimo non più identificabile agli occhi di soggetti esterni alla ditta, impedendone così l’identificazione dell’illecita provenienza. Queste fasi sono risultate indispensabili e fondamentali alla successiva vendita e quindi al riutilizzo del prodotto finito, spesso “calcestruzzo”, come investimento economico in altre attività imprenditoriali della “Locride”, con conseguenti e consistenti introiti economici per la ditta edile che si occupava della lavorazione del materiale fiumaro.

 

Si precisa che i soggetti coinvolti sono da ritenersi presunti innocenti, fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto dei diritti dell’indagato e delle garanzie previste dal nostro ordinamento.

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Reggio: il comitato scrive al presidente Occhiuto sulla chiusura della Scuola Pythagoras

di redazione 18 Giugno 2026
Scritto da redazione

Il Comitato di Quartiere di Ravagnese. Sant’Elia e Saracinello, tramite una lettera aperta al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, concentra l’attenzione sull’emergenza dell’edilizia scolastica.

“Egregio Presidente, ci sono immagini che una comunità non dimentica. Nel nostro quartiere sono quelle dei ragazzi che, dopo i lunghi mesi della pandemia, tornavano finalmente a ritrovare i propri compagni, i propri insegnanti e quella quotidianità che il Covid aveva improvvisamente interrotto. Poco tempo dopo, però, quella normalità è stata nuovamente spezzata”, inizia così la lettera del Comitato.

“A seguito delle verifiche di vulnerabilità sismica e statica effettuate sugli edifici scolastici comunali, la scuola Pythagoras venne dichiarata non idonea ad ospitare le attività didattiche e successivamente chiusa. Non fu un caso isolato: delle 23 strutture scolastiche sottoposte a verifica, ben 9 furono chiuse per motivi di sicurezza. Da quel momento è iniziata una lunga attesa che ancora oggi coinvolge studenti, famiglie e l’intera comunità. La chiusura della scuola Pythagoras non ha rappresentato soltanto la perdita di un edificio. Ha significato per centinaia di famiglie la perdita di un punto di riferimento, di un luogo di crescita, di un presidio educativo e sociale che da sempre appartiene alla storia della nostra comunità. È da quella ferita che nasce questa lettera. Anche durante la recente campagna elettorale reggina si è parlato di sviluppo, infrastrutture e servizi, ma ben poco della sicurezza e del futuro delle nostre scuole. Eppure stiamo parlando dei luoghi nei quali si costruisce il domani delle nuove generazioni”, continua la lettera al Presidente Occhiuto.

“Come Comitato di Quartiere Ravagnese, Sant’Elia e Saracinello abbiamo posto al centro della nostra azione la ricostruzione della scuola Pythagoras, simbolo di una ferita ancora aperta per il nostro territorio. Molti studenti hanno dovuto affrontare quotidianamente tempi di percorrenza più lunghi e un inevitabile aggravio per l’organizzazione familiare. Dietro una scuola chiusa non ci sono soltanto problemi tecnici o amministrativi. Ci sono famiglie, sacrifici quotidiani e ragazzi che vedono venir meno un punto di riferimento fondamentale. Molti genitori ricordano ancora oggi le lacrime dei propri figli quando venne comunicata la chiusura della scuola. In questi anni abbiamo sentito ripetere spesso una frase: “Tanto non la ricostruiranno mai.” È una frase che nasce dalla delusione e da troppe promesse rimaste in sospeso. Ed è proprio contro questa rassegnazione che è nato il nostro Comitato di Quartiere. Siamo nati in un territorio che convive da troppo tempo con numerose questioni irrisolte, ma abbiamo scelto di mettere la scuola al centro della nostra attenzione perché crediamo che una comunità non possa rinunciare al futuro dei propri figli. La nostra forza non è stata la protesta, ma la speranza. La convinzione che il dialogo, il confronto istituzionale e la partecipazione civica possano ancora produrre risultati concreti”, conclude la lettera aperta del Comitato di Quartiere di Ravagnese. Sant’Elia e Saracinello, al Presidente Occhiuto

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CalabriaHomeIn primo pianoNews

Maturità 2026: gli auguri di Siclari agli Studenti con Disabilità

di redazione 18 Giugno 2026
Scritto da redazione

In occasione dell’avvio degli Esami di Stato, il Garante dei Diritti delle Persone con Disabilità della Regione Calabria, Avv. Ernesto Siclari, rivolge il proprio più sincero augurioernes a tutti gli studenti che si apprestano ad affrontare una delle tappe più significative del loro percorso formativo e personale.

Un particolare pensiero va agli studenti con disabilità, che hanno il diritto di sostenere gli esami in condizioni di piena uguaglianza, attraverso strumenti, modalità e supporti coerenti con il proprio Piano Educativo Individualizzato e con quanto previsto dalla normativa vigente.

L’Ordinanza ministeriale che disciplina gli Esami di Stato richiama con chiarezza principi fondamentali di inclusione e personalizzazione, prevedendo prove equipollenti, tempi differenziati, adattamenti delle modalità di valutazione, assistenza per l’autonomia e la comunicazione e ogni altro supporto necessario affinché ciascun candidato possa esprimere al meglio le proprie competenze e capacità.

Il rispetto di tali disposizioni non rappresenta una concessione, ma l’attuazione concreta di un diritto costituzionalmente garantito. È pertanto fondamentale che tutte le istituzioni scolastiche, le commissioni d’esame e i soggetti coinvolti operino con attenzione, sensibilità e rigore, assicurando la piena applicazione delle misure previste e la tutela della dignità di ogni studente.

La scuola inclusiva si misura soprattutto nei momenti più importanti del percorso educativo. Gli esami devono essere un’occasione di valorizzazione delle potenzialità di ciascuno e non un ostacolo determinato da barriere organizzative o da interpretazioni restrittive delle norme.

A tutti i maturandi calabresi giunga il mio più caloroso “in bocca al lupo”. Affrontate questa prova con serenità, fiducia e consapevolezza del percorso compiuto. Alle famiglie, ai docenti e agli operatori scolastici rivolgo un sentito ringraziamento per il lavoro svolto quotidianamente a sostegno dei nostri giovani.

La Regione Calabria continuerà a vigilare affinché i diritti degli studenti con disabilità siano sempre pienamente rispettati e affinché il principio di inclusione trovi concreta attuazione in ogni contesto educativo.

L’Ufficio Stampa del Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Calabria

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Guardia Medica a Roccaforte del Greco: Ferrara sostiene il Sindaco, l’Asp replica: “Nessuna chiusura”

di redazione 18 Giugno 2026
Scritto da redazione

Tramite un comunicato il capogruppo di “Liberi di Ricominciare”, Paolo Ferrara, si schiera a fianco del Sindaco di Roccaforte, Ercole Nucera, sul rischio di chiusura della Guardia Medica a Roccaforte del Greco.

“Il diritto alla salute non appartiene a una parte politica. È un diritto costituzionale, inviolabile e universale. Per questo motivo, a nome del Gruppo Consiliare Liberi di Ricominciare, esprimo la piena condivisione della posizione assunta dal Sindaco Ercole Nucera in merito alla soppressione del servizio di Guardia Medica di Roccaforte del Greco.

Su temi come la salute pubblica non esistono maggioranza e opposizione. Esiste un’unica comunità che chiede di vedere garantito uno dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione.

La decisione di privare Roccaforte del Greco di un presidio sanitario essenziale rappresenta una scelta che desta profonda preoccupazione. Non possiamo accettare che una comunità montana, già segnata dall’isolamento geografico, venga ulteriormente penalizzata con la sottrazione di un servizio vitale.

Roccaforte del Greco è un piccolo comune dell’Aspromonte che conta una popolazione composta prevalentemente da persone anziane che necessitano di assistenza sanitaria continua. In questo contesto, la Guardia Medica non rappresenta un semplice servizio: rappresenta sicurezza, vicinanza dello Stato e tutela della vita.

È difficile comprendere come si possa parlare di Reggio Calabria Metropolitana, di rilancio delle aree interne, di sviluppo turistico e di valorizzazione dell’Aspromonte se, contemporaneamente, non si riesce a garantire neppure un presidio sanitario territoriale.

Roccaforte del Greco è uno dei borghi più autentici e suggestivi della Vallata dell’Amendolea. È una meta ideale per gli amanti del trekking, dell’escursionismo, della mountain bike, del turismo naturalistico, del birdwatching, della fotografia paesaggistica, dei percorsi culturali e della civiltà grecanica. È un territorio ricco di storia, tradizioni, produzioni tipiche, ospitalità e bellezze ambientali.

Ma una domanda nasce spontanea: Che senso ha investire sul turismo se non siamo in grado di garantire ai visitatori e ai residenti il diritto ad un’assistenza sanitaria di prossimità?

Nessun territorio può crescere senza servizi essenziali. Nessuna strategia di sviluppo può essere credibile se viene meno la tutela della salute.

Per questo motivo rivolgiamo un appello istituzionale ma fermo al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e al Commissario Straordinario dell’ASP di Reggio Calabria, invitandoli personalmente a visitare Roccaforte del Greco, ad ascoltare i cittadini, a conoscere una delle realtà più caratteristiche dell’Aspromonte e dell’Amendolea e a toccare con mano le difficoltà quotidiane vissute da questa comunità.

Siamo pronti ad accoglierli con il calore che contraddistingue la nostra gente, a far conoscere le eccellenze enogastronomiche del territorio, la cultura grecanica, i paesaggi straordinari e il patrimonio umano di una comunità che continua a resistere con dignità. Ma chiediamo che questa visita non sia soltanto simbolica, chiediamo che da Roccaforte parta una risposta concreta anche perché, durante il periodo estivo, il paese si ripopola grazie ai tanti concittadini che rientrano dall’Italia e dall’estero. Cresce il numero dei residenti temporanei, aumentano i turisti e gli escursionisti, aumentano inevitabilmente anche le esigenze sanitarie.

Non possiamo consentire che esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B. Non possiamo accettare che vivere in montagna significhi avere meno diritti rispetto a chi vive nei grandi centri urbani. La salute non è un privilegio. La salute è un diritto e… i diritti non si elemosinano, i diritti si garantiscono!

Chi governa le istituzioni ha il dovere morale, politico e amministrativo di assicurare pari dignità e pari opportunità ad ogni cittadino, indipendentemente dal luogo in cui ha scelto di vivere.

Come gruppo consiliare continueremo a sostenere ogni iniziativa istituzionale utile affinché la Guardia Medica venga ripristinata e Roccaforte del Greco possa tornare ad avere quel presidio sanitario indispensabile per la sicurezza dei residenti, dei turisti, dei lavoratori e dei tanti figli di questa terra che ogni estate ritornano a casa.

Su questa battaglia saremo uniti, perché la salute non appartiene alla politica. La salute appartiene ai cittadini. Per questo condivido pienamente l’iniziativa del Sindaco Ercole Nucera e rivolgo un appello al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e al Commissario Straordinario dell’ASP di Reggio Calabria: venite a Roccaforte del Greco. Venite a conoscere uno dei borghi più autentici dell’Aspromonte, incontrate i cittadini, ascoltate le loro preoccupazioni, assaporate la nostra straordinaria ospitalità e le eccellenze del territorio. Ma soprattutto, trovate insieme una soluzione concreta.

Non possiamo continuare a parlare di sviluppo turistico, di valorizzazione delle aree interne e di Reggio Metropolitana se poi si sottraggono servizi essenziali a chi vive quotidianamente questi territori.

Roccaforte non chiede privilegi. Chiede soltanto ciò che spetta ad ogni cittadino: il diritto ad essere curato. La salute non ha colore politico e non possono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B.”, scrive Ferrara nel comunicato.

 

 

La replica dell’Asp di Reggio

L’Asp di Reggio, in merito alla paventata chiusura della Guardia Medica a Roccaforte del Greco, fornisce chiarimenti al Sindaco Ercole Nucera, rendendo noto che non sono in atto provvedimenti di soppressione o chiusura del presidio sanitario, ma solo avvisi informativi periodici. L’Amministrazione, ringrazia la dirigenza, per la celerità con la quale ha fornito le giuste delucidazioni.  

 

 

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Il cordoglio di Falcomatà e Latella per la scomparsa di Steeve Parisi

di redazione 18 Giugno 2026
Scritto da redazione

«La tragica e improvvisa scomparsa di Steeve Parisi lascia un vuoto profondo nella comunità reggina. Ci lascia un imprenditore lungimirante, un professionista stimato, ma soprattutto un uomo perbene, la cui solarità e i cui modi straordinariamente garbati rappresentavano un esempio per tutti». Così, in una nota, il consigliere regionale, già sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, esprime il proprio dolore per la prematura scomparsa del presidente dell’associazione Reggio Bed.

«Negli anni – continua Falcomatà – abbiamo avuto modo di condividere visioni, progetti e speranze per il futuro turistico della nostra città. Come presidente di Reggio Bed, Steeve ha saputo intuire, prima e meglio di altri, il valore e le potenzialità dell’ospitalità diffusa, trasformando l’accoglienza extralberghiera in un vero e proprio motore di sviluppo identitario e culturale per il territorio. Il suo non era semplicemente un impegno imprenditoriale, ma un atto d’amore quotidiano verso la sua Reggio, che difendeva e promuoveva con un entusiasmo appassionato e contagioso».

«Accanto al profilo del grande professionista – aggiunge il consigliere regionale – è impossibile non ricordare la sua straordinaria passione per lo sport e la natura. Steeve era energia pura, una persona capace di ascoltare e di dialogare con una positività rara, sempre con il sorriso e con una generosa predisposizione verso il prossimo».

«In questo momento di immenso dolore – conclude Falcomatà – desidero stringermi attorno alla famiglia di Steeve, ai suoi cari e a tutta la comunità degli operatori turistici e di Reggio Bed, che oggi perde la sua guida carismatica. A noi resta il dovere di custodire la sua memoria e di continuare a lavorare per quella narrazione autentica e accogliente della nostra terra in cui Steeve ha creduto fino all’ultimo giorno».

 

 

Il cordoglio di Giovanni Latella (Reset): “Se ne va un amico di tutti, un vulcano di idee che ha dato un grande contributo alla ricezione turistica nella nostra città”

«La scomparsa improvvisa di Steeve Parisi mi colpisce dritto al cuore. La comunità reggina piange la perdita di un professionista esemplare, ma anche di una persona solare e positiva, alla quale ero legato da un sentimento di profonda stima e sincero affetto». È quanto dichiara Giovanni Latella, rappresentante del gruppo Reset e già consigliere comunale delegato allo Sport e al Turismo, nell’esprimere il proprio cordoglio per la morte del presidente di Reggio Bed.

«In questi anni di impegno amministrativo – ricorda Latella – il confronto con Steeve è stato costante. Durante il mio mandato con le deleghe al Turismo e allo Sport, ho trovato in lui un interlocutore capace e propositivo, un alleato prezioso e un vulcano di idee. Abbiamo condiviso battaglie, progetti e visioni per il rilancio del nostro territorio. Steeve credeva fermamente che lo sviluppo di Reggio passasse attraverso la qualità dell’accoglienza extralberghiera, un settore che ha letteralmente plasmato e fatto crescere con la sua associazione. Steeve incarnava perfettamente l’unione tra il dinamismo sportivo e la capacità manageriale, affrontando ogni sfida con un’energia pulita e contagiosa».

«Rivolgo un abbraccio affettuoso e le più sentite condoglianze alla sua famiglia – conclude Giovanni Latella – ai suoi cari e a tutti gli operatori del comparto turistico reggino che oggi si sentono più soli. Ciao Steeve, porteremo sempre nel cuore il tuo sorriso, la tua generosità e la lealtà di un’amicizia che il tempo non potrà cancellare».

 

 

 

 

 

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Gallico celebra 50 anni di teatro e musica: dal 18 al 20 giugno una grande festa tra spettacoli e memoria

di redazione 18 Giugno 2026
Scritto da redazione

Un traguardo storico che unisce generazioni nel segno dell’arte, della cultura e dell’aggregazione. L’Associazione Culturale “Gruppo Teatro Libero Gallicese” e il Gruppo Musicale Edipo’s presentano la rassegna “50 anni di musica e teatro. Un sogno sempre vivo”, una tre giorni di eventi che si terrà dal 18 al 20 giugno 2026 a Reggio Calabria, presso l’Oratorio “Don Bosco” di Gallico Superiore. L’iniziativa si snoderà attraverso un intenso percorso di appuntamenti culturali, concerti e rappresentazioni teatrali, offrendo un viaggio emozionante tra passato, presente e futuro della tradizione artistica locale. Tutti gli appuntamenti serali avranno inizio alle ore 21:00 con ingresso libero.

La manifestazione si aprirà ufficialmente giovedì 18 giugno con una serata d’eccezione presentata da Nanà Bertè. Il programma della prima giornata prevede i saluti introduttivi del presidente del G.T.L.G., Enzo Siclari, a cui seguirà un importante momento di approfondimento culturale affidato al prof. Enzo Zolea, il quale relazionerà sul tema “Dalle origini della lingua volgare in Calabria e Reggio al fenomeno delle compagnie teatrali reggine”. La serata proseguirà poi con le testimonianze degli amici dell’associazione, i momenti musicali curati da Gemma Natali e la proiezione di brevi estratti video delle commedie più significative tratte dal repertorio storico del G.T.L.G.

Il giorno successivo, venerdì 19 giugno, i riflettori si accenderanno sulla musica dal vivo. Il palco dell’oratorio ospiterà il concerto del supergruppo EdiSound, che per l’occasione si esibirà insieme ai giovani talenti musicali del L’HubOratorio, creando un ideale e suggestivo connubio artistico tra diverse generazioni di musicisti del territorio.

La rassegna si concluderà sabato 20 giugno nel segno della tradizione teatrale. I giovani del L’HubOratorio, in stretta collaborazione con il “Gruppo Teatro Libero Gallicese”, porteranno in scena la commedia brillante intitolata “A’ Rua”, scritta da Maria Pia Battaglia. Lo spettacolo si avvale della regia curata da Maria Grazia Chirico e Peppe Pizzimenti. A suggellare la fine di questa intensa tre giorni di celebrazioni saranno le riflessioni e i saluti conclusivi di don Nino Russo, parroco di San Biagio e San Nicola di Bari.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare le pagine facebook “Parrocchia San Biagio – Gallico” e “Oratorio Don Bosco di Gallico”.

 

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Maturità 2026: gli auguri di Cirillo e Princi agli studenti calabresi

di redazione 18 Giugno 2026
Scritto da redazione
«Nel giorno in cui prende il via la Maturità rivolgo un augurio sincero a tutte le studentesse e a tutti gli studenti calabresi. Ricordo bene l’emozione di questo momento: l’ansia, le aspettative, la voglia di dimostrare quanto si vale. Per questo il mio invito è semplice: affrontate questa prova con serenità, fiducia e consapevolezza delle vostre capacità. È un passaggio importante, ma rappresenta soprattutto l’inizio di una nuova fase della vostra vita. Credete nei vostri sogni e nel vostro talento, perché la Calabria ha bisogno delle vostre idee, della vostra energia e del vostro coraggio.
Questa non è solo una prova d’esame, ma il primo passo verso il vostro futuro di cittadini attivi, ed è proprio per sostenere questo cammino che, sin dall’inizio del mio mandato, ho voluto che il mondo della scuola e i giovani fossero il cuore pulsante dell’agenda istituzionale. Abbiamo lavorato per abbattere le distanze, trasformando Palazzo Campanella in una casa aperta, un luogo di ascolto, confronto e partecipazione attiva per le nuove generazioni.
Questo percorso di crescita condivisa non si ferma, ma si rinnova proprio a partire da voi. Dal prossimo anno scolastico potenzieremo il programma delle visite guidate e daremo vita a nuove iniziative dedicate agli studenti della nostra regione. Attraverso uno specifico avviso rivolto a tutte le scuole vogliamo raccogliere e premiare storie, progetti e gesti concreti di solidarietà, inclusione, cittadinanza attiva e cura del territorio, nati proprio dentro le aule.
Dare voce a questo “bene quotidiano” significa riconoscere la più bella prova di maturità: prendersi cura degli altri e della propria terra. Buon esame a tutti». Così il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, rivolgendosi ai candidati calabresi impegnati da oggi nelle prove dell’esame di maturità.

L’europarlamentare Giusi Princi scrive ai maturandi: “Siate liberi, il futuro è vostro”

“Care ragazze e cari ragazzi, oggi siete chiamati alla vostra prima grande sfida: la Maturità. Uno scoglio che è più di un esame, è un passaggio, un’emozione, una soglia tra ciò che siete stati fino ad oggi e ciò che comincerete a costruire da domani. Affrontate questa prova con fiducia e serenità. Portate con voi il vostro bagaglio conoscitivo, ma anche la vostra storia, la vostra creatività, la vostra spontaneità, la vostra sensibilità, il vostro talento, i vostri sogni”. Così l’europarlamentare calabrese Giusi Princi, in un post sui social, si rivolge agli studenti che oggi affrontano la prova di Maturità, confermando l’attenzione che da sempre riserva al mondo della scuola e in particolare ai giovani, interlocutori privilegiati della sua attività istituzionale, oggi come ieri, nella convinzione che il futuro dell’Europa si costruisca attraverso la crescita delle giovani generazioni.

“L’augurio più bello – prosegue l’On. Princi – che sento di rivolgervi per la vita è: siate liberi! Liberi davvero. In questi anni la scuola vi ha dato tanto: un metodo, uno sguardo sul mondo, la capacità di segnare i primi passi verso la persona che sceglierete di diventare. Adesso alzate gli occhi e guardate oltre. Perché questo esame – continua l’europarlamentare – non è un punto d’arrivo, ma è un trampolino di lancio. Verso una vita in cui sarete risorse vive per la società che vi aspetta. Persone libere. Persone che pensano. Perché la scuola è esattamente questo: non il bagaglio delle cose imparate, ma la palestra in cui avete imparato a vivere. Perché la scuola, quella vera, forma per la vita. E la vita, da domani, è tutta vostra. Camminate a testa alta, con la sicurezza e l’autostima di chi sa quanto vale e quanto ha lottato per arrivare fin qui. Ricordate sempre che la vera maturità – aggiunge – non si conquista in un esame: si costruisce ogni giorno, nella capacità di scegliere, di impegnarsi, di sognare e di lasciare un segno positivo nel cammino degli altri. Buona Maturità, ragazze e ragazzi. Che sia l’inizio di un futuro libero, luminoso, vostro”, conclude l’On. Giusi Princi.

 

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Esame di Maturità 2026: oggi la 1° prova con il tema di italiano per più di 5600 studenti reggini

di Sebastiano Plutino 18 Giugno 2026
Scritto da Sebastiano Plutino

E’ inziato anche per gli studenti reggini il giorno della prima prova dell’Esame di Maturità.

Alle 8:30  di questa mattina, si sono aperte le buste del Ministero con i temi della prima prova di italiano, la più attesa e temuto dell’intero esame. Nella provincia di Reggio Calabria saranno 5.641 i ragazzi impegnati nel percorso che porta al diploma.

Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in Calabria il 96,6% degli alunni è stato ammesso alle prove, mentre il 3,4% è stato escluso. Rispetto al 2025 c’è un lieve calo: i partecipanti scendono dell’1,6%, da 18.349 a 18.055.A livello provinciale il numero più alto di candidati è nel Cosentino con 6.253 studenti, poi Reggio Calabria con 5.641. A Catanzaro si presentano 3.091 maturandi, a Vibo Valentia 1.559 e a Crotone 1.511.

Le sottocommissioni attive in regione sono 549 e accompagneranno i candidati fino ai colloqui orali delle prossime settimane.Si inizia oggi con la prova di italiano, uguale per tutti gli indirizzi. I ragazzi avranno sette tracce divise in tre tipologie: analisi e interpretazione di un testo, tema argomentativo, tema di attualità. Domani toccherà alla seconda prova scritta, specifica per ogni corso di studi, e poi prenderanno il via gli orali.

La Maturità resta uno dei momenti simbolici più forti della scuola italiana. Nel tempo ha cambiato formula più volte, tra riforme e aggiustamenti, ma conserva il significato di ultimo traguardo prima dell’università o dell’ingresso nel mondo del lavoro.Anche quest’anno, alla vigilia, il dibattito si è concentrato sulle possibili tracce di italiano. Come sempre studenti e professori hanno fatto pronostici, cercando di indovinare autori, ricorrenze e argomenti scelti dal Ministero.

Tra gli autori più citati ci sono Giovanni Verga, Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale e Umberto Saba. Ma molti puntano soprattutto sugli anniversari del 2026: i 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi, il papà di “Pinocchio”, e i 100 anni dal Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda.

Tra le ricorrenze storiche più probabili ci sono gli 80 anni dal referendum del 1946 che proclamò la Repubblica e introdusse il voto alle donne, e i 40 anni dal disastro di Chernobyl, evento che ha segnato la storia europea recente.Sul fronte dell’attualità, gli esperti indicano come temi caldi l’intelligenza artificiale, la trasformazione digitale, il legame tra giovani e social, il malessere giovanile, la violenza di genere, le pari opportunità e il futuro lavorativo delle nuove generazioni.Ovviamente sono solo ipotesi.

La Maturità ha insegnato che il Ministero spesso sorprende, proponendo tracce lontane da quelle pronosticate.Da questa mattina, però, alle supposizioni subentra la realtà. Migliaia di studenti reggini e calabresi si troveranno davanti a un foglio bianco e avranno sei ore per mettere nero su bianco ciò che hanno studiato in cinque anni. Un appuntamento che mantiene un valore speciale e che, per un’intera generazione, rappresenta la chiusura di un capitolo e l’inizio di una nuova fase della vita.

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