Emotivamente coinvolgente l’incontro tra il Garante della Salute della Regione
Calabria, Prof.ssa Anna Maria Stanganelli e il fondatore e storico leader del
Movimento Diritti Civili , Prof. Franco Corbelli, impegnato da oltre 30 anni, in battaglie
civili, di giustizia, iniziative umanitarie e di solidarietà.
Sono state le morti assurde per casi di malasanità, come quella del piccolo Flavio
Scutellà, a spingere il Professore Corbelli nel lontano 2008 a ideare per la prima volta
in Italia, proporre e fare approvare, in prima istanza dal Consiglio Provinciale di
Cosenza, la legge, poi trasmessa per competenza e definitivamente licenziata dal
Consiglio Regionale della Calabria, per l’istituzione del Garante della Salute della
Regione Calabria.
“ Dopo un attesa lunga 14 anni – ha dichiarato il leader di Diritti Civili – grazie alla
sensibilità del Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, On. Filippo Mancuso,
del Consiglio Regionale e del Governo Regionale a guida Occhiuto , si è proceduto a
questa importante nomina, che rappresenta una conquista civile per la nostra regione
e un riferimento istituzionale, assieme al Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Cav.
Antonio Marziale, una speranza per migliaia di cittadini e bambini, che si vedranno in
questo modo difesi e tutelati e non invece, come in tanti casi, violati, con conseguenze,
spesso purtroppo, anche drammatiche.”
A margine dell’incontro il Garante della Salute ha dichiarato: “Aver incontrato il
Professor Corbelli, definito dalla stampa nazionale Apostolo di carità, ha suscitato in
me una profonda emozione. Il suo impegno ultratrentennale a difesa dei diritti umani
sarà per me da stimolo per espletare il complicato ma entusiasmante compito che mi
attende”.
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“Costruire, anche sui territori, un presidio integrato di azioni, per dare respiro alla straordinarietà dell’Esistenza, quella capace di trarre dall’assistenza la forza di riempire i giorni di impegno, soddisfazione, realizzazione”: questo l’obiettivo delineato dalla dottoressa Annamaria Palummo, Consigliere Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, rispetto al Progetto per lo sviluppo di servizi a favore delle persone cieche pluriminorate, normato in Calabria dalla Legge regionale n. 17 del 31 maggio 2019, che ha costituito l’oggetto del Convegno svoltosi questa mattina nella Sala Oro della Cittadella Regionale di Germaneto, a Catanzaro. “Un simposio che – ha spiegato la dottoressa Palummo, moderatrice dell’incontro – costituisce il consuntivo della terza annualità del progetto afferente alla succitata legge, la quale è la bussola che può portarci a cogliere il risultato poco fa prefigurato. Certo, quello che siamo già riusciti a ottenere grazie a questa norma, che è un’eccellenza, un primato della nostra Regione, ha del prodigioso; un prodigio determinato dalla sinergia tra Istituzione regionale e associazionismo, nello specifico Consiglio Regionale dell’UICI Calabria e Comitato Regionale Calabria della IAPB, i quali, attraverso i finanziamenti appositamente erogati dalla Regione e grazie al lavoro dei dirigenti, delle strutture associative e degli operatori, hanno garantito, anche quest’anno, con interventi mirati e modulati sulle specificità individuali, dignità a tante persone, a tante sensibilità, a tante aspirazioni: consulenze, assistenza alle famiglie, assistenza scolastica, stimolazione basale, trasporti, attività ludiche e ricreative e via dicendo sono riusciti di nuovo a scardinare la coltre di immobilismo e marginalizzazione che troppo a lungo ha negato a troppe sorelle e a troppi fratelli la fragranza della libertà. A tal riguardo, ritengo opportuno evidenziare come il prossimo step debba consistere nella riqualificazione del nostro gruppo di operatori e di quello degli istruttori per l’orientamento e la mobilità, facendo in modo che questa legge arrivi a estendere, sempre di più, i propri effetti sui territori, così da rendere le nostre sezioni delle vere e proprie agenzie di promozione esistenziale, in grado di volare oltre ogni limite, di dare alla vita i colori della felicità”. Felicità che – ha evidenziato la Vicepresidente della Regione Calabria, Giusy Princi, “dipende dalla capacità che tutti noi, Regione e Associazioni, sapremo continuare a dimostrare nel donare vicinanza a chi ha più bisogno, creando le condizioni congrue all’inclusione e all’integrazione, sociale, lavorativa e scolastica. Ecco, la formazione è il punto fondamentale, per i non vedenti, per i portatori di pluridisabilità e per coloro i quali devono loro garantire l’assistenza: in tale ambito la Regione è particolarmente presente, al fine di rendere la nostra terra accessibile a tutti, in tutte le sue opportunità e in tutta la sua bellezza”. Regione che ringraziamo, “unitamente al suo Presidente, Roberto Occhiuto, per aver, anche quest’anno consentito di dare seguito a un progetto di cui andiamo orgogliosi – ha affermato il Presidente Regionale di UICI e IAPB Calabria, Pietro Testa -; in progetto per il quale occorre continuare a lavorare insieme, ognuno nel proprio campo d’azione, affinché possiamo, da qui a un anno, ritrovarci per il seminario della quarta annualità; un seminario da riempire, alla stregua di oggi, non solo di freddi numeri, ma, soprattutto, di calore umano e gioia, come quelle veicolate dalle testimonianze che ascolteremo e dai video che saranno proiettati; video realizzati dalle sedi territoriali dell’UICI, le quali provvederanno a esplicitare le proprie relazioni sull’annualità appena conclusa”. Testimonianze e video che si sono succedute nella soleggiata mattina catanzarese, colmando – per usare le parole del Presidente Testa – di calore umano e gioia la sala, affollata dalle nutrite delegazioni territoriali che hanno raggiunto la Cittadella Regionale, con assistiti, famiglie, operatori e dirigenti, i quali hanno seguito con interesse i lavori, il cui proscenio è stato poi occupato proprio dalle rappresentanti e dai rappresentanti delle cinque sedi territoriali UICI, ovvero Catanzaro – col saluto della Vicepresidente Lidia Travaglio, in sostituzione del Presidente territoriale Concetta Loprete, assente per motivi di lavoro, e la relazione di Luciana Loprete, dirigente regionale UICI, già presidente del Comitato regionale IAPB -, Crotone – col saluto del Presidente Francesco Scicchitano e la relazione di Stefania Scalise, segretaria della sede -, Cosenza – col saluto e la relazione del vicepresidente Roberto Crocco -, Reggio Calabria – col saluto e la relazione della Presidente Francesca Marino e il breve intervento del Presidente territoriale emerito Fortunato Pirrotta, presidente del Collegio nazionale dei Probiviri dell’UICI – e Vibo Valentia – col saluto e la relazione del Presidente Giuseppe Bartucca -. Testimonianze, video e relazioni che hanno palesato l’esito prodigioso di cui ha parlato la moderatrice Palummo: il prodigio di essere riusciti a liberare la meraviglia del quotidiano, massimizzando, a livello individuale, quelle che il Presidente Nazionale UICI e IAPB, Mario Barbuto, collegato da remoto, ha definito le “abilità residue”, attraverso cui percorrere con successo la strada verso una società aperta e libera da vincoli e barriere. Una libertà di cui la Calabria è alfiere, grazie alla particolarità di questo progetto; “particolarità – ha spiegato l’avvocato Annunziato Denisi, consulente legale dell’UICI Calabria – consistente nel fatto che non solo l’elaborazione e la definizione ma anche la sua esecuzione ha come elementi di riferimento congiunto associazionismo e istituzione: associazioni ed Ente Regionale che, insieme, sono partecipanti attivi e responsabili del progetto, in ogni sua fase. Un progetto che si dipana nell’attività quotidiana coordinata dai dirigenti ed eseguita dalle nostre segreterie territoriali, da quella regionale e dagli uffici della Regione Calabria, oltre, che ovviamente, dagli operatori, i quali danno concretezza all’erogazione dei servizi. I risultati sono tangibili e la speranza è di riuscire a fare partire i progetti, come previsto inizialmente, dal settembre di ogni anno, per dare continuità e massima espressione alle potenzialità di questa legge, che, nata in Calabria, è un esempio di simbiosi vincente tra pubblico e privato”. Una simbiosi da promuovere e a cui guarda con interesse la platea dell’associazionismo calabrese, rappresentata, durante il seminario di oggi, da Maurizio Simone, Presidente regionale della Fand, Antonio Mirijello, Presidente Regionale ENS, e da Carmine Vizza, Presidente provinciale dell’UNMS Cosenza, i quali, con le loro riflessioni, hanno arricchito di contenuti il meeting, curato da Patrizia Tortorella, Stefania Scalise, Daniela Taverna, Debora Chimento, Gianluigi Melina, Paolo Massaria e Davide Scalzo. Meeting “che, come ogni anno – ha chiosato la dottoressa Palummo – è stato speciale: speciale perché abbiamo nuovamente dimostrato come le risorse pubbliche, coniugate con l’impegno quotidiano che la nostra Associazione profonde da oltre cento anni in direzione dell’inclusione sociale e dell’integrazione, della riabilitazione, del sostegno, del supporto, possono portare a ottenere risultati eccellenti. Risorse che, quando non vanno disperse, bensì investite in interventi mirati, possono, anche quando sono esigue, produrre un effetto moltiplicatore su quella che è la convergenza relativamente al piano integrato delle azioni. Al riguardo, abbiamo ribadito al presidente Occhiuto la necessità di dare continuità a questi servizi di assistenza, rilanciando il desiderio, che è poi una necessità, di non interrompere durante l’anno questa progettazione, che deve fluire quotidianamente; stiamo, in proposito, studiando insieme una soluzione che garantisca pure questo. Che altro dire? Forse solo una cosa: dai video proiettati e dalla viva voce abbiamo ascoltato testimonianze di ragazze e ragazzi, di madri che hanno reso l’idea della felicità, colta grazie a questo progetto a loro rivolto ed eseguito sui singoli territori… Una felicità che, senza la Legge di cui abbiamo parlato oggi, non sarebbe stato possibile abbracciare; una felicità comunicata dalle testimonianze dei ragazzi, che ci ha aperto il cuore, rendendolo lieto: sì, siamo lieti che da questo duro lavoro di coordinamento tra enti, istituzioni e operatori esca fuori la felicità che abbiamo ascoltato, quella delle piccole cose, che poi tanto piccole non sono, ovvero la felicità dell’imparare a scrivere, dell’imparare a nuotare, dell’imparare a coordinare i movimenti. Cose che, invero, sembrano piccole a questo mondo veloce e distratto, e che, apparentemente non offrono soluzione al problema, alla complessità del problema connesso alla pluriminorazione; in realtà il mondo intero trova senso proprio in questo tipo di felicità, in quello di una mamma che dice: «quando vedo mio figlio che riesce a fare quel piccolo passo in più, verso la dignità e l’inclusione, tocco il cielo con un dito». Ecco, queste parole, di felicità e verità, ci ripagano di ogni sforzo, rinfrancano gli operatori e noi dirigenti, dandoci la carica per riproporre e rilanciare questa bellissima e importante iniziativa, sul cui slancio scorgiamo, ogni giorno, il mondo che vogliamo costruire”.
Stamattina il regista Fushiya è rimasto affascinato dalla bellezza dei Bronzi di Riace e degli altri reperti esposti al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Accompagnato dal suo staff, ha effettuato delle riprese per la realizzazione di un documentario che andrà in onda per una televisione giapponese, nel quale i capolavori del MArRC faranno da sfondo al racconto della storia, della cultura e della quotidianità di Reggio Calabria.
«I Giapponesi amano l’Italia e tutte le sue tradizioni – ha dichiarato Fushiya – ma spesso nei loro viaggi non arrivano fino alla “punta dello Stivale”. Perciò non conoscono questa regione e non conoscono la città di Reggio Calabria. Così, nella nostra programmazione, abbiamo scelto questa meta, per promuoverla anche nei paesi dell’Estremo Oriente. All’interno del documentario un’intera sezione sarà dedicata alla storia della città, in cui raccontare il legame che c’è con la Grecia. Per questo non potevamo non fare una tappa al Museo Archeologico Nazionale, per valorizzare, tra gli altri tesori, anche i bellissimi Bronzi di Riace», conclude il regista.
Dopo le riprese nella Sala dei Bronzi di Riace e di Porticello, la troupe è stata conquistata dai tanti reperti di età greca e romana esposti al Livello D del Museo, nelle sezioni dedicate a Rhegion e a Regium Iulium.
«Ho accolto con entusiasmo la proposta del regista Fushiya di dedicare una parte del suo documentario al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria – dichiara Carmelo Malacrino, direttore del MArRC. In questi anni abbiamo visto crescere sempre più il numero dei visitatori stranieri, provenienti da ogni parte del mondo, dall’America fino dall’Australia. Investire nella promozione internazionale è per noi un interesse primario, non solo per far conoscere il Museo, ma anche per far scoprire luoghi meno noti della Calabria anche attraverso la grande forza attrattiva dei magnifici Bronzi di Riace. Nei luoghi più lontani, come quelli dell’Estremo Oriente, questi “capolavori del Mediterraneo” diventano simboli di un’interna cultura, nella quale le nostre “distanze occidentali” si riducono fortemente. Nell’anno in cui si celebra il Cinquantesimo anniversario del loro ritrovamento – conclude Malacrino – i Bronzi di Riace si trasformano in icone identitarie di un territorio capare di integrare culture e tradizioni millenarie».
Catanzaro: Mattarella consegna la Medaglia d’oro al merito civile
È stata consegnata alla Città di Catanzaro la Medaglia d’oro al merito civile. L’onorificenza è stata conferita dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in considerazione del fatto che la città “è stata obbiettivo – è detto nella motivazione – di ripetuti bombardamenti che portarono alla distruzione del centro storico e degli ospedali, nonché alla morte di oltre 400 persone e al ferimento di innumerevoli civili. I cittadini si distinsero per l’assistenza ai feriti e per gli atti di solidarietà. Esempio di generosità, di altruismo e di gesti eroici”.
La cerimonia di consegna si è svolta alla presenza del prefetto Maria Teresa Cucinotta, del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, del vicesindaco Giusy Iemma e del generale Pasquale Martinello, già responsabile del Comando militare esercito “Calabria” . “Ringrazio – ha detto, nel suo intervento, il vicesindaco Iemma – il presidente Mattarella per l’importante onorificenza ed il prefetto Maria Teresa Cucinotta per avere seguito con speciale sensibilità questo percorso e per il lavoro svolto a Catanzaro in questi anni. Ringrazio anche lo storico catanzarese Nando Castagna, che ha saputo ricostruire i tragici fatti di quei giorni, ed il generale Pasquale Martinello, presidente dell’Associazione culturale ‘Calabria in Armi’, che ha portato avanti questa significativa iniziativa. Ciò che è rimasto immutato, nel corso degli anni, è l’enorme tessuto umano e sociale che contraddistingue la nostra città e i suoi abitanti, sempre disposti a tendere la mano verso gli altri, verso chi si trova in una situazione di difficoltà e verso chi ha bisogno di aiuto. Tra memoria e nuova costruzione, la città si è rialzata da quegli eventi tragici e ha costruito una nuova storia fatta di sacrificio, dedizione al lavoro ed unità sociale”.
“La Medaglia d’oro che riceviamo oggi – ha detto ancora Giusy Iemma – deve ricordarci che la Pace è un valore che va costruito giorno dopo giorno. Non può mai darsi per scontata e deve fare breccia nel cuore di chi governa. Catanzaro è sempre stata ‘Città della Pace’ ed ha rifiutato il linguaggio della violenza tra i popoli e tra i suoi concittadini. La nostra è una comunità che ha sempre interiorizzato i valori espressi nella Costituzione, e in particolare l’articolo 11, in cui si afferma che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. Catanzaro ripudia la guerra e vuole farsi promotrice di un circuito di pace virtuoso dove nessuno rimane escluso, nessuno può sentirsi in guerra con l’altro e l’incontro tra le persone è posto come unico e vero mezzo di coesione sociale. Per questo confidiamo nel Presidente della Repubblica, uomo di grande saggezza e sintesi perfetta di spirito nazionale e umanitario. Lo invitiamo a venire a Catanzaro, capoluogo di Regione, per una visita istituzionale che gli consenta di apprezzare la bellezza della città e l’umanità del nostro popolo”.
“Il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge di iniziativa del consigliere Katya Gentile che disciplina la cremazione. È stato così colmato un vuoto normativo su una materia delicata fino ad oggi non regolamentata dalla Regione”. E’ quanto si afferma in un comunicato della consigliera regionale. “La legge – sottolinea Gentile – rappresenta un importante momento di crescita culturale e civile per la nostra regione. È sotto gli occhi di tutti la situazione dei cimiteri: carenza di spazi, bare accatastate in attesa di sepoltura, liste di attesa interminabili per l’assegnazione di un loculo. E così i familiari dei defunti sono sottoposti ad una sofferenza ulteriore. I dati confermano che in Italia è in aumento la richiesta di cremazione, una pratica che ha diversi vantaggi: consente di limitare l’uso del suolo pubblico per l’espansione delle aree cimiteriali; i costi per il cittadino sono nettamente inferiori rispetto a quelli di una sepoltura tradizionale, costi che si azzerano in caso di affidamento o dispersione in natura delle ceneri. Anche le cellette per la conservazione delle urne hanno costi di concessione inferiori rispetto ai loculi cui sono destinati i feretri. Alle ragioni di convenienza si sommano quelle legate al rispetto dell’ambiente. Nel medio e lungo periodo, la cremazione ha un inesistente impatto ambientale grazie anche allo sviluppo di moderne tecnologie, che consentono la realizzazione di impianti eco compatibili in grado di ridurre l’emissione di sostanze inquinanti”.
“La legge approvata in Consiglio regionale – è detto ancora nel comunicato – disciplina la pratica della cremazione in tutte le sue fasi: dall’autorizzazione alla regolamentazione per l’affidamento, la conservazione e la dispersione delle ceneri, fino al piano di coordinamento regionale demandato all’esecutivo”. “Insieme a questa necessità di carattere economico e sociale – aggiunge Gentile – ho inteso considerare anche la volontà di poter tumulare l’animale di affezione insieme al suo padrone”. La nuova legge prevede, infatti, in presenza di volontà espressa dal defunto o dagli eredi, la possibilità di tumulare, previa cremazione, le ceneri degli animali di affezione, riposte in un’urna separata, nello stesso loculo del defunto o nella relativa tomba di famiglia. “Il rapporto che si instaura tra l’essere umano e il proprio animale – evidenzia la consigliera regionale – è un sentimento profondo e disinteressato che sfocia in un legame indissolubile. L’autorizzazione alla tumulazione di cani, gatti e altri animali di affezione nella tomba del proprietario rappresenta, quindi, un gesto dal grande valore simbolico, oltre che di sensibilità e civiltà“. (ANSA).
La Squadra mobile di Vibo Valentia ha arrestato un uomo con l’accusa di avere abusato per anni della figlia minorenne. L’arresto è stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica. L’arrestato risiede in un centro del litorale vibonese. Secondo quanto è emerso dalle indagini, gli abusi sarebbero iniziati sin da quando la minore aveva cinque anni e si sarebbero protratti fino ai mesi scorsi. L’attività investigativa è iniziata dopo che la minore ha riferito delle violenze subite ad opera del padre prima alla madre e poi, con l’assistenza di alcuni psicologi, ai poliziotti. La vittima delle violenze, poco dopo l’avvio delle indagini, è stata sottratta alla famiglia e collocata in una località protetta. (ANSA).
Calabria: Straface giustifica la manovra: “Ispirata ai principi di equità, tutela del diritto allo studio e al lavoro”
“Una manovra ispirata ai principi di equità, giustizia sociale, tutela del diritto allo studio e al lavoro. Un documento contabile che affronta, in modo chiaro e cristallino, le priorità della nostra regione e si configura come uno spartiacque rispetto al passato, laddove pullulavano sprechi e privilegi. Questi, in sintesi, i capisaldi che animano la manovra d’assestamento al Bilancio di previsione 2022/2024 della Giunta regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto, approvata ieri in Consiglio regionale”. È quanto dichiara, in una nota, Pasqualina Straface, consigliere regionale di Forza Italia.
“Una manovra – aggiunge Straface – improntata alla grande attenzione che la stessa Amministrazione regionale ha adoperato per pervenire al massimo risultato possibile, nell’alveo della delicatezza del momento storico che stiamo attraversando. È il risultato finale, come ho avuto modo di evidenziare nel corso del mio intervento in Aula, al quale sono pervenuti, dopo un enorme lavoro, i preposti Dipartimenti della Regione per tentare di recuperare più risorse possibili allo scopo di allineare e sistemare partite contabili che determinano uno stato di sofferenza allo stesso Ente, soprattutto per effetto di maggiori spese derivanti da enti strumentali. Una manovra, dunque, di sistema, realizzata dopo un accurato lavoro di “cucitura” dei diversi capitoli di spesa, con l’obiettivo di preservare e tutelare il rischio di esporre la Regione Calabria da obbligazioni e debiti fuori bilancio”.
Per Straface “questa manovra, a differenza delle pretestuose critiche mosse dal consigliere Bevacqua, segna, piuttosto, un radicale cambiamento rispetto al passato, operato con vigore e determinazione dal presidente Roberto Occhiuto e dalla Giunta regionale. Basti pensare, innanzitutto, all’iniezione di risorse finanziarie, pari a circa 2 milioni di euro, per far fronte alla crisi che stanno attraversando i Consorzi di bonifica e garantire le mensilità legittimamente spettanti ai lavoratori: un fatto che non ha precedenti nella storia politico-istituzionale della nostra regione, a riprova della grande attenzione verso questo settore. Occorre rendersi conto, poi, della notevole implementazione, pari ad oltre 1 milione di euro, relativamente al diritto all’istruzione a favore degli studenti calabresi. Come non prendere atto, ancora, dei ben 13 milioni recuperati dal bilancio del Consiglio Regionale. Un dato inequivocabile di taglio e razionalizzazione delle spese del Consiglio rispetto al passato allorquando Palazzo Campanella era visto come il simbolo degli sprechi. Un vero e proprio macigno sul Bilancio della Regione che oggi, invece, viene completamente meno”.
“È, al contrario dei pregressi anni, un Bilancio– sostiene ancora l’esponente di Forza Italia – che segna un rinnovato contesto nel quale la prudenza, la razionalizzazione, l’attenzione alle spese rappresentano il punto di riferimento e la bussola dell’agire della Regione, con una particolare attenzione rivolta alle categorie dei lavoratori in sofferenza, alle nuove generazioni e all’offerta didattica e formativa loro riservata, al reclutamento di nuovo personale per ‘svecchiare’ strutture burocratiche ormai obsolete. È questa la nuova Calabria del presidente Occhiuto“. (ANSA).
Un’altra importante occasione di confronto sui temi della medicina dell’adolescenza, la branca della pediatria volta a costituire un fisiologico ponte tra l’infanzia e la vita adulta, nel nuovo appuntamento con il corso di perfezionamento in medicina dell’adolescenza, organizzato dalla ACSA&STE guidata dal dottor Giuseppe Raiola, direttore SOC Pediatria dell’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro. Il corso – che si tiene nella Casa delle Culture della Provincia di Catanzaro – è suddiviso in moduli distribuiti da luglio a dicembre 2022 con esperti di assoluto rilievo nelle varie specialità mediche. “La Medicina della Adolescenza nasce dalla consapevolezza che molte delle caratteristiche biologiche, psicologiche e patologiche degli adolescenti hanno caratteristiche proprie che le differenziano sia da quelle dei bambini sia da quelle dell’adulto, richiedendo una capacità di integrazione tra aspetti medici, etici e psico-educativi – spiega il dottore Raiola -. La medicina dell’adolescenza ha il compito di permettere al pediatra di prendersi cura del bambino dalla nascita al completamento della sua crescita psico-fisica e con questo corso cerchiamo di dare il nostro contributo a questo importante percorso evolutivo”.
A margine dei lavori, nella sua veste di presidente del Comitato Unicef Calabria, il dottore Raiola si è intrattenuto con il dottor Antonio Marziale (che sabato ha relazionato sul tema “Abbiamo ucciso l’adolescenza”), Garante per l’Infanzia. Raiola e Marziale – che hanno già avuto modo di lavorare insieme in passato, rilanciano l’impegno a collaborare per promuovere e realizzare attività di informazione e sensibilizzazione nella tutela dei diritti dei minori. “L’adolescenza va ricostruita – ha affermato il Garante dell’Infanzia – perché genitori, docenti, istituzioni hanno la tendenza quasi a considerare più grandi i ragazzi rispetto alla propria età: ma fino a 18 anni la scienza li individua come soggetti in età evolutiva, e non solo convenzionalmente ma proprio perché quello è un limite minimo perché loro maturino psicologicamente, nelle loro scelte, cioè diventino adulti. Quindi, bisogna combattere questa forma di adultizzazione precoce e mettere in campo tutti gli strumenti scientifici ed istituzionali che si hanno a disposizione perché i bambini e gli adolescenti tornino a poter godere della loro età e ad essere trattati come tali”.
Una relazione molto apprezzata quella del dottor Fabio Gabrielli che si è soffermato sulla psico-sociologia adolescenziale della salute, ed in particolare sulla relazione di cura. “Da un lato siamo chiamati a coltivare la nostra esistenza, quindi a progettare, a radicare e progettare la nostra vocazione – ha spiegato Gabrielli -. E dall’altra anche a custodire colui con cui entriamo in relazione, cioè l’altro, che non è mai una nostra misura, né una nostra proiezione né una nostra copia, ma è colui che ci completa nell’esistenza”.
Ed ecco che fare formazione in un settore come in quello della Medicina dell’Adolescenza, e tornare a seguire corsi in presenza, diventa fondamentale anche perché “noi siamo pelle, siamo sguardo, abbiamo bisogno di toccarci e di entrare in contatto – ha detto ancora Gabrielli -. La medicina dell’adolescenza è una branca non solo molto interessante ma anche molto delicata, perché siamo chiamati ad ospitare ed accogliere delle fragilità in formazione: questi ragazzi sono un condensato di emozioni che lentamente cercano di strutturarsi in sentimenti, vale dire l’emozione che cerca di avere una narrazione. E’ l’emozione che cerca una capacità di ascolto, che non arriva da un momento all’altro, c’è un tracciato semantico ricchissimo: ascoltare significa custodire e proteggere la narrazione dell’altro
Il dottor Jean Pierre Pintucci è un otorino è andato oltre il proprio campo di specializzazione, l’otorinolaringoiatria, per soffermarsi sull’importanza di un confronto capace di generare virtuose contaminazioni nell’interesse dei bambini che diventano adolescenti. “Se ad esempio pensiamo allo stato d’animo di un adolescente che vive la fase della muta vocale, e magari si ritrova con una voce da adulto in un corpo da bambino – ha detto Pintucci – diventa evidenza come il punto di incontro tra il pediatra e lo specialista è fondamentale per focalizzare patologie sconosciute che altrimenti sarebbero inquadrate parzialmente. Con il dottore Raiola, che ringrazio per l’invito e la qualità dell’organizzazione del corso, abbiamo proprio deciso di mettere in pratica questo punto di incontro ad esempio puntando all’apprendimento della tecnica dell’uso del fibroscopio anche ai pediatri”.
“Dobbiamo far coesistere anime diverse dal punto di vista scientifico in medicina dell’adolescenza– ha affermato il dottor Antonio Messa –. Dove non ci serve una medicina solo in termini medici in senso puro, ma anche tutta una serie di strumenti che possono far funzionare meglio la medicina, che vanno dal coinvolgimento sociologico a quello delle strutture sanitarie ad un corretto percorso di tipo manageriale. Questo potrebbe portare alla creazione di professionisti che siano in grado di trattare il paziente anche dal punto di vista socio-clinico, anche quando ha quelle patologie “di società” che non vengono direttamente a contatto con il medico”. Molto entusiasta dell’esito del confronto imbastito sulle relazioni e sulle discussioni cliniche è stato anche il dottor Fausto Rossini che si è soffermato ad illustrare lo studio di episodi specifici in ematologia. “Ho potuto assistere a relazioni molto interessanti, con uno spettro molto ampio: per conoscere e capire è importante coinvolgere lo spettro degli specialisti dell’adolescenza”. Il prossimo appuntamento, l’ultimo per il corso di aggiornamento di quest’anno, è fissato per venerdì 16 e sabato 17 dicembre.
“Costruire, anche sui territori, un presidio integrato di azioni, per dare respiro alla straordinarietà dell’Esistenza, quella capace di trarre dall’assistenza la forza di riempire i giorni di impegno, soddisfazione, realizzazione”: questo l’obiettivo delineato dalla dottoressa Annamaria Palummo, Consigliere Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, rispetto al Progetto per lo sviluppo di servizi a favore delle persone cieche pluriminorate, normato in Calabria dalla Legge regionale n. 17 del 31 maggio 2019, che ha costituito l’oggetto del Convegno svoltosi questa mattina nella Sala Oro della Cittadella Regionale di Germaneto, a Catanzaro.
“Un simposio che – ha spiegato la dottoressa Palummo, moderatrice dell’incontro – costituisce il consuntivo della terza annualità del progetto afferente alla succitata legge, la quale è la bussola che può portarci a cogliere il risultato poco fa prefigurato. Certo, quello che siamo già riusciti a ottenere grazie a questa norma, che è un’eccellenza, un primato della nostra Regione, ha del prodigioso; un prodigio determinato dalla sinergia tra Istituzione regionale e associazionismo, nello specifico Consiglio Regionale dell’UICI Calabria e Comitato Regionale Calabria della IAPB, i quali, attraverso i finanziamenti appositamente erogati dalla Regione e grazie al lavoro dei dirigenti, delle strutture associative e degli operatori, hanno garantito, anche quest’anno, con interventi mirati e modulati sulle specificità individuali, dignità a tante persone, a tante sensibilità, a tante aspirazioni: consulenze, assistenza alle famiglie, assistenza scolastica, stimolazione basale, trasporti, attività ludiche e ricreative e via dicendo sono riusciti di nuovo a scardinare la coltre di immobilismo e marginalizzazione che troppo a lungo ha negato a troppe sorelle e a troppi fratelli la fragranza della libertà. A tal riguardo, ritengo opportuno evidenziare come il prossimo step debba consistere nella riqualificazione del nostro gruppo di operatori e di quello degli istruttori per l’orientamento e la mobilità, facendo in modo che questa legge arrivi a estendere, sempre di più, i propri effetti sui territori, così da rendere le nostre sezioni delle vere e proprie agenzie di promozione esistenziale, in grado di volare oltre ogni limite, di dare alla vita i colori della felicità”.
Felicità che – ha evidenziato la Vicepresidente della Regione Calabria, Giusy Princi, “dipende dalla capacità che tutti noi, Regione e Associazioni, sapremo continuare a dimostrare nel donare vicinanza a chi ha più bisogno, creando le condizioni congrue all’inclusione e all’integrazione, sociale, lavorativa e scolastica. Ecco, la formazione è il punto fondamentale, per i non vedenti, per i portatori di pluridisabilità e per coloro i quali devono loro garantire l’assistenza: in tale ambito la Regione è particolarmente presente, al fine di rendere la nostra terra accessibile a tutti, in tutte le sue opportunità e in tutta la sua bellezza”.
Regione che ringraziamo, “unitamente al suo Presidente, Roberto Occhiuto, per aver, anche quest’anno consentito di dare seguito a un progetto di cui andiamo orgogliosi – ha affermato il Presidente Regionale di UICI e IAPB Calabria, Pietro Testa -; in progetto per il quale occorre continuare a lavorare insieme, ognuno nel proprio campo d’azione, affinché possiamo, da qui a un anno, ritrovarci per il seminario della quarta annualità; un seminario da riempire, alla stregua di oggi, non solo di freddi numeri, ma, soprattutto, di calore umano e gioia, come quelle veicolate dalle testimonianze che ascolteremo e dai video che saranno proiettati; video realizzati dalle sedi territoriali dell’UICI, le quali provvederanno a esplicitare le proprie relazioni sull’annualità appena conclusa”.
Testimonianze e video che si sono succedute nella soleggiata mattina catanzarese, colmando – per usare le parole del Presidente Testa – di calore umano e gioia la sala, affollata dalle nutrite delegazioni territoriali che hanno raggiunto la Cittadella Regionale, con assistiti, famiglie, operatori e dirigenti, i quali hanno seguito con interesse i lavori, il cui proscenio è stato poi occupato proprio dalle rappresentanti e dai rappresentanti delle cinque sedi territoriali UICI, ovvero Catanzaro – col saluto della Vicepresidente Lidia Travaglio, in sostituzione del Presidente territoriale Concetta Loprete, assente per motivi di lavoro, e la relazione di Luciana Loprete, dirigente regionale UICI, già presidente del Comitato regionale IAPB -, Crotone – col saluto del Presidente Francesco Scicchitano e la relazione di Stefania Scalise, segretaria della sede -, Cosenza – col saluto e la relazione del vicepresidente Roberto Crocco -, Reggio Calabria – col saluto e la relazione della Presidente Francesca Marino e il breve intervento del Presidente territoriale emerito Fortunato Pirrotta, presidente del Collegio nazionale dei Probiviri dell’UICI – e Vibo Valentia – col saluto e la relazione del Presidente Giuseppe Bartucca -.
Testimonianze, video e relazioni che hanno palesato l’esito prodigioso di cui ha parlato la moderatrice Palummo: il prodigio di essere riusciti a liberare la meraviglia del quotidiano, massimizzando, a livello individuale, quelle che il Presidente Nazionale UICI e IAPB, Mario Barbuto, collegato da remoto, ha definito le “abilità residue”, attraverso cui percorrere con successo la strada verso una società aperta e libera da vincoli e barriere. Una libertà di cui la Calabria è alfiere, grazie alla particolarità di questo progetto; “particolarità – ha spiegato l’avvocato Annunziato Denisi, consulente legale dell’UICI Calabria – consistente nel fatto che non solo l’elaborazione e la definizione ma anche la sua esecuzione ha come elementi di riferimento congiunto associazionismo e istituzione: associazioni ed Ente Regionale che, insieme, sono partecipanti attivi e responsabili del progetto, in ogni sua fase. Un progetto che si dipana nell’attività quotidiana coordinata dai dirigenti ed eseguita dalle nostre segreterie territoriali, da quella regionale e dagli uffici della Regione Calabria, oltre, che ovviamente, dagli operatori, i quali danno concretezza all’erogazione dei servizi. I risultati sono tangibili e la speranza è di riuscire a fare partire i progetti, come previsto inizialmente, dal settembre di ogni anno, per dare continuità e massima espressione alle potenzialità di questa legge, che, nata in Calabria, è un esempio di simbiosi vincente tra pubblico e privato”.
Una simbiosi da promuovere e a cui guarda con interesse la platea dell’associazionismo calabrese, rappresentata, durante il seminario di oggi, da Maurizio Simone, Presidente regionale della Fand, Antonio Mirijello, Presidente Regionale ENS, e da Carmine Vizza, Presidente provinciale dell’UNMS Cosenza, i quali, con le loro riflessioni, hanno arricchito di contenuti il meeting, curato da Patrizia Tortorella, Stefania Scalise, Daniela Taverna, Debora Chimento, Gianluigi Melina, Paolo Massaria e Davide Scalzo. Meeting “che, come ogni anno – ha chiosato la dottoressa Palummo – è stato speciale: speciale perché abbiamo nuovamente dimostrato come le risorse pubbliche, coniugate con l’impegno quotidiano che la nostra Associazione profonde da oltre cento anni in direzione dell’inclusione sociale e dell’integrazione, della riabilitazione, del sostegno, del supporto, possono portare a ottenere risultati eccellenti. Risorse che, quando non vanno disperse, bensì investite in interventi mirati, possono, anche quando sono esigue, produrre un effetto moltiplicatore su quella che è la convergenza relativamente al piano integrato delle azioni. Al riguardo, abbiamo ribadito al presidente Occhiuto la necessità di dare continuità a questi servizi di assistenza, rilanciando il desiderio, che è poi una necessità, di non interrompere durante l’anno questa progettazione, che deve fluire quotidianamente; stiamo, in proposito, studiando insieme una soluzione che garantisca pure questo. Che altro dire? Forse solo una cosa: dai video proiettati e dalla viva voce abbiamo ascoltato testimonianze di ragazze e ragazzi, di madri che hanno reso l’idea della felicità, colta grazie a questo progetto a loro rivolto ed eseguito sui singoli territori… Una felicità che, senza la Legge di cui abbiamo parlato oggi, non sarebbe stato possibile abbracciare; una felicità comunicata dalle testimonianze dei ragazzi, che ci ha aperto il cuore, rendendolo lieto: sì, siamo lieti che da questo duro lavoro di coordinamento tra enti, istituzioni e operatori esca fuori la felicità che abbiamo ascoltato, quella delle piccole cose, che poi tanto piccole non sono, ovvero la felicità dell’imparare a scrivere, dell’imparare a nuotare, dell’imparare a coordinare i movimenti. Cose che, invero, sembrano piccole a questo mondo veloce e distratto, e che, apparentemente non offrono soluzione al problema, alla complessità del problema connesso alla pluriminorazione; in realtà il mondo intero trova senso proprio in questo tipo di felicità, in quello di una mamma che dice: “quando vedo mio figlio che riesce a fare quel piccolo passo in più, verso la dignità e l’inclusione, tocco il cielo con un dito”. Ecco, queste parole, di felicità e verità, ci ripagano di ogni sforzo, rinfrancano gli operatori e noi dirigenti, dandoci la carica per riproporre e rilanciare questa bellissima e importante iniziativa, sul cui slancio scorgiamo, ogni giorno, il mondo che vogliamo costruire“.
Al termine dell’intensa Cerimonia Finale di Premiazione – svoltasi ancora una volta nella magnifica Terrazza panoramica dello splendido Museo Archeologico di Reggio Calabria, casa dei Bronzi – il prof. Pasquale Amato, suo fondatore e instancabile anima, ha sottolineato con palese soddisfazione che la XXXVII Edizione del Premio Mondiale di Poesia Nosside “ha segnato un notevole salto di qualità nella storia di questo progetto senza confini, caratterizzato dalla difesa delle identità linguistiche e culturali di ogni parte del pianeta Terra mediante l’immaginario poetico espresso in qualsiasi forma, scritta, in video o in musica”.
L’Evento è stato aperto dal saluto della Dott.ssa Giusi Cassalia in rappresentanza del Direttore del Museo arch. Carmelo Malacrino. Il Presidente del Premio Pasquale Amato – dopo aver introdotto l’evento con una densa relazione che si allega a parte – ha condotto la serata con ritmo incalzante e gradevole. Sono intervenuti con brevi e apprezzati saluti l’Assessore alla Cultura del Comune di Reggio Irene Calabrò, che ha offerto ai poeti maggiori premiati una preziosa litografia del noto pittore reggino Natino Chirico dedicata ai Bronzi di Riace, e il Vice-Sindaco di Bova Gianfranco Marino. Vincenzo Molinari, Docente dell’Accademia di Belle Arti, ha offerto in omaggio ai Tre Vincitori Assoluti una sua litografia sui Bronzi di Riace.
Protagonista indiscussa dell’Evento è stata comunque e giustamente la poesia. Sono stati premiati poeti in rappresentanza dei 64 di tutti i continenti, dall’Europa alle Americhe, dall’Africa all’Asia e all’Oceania che complessivamente hanno ricevuto riconoscimenti dalla Giuria Internazionale presieduta dal prof. Giuseppe Amoroso. Tra i premiati i tre Vincitori Assoluti ex-aequo Alessandro Inghilterra di Genova, la polacca Alicja Maria Kuberska e Caterina Marina Neri di Reggio Calabria, la Menzionata Speciale Dalva Maria Biannitz Baccalà di San Paolo del Brasile (l’altra Menzionata Speciale Sue Zhu, cinese residente in Nuova Zelanda, premiata con una poesia in video, ha dovuto rinunciare per Covid ma ha fatto sapere che intende venire in primavera a Reggio per ritirare il Premio) e la locrese Maria Galluzzo che si è aggiudicata la Menzione Speciale “Nosside-Bergamotto di Reggio Calabria”. Hanno inoltre ricevuto riconoscimenti Loretta Stefoni (Menzione Straordinaria), Roberto Gamba e Rita Minniti (Menzioni Particolari), e le Menzionate Eufemia Attanasi (in idioma Griko Salentino), Vanna Sanciu (in lingua sarda) e l’ucraina Lyubov Hrynevych.
Hanno interpretato con pathos coinvolgente le opere premiate Teresa Timpano e Filippo Gessi della Compagnia reggina Scena Nuda, unica della Calabria ammessa nel circuito nazionale del Ministero della Cultura. Hanno eseguito i commenti musicali Benedetta Romeo, Simone Latella e Chiara Navarra, giovani validi esponenti del Gruppo “Corde Libere”. L’organizzazione – palesatasi come una macchina perfetta – è stata curata dallo staff del Nosside composto da Antonino Albano, Giada Amato, Martina De Lorenzo e Enzo Laganà. Hanno collaborato Alessia Furia e Josevaldo Costa Aragao. I bellissimi costumi ispirati all’antichità greca indossati magnificamente da Giada e Martina sono stati realizzati dalla Stilista teatrale reggina Renè. Tutte le opere premiate saranno inserite nell’elegante Antologia “Nosside 2022” curata da Pasquale Amato e dalla Segretaria Generale del Premio Mariela Johnson Salfràn e pubblicata dall’editrice Media&Books di Santo Strati, Media partner del Nosside assieme a ReggioTV di Eduardo Lamberti Castronuovo.
La Giuria 2022 è stata rappresentata dalla Segretaria Rosamaria Malafarina e dai componenti Giuseppe Cardello e Nadia Crucitti. Il preside Nicola Pavone ha partecipato per l’AVIS, da 30 edizioni al fianco del Nosside assieme al Maestro Orafo Gerardo Sacco. Sono stati coinvolti nella Premiazione la Presidente e il Segretario del Cis Calabria Rosita Loreley Borruto e Stefano Fava, il Presidente dell’Associazione Apodiafazzi Carmelo Giuseppe Nucera, il Presidente della Fondazione Mediterranea Vincenzo Vitale e per il Comitato per il Bergamotto di Reggio Calabria Angelica Cuzzola, Angelo Musolino e Maria Pinneri.
Il “Nosside Day 2022” si è chiuso alla grande con una prelibata Cena di Commiato dedicata ai poeti premiati nella raffinata A Gourmet L’Accademia dello Chef Filippo Cogliandro che – affiancato dal Maestro Pasticcere Angelo Musolino e dal Maestro Gelatiere Davide De Stefano della Gelateria Cesare – ha incantato i palati dei partecipanti con la ricca e unica gastronomia, gelateria e pasticceria del territorio metropolitano reggino con il ruolo primario riservato al Principe Mondiale degli agrumi: il Bergamotto di Reggio Calabria.
Concludendo, il 2022 ha rappresentato un nuovo passo avanti della mission universale del Progetto culturale caratterizzato dal nome della poetessa locrese Nosside, dal logo che è una stupenda opera pre-futurista del genio Umberto Boccioni di Reggio Calabria e dall’apporto creativo dell’orafo crotonese Gerardo Sacco. Un trittico che è in sintonia con la globalità del Progetto nato a Reggio Calabria, sulla riva continentale del magico Stretto di Scilla e Cariddi, il luogo più ricco di miti del mondo.